10 Giorni Senza Mamma: Conseguenze e Considerazioni

Dalla seconda metà del secolo scorso, numerosi studi hanno evidenziato come il neonato sano possieda un sistema sensoriale e intellettivo intatto e funzionante fin dal concepimento, stabilendo un dialogo continuo con la madre e, attraverso di essa, con il mondo esterno. Questo dialogo avviene attraverso diversi canali, tra cui la comunicazione ormonale, sensoriale e intuitiva.

Canali di Comunicazione Madre-Bambino

Comunicazione Ormonale

Fin dal momento del concepimento ogni essere umano ha una forma di dialogo con la madre e, attraverso di lei, con il resto del mondo.

Comunicazione Sensoriale

La comunicazione sensoriale si manifesta quando la madre parla, canta, si massaggia la pancia, cammina o danza, trasmettendo sensazioni attraverso i sensi del bambino. La pelle, completata all'ottava settimana di gravidanza, permette al bambino di sperimentare la relazione primaria, definendo i confini del proprio essere e l'incontro con l'altro. L'olfatto e il gusto, sviluppati tra il secondo e il terzo mese di vita intrauterina, consentono al bambino di percepire gli odori e i sapori del liquido amniotico, imparando a conoscere i cibi consumati dalla madre, che ritroverà nel latte. Infine, l'udito, completato tra il secondo e il quinto mese, permette di percepire i suoni del corpo materno, la voce della madre e i rumori dell'ambiente esterno.

Comunicazione Intuitiva

Il canale intuitivo trasmette i pensieri, le intenzioni e le emozioni della madre al bambino, il quale a sua volta invia messaggi attraverso il sogno.

L'Importanza del Contatto Madre-Neonato

Il parto rappresenta una rottura dell'ecosistema abituale del bambino, che viene espulso dal suo ambiente. Il neonato, attraverso i suoi sensi, cerca di orientarsi nel nuovo mondo: con l'olfatto cerca la madre, con l'udito si orienta verso la sua voce, con il gusto accoglie il colostro e con la pelle cerca chi si prenderà cura di lui. Gli occhi del neonato cercano lo sguardo di chi lo accoglie per suscitare tenerezza e amore. Contrariamente a quanto si pensi, il neonato non solo vede, ma segue con lo sguardo e mostra preferenza per le forme che ricordano il volto umano. Essendo fisiologicamente miope, mette a fuoco a una distanza di 30 cm, ideale per l'allattamento, permettendo al viso della madre di spiccare nell'ambiente circostante.

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Oltre al latte materno, il neonato necessita di nutrimento affettivo e sensoriale, calore, intimità e contenimento fisico, mentale e relazionale. L'ambiente in cui viene allevato e la relazione con chi lo accudisce sono fondamentali per il suo adattamento e la stabilità dei suoi sottosistemi neurovegetativi, motori, comportamentali e relazionali. Un ambiente ideale favorisce l'adattamento termico, metabolico, immunologico, endocrino e neuro-comportamentale, tutti aspetti facilitati dal contatto con il corpo della madre o dalla sua vicinanza.

Il Concetto di Esogestazione

Per uno sviluppo pieno ed armonioso dell'essere umano, è essenziale una serie di elementi di continuità. Lorenzo Braibanti ha coniato il termine "esogestazione" per indicare il completamento del percorso di formazione delle competenze necessarie alla sopravvivenza umana.

Caso di Francesco: Separazione Maternale e Rimedi

Il caso di Francesco, nato dopo un parto in casa, illustra l'importanza del contatto madre-bambino. Nei primi giorni, Francesco mostra un decorso fisiologico, poppando regolarmente e guardando negli occhi la madre. Tuttavia, in settima giornata, la madre sviluppa una febbre alta e tosse, richiedendo un ricovero ospedaliero di 11 giorni. Durante questo periodo, Francesco viene nutrito con il latte di altre madri e alimentato con il biberon dal padre e dalla nonna.

Al ritorno della madre, in diciottesima giornata, Francesco non modifica il suo comportamento. A un mese di vita, durante un esame obiettivo, il bambino succhia dal seno ad occhi chiusi e distoglie lo sguardo quando chiamato per nome. Questo comportamento viene interpretato come un trauma dovuto alla separazione dalla madre.

La pediatra omeopatica interpreta i suoi occhi chiusi come un desiderio di escludere il mondo e prescrive Opium Crudum, un rimedio che copre i sintomi e riporta la presenza di traumi nella sua patogenesi. Quindici minuti dopo la somministrazione, Francesco apre gli occhi e guarda la madre, come se un incantesimo fosse stato spezzato. Nei controlli successivi, Francesco non ha più bisogno di ulteriori prescrizioni e all'età di tre anni sta bene.

