Se il Pesce Nuoterà Sempre Dritto: Riflessioni sul Significato e Koro Sensei

L'espressione "se il pesce nuoterà sempre dritto" evoca immediatamente un senso di immutabilità e prevedibilità. Ma cosa significa veramente e come si collega alla figura di Koro Sensei? Per esplorare questo concetto, dobbiamo immergerci in un viaggio attraverso ricordi personali, tradizioni locali e riflessioni filosofiche.

Ricordi di Vendemmia: Un Tempo Lontano

Settembre. Un'emozione stamane che non mi aspettavo! Per un caso mi sono trovata nella Cantina Sociale di un paese salentino. Già prima di entrare uno spettacolo insolito rallegrava la via. ph. m. g. Nel vasto atrio della cantina su una piattaforma in cemento, un operaio era affaccendato in alcune manovre vicino a delle insolite apparecchiature, mentre un altro, poco più in là, sorvegliava le varie operazioni di scarico dopo che, tramite un tubo immesso nel carico di turno, veniva eseguita, automaticamente, la gradazione dell’uva. Subito dopo, l’intero raccolto era rovesciato in una lucente, enorme garolla che provvedeva all’istante a dirasparlo e poi macinarlo.

Questo assaggio di vita rurale, con le sue tradizioni e ritmi lenti, contrasta con l'idea di un percorso lineare e senza ostacoli. La vendemmia, con la sua fatica e gioia condivisa, rappresenta un ciclo naturale, un processo organico che non può essere forzato o accelerato.

Com’era tutto diverso! C’era sicuramente tanto più lavoro, ma c’era anche tanta più allegria! Anche noi, una volta, dopo varie insistenze ottenemmo il permesso di entrare nel pilone. A fine stagione, quando furono vendemmiate le craggioppe[11] del nostro vigneto, papà d’accordo col nachiro ci concesse questo piacere - dai! Andate a lavarvi i piedi ! - Intimò e poi uno ad uno ( per l’occasione erano venuti anche dei cuginetti) ci calarono tra i neri grappoli. Uccio, il nachiro, ci insegnava i giusti movimenti - mani dietro la schiena, saltellate a piedi uniti e pigiate pigiate… - Pareva una danza. Per noi un divertimento unico e incredibile e saltellavamo ridendo tra frizzi e lazzi mentre i raspi e i piccoli acini s’incastravano tra le dita dei piedi e ci solleticavano. Avvertivamo il rumore del mosto che colava nella cisterna a ridosso della vasca, quando un po’ stanchi rallentavamo la danza - pigiate pigiate! - intimava il nachiro - non si sente colare! - Pigiammo, pigiammo e ci stancammo anche tanto, rendendoci conto che non era per niente un gioco trasformare l’uva in mosto.

Capo d'Otranto: Un Punto di Riferimento

Tra gli uomini c’è chi diventa importante per la sua posizione economica (e per questo qualcuno viene pure condannato ingiustamente …), tra i capi (quelli geografici; gli umani, tutti quelli che hanno presunto, presumono e presumeranno di esserlo, si sono rivelati, si rivelano e si riveleranno solo mezze cartucce) quello d’Otranto lo è da molto tempo (e non mi riferisco solo al geologico), per la sua posizione, questa volta, geografica. È, infatti, la parte d’Italia più ad est, record che non solo le è valso nelle convenzioni nautiche il ruolo (irrilevante o quasi da un punto di vista giuridico, almeno finché l’Italia resterà unita …) di punto di separazione tra l’Adriatico e lo Ionio ma anche quello di offrire il privilegio a chi calca il suo suolo di poter contemplare l’alba prima degli altri abitanti della penisola. Capo d’Otranto è chiamato anche Punta Palascìa (nell’immagine di testa il faro sorto dopo che nel 1869 venne rasa al suolo l’omonima torre ormai ridotta ad un rudere).

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Capo d'Otranto, con la sua posizione geografica unica, rappresenta un punto di riferimento, un luogo da cui si può osservare l'inizio di un nuovo giorno. Allo stesso modo, l'espressione "se il pesce nuoterà sempre dritto" potrebbe simboleggiare una direzione chiara e definita nella vita.

