Il Ju Jitsu (o Jiu Jitsu) è un'arte marziale giapponese che affonda le sue radici in un ricco patrimonio culturale, sopravvissuto a secoli di storia. Il suo nome deriva dalle parole jū (flessibile, adattabile, cedevole, leggero) e Jutsu (arte, tecnica), riflettendo la sua filosofia di adattabilità e utilizzo della forza dell'avversario. Il Ju Jitsu è molto più di una semplice attività sportiva; è una disciplina che incarna i valori etici tradizionali giapponesi, come il rispetto, l'educazione, la gentilezza, l'autocontrollo e la ricerca della perfezione, valori che possono essere applicati nella vita quotidiana. La pratica del Ju Jitsu comprende lo studio dei colpi con gambe e braccia, le tecniche di lotta in piedi e a terra, e l'uso delle armi tradizionali giapponesi.
Origini Storiche del Ju Jitsu
Come per molte discipline antiche, non esiste una "data di nascita" precisa per il Ju Jitsu. I primi accenni, seppur generici, risalgono a testi del periodo Nara (VIII secolo DC). La Shinden Fudo-ryū ("scuola del cuore impassibile") è considerata la prima vera scuola di Ju Jitsu, fondata convenzionalmente nel 1130 da Ganpachiro Temeyoshi. Successivamente, Lizasa Ienao fondò il Tenshin Shōden Katori Shintō-ryū ("Scuola della Luminosa Via ispirata dagli Dei al Tempio Shintoista di Katori"), nel 1447 secondo la tradizione, o intorno al 1480 secondo gli storici. Nel 1532, nacque l'Hinoshita Torite Kaisan Takenouchi-ryū, la "Scuola di Takenouchi", fondata da Takenouchi Nakatsukasa Taifu Hisamor, il primo utilizzatore del Torite (antico sinonimo di Ju Jitsu).
La Modernizzazione del Giappone e l'Evoluzione delle Arti Marziali
Nel 1867, l'imperatore Meji abolì la figura dello Shogun e avviò un processo di modernizzazione che trasformò il Giappone in una potenza mondiale. Questo periodo di cambiamento influenzò profondamente anche le arti marziali tradizionali. Con il divieto di portare spade e la soppressione della casta dei samurai, emerse la necessità di codificare nuovi stili che potessero essere praticati da tutti, sia nell'esercito che da civili, e come sport sul modello occidentale. In questo contesto, due maestri si distinsero: Jigoro Kano, che nel 1882 creò il judo (inizialmente chiamato Kano Ju Jitsu), e Morihei Ueshiba, che iniziò a codificare l'Aikido negli anni '30.
Il Ju Jitsu Oggi: Tra Tradizione e Modernità
Oggi, il Ju Jitsu continua ad essere praticato in tutto il mondo. In Giappone, il Dai Nippon Butokukai ("Sala delle virtù marziali del grande Giappone") salvaguarda le arti marziali tradizionali nipponiche, certificando l'autenticità delle scuole e preservandone la storia. Nel corso degli anni, sono nati nuovi stili, alcuni creati da maestri europei o americani che hanno adattato i programmi tecnici alle loro esperienze personali. Dal bagaglio tecnico del Ju Jitsu sono nate vere e proprie nuove arti marziali, tra cui il Brazilian Jiu Jitsu (BJJ).
Il Brazilian Jiu Jitsu: Un'Evoluzione del Ju Jitsu
La storia del Brazilian Jiu Jitsu (BJJ) comincia nel 1917, quando i fratelli Gracie (Carlos, Oswaldo, Gastão Jr., George ed Hélio) iniziano ad allenarsi col giapponese Mitsuyo Maeda, stabilitosi in Brasile dopo aver viaggiato per il mondo sfidando combattenti di diverse discipline. Carlos ed Helio Gracie continuarono la pratica del Ju Jitsu, sperimentando nuove tecniche e sfidando praticanti di altre discipline in incontri "vale tudo", dove era permesso quasi tutto. Il BJJ si è evoluto come disciplina sportiva, abbandonando i riferimenti alla tradizione giapponese, ma mantenendo un'etica basata sul fair play e sul rispetto verso i compagni e il maestro.
