Introduzione
Il Taekwondo, antica arte marziale coreana, si è evoluto in uno sport olimpico moderno, mantenendo le sue spettacolari tecniche di gamba ma adattandosi ai principi di sportività. Il combattimento sportivo nel Taekwondo è regolato da normative precise emanate dalla World Taekwondo (WT), precedentemente nota come World Taekwondo Federation, e applicate a tutti i livelli di competizione, dai tornei locali alle Olimpiadi. Questo articolo esplora in dettaglio il regolamento che disciplina gli incontri di Taekwondo, delineando le regole, i punteggi, le penalità e le modalità di vittoria.
Il Campo di Gara
I combattimenti si svolgono su un campo di forma quadrata o ottagonale, con dimensioni di 8 × 8 metri. Questo spazio è diviso in due aree principali:
- Zona di combattimento: L'area centrale dove si svolge l'azione.
- Zona di sicurezza: Una fascia perimetrale che circonda la zona di combattimento.
La posizione iniziale degli atleti è uno di fronte all'altro al centro della zona di combattimento a una distanza di circa un metro l'uno dall'altro rispetto al centro del quadrato. L'arbitro si posiziona a circa 1,5 metri di distanza.
Equipaggiamento e Protezioni
La sicurezza degli atleti è una priorità assoluta. Pertanto, prima di entrare nel campo di gara, gli atleti devono indossare l'uniforme adeguata e tutte le protezioni necessarie, tra cui:
- Corazza (elettronica o tradizionale)
- Conchiglia
- Parabraccia
- Paratibia
- Guantini
- Calzari
- Caschetto (elettronico o tradizionale)
- Paradenti
Le corazze e i caschetti elettronici sono dispositivi che, oltre a svolgere una funzione di protezione per l’atleta, consentono di stabilire con certezza l’attribuzione del punto attraverso i sensori situati sulla loro superficie.
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Durata del Combattimento
La durata di un incontro di Taekwondo varia a seconda della categoria di età. Per le classi senior e junior, la durata è di tre round di due minuti ciascuno, con un intervallo di un minuto tra i round.
Punteggio
Il sistema di punteggio nel Taekwondo è dinamico e premia sia la precisione che la potenza delle tecniche. I punti vengono assegnati quando le tecniche permesse colpiscono, con il giusto grado di impatto, le zone valide del tronco o della testa. Le aree valide sono il tronco e la testa per i calci e il solo tronco per i pugni. Non è mai consentito dare pugni al viso. Il tronco è inteso come la parte del corpo coperta dalla corazza e che comunque si trova sopra la cintura. Il punteggio è così distribuito:
- 1 punto: Pugno al tronco (corazza).
- 2 punti: Calcio al tronco (corazza).
- 3 punti: Calcio alla testa.
- 5 punti: Calcio in rotazione alla corazza (vengono aggiunti due punti ad ogni calcio se questo viene eseguito in rotazione).
I punti aggiuntivi generati da un calcio in rotazione che sia effettivamente andato a segno (cosa stabilita dai sensori elettronici), vengono assegnati invece dai giudici d'angolo con pulsantiere elettroniche collegate al medesimo computer.
Se il calcio portato alla testa non viene registrato dai sensori elettronici ma è ritenuto efficace, l'arbitro parte con il conteggio fino a 10 e i punti vengono aggiunti manualmente. Il contatto è pieno e il KO è valido.
Il punteggio finale è costituito dalla somma dei punti nei tre round.
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Parità e Golden Point
In caso di parità al termine dei tre round regolamentari, si disputa un quarto round da due minuti, noto come "Golden Point". Durante questo round, vince l'atleta che per primo riesce a segnare un punto. Se il quarto round termina senza che nessun atleta abbia segnato, la vittoria viene assegnata all'atleta che ha eseguito il maggior numero di tecniche registrate dalla score-machine. In caso di ulteriore parità, la vittoria viene assegnata a maggioranza dalla squadra arbitrale.
Penalità
Esistono diverse azioni fallose punibili con l'ammonizione (Kyong-go) o con la deduzione (Gam-jeom). L’Arbitro può dichiarare due diverse penalità: “Kyong-go (ammonizione)” e Gam-jeom (deduzione)”. Due ammonizioni saranno contate come +1 punto per l’avversario; comunque l’ultima ammonizione contata dispari non deve essere conteggiata nel punteggio finale. Ogni singola deduzione "Gam-jeom" deve essere contata come +1 punto per l’avversario. Alcune delle azioni che possono comportare una penalità includono:
- Evitare o ritardare il combattimento. Se ambedue gli Atleti rimangono inattivi per più di 5 secondi, l’Arbitro centrale segnalerà loro il comando di “combattere”.
- Attaccare sotto la cintura. Quando l’attacco al di sotto della cintura si verifica durante uno scambio di tecniche, non sarà data alcuna penalità.
- Colpire intenzionalmente con la testa o con il ginocchio, a distanza ravvicinata.
- Comportamento antisportivo dell’Atleta o del suo Coach (in caso di comportamento antisportivo grave dell’atleta o del suo coach, l’arbitro deve dichiarare Gam-Jeom).
Modalità di Vittoria
Oltre alla vittoria ai punti al termine dei tre round, sono possibili diverse altre modalità di vittoria:
- Vittoria per differenza di punti: Si verifica un vantaggio di 20 punti alla conclusione del 2° round o in ogni momento durante il 3° round (in precedenza era di 12 punti).
- Vittoria per KO: Quando un Atleta ha subito un knock-down non riprende a combattere al conteggio di 8 (Yeo-dul) o quando l’Arbitro stabilisce che l’Atleta non può, comunque, più combattere a prescindere dal conteggio.
- Vittoria per squalifica: Quando l’Atleta avversario è squalificato.
- Vittoria per somma di penalità: Un Atleta accumula 10 ammonizioni o 5 deduzioni di punto, o un’equivalente combinazione di 5 punti/penalità.
Instant Video Replay (IVR)
Nelle competizioni è usato anche il sistema dell'Instant Video Replay (IVR), una sorta di moviola, che permette di verificare, tramite l'esame della ripresa video, eventuali reclami dei coach; si può chiedere la verifica per ogni tipo di decisione arbitrale (punti, ammonizioni, deduzioni, ecc.) tranne però per i punti assegnati dal sistema elettronico della corazza e per gli attacchi di pugno. Ogni coach ha un numero illimitato di richieste di IVR finché queste vengono accettate, ma gli viene revocata la possibilità di reclamare l'IVR per quel combattimento dopo che una sua richiesta è respinta.
Taekwondo Olimpico
Dal 2000, il Taekwondo è entrato a far parte delle discipline sportive ufficiali delle Olimpiadi. Il Taekwondo delle Olimpiadi non è quindi concepito come un'arte marziale, poiché lo spirito bellico sarebbe in contrasto con gli ideali di sportività che animano questi giochi. Il Taekwondo olimpionico privilegia dunque l'aspetto sportivo: il combattimento non è concepito come una lotta senza esclusione di colpi, ma come una gara basata su regole ben precise. I combattenti devono indossare tutte le protezioni necessarie e attenersi alle disposizioni dell'arbitro, che attribuirà i punti in base al regolamento ufficiale del taekwondo olimpionico.
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