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Questo caso dimostra come la separazione dalla madre possa avere conseguenze significative sul comportamento del neonato e come un intervento tempestivo possa ripristinare il legame madre-bambino.

Maternità e Depressione Post Partum

La nascita di un bambino può innescare un insieme di emozioni potenti e contrastanti, dall'eccitazione e la gioia alla paura e all'ansia. Circa l'85% delle donne manifesta disturbi dell'umore nel periodo post partum. La maggior parte dei sintomi sono lievi e temporanei (Baby Blues), ma il 15-20% delle donne sviluppa sintomi più significativi di depressione o ansia, necessitando un trattamento adeguato.

Baby Blues

Il Baby Blues è una condizione di estrema stanchezza fisica e difficoltà nel relazionarsi con il partner e i familiari, legata alle fatiche del travaglio e del parto e ai cambiamenti ormonali. I sintomi includono sbalzi d'umore, crisi di pianto, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno e dell'alimentazione. Questa condizione è temporanea e regredisce in 7-10 giorni.

Depressione Post Partum

La depressione post partum è una forma depressiva che si manifesta dopo il parto e può durare circa 6-7 mesi se non trattata. Spesso è l'evoluzione di una depressione in gravidanza non riconosciuta. Si stima che il 10-20% delle neo mamme possa soffrirne. I sintomi variano da un lieve disagio nella gestione dei rapporti familiari a una totale difficoltà nell'affrontare gli eventi quotidiani. L'impatto sul bambino persiste oltre l'infanzia, causando bassi punteggi di QI, iperattività, ritardi nello sviluppo emotivo e del linguaggio.

Cause della Depressione Post Partum

Diversi fattori contribuiscono allo sviluppo della depressione post partum, tra cui:

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  • Complicazioni ostetriche (parti pretermine, parti multipli)
  • Problemi di salute della donna
  • Disturbi del sonno del bambino
  • Bassa autostima materna
  • Scarso sostegno sociale
  • Eventi di vita stressanti
  • Difficoltà coniugali
  • Problemi economici
  • Credenze irrealistiche sulla maternità
  • Familiarità psichiatrica

Sintomi della Depressione Post Partum

I sintomi includono predisposizione al pianto, irritabilità, insofferenza, disturbi del sonno, stanchezza fisica e psicologica, psicosomatizzazioni, sentimenti di inadeguatezza, pensieri ossessivi e perdita di desiderio sessuale. Le madri con bassa autostima sono più esposte ai sintomi depressivi.

Beck individua un processo a quattro stadi nel tentativo di fronteggiare la sensazione di mancanza di controllo:

  1. L'incontro con il terrore: ansia marcata, pensieri ossessivi, confusione mentale.
  2. La morte del Sé: il Sé usuale non è più presente; sensazione allarmante di irrealtà.
  3. La lotta per la sopravvivenza: le diverse richieste di aiuto.
  4. Il ristabilimento del controllo: il rimpianto per il tempo perduto a causa della depressione post partum nel rapporto con il bambino.

Cosa Fare in Caso di Depressione Post Partum

È fondamentale che le madri si sentano sicure per comunicare le proprie emozioni e pensieri negativi. Alcuni suggerimenti includono:

  • Accettare aiuto
  • Distrarsi e svagarsi
  • Non rimproverarsi
  • Gratificare il partner
  • Svolgere attività fisica

Come Aiutare Chi Soffre di Depressione Post-Partum

La famiglia e gli amici possono riconoscere i sintomi e incoraggiare la madre a cercare aiuto medico e psicoterapeutico. Anche i gruppi di sostegno possono offrire supporto e informazioni.

Psicosi Post Partum

La psicosi post partum è una condizione rara e grave che si sviluppa entro la prima settimana dopo il parto. I sintomi includono confusione, pensieri ossessivi sul bambino, allucinazioni, deliri, disturbi del sonno, eccessiva energia, agitazione, paranoia e tentativi di danneggiare sé stessi o il bambino. Richiede un trattamento immediato con terapie psico-farmacologiche e psicoterapeutiche.

Depressione Post Partum nei Padri

Anche i padri possono sperimentare la depressione post partum, con sintomi simili a quelli delle madri. I giovani padri con una storia di depressione, problemi di relazione o difficoltà finanziarie sono più a rischio. È importante che anche i padri cerchino aiuto professionale.

Lutto Materno: Conseguenze Psicologiche

La morte della madre può avere conseguenze psicologiche devastanti, causando una perdita improvvisa dell'orientamento e una profonda sofferenza emotiva. Se il legame con la madre è stato conflittuale, la sua scomparsa può accentuare i bisogni insoddisfatti e la disperazione.