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Tecniche Fondamentali del Ju Jitsu
Il bagaglio tecnico del Ju Jitsu è completo e comprende:
- Tsugi ashi: Spostamento con un mezzo passo a piedi paralleli in tutte le direzioni.
- Tai sabaki: Spostamento circolare.
- Shuto: Colpo di taglio dalla parte del mignolo, dall'esterno verso l'interno.
- Haito-Uchi: Colpo di taglio dalla parte del pollice, dall'esterno verso l'interno.
- Teisho-Uchi: Colpire con la parte bassa della mano aperta al volto (mento, naso, fronte).
- Sutemi waza: Tecniche di sacrificio in cui ci si lascia cadere a terra per trascinare giù l'avversario.
- Yoho Shiho Gatame: Controllo laterale su quattro punti, immobilizzando l'avversario lateralmente.
- Sankaku jime: Strangolamento con le proprie gambe chiuse a triangolo intorno al collo dell'avversario.
Il Ju Jitsu Sportivo: Fighting System, Duo System e Random Attacks
Il Ju Jitsu Fighting System è una competizione agonistica creata nel 1977 dalla European Ju-Jitsu Federation (EJJF). Consiste in un combattimento sul Tatami tra due atleti che indossano il kimono, protezioni e guantini. Il combattimento si divide in due fasi: nella prima fase, gli atleti si affrontano con colpi a distanza; nella seconda fase, l'obiettivo è effettuare una proiezione dell'avversario. Il Duo System è una specialità in cui una coppia simula una difesa contro una serie di attacchi codificati. Il Random Attacks è un sistema di competizione del Ju Jitsu Goshin Do che simula attacchi a sorpresa, rendendo la competizione più realistica. Nello stile creato dai Gracie, le competizioni si concentrano sulla lotta a terra, con l'obiettivo di portare l'avversario a terra e costringerlo alla resa con una leva articolare o uno strangolamento.
L'Allenamento nel Ju Jitsu
L'allenamento nel Ju Jitsu varia a seconda della scuola e dell'orientamento (agonistico o tradizionale). In generale, una sessione di allenamento comprende:
- Preparazione atletica: Ridotta nelle scuole tradizionali, più intensa nelle scuole moderne, con scatti, flessioni, piegamenti, addominali e ripetizione veloce delle tecniche.
- Studio di tecniche: Esecuzione in coppia o a vuoto, inclusi i kata (forme), sequenze codificate di tecniche.
- Allenamento agonistico: Simulazione delle prove di gara.
Chi Può Praticare il Ju Jitsu?
Il Ju Jitsu è una disciplina adatta a tutti, uomini e donne di qualsiasi età, dai 4 anni in su, e anche persone anziane. È sufficiente un certificato di buona salute per la pratica amatoriale, mentre per l'agonismo è necessaria la visita medico-sportiva. La grande flessibilità tecnica del Ju Jitsu permette di adattarlo alle caratteristiche fisiche di chiunque, anche a persone con disabilità. Tuttavia, non è adatto per persone con malattie trasmissibili col sangue o la saliva, cardiopatici, o con gravi patologie alla colonna vertebrale o alle articolazioni.
Il Percorso Onorato: Dalla Cintura Bianca alla Cintura Nera nel Brazilian Jiu Jitsu
Il Brazilian Jiu Jitsu (BJJ) è molto più di uno sport; è una disciplina che abbraccia la filosofia della crescita personale, della perseveranza e della maestria tecnica. Al cuore di questo percorso si trovano le cinture, che simboleggiano il livello di competenza di un praticante e rappresentano il traguardo che ogni aspirante BJJista cerca di raggiungere. Il sistema delle cinture nel BJJ è suddiviso in cinque gradi principali: bianca, blu, viola, marrone e nera. Ogni cintura rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di un praticante, con sfide e opportunità uniche legate a ciascuna.
