L'arte dell'autodifesa ha radici profonde nella storia dell'umanità, evolvendosi di pari passo con le tecnologie e le necessità di protezione personale. In questo contesto, l'uso di bastoni e spade ha rappresentato una costante in diverse culture e periodi storici. Questo articolo esplora le tecniche di autodifesa con bastoni e spade, analizzando diverse metodologie, stili e approcci, sia occidentali che orientali, per fornire una panoramica completa e informativa sull'argomento.
Introduzione
L'autodifesa con bastoni e spade non è solo una questione di abilità fisica, ma anche di conoscenza, strategia e consapevolezza mentale. Richiede un addestramento costante e una profonda comprensione delle dinamiche del combattimento, nonché la capacità di adattarsi a situazioni inaspettate. Attraverso l'analisi di manuali storici, tecniche moderne e approcci innovativi, questo articolo mira a fornire una guida completa per chiunque sia interessato a esplorare questo affascinante aspetto delle arti marziali e della difesa personale.
Evoluzione Storica dell'Uso del Bastone nell'Autodifesa
Il bastone, come strumento di autodifesa, ha una storia millenaria. Già nell'epoca protostorica, il bastone veniva utilizzato per la protezione personale. Tuttavia, una canonizzazione delle tecniche si ebbe solo a partire dal 600 d.C., quando i contatti con la cultura coreana dei T'ang e con quella cinese dei Sung introdussero nell'arcipelago nipponico la conoscenza di vari sistemi di scherma con il bastone.
Il Bo-Jutsu Giapponese
In Giappone, i bushi inizialmente non diedero molta importanza alla scherma con il bastone. Furono invece i sohei dell'epoca Kamakura a sviluppare le prime forme e stili del bo-jutsu (scherma con il bastone lungo). I monaci svilupparono le tecniche di bastone basandosi su quelle già esistenti praticate nei monasteri buddhisti cinesi, adattandole e migliorandole secondo lo stile giapponese. Nel XV secolo, Izasa Ienao adattò il suo Katori-ryu anche al bastone, rendendolo funzionale al punto che i bushi cominciarono a manifestare interesse verso le tecniche di bo. Il bastone tipico dello stile di Izasa era il rokushakubo, lungo circa 1,80 metri, sufficientemente duro per contrastare anche un colpo di spada. L'allenamento si svolgeva senza protezioni, per instillare coraggio e autocontrollo nei praticanti.
Il Jo-Jutsu
Il jo (bastone corto) fece la sua apparizione tra realtà e leggenda nel primo ryu di jojutsu ad opera di Muso Gonnotsuke. Muso aveva studiato i vari Katori-ryu, preferendo quelli di bojutsu, e si era perfezionato a tal punto nell'uso del bastone lungo da sconfiggere gli spadaccini più abili dell'epoca. Dopo un incontro con Miyamoto Musashi, Muso si ritirò in meditazione e sviluppò una forma più maneggevole di bastone, il jo, di 1,26 metri, più corto e di diametro inferiore al bo. Muso studiò quindi una serie di 12 movimenti fondamentali di scherma e creò il jojutsu, arte marziale che permetteva combattimenti anche in spazi ristretti. Chiamò il suo stile Shindo-Muso-ryu, da cui furono sviluppati almeno 70 differenti ryu. Nell'epoca Tokugawa, l'arma divenne talmente popolare da essere adottata dalla polizia dello shogunato.
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Attualmente, il jojutsu è praticato nella forma do e nello stile Muso-ryu. Viene applicato contro le più svariate armi e l'allenamento si svolge senza protezioni. Nei dojo di Aikido si dà grande importanza all'allenamento con il jo, praticando tecniche derivate dall'antico stile di Muso.
Tecniche di Combattimento con il Coltello
Il combattimento con il coltello è un aspetto cruciale dell'autodifesa. Esistono numerosi manuali e sistemi che insegnano come utilizzare il coltello sia in attacco che in difesa. Uno di questi manuali sottolinea l'importanza di considerare il coltello come un'arma "mortale" e di saperlo utilizzare con destrezza in un combattimento. Insegna come portare e occultare il coltello, e come comportarsi contro un avversario quando si rischia di essere uccisi.
Realismo e Pragmatismo
Un manuale tecnico-pratico sull'uso del coltello nella difesa armata, improntato a grande realismo e pragmatismo, illustra una serie di tecniche di attacco, difesa e contrattacco, commentate e illustrate step-by-step. Questo tipo di manuale è pensato per trovare il giusto equilibrio tecnico-atletico e psico-fisico in qualunque circostanza ci si possa trovare a combattere.
Tecniche di Lancio del Coltello
Il lancio del coltello da combattimento è un'altra abilità importante. Un manuale aggiornato sul lancio del coltello da combattimento presenta i più recenti sviluppi in materia di equipaggiamento, teoria, tecnica e allenamento. Il volume mostra come bilanciare il coltello da lancio, spiega come fabbricarsi il proprio coltello e illustra le varie tecniche di lancio. Inoltre, include un capitolo sulle condizioni psicologiche e fisiche in caccia, gara e combattimento.
