Autodifesa verbale: Tecniche di scambio dinamico nel gruppo

L'animazione di gruppo è una metodologia che sfrutta le dinamiche interpersonali per favorire la crescita e la formazione dei giovani. Il gruppo, in questo contesto, è visto come un organismo vivente, un microcosmo sociale dove le interazioni tra i membri generano forze in grado di influenzare atteggiamenti, pensieri e comportamenti. La comunicazione all'interno del gruppo, sia a livello di contenuto che di relazione, gioca un ruolo fondamentale in questo processo.

Il gruppo come luogo privilegiato di formazione

Il gruppo è una delle scelte tipiche dell'animazione come luogo privilegiato di formazione dei giovani. Questa scelta è motivata dalle caratteristiche strutturali del gruppo stesso, nel quale, man mano che si sviluppano interazioni tra i membri, si scatenano delle forze molto intense capaci di «cambiare» atteggiamenti, modi di pensare, comportamento dei singoli. L'animazione concepisce il gruppo (il «piccolo gruppo») come una sorta di organismo vivente, a sua volta collocato in un organismo più vasto che è la cultura, al cui interno l'indice di vita è dato dalla quantità e dalla qualità delle comunicazioni tra i membri.

I due livelli della comunicazione

Ogni comunicazione umana ha un duplice aspetto o livello: un livello di contenuto ed uno di relazione. Il primo riguarda il che cosa si comunica e ci si scambia, il secondo riguarda il modo, il come si comunica e dunque il processo stesso dello scambio, al di là dei contenuti veicolati. Solitamente nell'animazione dei gruppi si è attenti ai contenuti e meno alla relazione o processo di comunicazione e alle relazioni interpersonali che lo specificano. Si guarda più ai contenuti che si vogliono comunicare o agli obiettivi o compiti che si vuole raggiungere che non al buon clima di gruppo o al come si sentono le persone durante il processo di scambio. In realtà dal punto di vista educativo (cioè del cambio e della crescita delle persone) la relazione non è meno importante del contenuto. Anzi, dei contenuti trasmessi. Si vede così che i gruppi incapaci di stabilire una buona dinamica al loro interno diventano noiosi, poco piacevoli.

Caratteristiche di un gruppo con dinamiche positive

Un gruppo fondato su dinamiche positive avrà parecchie caratteristiche:

  • La persona con più esperienza sul tema e sul soggetto in esame gioca un ruolo attivo, ma né questa, né nessun'altra domina il gruppo. Ciascuno si prende l'intera responsabilità di quello che succede.
  • Tutti partecipano positivamente al lavoro, e sono in grado di condividere le proprie vedute, idee ed esperienze.
  • I suggerimenti vengono giudicati in base al loro contenuto, non in base alla posizione (status) di chi parla. Conta l'opinione di tutti.
  • Alla fine dell'incontro ciascuno si sente soddisfatto del cammino del gruppo e della parte che ha avuto al suo interno.
  • Il gruppo ha una forte identità.
  • I risultati sono i migliori possibili: il gruppo è efficiente.

Questo è l'ideale.

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Esercizio pratico: "I Quadrati"

Un esercizio utile per comprendere le dinamiche di gruppo è "I Quadrati".

  • Obiettivo: Toccare con mano alcune delle esigenze di un buon lavoro di gruppo; studiare i diversi modi di prendere decisioni nel gruppo.

  • Materiale: Un cartellone e un pennarello; un piccolo tavolo (se possibile) e cinque buste, come sottoindicato, ogni cinque persone.

  • Tempo: Circa un'ora (5 minuti di introduzione, 20 di lavoro, 20-30 minuti di verifica).

  • Come preparare le buste: Per ogni gruppo di cinque persone ci sarà bisogno di 5 buste etichettate dalla A alla E, e cinque quadrati di cartoncino sottile di 6 cm di lato. Se fosse possibile si potrebbe assegnare un colore ad ogni gruppo e alle sue cinque buste (rosa A, rosa B, rosa C…). Per ogni gruppo si ritagliano cinque quadrati esattamente come nello schema qui sotto. Ogni taglio tocca un angolo o la metà di uno dei lati. È essenziale che si misuri e si tagli accuratamente il materiale. Etichettate i pezzetti come indicato e metteteli nelle buste corrispondenti.

