Karate: La Prima Lezione - Cosa Sapere

Le arti marziali, tra cui il karate, rappresentano un percorso di crescita personale che va oltre il semplice combattimento. Combinano attività fisiche con pratiche mentali, offrendo benefici per il corpo e per la mente.

L'Approccio del Maestro: Passione e Dedizione

Il karate, come ogni arte marziale, richiede un coinvolgimento sia fisico che mentale. Il maestro Andrea, dell’associazione Polo Verde Karate, spiega come anche una pratica apparentemente svogliata lasci un'impronta nella memoria muscolare e nell'intuito. La ripetizione delle tecniche, un approccio razionale e una pratica umile e dedicata sono elementi fondamentali per appassionarsi a questa disciplina.

I Costi e l'Età: Un'Arte Accessibile a Tutti

Chiunque, senza limiti d'età, può iniziare a praticare karate. L'unica vera regola è la passione e la voglia di fare. Iniziare in giovane età (intorno ai cinque anni) può essere vantaggioso per sviluppare l'arte marziale come uno stile di vita basato su umiltà e benessere psico-fisico. Per quanto riguarda i costi, nel caso specifico dell’associazione Polo Verde Karate, sono stabiliti dal direttore del centro.

Un Esempio di Eccellenza: Luca Valdesi

Andrea è anche il padre e il maestro di Luca Valdesi, pluricampione del mondo di karate e figura di spicco nella Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali. La sua carriera, iniziata all'età di sei anni, lo ha portato a diventare responsabile dello stile Shotokan e supervisore della WKF per il regolamento Olimpico nel settore kata. La sua biografia è raccontata nel libro "Karate Icon", edito da ULTRA SPORT nel 2018, offrendo una fonte di ispirazione per gli appassionati.

I Benefici del Karate: Corpo, Mente e Autodifesa

Il karate è un'arte marziale che sviluppa la forza spirituale prima delle abilità atletiche. Il professor Pierluigi Aschieri, ex direttore tecnico della Nazionale italiana di karate, sottolinea come questa disciplina offra numerosi benefici coinvolgendo corpo e mente.

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I Precetti del Karate: Una Guida per la Vita

I 20 precetti proposti dal maestro Gichin Funakoshi, padre del karate moderno, offrono regole utili anche per la vita quotidiana. Alcuni esempi includono: "Conosci prima te stesso, poi gli altri", "Lo spirito viene prima della tecnica", "Cambia in funzione del tuo avversario" e "Sii sempre creativo". Aschieri aggiunge che il karate è inclusivo, senza distinzioni di genere, e che le categorie sono separate solo in gara per garantire equità.

Allenamento Completo per il Corpo

Il karate offre un allenamento completo: si lavora con tutto il corpo, sviluppando muscolatura e flessibilità. Si cura la gestualità, adottando posizioni e schemi posturali diversi dagli standard. L'impegno neurocognitivo affina la percezione del proprio corpo e del movimento nello spazio, regalando un fisico tonico, forte e scattante, senza un eccessivo aumento della massa muscolare. Aiuta a correggere posture scorrette e a prevenire infortuni, grazie alla maggiore consapevolezza del proprio corpo.

Uno Strumento di Autodifesa

Il karate è un valido strumento di autodifesa. Aumenta la sicurezza in sé stessi, aiuta a sfruttare al meglio le proprie potenzialità, migliorando l’autostima e rendendo più veloci i processi decisionali. Insegna a parare i colpi, cadere in modo controllato, avere più equilibrio e a non cedere sotto le spinte dell’avversario, rendendo più forti e reattivi in caso di aggressione.

La Cintura Nera: Un Punto di Partenza

La cintura nera è un traguardo raggiungibile con impegno e costanza. Chi inizia da zero, allenandosi almeno due volte a settimana, può conquistarla in circa tre anni. Il percorso prevede il superamento di esami per passare dalla cintura bianca a quelle successive (gialla, arancio, verde, blu e marrone). L'esame per la cintura nera valuta le tecniche fondamentali (Kihon), le forme (Kata), la capacità nel combattimento (Kumite), l'approccio mentale e spirituale alla pratica. La cintura nera è considerata un punto di partenza per la scalata ai dan, i gradi superiori, che certificano la maestria spirituale e vengono conferiti per meriti speciali legati all'insegnamento, alla dedizione e ai risultati agonistici.

