Il rapporto tra Vladimir Putin e le arti marziali, in particolare il judo, è un intreccio complesso di sport, politica e costruzione del potere personale e nazionale. Questa passione, coltivata fin dall'infanzia, è diventata uno strumento per rafforzare il consenso interno, proiettare un'immagine di forza a livello internazionale e, secondo alcune accuse, un mezzo per favorire l'ascesa economica di amici e collaboratori.
Un Inizio Personale: L'Infanzia e l'Influenza di Anatoly Rakhlin
L'avventura di Putin con le arti marziali inizia all'età di undici anni. Inizialmente si avvicina al sambo, una disciplina russa, ma i suoi genitori sono riluttanti, temendo che lo distragga dagli studi. La figura chiave che lo convince a proseguire è Anatoly Rakhlin, suo allenatore e mentore. Rakhlin, in cinquant'anni di carriera, ha formato più di 100 maestri dello sport, tra cui lo stesso Putin, che a 21 anni diventa campione di Leningrado con il titolo di maestro. Putin stesso riconosce l'importanza di Rakhlin nella sua vita: "Se non avessi praticato sport, non so quale svolta avrebbe preso la mia vita. Questo è Anatoly Semenovich Rahklin, mi ha protetto dall’influenza dei gruppi di giovani nelle strade".
Judo e Ascesa Sociale: Da Sparring Partner a Oligarchi
Negli anni, il judo si trasforma per Putin in qualcosa di più di una semplice passione sportiva. Diventa una "facile via per diventare oligarchi". Ex compagni di allenamento e sparring partner di Putin hanno scalato posizioni di rilievo nelle istituzioni governative e militari russe, accumulando fortune considerevoli.
- Arkady Rotenberg: Allievo di Rakhlin insieme a Putin, ha ottenuto contratti per 7,4 miliardi di dollari per i Giochi di Sochi del 2014.
- Igor Sidorkevich: Presidente della Federazione di judo di San Pietroburgo, è diventato capo della nuova polizia militare.
- Viktor Zolotov: Ex sparring partner, dal 2000 al 2013 è stato capo della sicurezza di Putin e nel 2016 è stato nominato comandante in capo della Guardia nazionale russa e membro del Consiglio di sicurezza.
Queste nomine e ricchezze hanno sollevato sospetti di favoritismi e corruzione, alimentando critiche e inchieste da parte di oppositori come Alexei Navalny.
Oltre il Judo: Sci, Hockey e la Passione per lo Sport
Putin coltiva una passione viscerale per diverse discipline sportive. Lo sci è uno di questi, con allenamenti notturni sotto la guida di Leonid Tjagachev, ex presidente del Comitato Olimpico russo. Anche l'hockey su ghiaccio occupa un posto importante, tanto da diventare un assiduo frequentatore della Russian Night Hockey League. Tuttavia, lo sport che sembra rilassare maggiormente il presidente è la pesca, rifacendosi al detto dell'imperatore Alessandro III: "quando l’imperatore russo sta pescando, l’Europa può aspettare".
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Lo Sport come Arma Politica: Consenso Interno e Proiezione Internazionale
L'attenzione personale di Putin allo sport si riflette nell'agenda politica russa, trasformando lo sport in uno strumento di affermazione politica per rafforzare il consenso interno e proiettare un'immagine di potenza a livello internazionale. La Russia ha ospitato numerosi eventi sportivi di portata mondiale nell'ultimo decennio:
- Universiadi e Mondiali di atletica nel 2013
- Olimpiadi invernali e Gran premio di Formula 1 a Sochi nel 2014
- Mondiali di nuoto nel 2015 e di hockey nel 2016
- Mondiali di calcio nel 2018
Questi eventi hanno comportato spese ingenti, in particolare per le Olimpiadi di Sochi e i Mondiali di calcio, sollevando interrogativi sulla reale entità degli investimenti e sulla loro efficacia nel promuovere lo sviluppo economico e sociale del paese.
Le Olimpiadi di Sochi: Un Caso Emblematico
Le Olimpiadi di Sochi sono diventate un simbolo dell'uso politico dello sport da parte di Putin. Con una spesa stimata di 51 miliardi di dollari, sono state le Olimpiadi più costose della storia. Le critiche si sono concentrate sull'opacità dei costi, con accuse di corruzione e favoritismi nei confronti di società vicine al presidente. La scelta di Sochi come sede, una regione con clima subtropicale e vicina a zone di conflitto come la Georgia e la Crimea, ha alimentato ulteriori sospetti di una strumentalizzazione politica dell'evento.
Nonostante le polemiche, le Olimpiadi di Sochi sono state considerate un successo per la Russia e per Putin, contribuendo a rafforzare il suo consenso interno e a proiettare un'immagine di rinascita del paese.
Judo al Cremlino: un film didattico
Nel 2007, Putin ha deciso di condividere la sua passione per il judo con il pubblico, girando un film intitolato "Impara il judo con Vladimir Putin". Il film, distribuito insieme a un manuale, è diviso in tre parti: il significato del judo, la storia dell'arte marziale ed esempi pratici.
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Il judo oggi
Ezio Gamba, olimpionico a Mosca nel 1980, allena i russi del judo dal 2008, è stato istruttore personale di Vladimir Putin, dal quale nel 2012 ha ricevuto passaporto e cittadinanza.
Putin e il Judo: Una Metafora di Potere?
Alcuni analisti politici hanno interpretato il judo come una metafora dello stile di leadership di Putin, basato sulla capacità di sfruttare la forza dell'avversario per trasformarla in debolezza. Tuttavia, questa interpretazione trascura la storia personale di Putin con il judo, iniziata come un modo per affrontare le difficoltà della vita e diventata poi una passione duratura.
Nonostante i dubbi sollevati sulle sue reali abilità da judoka e la revoca di alcune onorificenze da parte della Federazione Internazionale di Judo dopo l'invasione dell'Ucraina, il legame di Putin con il judo rimane un elemento significativo della sua immagine pubblica e della sua strategia politica.
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