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  • Procedimento: I partecipanti si dividono in gruppi di cinque. Se non ci sono abbastanza persone, alcuni possono avere due buste; se invece le persone sono troppe, alcuni devono dividere la busta con qualcun altro. Ogni gruppo di cinque prende tutte le buste di un colore, e ogni persona ne prende una. Vengono poi annunciate le seguenti regole che verranno anche trascritte su un cartellone:

    1. Non si parla;
    2. Non si gesticola, non si sorride, non si brontola, né si fa qualsiasi smorfia o gesto;
    3. Nessuno può toccare né prendere un pezzo appartenente ad un altro;
    4. Si possono dare alcuni o tutti i pezzi agli altri membri del gruppo.

    Si suggerisce un limite di tempo di 20 minuti. Ricordate ai partecipanti che le lettere sui pezzetti sono irrilevanti ai fini del gioco. L'obiettivo dei gruppi è naturalmente quello di completare i cinque quadrati.

  • Osservazioni: Guardando il disegno dei cinque quadrati sembra molto semplice. Ma in pratica di solito si combinano solo tre o quattro quadrati, mentre gli altri pezzetti proprio non si riesce a metterli insieme. Almeno fino a quando i partecipanti arrivano a rendersi conto che il desiderio individuale di fare un quadrato è secondario rispetto al compito del gruppo di completare cinque quadrati. Senza uscire dalle regole generali del gioco, ogni gruppo può inventarne altre. Per esempio, i membri potrebbero decidere (senza parlare o gesticolare) di passare tutti i pezzi ad uno di loro. Quella persona però, mentre non deve più aspettare che gli altri le diano un pezzo alla volta, non può più neppure utilizzare la loro collaborazione. Una variante consiste nell'utilizzare regole diverse da gruppo a gruppo. Ecco due possibilità:

    • «Libertà per tutti». All'interno di ogni gruppo è permesso parlare, gesticolare, prendersi i cartoncini. Di solito questi gruppi finiscono per essere dominati da uno o due membri; questo accadrà di sicuro, se c'è un poco di competizione tra gruppi.
    • «Legge e ordine».

Dinamiche di gruppo: dimensione, struttura, ruoli, comunicazione e influenza

Non vogliamo qui parlare per esteso della dinamica di gruppi e dei vari processi di comunicazione nel gruppo. Ci limitiamo piuttosto a evidenziare alcuni fenomeni di gruppo studiati a lungo dalle scienze psicologiche e ormai assodati come punto di riferimento per chi vuole orientarsi nella vita dei piccoli gruppi. La vita di un organismo vivente come il gruppo si caratterizza per la sua dimensione, la sua struttura, l'emergere di particolari ruoli, lo sviluppo della comunicazione, l'influenza reciproca tra i membri.

Dimensione del gruppo

È facile sostenere che più persone significa più esperienza e «cervello» a servizio di un compito da svolgere. Tuttavia, dato che molta gente viene inibita dai gruppi numerosi, i piccoli gruppi sono spesso più efficienti nel risolvere meglio i problemi e arrivare a prendere le decisioni. Per quanto un movimento o un'organizzazione siano numerosi, possono sempre essere divisi in piccoli gruppi di discussione o di lavoro. Il numero ottimale è 5-15 membri, a seconda del tipo di compito che il gruppo deve svolgere.