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Le Cinque Cinture Principali del BJJ
- Cintura Bianca: La cintura bianca è il punto di partenza, simboleggia la purezza e la mancanza di conoscenza. I nuovi praticanti, noti come "cinture bianche", iniziano il loro viaggio imparando le basi, dalla corretta postura alle prime tecniche di difesa e attacco.
- Cintura Blu: La transizione alla cintura blu è un momento cruciale. I praticanti devono dimostrare una comprensione più approfondita delle tecniche di base e acquisire la capacità di applicarle in situazioni di combattimento. La cintura blu è spesso chiamata "la cintura del buffet", poiché i praticanti iniziano a sviluppare il loro stile preferito di BJJ, esplorando diverse tecniche.
- Cintura Viola: La cintura viola è il primo gradino avanzato, rappresenta una profonda comprensione delle sfumature del BJJ. I praticanti viola iniziano a sviluppare il proprio gioco e diventano punti di riferimento per i meno esperti. Il processo di insegnamento e condivisione delle conoscenze diventa parte integrante del loro percorso.
- Cintura Marrone: La cintura marrone è dedicata al perfezionamento. I praticanti a questo livello affinano le loro abilità e acquisiscono una comprensione più sofisticata della strategia. La cintura marrone è spesso associata a una maggiore libertà nell'applicazione di tecniche avanzate, comprese leve alle gambe e heel hooks.
- Cintura Nera: Raggiungere la cintura nera è un traguardo straordinario, ma anche l'inizio di un nuovo capitolo. La cintura nera simboleggia una profonda maestria tecnica e una comprensione avanzata del BJJ. I praticanti neri diventano spesso istruttori, guidando altri lungo il cammino che hanno percorso.
Il Viaggio: Dalla Cintura Bianca alla Cintura Nera
Il percorso dal novizio alla maestria nel BJJ è un viaggio intriso di impegno, fatica e soddisfazione. Ecco una panoramica del viaggio attraverso le cinture:
- Cintura Bianca: Soddisfazione nel celebrare ogni piccolo miglioramento.
- Cintura Blu: Soddisfazione nello sperimentare il proprio stile unico e vedere progressi significativi.
- Cintura Viola: Soddisfazione nel vedere gli altri progredire grazie alla propria guida.
- Cintura Marrone: Soddisfazione nell'essere riconosciuti come esperti, sviluppare una padronanza più profonda delle leve e delle posizioni.
- Cintura Nera: Soddisfazione nell'essere riconosciuti come una fonte di ispirazione, continuare a crescere nel percorso del BJJ.
L'Importanza della Dedizione e dell'Impegno
Il percorso dalle cinture bianche alle cinture nere nel Brazilian Jiu Jitsu è un viaggio intriso di sfide e successi, ma è nella dedizione e nell'impegno che risiede la vera bellezza. Ogni cintura rappresenta una tappa fondamentale, e il superamento di ogni sfida porta a una crescita personale significativa. Nel BJJ, la cintura nera non è solo un simbolo di maestria tecnica, ma anche di umiltà, perseveranza e condivisione.
Il Ju Jitsu in Italia
Tra i primi Paesi in cui si svilupparono scuole di Ju Jitsu fuori dal Giappone c'è proprio l'Italia. Una prima apparizione del Ju Jitsu nel nostro Paese si deve a Pizzarola e Moscardelli, marinai della Regia Marina, che nel 1908 ne diedero una dimostrazione al Re Vittorio Emanuele III. Fu però un altro marinaio, Gino Bianchi, ad introdurlo stabilmente in Italia. Campione militare di Savate, Bianchi venne a contatto con alcuni militari giapponesi che praticavano il Ju Jitsu durante la Seconda Guerra Mondiale e decise di diffonderlo una volta tornato in Italia. Iniziò a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove insegnava gratuitamente a pochissimi allievi.
Glossario di Termini del Jiu Jitsu
- Americana: Un blocco fondamentale della spalla in cui il braccio dell'avversario è piegato a circa 90° al gomito con il pugno rivolto verso la testa.
- Anaconda: Una chiusura delle braccia attorno al collo dell'avversario, con una delle sue braccia intrappolata all'interno.
