Come Combattere i Disturbi Alimentari: Una Guida Completa

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei interessato a saperne di più sui disturbi alimentari (DCA). Forse ti riguarda direttamente, un amico, un familiare, oppure il tema è legato alla tua professione o per semplice curiosità. Qualunque sia il motivo, troverai qui informazioni generali, da approfondire a diversi livelli di specificità.

Indice

  1. Cosa sono i Disturbi Alimentari (DCA)?
  2. Quali sono i Disturbi Alimentari?
    • Anoressia Nervosa
    • Bulimia Nervosa
    • Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata)
    • Obesità
    • Night Eating Syndrome
    • Pica e Disturbo da Ruminazione
  3. Quali sono le Cause dei Disturbi Alimentari?
    • Cause Biologiche
    • Cause Psicologiche
    • Cause Psicosociali
    • Cause Culturali
    • Cause Derivanti da Altri Disturbi Psichici
  4. Disturbi Alimentari: Quali sono i Primi Sintomi? Come Riconoscerli?
    • I Sintomi dell’Anoressia
    • I Sintomi della Bulimia
  5. Disturbi Alimentari Infantili e nei Bambini
    • L’Anoressia nel Bambino
    • Il Disturbo da Comportamento Alimentare Restrittivo e Selettivo
    • L’Obesità Infantile
  6. Disturbi Alimentari: Come Uscirne?
  7. Il Trattamento dei Disturbi Alimentari: A Chi Rivolgersi?
  8. Come Curare i Disturbi Alimentari con la Psicoterapia Sistemico Relazionale?

Cosa sono i Disturbi Alimentari (DCA)?

I disturbi alimentari consistono in modalità di assunzione di cibo che compromettono lo stato di salute fisica o il funzionamento psicosociale di una persona. Vi sono diverse forme di disturbi alimentari classificati tra i disturbi mentali. In Italia, circa 3 milioni di persone, soprattutto adolescenti e in prevalenza di sesso femminile, hanno ricevuto una diagnosi di DCA.

Quali sono i Disturbi Alimentari?

I principali disturbi alimentari sono:

  • L’Anoressia Nervosa
  • La Bulimia Nervosa
  • Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder)
  • L’Obesità
  • La Night Eating Syndrome
  • La Pica e il Disturbo da Ruminazione

Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-5) include anche la Pica e il Disturbo da Ruminazione, meno diffusi nella pratica clinica, mentre non comprende l’obesità, considerata da molti un disturbo alimentare.

1. Anoressia Nervosa

L'Anoressia Nervosa è la forma più nota di disturbo alimentare. È legata primariamente a un ingiustificato e esasperato timore di ingrassare e interessa tipicamente il genere femminile. La paura di ingrassare è oggi molto comune, non solo negli adolescenti, con una forte focalizzazione su tutto ciò che riguarda il cibo e l’alimentazione. Nonostante il termine "anoressia" significhi ‘mancanza di appetito’, in realtà non è così. L'anoressia interessa con frequenza nettamente maggiore il sesso femminile. Nelle sue forme tipiche, insorge all’inizio della pubertà o in adolescenza, più raramente nei maschi, nei bambini o in età adulta. Descritta per la prima volta in Europa, è oggi diffusa in tutti i paesi occidentali e in Giappone, assieme alla bulimia.

Leggi anche: Cintura da wrestling personalizzata: istruzioni

2. Bulimia Nervosa

La Bulimia Nervosa nasce come entità nosografica autonoma nel 1980 con la prima edizione del DSM-3. In precedenza, era stata raramente menzionata, per lo più come variante associata all’anoressia o ad altri quadri patologici. La bulimia rappresenta una ‘soluzione’ per chi non vuole ingrassare ma non riesce a trattenersi dal mangiare.

Nella bulimia, periodicamente la restrizione alimentare è interrotta da abbuffate. La persona che soffre di bulimia ingerisce grandi quantità di cibo in poco tempo, per lo più in solitudine. L’abbuffata è seguita da forte disagio psicologico, senso di colpa e dalle condotte di eliminazione (vomito, uso di lassativi o diuretici, iperattività fisica, ecc.). Frequentemente, queste persone riescono a mantenere un peso e un aspetto normali. La pratica del vomito e le condotte di eliminazione sono spesso associate anche all’anoressia, soprattutto nelle forme croniche.

3. Binge Eating Disorder o Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Nel Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder) gli eccessi alimentari non sono seguiti da condotte di eliminazione come nella bulimia: l’obesità ne costituisce l’inevitabile conseguenza. Mentre nella maggior parte dei casi l’abbuffata bulimica è più o meno accuratamente pianificata, in questo disturbo è spesso una situazione propizia, o la semplice consapevolezza della disponibilità di cibo, a rappresentare una tentazione alla quale non si può resistere.