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Struttura del gruppo

Ogni gruppo ha la sua ragione di esistere; spesso ha una attività da svolgere. Non appena un gruppo incomincia ad affrontare il suo compito, affiorano delle diversità tra i membri. Alcuni, con più esperienza nel campo, sanno (o credono di sapere) più degli altri. Alcuni sono più o meno estroversi di altri, più o meno dominanti, più o meno creativi, più o meno sensibili di altri. Da queste differenze emergerà rapidamente una struttura informale di gruppo, basata sul modo con cui la gente partecipa e sul come percepisce e sente la partecipazione degli altri. Sovrapposta a questa struttura informale, può esserci una struttura formale di qualche tipo: gerarchica, collettiva o egualitaria, oppure mista. Molti gruppi adottano una struttura formale senza rendersi conto di come funzionerà accanto alla struttura informale. Un collettivo, per esempio, non funziona se i membri non si fidano gli uni degli altri; un piccolo e limitato gruppo di amici con una struttura formale con un capo, un segretario e un cassiere può essere ridicola. Sia le strutture formali che quelle informali possono modificarsi, o deliberatamente o attraverso l'evolversi del modo in cui le persone si pongono di fronte agli altri e al compito.

Ruoli nel gruppo

Un ruolo è un fascio di condotte accettate da tutti, in una società o in un gruppo, connesse ad una determinata posizione all'interno del gruppo stesso o della società. I ruoli sono come «titoli» che classificano le azioni, attraverso alcuni comportamenti corrispondenti a categorie diverse. Nei gruppi, i ruoli sono generalmente suddivisi in tre principali categorie: ruoli di compito, ruoli di mantenimento, ruoli egocentrici. In ogni gruppo parecchie persone possono occupare un certo ruolo, e molte persone vorranno avere per sé parecchi ruoli.

  • Ruoli di compito: Il compito di un gruppo è la risposta alla domanda: «Per che cosa siamo qui?». Ogni gruppo ha un compito o un lavoro da svolgere, impostogli dal mondo esterno o scelto dai membri. Può essere molto specifico, come programmare una conferenza o scrivere un manifesto, oppure molto vago, come discutere in genere e prendere coscienza. Per avere un buon esito, il gruppo deve portare a termine il suo compito e i membri che occupano ruoli di compito devono fare in modo che questo accada.
  • Ruoli di mantenimento: Dato poi che ogni gruppo è un insieme di individui con esigenze personali, persino quei membri che si considerano maggiormente orientati al compito hanno esigenze emotive che il gruppo deve prendere in considerazione, se vuole portare a termine i suoi impegni. All'interno del gruppo deve inoltre esserci equilibrio tra le varie forze e tensioni. I ruoli di mantenimento si occupano appunto di questo: mantenere il gruppo unito sufficientemente a lungo per portare a termine il suo compito.
  • Ruoli egocentrici: Sebbene i ruoli di compito e di mantenimento siano essenziali per la continuità di qualsiasi gruppo, sono spesso i ruoli egocentrici ad essere maggiormente evidenti. Per mille motivi - sia consci che inconsci - le persone possono mettere le esigenze personali al di sopra di quelle dell'intero gruppo; e possono essere richiesti molto tempo ed energie per rendersi conto esattamente di ciò che sta accadendo e di come il gruppo stia procedendo. Un esempio è una persona che blocca sempre ogni proposta, magari «solamente» qualsiasi proposta fatta da X.

Comunicazione nel gruppo

Persino nei piccoli gruppi, che privilegiano i rapporti a faccia a faccia, la comunicazione può essere un problema. La gente non sempre ascolta, sente e capisce che cosa si sta dicendo. Nei gruppi più numerosi, o suddivisi in piccole unità, i problemi possono essere ancor più gravi. È importante, quindi, che i canali di comunicazione siano chiaramente definiti e resi efficienti; diversamente i membri potranno sentirsi isolati e alienati. L'informazione - il contenuto della comunicazione - è potere e chi la possiede, anche con le migliori intenzioni del mondo, sarà in una posizione di dominio. Se i gruppi vogliono funzionare davvero, l'informazione deve essere accessibile a tutti coloro che lo desiderano. I membri del gruppo possono specializzarsi su un'area precisa o su un argomento e fungere da fonte di informazioni per gli altri. Piccoli gruppi di lavoro, che ricercano insieme le decisioni da prendere e insieme si confrontano per elaborare una strategia, possono contribuire a garantire che il gruppo faccia il miglior uso possibile delle informazioni individuali e collettive. In molti gruppi, la maggior parte dei contenuti, e perciò del valore dei contributi dei singoli, va persa perché i membri non prestano attenzione, non capiscono completamente che cosa si sta dicendo, oppure sono troppo occupati a pensare alle loro risposte. Le tecniche per regolare la discussione possono essere utili per risolvere alcuni problemi di questo tipo.

