Il Judo, un'arte marziale giapponese, affonda le sue radici in un ricco patrimonio culturale e filosofico. Fondato da Jigoro Kano nel 1882 con il nome di Judo Kodokan, il Judo è molto più di un semplice sport da combattimento. È una disciplina che mira a sviluppare l'individuo nella sua interezza, promuovendo la salute fisica, la forza mentale e la crescita morale. Questo articolo esplorerà le origini, i principi fondamentali, le tecniche e le diverse sfaccettature del Judo, evidenziando come questa arte marziale continui a influenzare positivamente la vita di milioni di persone in tutto il mondo.
Origini e Filosofia del Judo
Alla fine del secolo XIX, Jigoro Kano si propose di recuperare il patrimonio marziale del Giappone antico e al tempo stesso di trasformarlo selezionando e sintetizzando le tecniche dalle scuole più importanti. Il Judo trae la sua origine dalle antiche tecniche marziali delle scuole di Ju Jitsu. Kano, insoddisfatto degli aspetti più violenti e pericolosi del Ju Jitsu, si dedicò a creare un sistema che potesse essere praticato in sicurezza da persone di tutte le età e condizioni fisiche. Il Judo Kodokan venne fondato nel 1882.
Kano mirava a preservare le preziose tecniche del Ju Jitsu, epurandole dagli elementi più brutali e integrandole con principi filosofici e pedagogici. Il risultato fu un'arte marziale che non solo insegnava l'autodifesa, ma anche promuoveva lo sviluppo personale, la disciplina e il rispetto per gli altri.
Principi Fondamentali del Judo
Il Judo si basa su una serie di principi fondamentali che guidano la pratica e l'applicazione delle tecniche. Questi principi includono:
L’uso dell’equilibrio e dello squilibrio (Kuzushi): Questo termine significa “rompere” o “deformare la posizione”. Poiché si possa manovrare con un minimo di forza l’avversario e farlo oggetto di una proiezione (ma anche di una lussazione e uno strangolamento) è necessario rompere la sua posizione naturale. Per applicare efficacemente una proiezione su un avversario, questi dovrà essere perfettamente squilibrato nella direzione giusta.
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Il principio della leva per raggiungere grande potenza: Sfruttare la meccanica del corpo e le leve per generare una forza superiore a quella dell'avversario.
Sfruttare la forza dell’avversario (Ju): Utilizzare l'energia e il movimento dell'avversario a proprio vantaggio, reindirizzandoli e neutralizzandoli.
Sfruttare la debolezza dell’avversario: Individuare e sfruttare i punti deboli dell'avversario per ottenere un vantaggio tattico.
Principio della cedevolezza e della flessibilità (Ju): Adattarsi alla situazione e alle azioni dell'avversario, evitando la resistenza diretta e sfruttando la flessibilità per superare gli ostacoli.
La pratica integrale del Judo Kodokan determina l’acquisizione di una specie di “sesto senso”: rende abili a reagire istintivamente a qualunque azione dell’avversario, sfruttando a proprio vantaggio i suoi movimenti.
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Tecniche del Judo
Il Judo comprende una vasta gamma di tecniche, suddivise in diverse categorie:
Nage Waza (Tecniche di Proiezione): Tecniche volte a sbilanciare e proiettare l'avversario a terra. Il Go-kyo No Waza è la progressione standard delle tecniche di proiezione del Judo.
Katame Waza (Tecniche di Controllo): Tecniche di immobilizzazione, strangolamento e lussazione per controllare l'avversario a terra.
Atemi Waza (Tecniche di Percussione): Tecniche di colpo utilizzate principalmente nei kata (forme) e non consentite nelle competizioni sportive.
Sutemi Waza (Tecniche in Sacrificio): Vengono chiamate così poichè si “sacrifica” il proprio equilibrio per proiettare a terra l’avversario, cioè lasciandosi cadere per trascinarlo al suolo.
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Inoltre, nel Judo si studiano:
- Renraku waza: Un Renraku waza è un attacco successivo ad uno che non va a buon fine o va parzialmente a buon fine.
- Kaeshi waza: I Kaeshi waza sono tecniche di contrattacco (o controtecniche).
Judo: Arte Marziale, Disciplina e Sport
Il Judo è un'arte marziale completa che offre numerosi benefici a chi lo pratica. Oltre a migliorare la forma fisica, la forza e la coordinazione, il Judo sviluppa la disciplina, l'autocontrollo, il rispetto per gli altri e la capacità di affrontare le sfide con determinazione e resilienza.
Il Dojo: Un Luogo di Apprendimento e Crescita
Il Dojo è l’ambiente dove si insegna e si pratica Judo. E’ un termine di provenienza buddista: la sala di meditazione di certi templi si chiama ‘Dojo’, ed è anche il nome della palestra in cui si studia un’arte marziale. Il primo gesto che si insegna ad un principiante in un dojo, dopo averlo iniziato all’annodamento della cintura, è il saluto.
Judo: Randori e Shiai
Nello specifico, lo shiai è il confronto sportivo, la gara, mentre nel randori l’obiettivo é lo studio e la ricerca dell’ippon al di là di qualsiasi risultato. Un altro tipo di allenamento è lo Yaku soku geiko, allenamento libero e flessibile in spostamento. Il Kata è nel contempo una sequenza obbligatoria di tecniche fondamentali, un metodo di studio speciale e una forma strettamente codificata di allenamento.
Il Judo come Sport Olimpico
Le Olimpiadi attuali contemplano una competizione maschile ed una femminile di Judo. Il regolamento applicato (categorie di peso, punteggi, ecc.) è quello della I.J.F. (International Judo Federation).
L’arbitro si serve di gesti e di parole per condurre il combattimento. I due judoka sono di fronte. Uno con la cintura rossa e l’altro con la cintura bianca. Quando comincia l’immobilizzazione l’arbitro annuncia “Osae komi” e quando è interrotta “Toketa”. Quando l’arbitro vuole ammonire uno o tutti e due gli atleti perché non attaccano (nella lotta in piedi) li avvertirà e poi, se l’atleta ammonito insisterà nella “passività”, verrà penalizzato con il gesto del mulinello, con sanzioni crescenti: ”Shido”, “Chui”, “Keikoku”, fino anche alla squalifica (“Hansoku”). L’arbitro assegnerà la vittoria in base al numero di punti segnati sul tabellone, o chiamerà l’intervento dei giudici in caso di parità. Esso infatti penalizza tutti gli atteggiamenti e le tattiche di combattimento contrarie allo spirito del Judo Kodokan e non vengono contati i vantaggi di koka e yuko.
Judo e Ju Jitsu: Quali sono le Differenze?
Il Judo trae la sua origine dalle antiche tecniche marziali delle scuole di Ju Jitsu. Alla fine del secolo XIX, Jigoro Kano si propose di recuperare il patrimonio marziale del Giappone antico e al tempo stesso di trasformarlo selezionando e sintetizzando le tecniche dalle scuole più importanti. Il Ju-sport ha dunque un obiettivo parziale ed è un’applicazione parziale degli scopi più ampi in cui si riconosce la disciplina Judo Kodokan.
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