La Scherma Tradizionale Europea
La tradizione marziale europea, rappresentata dai grandi maestri italiani della scherma, riunisce una ricchissima eredità. L'opera recupera i fatti, i nomi, le storie e le conoscenze dell'arte dei maestri del combattimento con armi bianche, eredi della cavalleria errante medievale e che risorgono nel Rinascimento in Italia. Questa scherma, con leggere varianti tecniche, si diffuse in modo diverso in tutta Europa nei secoli successivi. Oggi, la scherma ha acquisito attraverso le arti marziali una nuova posizione rilevante per il suo incisivo lavoro sulla distanza, l'opportunità e la finta.
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La Scuola Napolitana
Nella storia della scherma è esistita una corrente meridionale chiamata Scuola Napolitana, attiva tra la metà del XVII e l'inizio del XIX secolo. Questa scuola sviluppò un metodo di insegnamento coeso per didattica, omogeneità linguistica, parentele e discendenze, elementi di innovazione, percezione esterna, strumenti adoperati. La scuola, in realtà distinta nelle correnti romana, napolitana e siciliana, fu strettamente legata agli ambienti più influenti del suo periodo: le corone spagnola e austriaca, il Papato, la corte di Cristina di Svezia, i Borbone e Napoleone.
Il Flos Duellatorum
Il "Flos Duellatorum", il primo manuale di lotta e scherma pubblicato nel 1409 dal maestro Fiore De Liberi da Premariacco, elenca una serie di tecniche con lancia, spada, daga, ascia da guerra in armatura e a cavallo e solo successivamente si dilunga su prese, percussioni, slogature e sbilanciamenti senza armi. Le mani nude, insomma, come ultima risorsa, esattamente come nel "Libro dei Cinque Anelli" di Miyamoto Musashi.
Il Bastone Animato
Il bastone animato è un normale bastone da passeggio che nasconde al suo interno una lama, solitamente uno stocco, utilizzato per la difesa personale o per cogliere di sorpresa i propri bersagli. Oggi, questi oggetti vengono prodotti senza lama e sono adibiti ad un uso estetico o da collezione. Questa tipologia di bastoni appartiene a molte culture diverse ed è riconducibile sia al mondo occidentale che a quello orientale. Nel corso del tempo, è stato utilizzato non solamente come arma, ma anche come nascondiglio per trasportare oggetti preziosi o carichi illeciti.
La produzione di questi oggetti è affidata ad artigiani che ne curano ogni dettaglio, con il fine di renderli preziosi ed eleganti grazie a decorazioni e finiture di assoluto valore. Ancora oggi, il bastone animato rappresenta un compagno di viaggio perfetto per passeggiare con stile o per intraprendere le avventure più fantastiche.
Bastoni Animati Famosi
Esistono bastoni animati ispirati a film di supereroi, saghe fantasy e videogiochi di guerra antica, come quelli della DC Comics, il Signore degli Anelli e Assassin's Creed. Tra i più famosi troviamo il bastone di Gandalf il bianco, il bastone di Gandalf il grigio e il bastone di Saruman, tutti a grandezza naturale in acciaio inossidabile, realizzati con riproduzioni fedelissime a quelli visti nei film Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit; il bastone originale di Joker e la mazza da baseball di Harley Quinn, entrambi diventati noti nel film Suicide Squad della DC Comics. Sono disponibili anche bastoni animati ispirati da epoche passate come il Bastone Passaggio Animato dei cavalieri Templari con il logo templare sulla testa del bastone e il Bastone Passaggio Animato Massonico.
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Escrima: L'Arte Marziale Filippina
L'Escrima è un'arte marziale filippina che si distingue per l'approccio all'apprendimento. La particolarità che più colpisce dell'Escrima è che si comincia lo studio dell'arte marziale imparando ad usare le armi da subito. Successivamente si passa al combattimento a mani nude applicando le tecniche, le famiglie di movimento e le tattiche di combattimento apprese con le armi. Tutte le altre arti marziali cominciano sviluppando l'abilità nel combattimento a mani nude, per anni, prima di passare eventualmente alle armi.
Questa particolarità delle FMA è giustificata dal fatto che per imparare il combattimento a mani nude si usano gli stessi esercizi del combattimento armato, ponendo nella memoria fisica il fulcro di tutto l'addestramento. Secondo i maestri filippini, avere la disponibilità di un'arma pone in vantaggio durante un combattimento. Inoltre, durante l'apprendimento dei movimenti e delle tecniche, utilizzare un'arma focalizza l'attenzione e velocizza i movimenti: doti che diventano utili anche nello scontro disarmato ed indispensabili in caso si fronteggiasse a mano nuda un avversario armato. Un'altra opinione di questi maestri è che non ci si riesce a difendere da certe armi (ad esempio il coltello) se non si conosce a propria volta come usarle.
