Il Judo e l'Alluce Valgo: Una Guida Completa

Introduzione

Le arti marziali offrono un percorso di sviluppo fisico e mentale, ma la loro influenza sulla salute del piede, in particolare in relazione all'alluce valgo, merita un'analisi approfondita. Questo articolo esplora il legame tra judo, altre attività sportive e l'alluce valgo, fornendo consigli su come scegliere lo sport giusto per i bambini in base alle caratteristiche dei loro piedi e come gestire questa condizione per gli atleti.

Arti Marziali: Benefici e Considerazioni

Le arti marziali sono un insieme di pratiche fisiche, mentali e spirituali legate al combattimento. Aiutano a sviluppare l’autocontrollo, la concentrazione e migliorano la capacità di autodifesa. La pratica di queste discipline può favorire lo sviluppo di un'eccessiva aggressività o al rischio di un utilizzo improprio di certe tecniche. Il segreto di ogni arte marziale è di riuscire a stare in equilibrio, sia in fase di attacco che in difesa.

Alluce Valgo: Cause e Manifestazioni

L'alluce valgo può manifestarsi in molti modi diversi. Quando l’alluce valgo è di questo tipo, qualunque attività fisica che preveda anche solo camminare risulterà difficile e dolorosa. La deformità dell’alluce valgo può indurre ad avere un appoggio sbagliato, con un carico maggiore sul bordo esterno della pianta del piede.

Quando la causa dell’alluce valgo è biomeccanica, ad esempio una sindrome pronatoria (piede piatto) dovuta ad un primo osso metatarsale insufficiente in quanto breve o ipermobile, sarà possibile evitare l’aggravarsi della deformità, correggendo l’appoggio del piede con un’ ortesi plantare. I divaricatori cercano di tenere l’alluce in posizione, spingendo sulle altre dita, mentre i separatori evitano l’attrito tra l’alluce e il secondo dito.

Come lo Sport Influenza lo Sviluppo del Piede nei Bambini

Lo sport è molto importante per i bambini, poiché favorisce il loro benessere fisico e mentale, lo sviluppo cognitivo e aiuta a sviluppare le abilità sociali. In base alle caratteristiche dei loro piedi è bene indirizzarli nella scelta di una determinata attività sportiva piuttosto che un'altra. Il piede non è solo una parte fondamentale del nostro corpo ma rappresenta un vero e proprio organo di senso, specialmente nei bambini.

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È anche attraverso il piede che interagiamo con l'ambiente circostante, stabilendo un contatto diretto e costante con il mondo. Intorno al sesto mese di vita, i neonati iniziano a esplorare i propri piedi, portandoli alla bocca, sottolineando l'importanza sensoriale e motoria del piede. Nella fase di crescita, è vitale evitare di costringere i piedi dei bambini in calzature rigide o correttive che ne limitano i movimenti e l'esplorazione.

Dal punto di vista strutturale, il piede è composto da ventisei ossa ed è organizzato in modo tale da sostenere carichi significativi e permettere una mobilità straordinaria. La disposizione elica delle sue ossa conferisce al piede una capacità di adattamento e resistenza unica. Il piede del bambino si evolve rapidamente nei primi tre anni di vita, segue un periodo di crescita più lenta fino ai dieci anni, e poi procede con un ultimo slancio di crescita fino ai dodici-tredici anni, con alcune differenze tra maschi e femmine. La struttura e la lunghezza del piede si stabilizzano molto prima, intorno ai dodici-tredici anni nelle femmine e a 14-15 nei maschi. Qualsiasi intervento volto a supportare lo sviluppo sano del piede debba essere attuato soprattutto nei primi dieci anni di vita del bambino.

La Scelta dello Sport Giusto

La scelta dello sport per i bambini dovrebbe tener conto di queste considerazioni, privilegiando attività che permettano al piede di esprimere la sua naturale mobilità e sensibilità, senza costrizioni, per favorire uno sviluppo armonico e salutare. Personalmente, sostengo che la "miglior scarpa" sia quella che meno si fa sentire, permettendo al piede di muoversi liberamente, di correre, saltare e svolgere tutte le sue funzioni naturali.

In casa, ad esempio, i bambini dovrebbero avere la possibilità di camminare a piedi nudi per sfruttare appieno le capacità sensoriali e motorie dei loro piedi. Le scarpe possono limitare la mobilità naturale della caviglia e del piede, ostacolando lo sviluppo sano. È preferibile che i bambini indossino scarpe della misura corretta, cambiandole con una frequenza che varia in base all'età: ogni tre-quattro mesi dai due ai cinque anni, e annualmente dai cinque anni in poi. È inutile avere molteplici paia di scarpe; un solo paio adeguato, cambiato regolarmente, è sufficiente.

