Combattimento ai Pozzi Apache: Storia e Impatto Ambientale

La storia del West è ricca di curiosità e aneddoti, spesso avvolta da un alone di leggenda e falso storico. Tra questi, il combattimento ai Pozzi Apache rappresenta un episodio significativo, sia per la sua rilevanza storica che per le sue implicazioni ambientali.

L'Ultimo Scontro Campale in Arizona

La battaglia ai Pozzi Apache è ricordata come l'ultimo scontro campale combattuto in Arizona tra tribù nemiche. Un testimone d'eccezione, Isaiah C. Woods, osservò direttamente l'evento e ne fornì un preciso resoconto.

Il Contesto Geografico e Storico

La pista seguiva un percorso a nord di Tucson, verso il fiume Gila, proseguendo poi verso il fiume Colorado. La stazione della linea postale era situata a Maricopa Wells, una zona così chiamata per la presenza di pozzi scavati dai viaggiatori per l'approvvigionamento idrico, nelle vicinanze dei due villaggi Maricopa.

Il 31 agosto 1857, Woods raggiunse la stazione di Maricopa Wells con un carro danneggiato e cinque uomini, tra cui R. W.

Le Tribù Coinvolte

I Pima e i Maricopa erano indiani sedentari che praticavano l'agricoltura sfruttando le terre irrigue vicino al corso del Gila. Erano popoli amici e alleati, ma non parlavano la stessa lingua. I Maricopa, di lingua Yuman, provenivano dalla valle del Colorado e migrarono gradualmente verso est seguendo il Gila per sfuggire ai nemici Quechan e Mojave. I Pima del Gila, invece, parlavano una lingua Piman della famiglia uto-azteca, come i Papago.

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I Quechan, o Yuma, abitavano il basso corso del Colorado, non lontano da Yuma, mentre i Mohave, più numerosi, vivevano più a nord, nella valle Mohave.

L'Inizio della Battaglia

All'alba del 1° settembre, Woods decise di attendere l'arrivo dell'agente della stazione e si sedette sotto un albero di mesquite. Improvvisamente, vide sorgere altri fuochi e cominciò a distinguere grida e sagome umane che correvano in tutte le direzioni. Molte capanne del primo villaggio Maricopa, costruite con frasche e rami a forma di cupola, stavano bruciando, mentre gli abitanti fuggivano.

Alcuni Maricopa, montati a cavallo, si diressero verso i villaggi degli alleati Pima per dare l'allarme e chiedere aiuto. Un vecchio Maricopa raggiunse la stazione di posta a cavallo e, parlando spagnolo, riferì che sua moglie era stata uccisa e chiese se gli uomini bianchi potevano intervenire con le loro armi da fuoco. Deluso dal rifiuto, il vecchio si avviò verso gli insediamenti Pima.

Le Forze in Campo

Circa 450-500 Maricopa vivevano nei loro due villaggi, El Juez Tarado e Sacaton. Di questi, circa 100 erano in grado di portare le armi. Nei villaggi Pima abitavano circa 4.000 persone e, forse, 500-600 erano i combattenti. Quindi, i guerrieri Pima e Maricopa, molto più numerosi, si trovarono a fronteggiare circa 104 avversari Quechan e Mohave, secondo la stima di Woods.

La Svolta e la Conclusione della Battaglia

Ci fu una sosta nel combattimento, durante la quale i due schieramenti si ricompattarono. Ma fu una sosta fatale per gli indiani attaccanti. Da quel momento in poi, la battaglia divenne a senso unico. I guerrieri Quechan e Mohave furono uccisi a colpi di mazze da guerra, colpiti con lance e trapassati dalle frecce. Secondo Woods, solo undici assalitori riuscirono a fuggire verso la Sierra Estrella; secondo fonti di seconda mano, il numero dei superstiti variò da 1 a 7. La battaglia terminò entro le 3 del pomeriggio.