Reazioni al Lutto nei Bambini

I bambini manifestano reazioni emotive diverse a seconda del loro livello di maturità e sviluppo cognitivo. Perdere la madre in età evolutiva significa smarrire le proprie sicurezze e sperimentare una terribile sensazione di vuoto. È fondamentale che le figure di riferimento monitorino il comportamento e l'umore del bambino per intervenire in caso di necessità.

Supporto Durante il Lutto

Il supporto durante il lutto per la morte della madre è fondamentale. Il disturbo da lutto complicato persistente è caratterizzato da un dolore incrollabile che non migliora con il tempo. Affrontare la morte di una madre significa sperimentare sintomi come tristezza, ansia, stress, sensi di colpa, rabbia e paura.

Genitorialità e Adattamento

Diventare genitori comporta un rapido adattamento a cambiamenti emotivi, pratici e sociali. La nascita di un bambino è un evento stressante e molti genitori faticano ad adattarsi al nuovo ruolo, provando sentimenti di inadeguatezza e impotenza. La società, con messaggi non realistici, può indurre la coppia a provare sentimenti di fallimento.

Disturbi Emotivi Post Partum

Nel periodo post partum, circa l'85% delle donne manifesta disturbi dell'umore. Si distinguono tre tipologie:

  • Baby Blues: non patologico, temporaneo e legato ai cambiamenti ormonali.
  • Depressione Post Partum: più intensa e duratura, necessita di trattamento.
  • Psicosi Post Partum: disturbo psichiatrico grave, richiede intervento psichiatrico.

Ruolo del Padre

Spesso non viene riconosciuta la possibile difficoltà di adattamento del padre, legata a fattori culturali. La tendenza maschile ad avere difficoltà ad accedere alle proprie emozioni contribuisce a rendere i neopapà incapaci di riconoscere e validare i cambiamenti mentali avvenuti con la nascita del bambino. Il padre può sperimentare sensazioni di fallimento, ansia, inadeguatezza, irritabilità, ottundimento emotivo, insonnia e senso di abbandono.

Consigli per Affrontare il Periodo Post Partum

  • Ritagliarsi del tempo per sé stessi
  • Svolgere attività fisica
  • Accettare i pensieri negativi
  • Instaurare un clima di collaborazione
  • Non ostinarsi a fare tutto da soli

Distacco Madre-Figlio: Un Caso Specifico

Una madre di una bambina di 9 mesi esprime preoccupazione riguardo a una vacanza di 4 giorni con il marito senza la figlia. La domanda è se questo distacco possa essere traumatico e se la bambina la riconoscerà al ritorno. Inoltre, chiede se convenga chiamarla via Skype o mandarle video.

Risposte e Considerazioni

Diversi esperti offrono consigli e rassicurazioni:

  • Gradualità: abituare la bambina all'assenza, lasciandola prima per una notte, poi per due, con i nonni e la baby sitter.
  • Routine: mantenere le abitudini della bambina per darle sicurezza.
  • Comunicazione: evitare Skype perché la bambina è troppo piccola per capire.
  • Benessere dei genitori: la serenità dei genitori è fondamentale per il bambino.
  • Ascolto: ascoltare le proprie ansie e preoccupazioni per affrontarle al meglio.
  • Familiarità: assicurarsi che il bambino abbia una buona relazione con chi si prenderà cura di lui.

Film: 10 Giorni Senza Mamma

Il film "10 Giorni Senza Mamma" pone l'accento sul ruolo della donna all'interno della famiglia, mostrando le difficoltà che emergono quando la madre si prende una pausa.