Regole del Dojo e Etica Comportamentale

Entrando nel dojo, gli studenti devono chinarsi e dire OSU, salutando anche gli altri studenti. È importante essere puntuali, ma in caso di ritardo bisogna chiedere il permesso di unirsi alla lezione. Gli studenti devono curare il proprio equipaggiamento (Do-Gi, paratibie, guanti, caschetto, ecc.) e rispettare le cinture superiori e i compagni più anziani. Durante la lezione, è fondamentale prestare attenzione alle tecniche e non distrarsi. Gli studenti non possono lasciare l’allenamento senza permesso e devono evitare di indossare gioielli o usare un linguaggio volgare. La sala dell’allenamento è un luogo venerato, dove non è permesso camminare con le scarpe sul tatami, mangiare o fumare. È importante rispettare il cameratismo e astenersi da pettegolezzi e commenti negativi sugli altri studenti, scuole o arti marziali. Gli studenti che desiderano partecipare a tornei o visitare altri dojo devono consultarsi con il proprio istruttore. Tutti gli studenti devono sforzarsi di condurre uno stile di vita che non si rifletta negativamente sulla propria associazione o federazione e di non usare le tecniche del karate per offendere altre persone, eccetto in caso di pericolo imminente per la propria vita o quella dei propri cari.

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Karate per Adulti: Motivazioni e Benefici

Per un adulto, il maestro è visto più come un amico che come una figura autoritaria. Chi inizia a praticare karate in età adulta, spesso senza ambizioni agonistiche, lo fa per scaricare lo stress, imparare tecniche di autodifesa o migliorare il proprio benessere fisico. La mancanza di tempo e la stanchezza dopo il lavoro possono rappresentare delle sfide. Tuttavia, la motivazione di un adulto tende ad essere più costante e ricca rispetto a quella dei ragazzi. Un adulto è in grado di riflettere sul significato delle tecniche e dei rituali, e di comprendere il concetto di vuoto mentale. Dal punto di vista fisico, un adulto potrebbe avere meno elasticità rispetto a un giovane.

Motivazioni Intrinsiche ed Estrinseche

Giulia Cavalli, nella sua ricerca sulla motivazione, ha evidenziato come gli obiettivi di padronanza e di prestazione tendano a coincidere nel karate. I praticanti più adulti sono meno influenzati da motivazioni lontane dal "DO", come il bisogno di conoscenza, il benessere psicofisico e la socialità. Tecniche come l'allenamento con l'immaginazione motoria possono essere particolarmente efficaci per gli atleti adulti. Il karate può essere benefico anche per adulti emarginati o con problemi sociali.

Il Ruolo del Maestro: Guida e Ispirazione

Essere un maestro di karate richiede tirocinio, crescita personale e professionale attraverso prove ed errori. Il maestro ha la responsabilità di formare allievi con senso critico, curiosità ed entusiasmo. Insegna a sublimare la fatica per risolvere problemi personali al di fuori del dojo. Il maestro si pone come un genitore vicario e una figura d'autorità, prendendosi cura della crescita sportiva e della personalità dell'allievo. Spesso, i maestri ripropongono il karate per come è stato insegnato loro, trasmettendo i valori del Dojokun di Funakoshi. Ogni maestro insegna a modo suo, adattando il proprio linguaggio e le proprie tecniche di insegnamento alla propria personalità e alle esigenze degli allievi. È importante che il maestro continui a lavorare su sé stesso per comprendere gli allievi a lui affidati. Nell'insegnamento del karate, la trasmissione del sapere avviene principalmente in forma orale e visiva, con il maestro che esegue le tecniche e l'allievo che impara per imitazione. Il maestro elabora il programma tecnico tenendo conto dei punti di forza e di debolezza dei praticanti, attento al loro stato psicologico. Oltre all'obiettivo motorio-tecnico, il maestro considera la filosofia di vita (il "Do"), la concezione del mondo e dell'esistenza, gli elementi personologici con cui il karateka deve venire a patti. Il maestro deve creare un gruppo unito e coeso, con attività anche al di fuori della palestra. È importante che il maestro sia accettato dagli allievi e che sappia comunicare con ognuno di loro. Un buon maestro è colui che riesce ad amare, riconoscere, valorizzare e contenere i limiti e le risorse di ogni praticante.

