Il Ju Jitsu, un'arte marziale giapponese con radici secolari, è oggi uno sport agonistico a tutti gli effetti. Questo articolo esplora la storia dei campionati europei di Ju Jitsu e il regolamento che disciplina le competizioni.
Origini e Storia del Ju Jitsu
Il termine "jujitsu" deriva da "jū" (flessibile, cedevole, morbido) e "jutsu" (arte, tecnica, pratica). L'arte si basa sul principio di "Hey yo shin kore do", che significa "Il morbido vince il duro", sfruttando la forza dell'avversario a proprio vantaggio.
Le origini del Ju Jitsu risalgono al XVI secolo, quando la scuola Takenouchi codificò i propri metodi di combattimento. Tuttavia, le sue radici sono molto più antiche e si ritrovano in diverse culture, dal pancrazio greco alle tecniche di combattimento sviluppate in India e Cina. Nel contesto giapponese, il jūjutsu si sviluppò come metodo di combattimento a mani nude o con armi contro avversari armati o meno, praticato in diverse scuole (Ryū), ognuna con le proprie specialità.
Con l'instaurarsi dello shogunato Tokugawa (1603-1867), il Giappone conobbe un periodo di relativa pace, che favorì lo sviluppo del jūjutsu. La gente comune iniziò a interessarsi a questa disciplina, attratta dall'arricchimento interiore che essa offriva, grazie alla sua connessione con le pratiche meditative del buddismo zen.
Tuttavia, la Restaurazione Meiji portò a un declino del jūjutsu, poiché la cultura occidentale divenne dominante e le tradizioni del passato furono rigettate. Molti dōjō furono costretti a chiudere e la pratica del jūjutsu declinò.
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Fortunatamente, il jūjutsu conobbe una rinascita grazie a Jigoro Kano, che ideò il Jūdō Kodokan, un metodo educativo che divenne parte dei programmi scolastici e di addestramento della polizia giapponese. Oggi, il Ju Jitsu è praticato in tutto il mondo e diverse organizzazioni, sia pubbliche che private, promuovono la sua diffusione.
La Federazione Jiu-Jitsuista Italiana e i Primi Contatti con la "Lotta Giapponese"
La Federazione Jiu-Jitsuista Italiana (FJJI) ha una storia ricca e complessa, segnata da periodi di attività intensa e momenti di difficoltà. La sua fondazione risale a quasi un secolo fa, e nel corso degli anni ha subito diverse trasformazioni, riflettendo l'evoluzione del Ju Jitsu e del Judo in Italia.
I primi contatti con la "lotta giapponese" in Italia risalgono a circa un secolo fa. Marinai italiani che si trovavano in Estremo Oriente ebbero l'opportunità di apprendere le tecniche del Ju Jitsu e di introdurle nel nostro paese. Nel 1908, a Roma, si tenne la prima dimostrazione di jujitsu eseguita da italiani, destando curiosità e interesse nel pubblico.
Nonostante il buon inizio, il cammino del jujitsu in Italia fu lento e difficile. Sul finire del 1921, Carlo Oletti, capo cannoniere di prima classe, fu chiamato a dirigere i corsi di jujitsu presso la Scuola Centrale Militare di Educazione Fisica a Roma. Il primo articolo del regolamento tecnico federale riconosceva il metodo Kano come metodo ufficiale di Jiu-Jitsu.
Dopo le edizioni del 1924, 1925 e 1926, i campionati italiani furono interrotti. Nel 1927, la FJJI si trasformò in Federazione Italiana Lotta Giapponese, sotto la guida di Giacinto Puglisi. Nel 1928, il quotidiano L'Impero organizzò una manifestazione con l'A.S. Cristoforo Colombo, che ebbe un buon successo grazie alla partecipazione del judoka nipponico Mata-Katsu Mori e del Maestro Jigoro Kano.
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Tuttavia, il trasferimento di Oletti a La Spezia nel 1930 raffreddò gli entusiasmi. Solo nel 1947 si ebbe una ripresa dell'attività, con la nomina di una commissione tecnica presieduta da Alfonso Castelli. Nel 1949, l'assemblea del GALG elesse Aldo Torti come presidente e Arnaldo Santarelli come segretario.
Nascita dell'Unione Europea di Judo e della Federazione Internazionale di Judo
Nel 1948, durante l'Olimpiade, fu convocata una conferenza internazionale a Londra, che portò alla costituzione dell'Unione Europea di Judo (UEJ). Nel 1951, il IV Congresso dell'UEJ a Londra diede vita alla Federazione Internazionale di Judo (FIJ).
Regolamento dei Campionati Europei di Ju Jitsu
Il regolamento dei campionati europei di Ju Jitsu è un insieme di norme che disciplinano lo svolgimento delle competizioni, garantendo la sicurezza degli atleti e la correttezza degli incontri. Il regolamento è in continua evoluzione, per adattarsi ai cambiamenti dello sport e per garantire che le competizioni siano sempre più spettacolari e avvincenti.
Punteggio
- Azioni che fanno guadagnare punti: Le azioni di takedown, ribaltamento e passaggio di guardia fanno guadagnare punti solo se iniziano da una posizione stabilita.
- L’azione di takedown fa guadagnare punti solo se inizia dalla posizione in piedi.