Va aggiunto che semplicemente Punta si chiama uno sperone roccioso che chiude l’insenatura portuale antistante Otranto. A questo punto è doverosa la citazione dal romanzo L’ora di tutti di Maria Corti, uscito per la prima volta per i tipi di Feltrinelli a Milano nel 1962 e ristampato da vari editori (nell’immagine in basso l’edizione Tascabili Bompiani del 2011): Quelle giornate erano lunghe; giravo per casa, uscivo in cortile, rientravo in casa, uscivo sulla porta verso la strada. Un giorno vi trovai mastro Natale che puliva ricci. - Sono ricci della Palascia - disse, offrendomene uno. - Perché della Palascia’ - chiesi. - Sono diversi? -. - Non hanno sabbia come quelli della Punta - disse - e la carne è più rossa; li chiamano i ricci dell’arciprete e costano due soldi più degli altri alla dozzina, per la rarità -.

Tuttavia, la vita raramente segue un percorso lineare. Come le giornate descritte da Maria Corti, spesso ci troviamo a vagare senza una direzione precisa, a esplorare diverse possibilità prima di trovare la nostra strada.

Una conferma a questa etimologia sembra venire dalla Breve descrittione del Regno di Napoli di Ottavio Beltrano, opera uscita a Napoli per i tipi di Beltrano nel 1640, in cui a pag. 278 nell’elenco delle sei torri nel territorio della città d’Otranto compare al primo posto Torre d’Orto, seguita da Torre pelagia, Torre di S. Stefano, Torre S. Milano, Torre dell’Arteglio in territorio di Galatea e Torre di Buracco in territorio di Marugio.

La Taranta e la Ragnatela: Guarigione e Protezione

Sul tarantismo sono stati versati fiumi d’inchiostro prima che la scienza moderna ne spiegasse le origini psicosomatiche e la taranta ne uscisse assolta. Lycosa, infatti, è formazione aggettivale latina moderna, dal greco λύκος (leggi liùkos)=lupo; tarantula è anch’essa voce latina moderna diminutivo di taranta, di origine incerta, connessa da alcuni con Taranto, ma che, secondo me potrebbe essere collegata (attraverso passaggi fonetici per la verità non proprio lineari) alla radice ταρακ- (leggi tarak-) di ταράσσω (leggi tarasso)=sconvolgere; se fosse vero avremmo una conferma in più dell’antichità del fenomeno a lei ascritto.

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La taranta, con la sua storia complessa e le sue origini incerte, rappresenta un elemento di disturbo, un'interruzione nel flusso lineare della vita. Tuttavia, anche da questa esperienza di crisi e sofferenza può emergere una forma di guarigione e liberazione.

Comunque, per compensare almeno in parte il torto per tanto tempo fattole, oggi parlerò a favore dei ragni in genere, anzi, per me parlerà Plinio (I secolo d. C.). Prima, però, per non fare torto al secondo sostantivo del titolo, cercherò di risalire all’etimo di lingatera. Parto dall’italiano ragnatela che è dalla locuzione latina arànea tela=tela del ragno con successiva aferesi della a- di arànea e normalissima evoluzione nea->-gna. Dopo aver detto che il latino classico per ragnatela oltre alla locuzione aranei tela usa aràneum, neutro sostantivato dello stesso aggettivo, ma anche il femminile arànea che ha pure, come se non bastasse il significato di ragno1, passo a lingatera.

La ragnatela, con le sue proprietà curative e protettive, simboleggia la capacità di trovare conforto e guarigione anche nelle situazioni più difficili. Come i nostri nonni utilizzavano la ragnatela per curare le ferite, possiamo trovare risorse interne per superare gli ostacoli che incontriamo lungo il nostro cammino.

Koro Sensei: Un Maestro Inaspettato

E qui entra in gioco Koro Sensei, un personaggio che sfida le convenzioni e le aspettative. La sua natura ambigua, la sua velocità inarrestabile e il suo metodo di insegnamento non convenzionale lo rendono una figura enigmatica e affascinante.

Koro Sensei incarna l'idea che la vita non è un percorso lineare, ma un insieme di esperienze, sfide e opportunità inaspettate. Il suo obiettivo di preparare i suoi studenti a salvare il mondo, pur essendo lui stesso una minaccia per l'umanità, è un paradosso che ci invita a riflettere sulla complessità della realtà.