- Armbar: Una sottomissione in cui l'intero corpo dell'attaccante è concentrato sulla rottura di un solo braccio dell'avversario iperestendendo il gomito.
- Arm Drag: Una tecnica utilizzata per trazionare l'avversario e superarlo per bloccarlo in piedi o prendere la schiena a terra.
- Arm Triangle: Una sottomissione in cui il praticante attaccante usa le braccia in modo simile al triangolo attorno al collo e al braccio dell'avversario per esercitare pressione sulle arterie carotidi.
- Ashi Garami: Termine giapponese per leg entanglement, è intercambiabile con il termine inglese single leg x.
- Back Control: Una posizione in cui il praticante attaccante è posizionato dietro il suo avversario con entrambi i piedi posizionati all'interno dei fianchi dell'avversario insieme a una qualche forma di controllo della parte superiore del corpo.
- Berimbolo: Una manovra basata sull'inversione di solito avviata dalla guardia de la riva, in cui l'avversario in piedi viene spazzato in modo che i suoi fianchi siano sul tappeto.
- Body Triangle: Il praticante attaccante blocca le gambe attorno al busto dell'avversario con una configurazione triangolare.
- Bow and Arrow: Una sottomissione dalla parte posteriore in cui il colletto viene utilizzato per esercitare pressione sull'arteria carotide mentre le gambe bloccano la spalla dell'avversario verso il basso.
- Bridge: Un movimento in cui il praticante sulla schiena pianta entrambi i talloni sul tappetino ed estende i fianchi in aria in modo che solo i talloni e le spalle tocchino il tappetino.
- Butterfly Guard: Una posizione di guardia in cui il giocatore di guardia è seduto contro un avversario inginocchiato e ha posizionato entrambi i piedi tra le ginocchia dell'avversario.
- Cartwheel Pass: Un passaggio di guardia dinamico in cui il praticante in cima cerca di sorprendere il proprio avversario piantando le mani sul tappeto e saltando sopra le gambe dell'avversario per il passaggio.
- Chinstrap: Una presa sul mento dell'avversario, solitamente da un headlock anteriore.
- Closed Guard: Una delle posizioni di guardia fondamentali nel jiu jitsu, in cui la persona in basso ha le gambe avvolte attorno ai fianchi/vita dell'avversario, bloccando i piedi incrociando entrambe le caviglie dietro la schiena dell'avversario.
- Collar Sleeve Grip: Una configurazione di presa con una presa alta sul colletto dell'avversario e l'altra bassa sulla manica.
- Combat: Parola portoghese per lotta e un segnale utilizzato dall'arbitro per iniziare una partita.
- Cowcatcher: Un controllo della presa alla testa anteriore nel wrestling.
- Cross Ashi Garami: Simile all'Ashi Garami standard, questa volta il praticante ha le gambe all'interno dell'avversario proprio come il sankaku interno, ma senza il blocco delle gambe.
- Cross Collar Grip: Una presa sul colletto dell'avversario presa con la mano opposta a quel colletto.
- Cross Face: Un controllo dominante della parte superiore del corpo che limita il movimento della spalla e della testa in un avversario sotto il controllo laterale.
- Crucifix: Una variazione della posizione dorsale in cui il praticante attaccante controlla entrambe le braccia dell'avversario - una con le gambe e l'altra con le braccia - per allargarle come se fossero inchiodate a una croce.
- Darce: Una sottomissione con una chiusura delle braccia attorno al collo dell'avversario, con una delle sue braccia intrappolata all'interno.
- De La Riva Guard: Una posizione di guardia aperta fondamentale resa famosa dal Brazilian Jiu Jitsu Black Belt Ricardo de la Riva.
- De La X-Guard: Un ibrido delle guardie X e de la riva in cui il gancio de la riva è combinato con il gancio X-guard sulla gamba più lontana.
- Demi Guard: Un membro della famiglia della guardia del bavero usato come un modo per affrontare gli avversari che sono irremovibili nel ridurre la distanza e nel passare la pressione.
- Dog Fight: Una posizione in cui entrambi i praticanti sono fianco a fianco sulle ginocchia, dove uno avrà un gancio per sgancio o un whizzer sul loro avversario.