Le scarpe possono essere riutilizzate tra fratelli, a meno che non siano state deformate da problemi specifici al piede. Dovremmo considerare le scarpe come una protezione contro gli elementi esterni, come asfalto, terreni irregolari, spine e neve, e non come un fattore determinante per la salute del piede.

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Sport Raccomandati per il Corretto Sviluppo del Piede

Fino all'età di cinque anni, è normale che il piede del bambino sia fisiologicamente piatto. Durante questa fase, è consigliabile stimolare il piede attraverso attività come camminare sulle punte, giocare, saltare, e arrampicarsi nei parchi giochi.

Dai cinque ai dieci anni, possiamo iniziare a indirizzare i bambini verso sport che possono contribuire a un corretto sviluppo del piede, specialmente se presentano ancora caratteristiche di piede piatto. In questo caso, sport come il nuoto, che non sollecita direttamente il piede, potrebbero non essere l'opzione migliore. Invece, attività che impegnano attivamente il piede, come le arti marziali, la ginnastica (ritmica, artistica, acrobatica), la danza (moderna e classica), e l'atletica leggera, sono particolarmente benefiche. Questi sport aiutano a stimolare e rafforzare le strutture del piede che necessitano di svilupparsi correttamente.

Pur non potendo modificare la predisposizione genetica del piede, come ad esempio una maggiore flessibilità ereditata, possiamo comunque intervenire attraverso specifiche attività fisiche per rinforzare il piede. Lo scopo non è cambiare la natura del piede, ma piuttosto supportarne il rafforzamento e il corretto sviluppo attraverso sport mirati.

Alluce Valgo e Attività Sportiva: Cosa Considerare

La regola generale è che tutti possono praticare qualsiasi sport. Tuttavia, esaminando le situazioni più nel dettaglio, troviamo che certe condizioni del piede, come il piede piatto e valgo (con inclinazione della caviglia verso l'interno), traggono maggiore beneficio da sport che richiedono un utilizzo intensivo del piede. Le arti marziali e le diverse forme di ginnastica sono esempi di attività che stimolano correttamente il piede.

Non ci sono sport completamente preclusi, a eccezione delle situazioni specifiche menzionate in precedenza, come la danza classica per chi ha l'alluce valgo. Non c'è uno sport che sia intrinsecamente dannoso per il piede di un bambino. Il miglior sport è quello praticato con passione, interesse, gioia e felicità. Tra le varie attività, l'arrampicata è particolarmente vantaggiosa per i bambini che tendono ad avere le punte dei piedi convergenti verso l'interno.

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In linea generale, i piedi possono adattarsi a praticamente qualsiasi tipo di sport. Tuttavia, ci sono casi specifici in cui potrebbe essere opportuno evitare determinate discipline. Ad esempio, se una bambina presenta un alluce valgo di natura familiare, sarebbe sconsigliato indirizzarla verso la danza classica, perché le posizioni tipiche tendono a favorire lo spostamento dell'alluce verso l'esterno, aggravando la condizione. D'altro canto, per un piede senza particolari problematiche strutturali, anche la danza classica può essere considerata un'opzione valida.

Segnali di Allarme e Precauzioni

È fondamentale che i genitori prestino attenzione ai piedi dei loro bambini. Una sporgenza eccessiva della parte interna del piede può essere un segnale che richiede una visita ortopedica pediatrica. Spesso l’indicazione all’attività sportiva più giusta per quel piede può risolvere la maggior parte dei problemi mentre è molto più raro che questi vengano risolti tramite l’utilizzo di plantari. Un altro suggerimento pratico per i genitori è osservare il bambino da dietro, verificando l'allineamento di gambe e talloni. Se il tallone appare spostato verso l'esterno, indicando un possibile disallineamento, è consigliabile consultare uno specialista.

È altrettanto importante ascoltare i bambini quando si lamentano di dolore. Anche se talvolta il dolore può essere un pretesto per evitare l'attività sportiva, è cruciale prendere sul serio le loro lamentele. Dolore interno al piede o al tallone può indicare sovraccarico e richiede un esame professionale.

La principale precauzione è monitorare regolarmente lo sviluppo del piede del bambino, idealmente con un controllo annuale presso un ortopedico pediatrico. Un aspetto fondamentale da valutare è la condizione del tendine d'Achille: se tende ad accorciarsi, potrebbe non essere un segnale positivo per l'evoluzione del piede. I genitori possono osservare alcuni segnali per identificare potenziali problemi: se il bambino cammina frequentemente sulle punte o con il tallone anche solo lievemente sollevato, potrebbe indicare un tendine d'Achille corto. Un altro metodo è osservare l'impronta lasciata dal piede bagnato: se mostra principalmente l'avampiede e poco il tallone, significa che il bambino tende a non appoggiare completamente il tallone.