4. Obesità

L’obesità si caratterizza per un accumulo di grasso corporeo. L’indicatore più utilizzato è l’indice di massa corporea (Body Index Mass): quando è uguale o superiore a 30 si parla di obesità. Questa patologia rappresenta uno dei maggiori problemi di salute pubblica, incidendo sulla qualità e durata della vita. In Italia, un italiano su dieci è obeso. L’obesità non sempre è l’esito del Binge eating disorder. Le persone possono diventare obese semplicemente perché regolarmente mangiano troppo e non fanno attività fisica. Questo tipo di obesità, esito di stili alimentari personali e familiari, può non essere associato a problemi psicologici. Per questa ragione, il DSM 5 non include l’obesità fra i disturbi mentali. Tuttavia, è difficile che l’obesità non abbia conseguenze psicologiche nelle società dove magrezza e prestanza fisica sono valorizzati.

5. Night Eating Syndrome

Questo disturbo alimentare è caratterizzato da:

Leggi anche: Strategie di Kumite

  • Un pattern pressoché giornaliero di assunzione di cibo che incrementa significativamente la sera e la notte. Il paziente salta per lo più la colazione la mattina perché non ha appetito, spesso mangia poco a pranzo e poi incrementa progressivamente l’assunzione del cibo durante la sera e la notte.
  • Episodi in cui il paziente mangia dopo essersi svegliato durante la notte o si sveglia per mangiare.

Affinché si possa parlare di un vero disturbo psichico, questi comportamenti devono essere accompagnati da disagio psicologico e da serie limitazioni nella vita del paziente. Il DSM cita questa sindrome tra gli altri disturbi alimentari specificati. Un dato interessante è che questo pattern alimentare è molto frequente fra gli obesi.

6. La Pica e il Disturbo da Ruminazione

Sono disturbi alimentari molto meno frequenti e per lo più associati a deficit mentale o altre gravi patologie:

  • La Pica è caratterizzata dall’ingestione di materie non commestibili (terra, inchiostro, ecc).
  • Il Disturbo da ruminazione che consiste in una prolungata masticazione, a volte seguita da rigurgito del bolo già ingerito, che viene nuovamente masticato in bocca.

Quali sono le Cause dei Disturbi Alimentari?

Oggi la comunità scientifica tende a proporre per i disturbi del comportamento alimentare modelli multifattoriali di tipo bio-psico-sociale. Come per la maggior parte dei disturbi mentali, non è possibile individuare una causa unica ma un insieme di fattori che possono associarsi e interagire in misura e in modo diverso tra loro nel singolo caso, per favorire l’insorgenza e il mantenimento di un disturbo alimentare. Poiché questi fenomeni si sommano e interagiscono l’uno con l’altro, più che di cause sarebbe opportuno parlare di fattori di rischio.

1. Cause Biologiche

Un fattore biologico evidentemente coinvolto è costituito dall’appartenenza al genere femminile, ma naturalmente il peso della cultura e degli stereotipi di genere possono essere determinanti. Tipicamente i DCA, anoressia in particolare, riguardano giovani donne, dall’inizio della pubertà e nella prima giovinezza, con frequenza nettamente superiore rispetto ai maschi, anche se si registra sia una tendenza all’estensione alle fasce d’età superiore e inferiore, sia a soggetti di sesso maschile.

2. Cause Psicologiche

La dimensione psicologica è unanimemente considerata di primaria importanza nei disturbi alimentari più comuni. Anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata sono associati a determinate caratteristiche psicologiche e la loro stessa definizione implica un atteggiamento psicologico e un disagio legato all’assunzione di cibo e alle sue conseguenze sull’aspetto esteriore. Il fatto di essere molto magri o obesi deve essere associato a un disagio psicologico che ne deriva. Analogamente, i fattori familiari entrano in modo vario ma costante nel favorire la comparsa e la persistenza di tali disturbi. Oggi, la psicoterapia familiare o comunque trattamenti che prevedono il coinvolgimento della famiglia sono considerati parte integrante di qualunque programma di trattamento dei disturbi alimentari.

Leggi anche: Come affrontare Kylo Ren in battaglia

3. Cause Psicosociali

Anche la componente psicosociale gioca un ruolo importante. Il dato epidemiologico è di per sé rivelatore: la prevalenza dell’Anoressia Nervosa e della Bulimia Nervosa in Italia sarebbe rispettivamente dello 0.2%-0.8% e dell’1%-5%, in linea con quanto riscontrato in molti altri paesi europei e non. Viceversa, nei paesi in via di sviluppo i dati relativi a incidenza e prevalenza dei DCA sembrano indicare che la presenza di tali disturbi è collegata al grado di esposizione all’influenza della cultura occidentale.

4. Cause Culturali

I criteri per la diagnosi e diagnosi differenziale non possono evitare di fare riferimento a fattori culturali.