- Double-Leg Takedown: Un Takedown in cui entrambe le gambe dell'avversario sono controllate.
- Double-Under Pass: Una forma di passaggio di pressione in cui la persona in cima aggancia entrambe le gambe dell'avversario, dall'interno della sua guardia, per passare di lato o avviare il passaggio dello stack.
- Ezekiel: Una strozzatura fondamentale nel gi di solito iniziata dalla parte posteriore o laterale.
- 50/50: Una posizione di guardia in cui entrambi i praticanti stabiliscono lo stesso controllo del triangolo delle gambe sulle gambe dell'altro praticante.
- Fireman's Carry: Un takedown in cui il praticante attaccante cade in ginocchio, con l'avversario allungato sulle spalle, per capovolgerlo da un lato all'altro sul tappeto.
- Flying Armbar: Una manovra ad alto rischio in cui l'attaccante cerca di saltare in alto e ottenere una sottomissione armbar da una posizione eretta contro un avversario che è in piedi o seduto.
- Flying Guillotine: Una sottomissione dalla posizione eretta in cui l'attaccante salta più in alto possibile mentre costringe la testa dell'avversario verso l'ascella per fissare la ghigliottina.
- Flying Triangle: Come il braccio volante, questa è l'ennesima manovra ad alto rischio in cui l'attaccante cerca di ottenere una sottomissione triangolare saltando da una posizione eretta contro un avversario in piedi o seduto.
- Frame: I frame sono tutto ciò che crea o mantiene lo spazio tra un praticante e l'altro.
- Gable Grip: Una presa fondamentale nel wrestling, con una configurazione da palmo a palmo, con i pollici di ciascuna mano bloccati saldamente, come una pinna.
- Gi: L'uniforme indossata nel Jiu Jitsu.
- Gogoplata: Una sottomissione che usa il collo del piede sotto la gola dell'avversario, mentre si afferra le dita dei piedi dietro la testa, per applicare uno strangolamento.
- Gravedigger Pass: Uno stile di passaggio di pressione caratterizzato da un over-under grip modificato.
- Guard Pass: Un avanzamento chiave nella posizione. Il passaggio di guardia è qualsiasi movimento in cui il praticante in cima naviga con successo sopra, intorno o attraverso le gambe dell'avversario oltre i suoi fianchi e stabilizza il controllo dell'avversario sia nel controllo laterale che in posizione di montaggio.
- Guard Passer: I praticanti di Jiu Jitsu che preferiscono giocare un gioco aggressivo in cima, costringendo il loro avversario a fare la guardia dove poi cercano di passare e segnare.
- Guard Player: I praticanti di Jiu Jitsu specializzati in una o più guardie le usano come posizioni di attacco piuttosto che come posizioni difensive.
- Guard Pull: Vedi Pull Guard.
- Guillotine: Sottomissione fondamentale nel jiu jitsu, nelle MMA e negli imbrogli da cortile, in cui si avvolge un braccio attorno al collo dell'avversario.
- Half Guard: Una posizione di guardia chiusa fondamentale nel jiu jitsu, in cui il giocatore di guardia ha entrambe le gambe bloccate attorno a uno dei suoi avversari.
- Harai Goshi: Una proiezione del judo in cui il praticante attaccante fa un passo con la gamba esterna sul corpo dell'avversario e usa l'anca, con un leggero movimento di calcio all'indietro, per lanciare l'avversario al tappeto.
- Heel Hook: Un devastante blocco della gamba che prende di mira l'articolazione del ginocchio dopo aver stabilizzato le articolazioni su e giù per il ginocchio, cioè l'anca e il tallone.
- High Crotch: Una presa dalla posizione eretta in cui il praticante attaccante assicura il controllo su una delle gambe dell'avversario.
Regolamento delle Competizioni
Nelle competizioni, agli atleti vengono assegnati punti cumulativi quando con un’azione progressiva passano per diverse posizioni che fanno guadagnare punti. Se un atleta porta a terra il suo avversario nell’area di sicurezza, deve avere entrambi i piedi all’interno dell’area di combattimento quando inizia il takedown. Se alla fine di un incontro entrambi gli atleti hanno lo stesso numero di punti e penalità, è dovere dell’arbitro dichiarare un vincitore.