Un'eccessiva usura su un lato della suola può indicare un appoggio scorretto del piede, suggerendo la presenza di piede piatto e valgo o, al contrario, di piede varo. Tuttavia, correggere queste condizioni non si riduce semplicemente alla scelta della scarpa giusta. L'intervento più efficace non è costringere il piede in una scarpa rigida o correttiva, ma piuttosto rinforzare il piede attraverso esercizi specifici. L'uso di plantari, ad esempio, può sembrare una soluzione immediata, ma in realtà potrebbe limitare l'attività muscolare necessaria per un corretto sviluppo del piede. La strategia migliore è incentivare il bambino a svolgere attività che stimolino naturalmente il piede, senza ricorrere a soluzioni che ne inibiscano la mobilità e l'esercizio.

Piede Cavo: Cosa Fare

La presenza di un arco plantare marcato, o piede cavo, richiede innanzitutto un'attenzione particolare, poiché può essere il segno di condizioni sottostanti, come le neuropatie periferiche. È importante valutare se questa caratteristica sia ereditaria o se indichi qualcos'altro, pertanto una visita specialistica è sempre consigliata.

Per quanto riguarda le attività sportive, il piede cavo non dovrebbe essere automaticamente corretto con plantari a meno che non ci sia dolore specifico, come quello derivante da una fascite plantare. Le attività più adatte per i bambini con piede cavo sono quelle che non sollecitano eccessivamente questa struttura. Il judo, che prevede movimenti di base diversi e non si focalizza sulla spinta intensa del piede, o il nuoto, che è considerato neutro e non impone stress specifico sul piede cavo, sono consigliati.

L'Importanza delle Scarpe Tecniche

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un'avanzata significativa nella tecnologia dei materiali utilizzati in tutte le aree dell'attività fisica, comprese le scarpe. Questo sviluppo non è soltanto una questione commerciale; c'è una base scientifica che sostiene l'efficacia delle scarpe specializzate per specifici sport. Ad esempio, le scarpe da arrampicata sono diverse da quelle da running: mentre le prime sono progettate per facilitare movimenti particolari del piede, le seconde offrono maggiore protezione e ammortizzazione per sopportare i chilometri percorsi.

Anche nel triathlon, lo sport richiede calzature che possano garantire un'ammortizzazione adeguata sia per l'avampiede che per il tallone, al fine di proteggere il piede dall'impatto con il terreno. Le scarpe tecniche, quindi, assumono un ruolo cruciale nell'equipaggiamento di uno sportivo, specialmente a livelli agonistici.

Per i bambini, tuttavia, la situazione è leggermente diversa. Grazie alla straordinaria adattabilità del piede in età giovanile, i bambini tendono a essere meno dipendenti dalla specificità tecnica delle scarpe rispetto agli adulti. Nonostante ciò, nel caso di pratiche sportive a livello agonistico, anche per i giovani atleti l'utilizzo di scarpe tecniche appropriate al tipo di sport praticato diventa fondamentale; questo sia per la prevenzione di lesioni acute, sia per evitare l’insorgenza di dolori da sovraccarico.

Alluce Valgo e Sport: Consigli Pratici

Si può comunque praticare sport con l’alluce valgo, prendendosi cura dei propri piedi e scegliendo l’attrezzatura sportiva più adatta, incluse scarpe che ammortizzino balzi e passi.

Il Metodo Feldenkrais: Un Approccio Innovativo

Feldenkrais nacque nel 1904 in quello che era ancora l’antico Impero Russo. Durante l’adolescenza, come molti ebrei russi dell’epoca, emigrò in Palestina dove studiò fisica e successivamente ingegneria cibernetica, un campo considerato all’epoca quasi al confine con la fantascienza. Una banale lesione al ginocchio lo portò ad interessarsi al campo della riabilitazione. Le sue ricerche erano supportate da una robustissima preparazione nel campo della fisica, della cibernetica e di conseguenza anche della biomeccanica. Grande esperto di Judo, negli anni ’30 ebbe l’onore di conoscere Jigoro Kano, il fondatore del Judo moderno. I due diventarono grandi amici e Kano apprezzò molto le profondissime conoscenze della biomeccanica di Feldenkrais, che nel giro di poco tempo ottenne una cintura nera in questa arte marziale e per molti anni contribuì ad insegnarla in Francia, dove risedette a lungo.

Nel 1940 Moshe dovette fuggire da Parigi: essendo ebreo sapeva bene che i nazisti lo avrebbero imprigionato e quasi sicuramente ucciso. Partì perciò per l’Inghilterra portando con sé un recipiente di acqua pesante e numerosi documenti segreti riguardanti le sue ricerche. Sebbene questo metodo nasca nei lontani anni ’50 furono necessari ben 30 anni prima che iniziasse ad essere studiato in Italia. La prima scuola aprì nel 1987 col nome di AIIMF (Associazione Italiana Insegnanti Metodo Feldenkrais).