5. Cause Derivanti da Altri Disturbi Psichici

Il rapporto disfunzionale con il cibo spesso è correlato a bassi livelli di autostima e possono presentarsi in associazione ad altri disturbi psicopatologici quali, ad esempio, i disturbi d'ansia o di abuso di alcol o di sostanze, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi di personalità o i disturbi depressivi.

Disturbi Alimentari: Quali sono i Primi Sintomi? Come Riconoscerli?

In alcuni casi può essere davvero difficile rendersene conto, soprattutto nel periodo iniziale. Malgrado la sintomatologia dei diversi disturbi del comportamento alimentare sia variegata, esiste un unico filo conduttore: l’attribuzione, più o meno inconsapevole, di un valore affettivo al cibo. Infine, è molto ricorrente la tendenza ad avere pensieri ossessivi legati al cibo, alla magrezza, al controllo su di sé che si trasformano in comportamenti ripetuti, dai quali si diventa dipendenti. I sintomi dei DCA sono poco visibili, tranne nei casi estremi, quando comportano gravi conseguenze fisiche come una drammatica perdita di peso per l’anoressia nervosa.

1. I sintomi dell’anoressia

Gli adolescenti possono avere alterazioni, anche transitorie, del rapporto con il cibo di diverso tipo. Il rifiuto del cibo può dipendere da altre forme di disagio o da malattie organiche. Si sospetta un DCA quando si osserva un’attenzione ossessiva verso il proprio peso, la conta minuziosa delle calorie del cibo ingerito, la drastica riduzione delle quantità di alimenti introdotte, la tendenza a saltare i pasti o a mangiare da soli.

2. I sintomi della bulimia

Generalmente, a seguito delle abbuffate vengono adottati dei comportamenti compensatori volti ad evitare l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci anoressizzanti, digiuno o esercizio fisico eccessivo. L’abbuffata non nasce dalla fame, ma è una maniera per gestire lo stress emotivo e scatena immediatamente dopo la necessità di ripristinare lo stato di partenza, eliminando le calorie in eccesso introdotte. Vedendo le frequenti visite in bagno a ridosso di pasti abbondanti e ingurgitati velocemente. I ragazzi che soffrono di bulimia in genere ritornano dal bagno rossi in viso.

Disturbi Alimentari Infantili e nei Bambini

Anche in età pediatrica, questi disturbi sono dovuti agli effetti di più cause che si sommano. La preoccupazione, inevitabile, della famiglia in molte circostanze crea un circolo vizioso che peggiora la malattia.

1. L’anoressia nel bambino

L’anoressia nervosa infantile provoca perdite di peso significative, che possono compromettere l’accrescimento.

2. Il disturbo da comportamento alimentare restrittivo e selettivo

L’avversione per i cibi nuovi: i piccoli non accettano sempre di buon grado l’introduzione di alimenti nuovi nella dieta. Questo fenomeno viene detto neofobia. La disfagia funzionale: dopo un’esperienza spiacevole in cui il piccolo ha temuto di soffocare o è stato colto da un episodio di reflusso notturno o un violento attacco di vomito, egli può reagire rifiutando il cibo, parzialmente o totalmente.

3. L’obesità infantile

L'obesità infantile è un problema crescente, spesso legato a cattive abitudini alimentari e mancanza di attività fisica.

Disturbi Alimentari: Come Uscirne?

La consapevolezza di avere un disturbo alimentare è il fondamento del percorso di guarigione. Possono volerci anni per uscire dal tunnel del disturbo alimentare. Le persone con Disturbo del Comportamento Alimentare non chiedono aiuto, perché non sanno di avere un problema.

Il Trattamento dei Disturbi Alimentari: A Chi Rivolgersi?

Il sostegno di specialisti qualificati è vitale. A seconda della gravità del disturbo e delle caratteristiche nel singolo paziente, i professionisti coinvolti sono psichiatri, dietologi, pediatri, endocrinologi, dietisti, psicologi, infermieri. La diagnosi e il trattamento di un DCA richiede l’intervento di una équipe di specialisti. Se il disturbo è in forma lieve può essere curato in ambulatorio. Se, invece, compare in forma grave, richiede un ricovero in una struttura sanitaria adeguatamente attrezzata. In presenza di segnali di questo tipo, è bene rivolgersi ad uno specialista esperto di DCA. Per rendere più facile il riconoscimento e la corretta gestione di pazienti è stato introdotto il codice lilla.

Come Curare i Disturbi Alimentari con la Psicoterapia Sistemico Relazionale?

Un approccio nutrizionale equilibrato, che affronti paure e ansie relative al cibo, è cruciale per il recupero fisico e psicologico.

tags: #come #combattere #i #disturbi #alimentari #guida

Post popolari: