Il Taekwondo, un'arte marziale coreana con una ricca storia e una crescente popolarità, si è evoluto nel corso dei secoli, trasformandosi da antiche tecniche di combattimento a uno sport olimpico moderno. Questo articolo esplora la storia del Taekwondo, con un focus sulla sua evoluzione in Italia e sui regolamenti che governano questa disciplina affascinante.
Origini e Sviluppo del Taekwondo
Le origini del Taekwondo risalgono a circa 2000 anni fa, quando l'attuale Corea era divisa in tre regni. Il più piccolo di essi, Silla, sviluppò e perfezionò un sistema di difesa e attacco che contribuì notevolmente alle vicende storico-militari del regno. Anche negli altri regni si diffusero man mano diversi sistemi di combattimento, di cui restano ampie tracce in affreschi e pitture murali rinvenute nelle tombe risalenti ai primi secoli dopo Cristo.
Dopo l'unificazione in un solo regno, l'arte del combattimento, che nelle diverse epoche assunse diversi nomi (Subak, Taekkyon, Hwarangdo ecc.), si evolse e si diffuse tra la popolazione, diventando molto popolare tra gli usi e costumi locali e nell'addestramento militare.
Sotto l'occupazione giapponese, questa arte subì un momentaneo appannamento a causa del predominio e dell'imposizione della cultura del Giappone. Tuttavia, dopo la liberazione, le diverse scuole di combattimento ripresero vigore e negli anni cinquanta si unificarono prendendo il nome definitivo di Taekwondo.
Il Taekwondo, tradotto letteralmente dal coreano, significa "arte del combattimento con l'uso di pugni e di calci in volo". Questa disciplina si differenzia dalle altre arti marziali per le sue tecniche di gambe e di piedi, che rappresentano la parte dominante. La gamba, essendo più lunga e potente del braccio, offre una vasta gamma di tecniche di difesa e di attacco, senza esporre gli organi vitali all'avversario.
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La Nascita delle Federazioni Internazionali
Nel 1966, il Generale Choi Hong Hi fondò l'International Taekwondo Federation (ITF), con l'obiettivo di promuovere e standardizzare il Taekwondo a livello mondiale. Tuttavia, nel 1973, a seguito di contrasti interni, venne fondata in Corea del Sud la World Taekwondo Federation (WTF), presieduta da Kim Un-yong.
La WTF ottenne importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui il riconoscimento del GAISF nel 1974, del CISM nel 1976, del CIO nel 1980 e, successivamente, della FISU. Il Taekwondo divenne uno sport ufficiale in tutti gli eventi multisportivi ufficiali, come gli Asian Games, i Pan Am Games, gli African Games e i CISM Military Games. Partecipò anche alle Olimpiadi di Seoul '88 e Barcellona '92 come sport dimostrativo.
Nel 1994, durante il Congresso CIO di Parigi, il Taekwondo fu riconosciuto come sport olimpico ufficiale e partecipò ai Giochi di Sydney 2000, riscuotendo notevoli consensi tra i dirigenti sportivi internazionali e il pubblico.
La Storia del Taekwondo in Italia
La storia del Taekwondo in Italia ha inizio nel 1965, grazie all'opera di Sun Jae Park, attuale Presidente Federale. In quell'anno, Park iniziò a diffondere il Taekwondo, formando i primi nuclei di praticanti. Il Taekwondo si espanse lentamente ma costantemente, soprattutto nell'Italia centro-meridionale, e l'interesse crescente portò alla creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo, affiliata alla ITF.
Nonostante le difficoltà iniziali, il Taekwondo cominciò a farsi conoscere in Italia e l'Italia, a sua volta, si fece conoscere in campo internazionale. Un risultato sorprendente fu ottenuto ai mondiali ITF di Montreal, Canada, nel 1974, dove gli azzurri conquistarono un prestigioso primo posto.
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Nel 1975, la FITKD decise di aderire alla WTF, un'organizzazione sostenuta dal governo coreano e che si stava affermando nel mondo sportivo mondiale ufficiale. Questa decisione, sebbene sofferta, fu considerata inevitabile per il futuro del Taekwondo in Italia.
Nel 1980, la FITKD si sciolse ed entrò nella FIKDA (Federazione Italiana Karate, Judo e Arti Marziali Associate), che all'epoca era l'unica struttura con un riconoscimento ufficiale in Italia. Questo passaggio fu un momento delicato per i praticanti, che ebbero la sensazione di passare da una "famiglia" a un'organizzazione più grande e impersonale.
Nel 1985, il CIO votò a favore dell'introduzione del Taekwondo come disciplina dimostrativa alle Olimpiadi di Seoul 1988. Questo fu un importante passo avanti per il Taekwondo, che ottenne una maggiore visibilità a livello internazionale.