Alcune azioni sono vietate, come le posizioni di locks (ad eccezione dell'Armbar) e il Knee reaping (torsione al ginocchio dell’avversario che ha il piede bloccato). Durante la competizione, l’atleta che sul bracket sta sopra nelle gare Gi oltre alla sua cintura deve indossare una cintura verde/gialla fornita dall’organizzazione, mentre nelle gare No-Gi deve indossare una cavigliera verde fornita dall’organizzazione.
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Differenze tra Brazilian Jiu Jitsu e Ju Jitsu Tradizionale
Nonostante la verosimiglianza tra le tecniche del Ju Jitsu tradizionale e quelle del BJJ, ci sono grossissime differenze tra le due arti. Il BJJ ha avuto un tremendo successo nelle competizioni MMA, non replicato poi dal JJ tradizionale, a causa di importanti elementi tecnici e di combattimento assenti nel Ju Jitsu tradizionale. La più importante differenza tra le due arti è l’uso di una raffinata strategia di posizionamento che è unica al BJJ. Questa strategia di posizionamento affonda le sue radici nelle esperienze registrate nei veri combattimenti effettuati dai Gracie mentre erano impegnati negli allenamenti e negli scontri reali all’epoca degli anni cruciali allo sviluppo di quest’arte.
La strategia posizionale che è il cuore del Brazilian Jiu-Jitsu incoraggia l’uso delle finalizzazioni soltanto quando un sufficiente controllo dell’avversario è stato conseguito tramite una posizione dominante. Questa strategia di posizionamento è meglio applicabile tramite uno stile marziale di grappling, dove si può indirizzare il movimento dell'avversario e detenerlo nella posizione desiderata. Il miglior posto dove costringere il movimento di qualcuno è al suolo, dove il peso corporeo può essere usato per atterrare e immobilizzare qualcuno molto più facilmente che in posizione eretta.
Il secondo elemento in ordine d’importanza nel BJJ e ciò che lo separa dagli stili tradizionali è la metodologia d’allenamento che esso impiega per insegnare la sua strategia posizionale e le sue tecniche agli allievi. Il JJ tradizionale viene appreso quasi esclusivamente attraverso i kata, mentre il BJJ è basato su tecniche applicate a un compagno che resiste e che a sua volta fa di tutto per applicare le sue tecniche e ottenere la vittoria. Questo è un vero sparring lottatorio (grappling).
Inoltre, a differenza del BJJ, il JJ conserva molte tecniche che non potrebbero essere usate in gara o nello sparring, come i colpi diretti ai genitali, occhi e altre zone sensibili del corpo umano, e tattiche sleali quali mordere, tirare i capelli, pestoni. Nel BJJ mancano del tutto certe tattiche, infatti ogni tecnica di BJJ può essere utilizzata in un regolare match di MMA.
Rischi e Benefici del Ju Jitsu
Come tutti gli sport di contatto, il Ju Jitsu presenta possibilità di infortunarsi. Gli infortuni più comuni riguardano le articolazioni, come strappi del legamento crociato anteriore (ACL), lesioni della cuffia dei rotatori nella spalla e ernie del disco spinale, soprattutto nella regione del collo. Altre lesioni comuni includono il Cauliflower Ear (orecchio a cavolfiore), lesioni alle dita e lacerazioni cutanee e contusioni.
Nonostante i rischi, il Ju Jitsu offre numerosi benefici, tra cui:
- Miglioramento della forma fisica e della coordinazione.
- Aumento della forza e della resistenza.
- Sviluppo dell'autodisciplina e dell'autocontrollo.
- Aumento della fiducia in sé stessi.
- Apprendimento di tecniche di autodifesa efficaci.
- Crescita personale e sociale profonda e completa.
Il BJJ, con la sua ricca filosofia, non solo insegna tecniche di combattimento, ma anche come affrontare le battaglie della vita quotidiana con grazia, forza e intelligenza.
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