Il Saluto nel Karate: Un Rito di Rispetto e Consapevolezza

Il saluto nel karate è un rituale fondamentale, simbolo di rispetto, presa di coscienza di sé stessi, degli altri e del karate stesso. Con il saluto ci si predispone alla pratica con umiltà, controllo, diligenza e disciplina, cercando di vincere la presunzione e controllando l’ego.

Ordinamento e Formule del Saluto

Solitamente, gli allievi si dispongono in riga in ordine crescente di grado, dalla bianca alla nera. Le formule del saluto sono due: in piedi (ritsu rei) o in ginocchio (zarei). Il saluto in piedi è più informale e semplice, mentre il saluto in ginocchio è utilizzato nei cerimoniali e nelle situazioni di allenamento più formali. Il numero dei saluti da effettuare varia in funzione delle scuole. Durante l’allenamento o la gara, ci sono diverse situazioni in cui è bene scambiarsi un piccolo saluto come gesto di rispetto e ringraziamento.

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Come Effettuare il Saluto

Il saluto in piedi si effettua portando i talloni uniti con le punte dei piedi leggermente divaricate, le mani aperte lungo le cosce con le braccia tese, e piegando in avanti il busto senza eccedere con la flessione. Il saluto in ginocchio deriva dalle posture tipiche delle abitazioni giapponesi e prevede diverse modalità (Saikeirei, Futsūrei e Senrei).

Passaggi del Saluto

I passaggi del saluto includono la disposizione degli allievi in riga, il comando SEIZA (o Seiritsu) per inginocchiarsi, il comando MOKUSO per un momento di introspezione, il comando SHOMEN NI REI per il saluto al lato principale (Shomen), il comando SENSEI NI REI per il saluto al maestro, e il comando OTAGAI NI REI per il saluto tra gli allievi. Durante il saluto, si pronunciano le parole "Onegai Shimasu" all’inizio della lezione o "Arigatoo gozaimashita" alla fine.

Il Valore del Saluto

Il saluto nel karate trasmette valori educativi e ripristina quelle forme di rispetto che oggi sono scomparse.

I Niju Kun: I Venti Precetti del Karate

I Niju Kun sono le 20 regole scritte dal maestro Funakoshi Gichin, pubblicate nel 1938. Offrono le fondamenta per avvicinarsi al karate e spronano il praticante a migliorare se stessi prima della tecnica.

I Precetti

  1. Non dimenticare che il karate-dō comincia e finisce con il saluto (rei).
  2. Nel karate non esiste primo attacco.
  3. Il karate è dalla parte della giustizia.
  4. Conosci prima te stesso, poi gli altri.
  5. La Mente (il Cuore) viene prima della tecnica.
  6. Occorre liberare la mente.
  7. La disgrazia è causata dalla disattenzione.
  8. Il karate non si vive solo nel dōjō.
  9. Il karate si pratica tutta la vita.
  10. Applica il karate alle cose di tutti i giorni e scoprirai la sua bellezza.
  11. Il karate è come l’acqua calda, occorre scaldarla costantemente o si raffredda.
  12. Non pensare a vincere, pensa piuttosto a non perdere.
  13. Adeguati al tuo avversario.
  14. Nel combattimento devi saper distinguere il vuoto dal pieno.
  15. Considera mani e piedi dell’avversario come spade.
  16. Oltre la porta di casa, puoi trovarti di fronte anche un milione di nemici.
  17. La guardia è per i principianti, più avanti si torna alla posizione naturale.
  18. I kata vanno eseguiti perfettamente, la loro applicazione nel combattimento è altra cosa.
  19. Non dimenticare dove occorre usare o non usare la forza, rilassare o contrarre, applicare la lentezza o la velocità, in ogni tecnica.
  20. Sii sempre creativo.

Significato dei Precetti

I Niju Kun offrono una guida per la crescita spirituale e per l'applicazione del karate nella vita di tutti i giorni. Insegnano l'importanza del rispetto, della giustizia, della conoscenza di sé, della disciplina, della flessibilità, della concentrazione e della continua pratica.

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