Il Bastone in Rattan
L'arma più comunemente utilizzata per cominciare l'apprendimento dell'Escrima è il bastone in rattan (chiamato "olisi", "yantok" o "baton" o "baston" a seconda dello stile), lungo all'incirca quanto il braccio del praticante, con una lunghezza che può variare dai 45 ai 70 cm. Altri bastoni usati per l'allenamento possono essere fatti con legni più duri e resistenti del rattan. Si usano anche bastoni d'alluminio o realizzati in plastiche molto resistenti. In molti sistemi si comincia con l'imparare il combattimento con due armi, che possono essere due bastoni, due coltelli o un bastone e un coltello (sistema chiamato "espada y daga").
Concetti Tecnici Fondamentali
Il primo concetto tecnico su cui si fonda il Kali-Arnis-Escrima è utilizzare gli stessi movimenti usati per il maneggio di un'arma anche per il maneggio di armi diverse e per effettuare tecniche a mano nuda. Altro concetto tipico dell'Escrima, che si differenzia da altre arti marziali e che si ritrova solo nella scherma (e parzialmente nel Wing Chun), è la "numerazione degli angoli": gli attacchi vengono portati seguendo particolari traiettorie che comunque rientrano in "zone" che delimitano la figura umana del bersaglio.
Per comprendere questo concetto, occorre immaginare la figura umana dell'avversario divisa perfettamente a metà da una linea verticale che attraversa tutto il corpo dalla estremità superiore della testa fino al pavimento: questa divide il bersaglio in due parti (destra e sinistra). A livello dell'ombelico, la figura viene di nuovo divisa in due parti da una linea parallela al terreno: il bersaglio a questo punto, è diviso in due ulteriori zone (alto e basso, oltre alla parte mediana corrispondente alla linea stessa). A prescindere dal tipo di colpo (di punta o di taglio, ascendente o discendente…), ogni attacco rientrerà in una delle quattro zone delimitate dalla linea verticale e da quella orizzontale. Conseguentemente, i filippini hanno creato un sistema di numerazione che identifica queste zone e l'allievo che impara le difese dai vari attacchi, impara anche a gestire allo stesso modo qualsiasi tipo di colpo portato in una determinata zona.
L'Escrima praticato in alcune accademie prevede 5 angoli di attacco. Inoltre, è di importanza fondamentale il concetto di transizione dell'arma, inteso come la possibilità di imparare con un bastone tecniche che possano essere trasferite su qualsiasi arma o a volte usando come arma il proprio corpo.
Panantukan, Sikaran e Dumog
L'Escrima comprende tre aspetti principali: il Panantukan, il Sikaran e il Dumog. Il Panantukan riguarda l'arte di colpire e difendersi utilizzando gli arti superiori: pugni, colpi di gomito, di avambraccio o con la mano aperta. Oltre ai colpi, sono previste anche tutte le tecniche difensive, quali le parate (composte da deviazioni, blocchi, opposizioni e assorbimenti) e le posture del corpo e delle braccia atte a consentire un attacco rimanendo protetti da eventuali reazioni dell'avversario.
Il Sikaran riguarda i modi di colpire con gli arti inferiori e contempla l'uso di calci e colpi di ginocchio. Anche in questo caso, si studiano gli utilizzi degli arti sia per l'attacco che per la difesa.
Il Dumog comprende genericamente la lotta, ovvero le tecniche di controllo, di sbilanciamento, di proiezione e soprattutto le leve, le quali rivestono una particolare importanza in questa arte marziale per il loro utilizzo anche nelle tecniche di disarmo.
L'Importanza delle Armi nelle Arti Marziali
Lo studio delle armi è presente in quasi tutte le tecniche di combattimento orientali e non solo. L'Escrima filippina, considerata "cugina" del Wing Tsun, inizia con i bastoni di rattan e soltanto a un livello superiore passa alle tecniche a mani nude, esattamente l'opposto di quello che avviene di solito. Il motivo è che, secoli fa, quando girare armati era la regola, era molto più logico e semplice imparare a difendersi con quello che si aveva a portata di mano piuttosto che con i calci o i pugni.
Con il passare dei secoli, le arti marziali si sono evolute, diventando sport agonistici, tecniche di meditazione, fitness o sistemi pratici di autodifesa come Krav Maga, Systema e Street fight. Ma le vere Arti Marziali sono semplicemente un'altra cosa. Chi inizia a praticare una tecnica di combattimento s'immerge in una tradizione di cultura, modo di vivere, filosofia e atteggiamento mentale che trascende dallo scontro fisico. Le armi sono tradizione e disciplina. Lavorando sui kata armati si entra nel vero spirito di un'arte marziale e tutta la pratica ne trae giovamento.
Kenjitsu Hasakidō: Corpo, Mente e Spirito
La vera difficoltà, per un praticante di Kenjitsu Hasakidō, è riuscire a fondere nella tecnica marziale il trittico: corpo, mente e spirito. Dal corpo prende vita, dalla mente traiettoria, dallo spirito giustezza. La perfetta determinazione è sempre frutto d'assiduo addestramento, serenità d'animo e qualità morali.
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