- L’azione di ribaltamento fa guadagnare punti solo se inizia da una posizione di guardia sotto all’avversario.
- L’azione di passaggio di guardia fa guadagnare punti solo se inizia da una posizione sopra all’avversario che sta in guardia.
- Punti cumulativi: Agli atleti vengono assegnati punti cumulativi quando con un’azione progressiva passano per diverse posizioni che fanno guadagnare punti.
- Takedown nell'area di sicurezza: Se un atleta porta a terra il suo avversario nell’area di sicurezza, deve avere entrambi i piedi all’interno dell’area di combattimento quando inizia il takedown. In questo caso, se gli atleti atterrano in una posizione che fa guadagnare punti, l’arbitro interrompe l’incontro solo dopo 3 secondi di stabilizzazione della posizione.
- Parità di punteggio: Se alla fine di un incontro entrambi gli atleti hanno lo stesso numero di punti e penalità, è dovere dell’arbitro (o degli arbitri quando ci sono tre arbitri) dichiarare un vincitore.
Tecniche Proibite
- Locks: No posizioni di locks. Unici locks permessi: Armbar.
- Knee reaping: * Knee reaping (Torsione al ginocchio dell’avversario che ha il piede bloccato): si verifica quando un atleta incrocia una gamba con la gamba dell’avversario posizionando la coscia dietro la gamba dell’avversario, il polpaccio sopra il quadricipite dell’avversario e il piede che supera la linea mediana verticale del corpo dell’avversario e l’avversario ha il piede bloccato (avviene una pressione laterale che torce il ginocchio).
Abbigliamento
- Gare Gi: Durante la competizione, l’atleta che sul bracket sta sopra nelle gare Gi oltre alla sua cintura deve indossare una cintura verde/gialla che è fornita dall’organizzazione della gara.
- Gare No-Gi: Nelle gare No-Gi deve indossare una cavigliera verde che è fornita dall’organizzazione della gara.
Regole Generali
- Regolamento Ufficiale: In tutte le gare deve essere utilizzato esclusivamente il presente Regolamento.
- Rinuncia ai tribunali civili: I partecipanti alle competizioni accettano di non ricorrere ai tribunali civili in caso di controversia.
Discipline del Ju Jitsu Agonistico
Il Ju Jitsu agonistico si articola in diverse discipline, ognuna con le proprie specificità:
- Fighting System: Questa è la disciplina più completa, che prevede combattimenti in tre fasi: una prima fase di colpi controllati a distanza, una seconda fase di lotta corpo a corpo in piedi con proiezioni e squilibri, e una terza fase di combattimento a terra. Il punteggio varia a seconda della valutazione dei colpi e delle tecniche da parte degli arbitri, che possono assegnare l'ippon (due punti) o il wa-zari (un punto). In caso di finalizzazione, vengono assegnati tre punti. Vince l'incontro l'atleta che ha guadagnato più punti al termine dei tre minuti di combattimento, o l'atleta che ottiene un ippon in tutte e tre le fasi, vincendo per "full-ippon". Nel fighting system non è previsto il K.O., e l'obiettivo è dimostrare la propria superiorità tecnica e atletica.
- Ne-Waza: Questa disciplina consiste in un combattimento di sei minuti che si svolge quasi completamente a terra. L'obiettivo è finalizzare l'avversario entro il tempo regolamentare. In caso contrario, vince l'atleta che ha guadagnato più punti attraverso il controllo dell'avversario nelle diverse posizioni di immobilizzazione.
- Duo System: Questa è una gara tecnica in cui due coppie di atleti, maschili, femminili o miste, si affrontano in un'esibizione di tecniche di difesa personale come risposta a degli attacchi codificati. L'esibizione viene valutata dagli arbitri in base alla pulizia delle tecniche, la spettacolarità e la difficoltà. La coppia che ottiene il punteggio più alto vince l'incontro.
- Duo-Show: Questa disciplina, introdotta da qualche anno, consiste in uno spettacolo in cui gli atleti rappresentano una storia che deve contenere diverse tecniche di ju-jitsu.
Il Brazilian Jiu-Jitsu
Il Brazilian jiu-jitsu è nato in Brasile nella prima metà del XX secolo come evoluzione dell’arte marziale del jiu-jitsu. Maeda lasciò il Giappone nel 1904 e visitò numerosi paesi. Carlos fu il primo della famiglia Gracie ad imparare il jiu-jitsu e a sfidare atleti di altre arti marziali in combattimenti che chiamò vale tudo. Seguendo le orme del Maestro Maeda, i membri della famiglia Gracie continuarono a Rio de Janeiro a sfidare gli artisti di altre arti marziali e altri uomini coraggiosi di tutte le origini e dimensioni. Il 25 aprile 1967 fu fondata a Rio de janeiro, in Brasile, la Federação de Jiu-Jitsu da Guanabara. La fondazione della Federação de Jiu-Jitsu da Guanabara è stato il primo passo per rendere il Brazilian jiu-jitsu uno sport e non solo una forma di autodifesa. L’arte marziale del Brazilian jiu-jitsu iniziò ad avere una struttura e un’organizzazione. Su un altro fronte, Carlos Gracie Jr.
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