Influenza e presa di decisioni

Se una persona nel gruppo ha una certa influenza su qualsiasi altra, questi è il leader e il gruppo assume un certo tipo di struttura gerarchica. Nei gruppi democratici ogni membro ha più o meno la stessa influenza su tutti gli altri. Ovviamente, all'interno di un gruppo gerarchico molte persone hanno una notevole influenza ma non vengono considerate leader, e all'interno di gruppi democratici ci sono persone la cui influenza è, per varie ragioni, maggiore o minore di quella degli altri. Una influenza alla pari è un obiettivo fumoso per la maggior parte dei cosiddetti gruppi democratici. La struttura di un gruppo e i suoi modelli di influenza sono strettamente legati al come vengono prese le decisioni al suo interno. Le persone al fondo della gerarchia, che non possiedono né informazioni sufficienti né un'adeguata influenza, saranno considerate, da chi sta gerarchicamente in alto, come incapaci di prendere qualsiasi decisione. Chi decide, invece, non tarderà ad acquistare molto più potere di quanto già non ne abbia.

Consenso nel gruppo

È diventata una parola magica, un termine vago, interpretato spesso come un totale accordo da parte di tutti su ogni punto di una decisione. Consenso non significa necessariamente accordo totale- in effetti se capita c'è da meravigliarsi. Consenso invece è un accordo generale all'interno del gruppo, tale che ciascuno è d'accordo ad andare avanti nella direzione decisa. Consenso significa che anche i membri che non pensano si tratti di una gran decisione, sono disposti a proseguire nella linea intrapresa senza brontolare o cercare di tergiversare o cambiare la decisione. Una decisione basata sul consenso - come ogni decisione presa da un gruppo- implica un contratto, un accordo secondo cui tutti i membri vi si conformeranno.

Esercizio pratico: "Viaggio dentro il gruppo"

Un altro esercizio utile per analizzare le dinamiche di gruppo è "Viaggio dentro il gruppo".

  • Obiettivo: Fare in modo che vengano in superficie le forze che agiscono nel gruppo e i ruoli che si assumono, in un gruppo di 10-24 persone.
  • Materiale: Una sedia per ciascuno; metà disposte in un cerchio interno, metà in un cerchio esterno.
  • Tempo: Almeno 30 minuti.
  • Procedimento: I partecipanti sono divisi in due gruppi uguali. Il gruppo A sta nel cerchio interno e ha un argomento da discutere entro un limite di tempo. Il gruppo B siede nel cerchio esterno e osserva la discussione del gruppo A. Le istruzione al gruppo B vengono date in modo che il gruppo A non senta. Tali istruzioni varieranno secondo l'esperienza del gruppo; ad esempio, ogni membro del gruppo B osserva l'emergere nel gruppo A di ruoli specifici come il conciliatore, il dominatore, il chiarificatore; oppure ciascun membro del gruppo B è incaricato di osservare il comportamento di un membro del gruppo A. Se il tempo è sufficiente, dopo la verifica, i gruppi possono scambiarsi di posto. La verifica riesce meglio se il gruppo A valuta la discussione per primo, seguito dal gruppo B e dalla sua valutazione. Ai membri del gruppo A può essere distribuito il foglio per l'autoanalisi dei ruoli da riempire individualmente; se a ciascun membro del gruppo B è stato dato l'incarico di osservare un membro del gruppo A, i due possono discutere in coppia. Una possibile variante può esser quella di utilizzare lo stesso gruppo due volte: una volta con il compito di discutere qualcosa che alcuni membri del gruppo conoscono meglio di altri (non violenza, esistenzialismo, manutenzione dell'automobile); e l'altra volta qualcosa su cui tutti hanno più o meno la stessa conoscenza (giochi d'infanzia, vacanze…). Questa variante può gettare un po' di luce sul rapporto tra conoscenza o informazioni e grado di…

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