Nel 1994, il CIO riconobbe il Taekwondo come sport olimpico ufficiale, con il debutto previsto alle Olimpiadi di Sydney 2000. Questo fu un premio per gli anni di impegno e sacrifici da parte di praticanti e dirigenti.
Negli anni successivi, si sentì la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente per il Taekwondo. Nel 2000, il CONI riconobbe la FITA (Federazione Italiana Taekwondo) come Federazione Sportiva Nazionale.
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La FITAE-ITF
La storia della FITAE-ITF (Federazione Italiana Taekwon-Do - International Taekwon-Do Federation) è strettamente legata alla diffusione del Taekwon-Do ITF in Italia. Il primo centro di Taekwon-Do in Italia nacque a Roma, seguito da altri centri a Napoli, Pozzuoli, Bologna e Terracina.
Negli anni '70, con la nascita della WTF, molti maestri e istruttori passarono alla nuova federazione. Tuttavia, un gruppo di maestri, insoddisfatti di questo passaggio, si staccarono dalla federazione che rappresentava la WTF in Italia e crearono diverse organizzazioni, tra cui la FITE, l'ANIT e l'ASSOCIAZIONE SARDA TKD ITF.
Nel 1983, queste organizzazioni si unirono per formare la F.I.Tae (Federazione Italiana Taekwon-Do), che si associò definitivamente nel 1984 a uno dei pionieri storici, Alfredo Caiazzo.
Negli anni '80, la F.I.Tae crebbe notevolmente grazie all'opera di promozione di Maurizio Massatani, che coinvolse figure di grande valore come Stefano Favero, Paolo Giannerini e Sergio Sergi.
Nel 1986, la F.I.Tae organizzò un corso internazionale istruttori a Vienna, e nello stesso anno avviò una collaborazione con il coach olandese Wim Bos, che divenne il coach del Team Azzurro.
Negli anni successivi, la F.I.Tae continuò a crescere e a svilupparsi, diventando una delle principali organizzazioni di Taekwon-Do ITF in Italia.
Regolamenti del Taekwondo WTF
Il Taekwondo WTF è uno sport da combattimento che prevede regole precise per garantire la sicurezza degli atleti e la correttezza degli incontri.
Area di Gara
Il combattimento si svolge su un'area quadrata di 12 metri per lato.
Durata dell'Incontro
Un incontro di Taekwondo WTF è composto da tre round di due minuti ciascuno, con un intervallo di 60 secondi tra un round e l'altro.
Punteggio
I punti vengono assegnati per i colpi validi portati al tronco o al volto dell'avversario usando il piede, e per i pugni portati solo al tronco.
Tecniche Proibite
Sono proibite le tecniche che possono causare lesioni all'avversario, come spingere, colpire il viso con il pugno, colpire con il ginocchio e atterrare l'avversario. Le penalizzazioni per tecniche proibite possono comportare la sottrazione di punti o la squalifica.
Equipaggiamento di Protezione
Gli atleti devono indossare un corpetto protettivo (colore blu o rosso), un caschetto, paratibie, para avambraccio e conchiglia a protezione dei genitali.
Ufficiali di Gara
Il combattimento è diretto da un arbitro centrale, coadiuvato da tre giudici d'angolo.
L'Allenamento nel Taekwondo
L'allenamento nel Taekwondo è un'attività motoria che ha un notevole effetto sullo sviluppo psico-motorio. È un ottimo sistema di allenamento e di difesa personale anche per le donne, i bambini e gli adolescenti, e permette ai meno giovani di mantenersi in forma e in buona salute.
L'allenamento si basa su due metodologie principali:
- Le forme (Poomse Taeguk): sono sequenze di movimenti prestabiliti eseguiti di fronte ad avversari immaginari. Con questo esercizio, l'atleta affina le sue capacità tecniche e di concentrazione.
- Il combattimento (Ghiorughi): prevede l'utilizzo di tecniche di braccia e di gamba per affrontare un avversario reale. Gli atleti che portano le tecniche sull'avversario a contatto pieno sono salvaguardati da un regolamento severo e da protezioni che limitano i traumi dovuti al combattimento.
Inoltre, l'allenamento comprende:
- Esercizi di riscaldamento muscolare e adattamento cardiocircolatorio
- Stretching per l'allungamento dei muscoli e il miglioramento della mobilità articolare
- Tecniche di base (calci da terra, calci in volo, pugni, parate)
- Esercizi aerobici per il potenziamento dell'apparato cardiovascolare
- Esercizi di preparazione alla rapidità, alla forza, alla resistenza e alla velocità
- Tecniche dinamiche finalizzate alla strategia del combattimento (mobilità sulle gambe, schivate e contrattacchi in sequenza rapida)
- Difese personali (Hosinsool)
- Prove di potenza/rottura (Kyupa)
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