Trauma e Depressione Post Partum

La Depressione post partum è un tipo di disturbo depressivo maggiore che si verifica durante il periodo post-parto. Nel periodo post-parto circa l’85% delle donne manifesta un qualche tipo di disturbo dell’umore. Per la maggior parte i sintomi sono lievi, di breve durata e si risolvono spontaneamente, nel 15-20% delle donne diventano invece un vero e proprio disturbo che assume una rilevanza clinica. Dopo il parto, molte neomamme attraversano un momento di tristezza e di estrema stanchezza fisica, legata al cambiamento ormonale e allo stress vissuto con il travaglio e il parto, si parla di baby blues o maternity blues, che sta ad indicare una condizione di disagio interiore della neomamma: un lieve e transitorio disturbo emozionale in genere senza conseguenze psicologiche a lungo termine. Una percentuale tra il 30 e l’80% delle neomamme attraversa questa esperienza che fortunatamente è temporanea e regredisce nell’arco di 7 - 10 giorni senza lasciare conseguenze alla madre o al bambino. Una percentuale minore, tra il 15 e il 20%, va incontro a forme di depressione post partum che possono avere vari livelli di gravità, da forme più lievi di depressione alla grave psicosi post-parto. I sintomi dominanti includono tristezza estrema e perdita di interesse o piacere nelle attività che precedentemente erano considerate come piacevoli (APA, 2013). Sebbene la durata del periodo post partum, a livello medico, duri da due a sei settimane dopo la nascita (APA, 2013), la maggior parte dei ricercatori e dei professionisti della salute hanno evidenziato che i sintomi della depressione post partum possono apparire, in qualsiasi momento, da due settimane fino a un anno di vita del bambino. I fattori che contribuiscono allo sviluppo o all’aggravarsi di questa condizione di disagio clinicamente rilevante sono: fattori biogenetici, psicosociali e socioeconomici.

Se non adeguatamente trattata, la depressione post partum può influenzare il funzionamento generale della madre, le capacità di caregiving e, in rari casi, contribuire all’infanticidio e al suicidio della madre (Polmanteer, Keefe, & Brownstein-Evans, 2019). Altro importantissimo fattore di rischio per la salute mentale della neomamma è la presenza di esperienze traumatiche, che possono essere intercorse durante la fase perinatale oppure aver subito una storia di traumi nell’infanzia, quali abuso emotivo, fisico, sessuale e neglect. Le ricerche a livello internazionale suggeriscono che la sintomatologia del Disturbo Post Traumatico da Stress è la condizione maggiormente predittiva di depressione post partum. Le madri con una storia traumatica possono essere colte da sensi di colpa, vergogna e sentimenti di perdita che possono influenzare le abilità di caregiving, contribuendo allo stress genitoriale e ad un aumento del rischio di depressione post partum grave (Grekin, Brock, & O’Hara, 2017). Inoltre, la storia traumatica non sempre è consapevole, e quindi la gravidanza, il parto e la nascita del bambino successivamente, possono riattivare memorie traumatiche e innescare risposte traumatiche che possono contribuire allo sviluppo o all’esacerbazione della sintomatologia depressiva.

La ricerca evidenzia che le donne esposte ad una storia di tre o più eventi traumatici nell’arco di vita hanno un rischio quattro volte superiore alle donne non esposte a traumi di sviluppare depressione nel periodo perinatale. Nonostante esistano trattamenti evidence based, sia farmacologici che psicoterapici, per la gestione della depressione post partum, molte donne non ne usufruiscono sia per ragioni economiche, ma soprattutto per ragioni legate alla difficoltà di riconoscere i sintomi e alla vergogna di “non sentirsi una buona madre”. È importantissimo invece per la neomamma dare un senso al proprio disagio e occuparsi tempestivamente della propria salute mentale al fine di occuparsi al meglio del proprio bambino. Una best practice che dovrebbe essere utilizzata all’interno dei servizi neonatali è il Trauma Informed Care (TIC), gli operatori sanitari dovrebbero avere a mente che una grande percentuale di donne sono state esposte a una o più esperienze traumatiche nel corso della vita e quindi lavorare tempestivamente sulla consapevolezza della donna, e sulla gestione delle memorie traumatiche che influenzano il benessere della mamma e del nascituro e il funzionamento globale (Polmanteer et al., 2019). Adottare un approccio TIC richiede agli operatori sanitari di sviluppare relazioni positive con la neomamma, focalizzate sulla positività, il rispetto, la validazione emotiva e la riabilitazione (Polmanteer et al., 2019). Il Trauma Informed Care, ideato dal Substance Abuse and Mental Health Services Administration (SAMHSA) nel 2014, si basa sul riconoscimento e l’integrazione di sei principi: tra cui (1) sicurezza; (2) affidabilità e trasparenza; (3) supporto tra pari; (4) collaborazione e mutuo aiuto; (5) empowerment e scelte consapevoli; e (6) problemi culturali, storici e legati al genere. Concludendo, è molto importante che la neomamma sia attenzionata e che sia tempestivamente aiutata a prevenire lo sviluppo di un possibile disagio psicologico.

Consigli Finali

La nascita di un bambino è un evento meraviglioso, ma porta con sé una serie di sfide. È fondamentale che i genitori si prendano cura di sé stessi, del loro rapporto e del loro benessere emotivo. Non esitate a chiedere aiuto se vi sentite sopraffatti o in difficoltà. Ricordate che non siete soli e che ci sono risorse disponibili per sostenervi in questo percorso.

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