Si tratta di un vero e proprio percorso di apprendimento, da un certo punto di vista è simile ad un corso di ginnastica propriocettiva. L’obiettivo è semplice e complesso al tempo stesso: ottenere una piena consapevolezza e conoscenza del proprio corpo, della propria fisiologia, delle proprie capacità ma soprattutto dei propri limiti. Ogni essere vivente effettua tutti i suoi movimenti in un mondo che è sottoposto alla regolare forza di gravità.

Va innanzitutto evidenziato come la metodica di Feldenkrais non sia esattamente una metodica di tipo terapeutico: termini come “malato” o “sano” non sono infatti da essa utilizzati. Ogni movimento va “spezzettato” nelle sue fasi di inizio, svolgimento, fine. È fondamentale che il “paziente” sia capace di identificare ogni singola fase e si renda conto esattamente dei singoli muscoli impiegati nella fase stessa. Grazie a dei particolari meccanismi senso-motori la consapevolezza di ogni singolo movimento è elaborata in un modo alternativo. Per ogni singolo movimento, per quanto semplice esso sia, bisognerà elaborare almeno 5 o 6 alternative. Il lavoro collettivo: in questo caso il terapeuta si rivolge ad un gruppo di due, tre o quattro pazienti perciò ogni comando sarà verbale ed ogni paziente trarrà vantaggio dall’osservare non solo i propri movimenti ma anche quelli dei suoi compagni.

Esercizi Pratici del Metodo Feldenkrais

  1. Intreccio delle dita: Provate ad intrecciare due o tre volte le dita delle mani; quasi sicuramente lo farete sempre nello stesso modo, quello che considerate “naturale”. Provate ora ad intrecciarle in modo opposto: facendo sì che le dita di una mano che prima erano dietro e poi siano ora di fronte alle dita dell’altra. Forse questa posizione vi sembrerà innaturale e addirittura fastidiosa, eppure è valida esattamente quanto l’altra.
  2. Distribuzione del peso: Questo esercizio si esegue in piedi, sarebbe l’optimum se lo si potesse effettuare sulla sabbia o su del ghiaino. Osservate il modo in cui distribuite, naturalmente, il vostro peso mentre siete in piedi: tendete a “pesare” di più sui talloni o sulle punte? Nella parte interna od esterna dei piedi? Provate poi a mantenere perfettamente immobili le vostra gambe ed i vostri piedi per circa 5 minuti: capirete facilmente come le nostre estremità interiori abbiano necessità di essere in quasi costante movimento. Ciò avviene per una semplice ragione fisica: quando siamo in piedi il nostro baricentro è molto alto e la nostra base (cioè i nostri piedi) ha un’area troppo piccola per garantire un equilibrio stabile a lungo.

Non essendo una terapia medica vera e propria, il metodo di Feldenkrais non ha delle controindicazioni. Ovviamente non lo si deve utilizzare come se fosse una sorta di panacea per ogni difficoltà motoria o posturale, ma è indubbio che problemi di carattere neurologico od ortopedico (quali l’emiplegia e la sclerosi multipla) possono essere affrontati efficacemente anche con questa metodica.

Catene Muscolari e Alluce Valgo

La muscolatura del corpo umano è organizzata secondo specifiche sequenze, i muscoli non lavorano in modo isolato, ma si attivano a catena. Questo significa che una sollecitazione in una sezione della catena avrà nel tempo conseguenze su tutti gli anelli della stessa. Le catene muscolari svolgono il doppio ruolo di agonista/antagonista e così, lo stato di eccessivo tono di una catena, provocherà uno stato di abbattimento del tono muscolare nella catena opposta.

Ogni tipologia di piede attiva o disattiva specifici muscoli che facendo parte delle catene muscolari creano adattamenti a cascata, ed ecco che muscoli piccoli come l’abduttore dall’alluce o l’abduttore del V dito, possono essere in uno stato di ipertono o ipotono e favorire la tendenza al valgo o al varo, programmando eccessivamente la catena muscolare di cui fanno parte. Il valgismo e il varismo sono la conseguenza delle catene denominate da Busquet, chiusura ed apertura.

Quando la catena di chiusura è predominante, la rotazione interna del femore e della gamba porterà oltre valgo del piede, il valgo del ginocchio con conseguenze a livello della rotula, e problematiche di eccessiva tensione dell’articolazione coxofemorale, il sacro si orizzontalizzerà con un aumento delle lordosi fisiologiche. La catena di apertura, provoca la rotazione esterna di gamba e coscia, il varo del piede e del ginocchio, con eccessiva tensione su menischi e crociato anteriore, il sacro si verticalizza e le lordosi si appianano.

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