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Woods partì poi per San Diego, attraversò il fiume Colorado a Fort Yuma il 5 settembre e, tre giorni dopo, arrivò a destinazione.

L'Impatto Ambientale della Guerra: Un'Analisi Globale

La battaglia ai Pozzi Apache, sebbene significativa dal punto di vista storico, rappresenta solo un piccolo esempio delle conseguenze ambientali devastanti causate dalla guerra in generale. L'Italia, come sancito dall'articolo 11 della Costituzione, ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Danni Ambientali Diretti e Indiretti

Una guerra comporta danni ambientali elevatissimi. La notizia che i Russi siano giunti a Chernobyl preoccupa molto perché nel corso dei combattimenti tra i militari di Mosca e quelli di Kiev sarebbe rimasto distrutto un impianto di stoccaggio di rifiuti nucleari. La preoccupazione che la guerra in Ucraina possa inquinare l'ambiente con conseguenze per tutti i paesi europei non è affatto da sottovalutare. Basti pensare che l'analista militare russo Pavel Felgenhauer ha dichiarato al Washingotn Post che "la consegna di munizioni aria-superficie, artiglieria, mortai e lanciarazzi multipli nell'area di confine tra Bielorussia e Ucraina potrebbe disperdere detriti radioattivi nel suolo".

In Vietnam, gli Stati Uniti impiegarono erbicidi per più di 75 milioni di litri con lo scopo di defogliare le foreste per scovare il nemico. Dopo la Guerra del Golfo, la concentrazione di nichel nei sedimenti della baia del Kuwait è aumentata di più di 13 volte. La guerra causò incendi dei pozzi petroliferi, nel 1991, i cui contaminanti hanno provocato una triplicazione dei casi di tumori in Kuwait e un aumento dell'incidenza di malattie neurologiche, asma e allergie.

Oltre mezzo milione di profughi furono sospinti ai margini del parco nazionale di Virunga in Congo, durante la guerra in Ruanda. Le conseguenze di questi campi profughi furono devastanti per l'ambiente. Secondo il Worldwatch Institute, circa 1.000 tonnellate di legna furono rimosse dal parco ogni giorno per due anni per costruire ripari, alimentare fuochi da cucina e creare carbone.

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Consumo di Carburante e Emissioni di CO2

Ogni giorno di guerra si consuma tanto carburante che basterebbe a fare il pieno a 1.125.000 autovetture, questo perché i veicoli militari e le armi provocano inquinamento atmosferico e polveri tossiche. Peacelink afferma che La combustione di 1 litro di benzina produce 2,35 kg di anidride carbonica (CO2), quella di 1 litro di gasolio produce 2,66 kg di CO2, la media, che useremo per i nostri calcoli sarà perciò di 2,5 kg di CO2 per ogni litro di carburante.

Un carro armato Abrams M1, pesa 65 tonnellate e fa 1 km con circa 4.5 litri di carburante, quindi 450 litri per 100 km (il suo motore turbo è soprannominato "gas guzzler", l'ingozzatore di benzina). Altri tank consumano in media 200-300 litri per 100 km. Un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16200 litri/ora. Un bombardiere B52 consuma circa 12000 litri/ora. Un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache consuma circa 500 litri/ora. Mezzi di appoggio, logistica varia: si può stimare in media un consumo di 1 litro/km.

Conseguenze a Lungo Termine

Gli sperperi di risorse ingiustificabili per sostenere una guerra, oltre ai problemi etici, sono un danno non solo per la nazione colpita ma per tutto il pianeta. In barba al Protocollo di Kyoto le emissioni gassose in atmosfera, i costi energetici elevati per ricostruire quanto distrutto e i danni ambientali che conseguono ad una guerra non possono vanificare gli sforzi di intere nazioni per ridurre i consumi e risparmiare energia. Nel periodo storico che stiamo vivendo dove i cambiamenti climatici e i danni ambientali sono sempre più preoccupanti, una guerra è profondamente un atto da condannare.

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