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Il Significato Profondo: Accettare l'Imprevedibilità

Quindi, cosa significa veramente "se il pesce nuoterà sempre dritto" in relazione a Koro Sensei? A mio parere, l'espressione rappresenta un'illusione di controllo, una falsa promessa di prevedibilità in un mondo in continua evoluzione.

Koro Sensei ci insegna che la vita è piena di sorprese, di sfide inaspettate e di opportunità nascoste. Invece di cercare di forzare il nostro percorso in una direzione predefinita, dovremmo imparare ad accettare l'imprevedibilità, ad adattarci ai cambiamenti e a trovare la bellezza nell'inaspettato.

Riflessioni Politiche e Sociali: Un Muro di Resistenza

Nel silenzio di oltretomba dei media la scorsa settimana ho portato con un furgone le firme dei referendum alla Corte di Cassazione a Roma. Scaricate a mano, come un vero camallo. Qualcuno mi ha aiutato, ma ho fatto la mia parte di lavoro. Belin. I 60 scatoloni, spruzzati di antitarma, sono ora allineati nel caveau del Palazzo. Ad ottobre verrà deciso se i referendum sono ammissibili per la Costituzione. Se passeranno l’esame ci sarà il conteggio e la validazione delle firme.

La lotta per la giustizia e la democrazia è un percorso tutt'altro che lineare. Come dimostra l'esperienza dei referendum, spesso ci troviamo di fronte a ostacoli, resistenze e manipolazioni che cercano di deviare il nostro cammino.

E’ il secondo atto democratico popolare compiuto da chi segue il blog, i Meetup, le organizzazioni libere di cittadini, le liste civiche apartitiche hanno compiuto in SOLI otto mesi.L’otto settembre 2007 sembra una data remota. Lontana. Da allora è successo di tutto. E’ caduto il governo. Si sono formati due gruppi di affari trasversali, PDL e PDmenoelle. Ad ogni azione del movimento c’è stata un’azione uguale e contraria. Alla raccolta differenziata si è risposto con gli inceneritori. A un Parlamento Pulito con un aumento di inquisiti e condannati. Alla riforma della legge elettorale per scegliere il proprio candidato con un vaffanculo. E, anzi, con la proposta di estendere la nomina dei deputati (amanti, mogli, mafiosi) da parte dei segretari di partito anche al Parlamento Europeo. Alla cancellazione della legge Maroni (intestata a Biagi) con un aumento dei precari e delle morti (assassinii) sul lavoro. Alla richiesta di diminuire la presenza militare con un incremento delle spese militari, alla nuova base di Vicenza, all’impegno in Afghanistan. All’abolizione delle leggi vergogna che impediscono qualunque condanna con il delirio dello psiconano e la sua distruzione, mirata, cocciuta, testarda delle leggi e della magistratura.

La storia politica è costellata di battaglie, compromessi e tradimenti. La ricerca di un "pesce che nuota sempre dritto" nel mare tumultuoso della politica è un'illusione pericolosa.

Si sono accorti che il muro stava cedendo. Il comitato di affari PDL e PDmenoelle ha deciso di costruire una muraglia. Ignorare le richieste di milioni di persone. Schifarle dall’alto della loro sovranità. L’azione uguale e contraria, il muro dei postcomunisti e dei piduistisempreverdi, ha prodotto i suoi effetti anche sull’informazione. Del movimento, e di Beppe Grillo, o non si parla o lo si demonizza. Siamo un prodotto “subculturale” come ha scritto il grande intellettuale Massimo Giannini su Repubblica. Iracondi, con la bava alla bocca. Ecco come ci descrivono i riformisti, razionali, intellettuali.

Tuttavia, anche di fronte a un muro di resistenza, è possibile trovare delle crepe, delle fessure attraverso le quali far passare la luce della verità e della giustizia.

Dopo il 25 aprile la Comunità Europea ha ribadito che Rete4 deve lasciare le sue frequenze a Europa7, che la Gasparri va cambiata. Non ci sarebbe bisogno di un referendum o di un VDay al giorno per cambiare l’Italia. Sarebbe sufficiente applicare le leggi e avere dei rappresentanti onesti in Parlamento. In settembre chiederò di presentare al Senato le tre leggi popolari firmate da 350.000 cittadini come previsto dalla legge. Fuori i condannati dal Parlamento, scelta del candidato, un massimo di due legislature.

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