Franco Capelletti, figura iconica del judo mondiale, ha dedicato più di sessant'anni della sua vita a quest'arte marziale, diventando un punto di riferimento non solo in Italia, ma soprattutto in Giappone. La sua storia è quella di un uomo che, attratto dalla "lotta giapponese", ha lasciato il calcio per abbracciare il judogi, raggiungendo traguardi straordinari e contribuendo alla diffusione e all'educazione di nuove generazioni di judoka.
Dalla Porta al Tatami: Una Scelta Inaspettata
Originario di Iseo, cresciuto a Cremona e poi stabilitosi a Brescia, Capelletti avrebbe voluto fare il calciatore. Giocava come portiere nelle giovanili della Cremonese, condividendo lo spogliatoio con Aristide Guarneri, futuro stopper dell'Inter di Herrera. Tuttavia, all'età di 17 anni, la passione per il judo lo conquistò, portandolo a lasciare il calcio per dedicarsi completamente a questa disciplina.
Decimo Dan: Un Riconoscimento Immortale
Capelletti è stato il primo italiano a ottenere il decimo dan, un riconoscimento che lo ha consacrato nell'olimpo del judo. Al mondo, solo lui e lo scozzese George Kerr possono vantare questo titolo. Questo traguardo testimonia il suo impegno e la sua dedizione nel promuovere e sviluppare il judo a livello globale. Capelletti si definisce "un ragazzo di prima della guerra, di una generazione che ha costruito il presente facendo tesoro del passato e sognando un futuro migliore", e attribuisce la sua passione per il judo alla capacità di questo sport di "prendere completamente una persona, facendo conoscere i propri limiti e cercando di migliorarli".
L'Ordine del Sol Levante: Un Onore dal Giappone
La sua influenza e il suo contributo al judo sono stati riconosciuti anche dall'imperatore del Giappone, Akihito, che gli ha conferito l'Ordine del Sol Levante, Raggi in oro con Rosetta. Questa onorificenza premia il suo impegno nella diffusione del judo a tutti i livelli, nell'educazione delle nuove leve (tra cui vincitori di medaglie olimpiche), nella produzione di manuali per corsi sportivi e di libri per avvicinare i bambini a quest'arte marziale.
Un Ambasciatore del Judo nel Mondo
Capelletti è più famoso in Giappone che in Italia, un riconoscimento della sua profonda comprensione e apprezzamento della cultura nipponica. Per i giapponesi, il judo è lo sport nazionale, e Capelletti è stato sempre accolto con grande rispetto e ammirazione. Dopo aver ricevuto l'Ordine del Sol Levante, ha ricevuto messaggi di congratulazioni da figure di spicco come il Ministro degli Esteri di Tokyo, l'ambasciatore a Roma, la Federazione giapponese e l'Istituto giapponese di cultura, oltre che dal Kodokan, l'accademia fondata da Jigoro Kano, il padre del judo.
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Il Maestro Dietro le Quinte: Crescita e Visibilità
Nonostante non abbia ottenuto grandi successi come atleta, Capelletti ha dato il meglio di sé come tecnico e dirigente, lavorando per far crescere giovani atleti e dare visibilità al judo. Ha iniziato la sua carriera di allenatore alla Forza e Costanza di Brescia, dove ha insegnato il judo a tre generazioni della stessa famiglia.
Judo per i Giovani: Un Gioco per Crescere
Capelletti crede fermamente nel valore educativo del judo per i bambini. Secondo lui, il judo può aiutare i bambini a recuperare schemi motori che oggi non sono più spontanei, offrendo un ambiente di gioco dove possono divertirsi e imparare. Il maestro deve essere in grado di adattare il metodo di insegnamento in funzione dell'allievo, offrendo supporto e guida soprattutto dopo una sconfitta.
Un Osservatore Attento alle Olimpiadi
Da Mosca 1980 a Rio 2016, Capelletti non ha perso un'Olimpiade. Ha osservato attentamente l'evoluzione del judo nel corso degli anni, notando come la tecnica abbia preso il sopravvento sulla strategia. Oggi, per vincere, è necessario avere il "tiro da ippon", un colpo decisivo che corrisponde al pugno da ko nella boxe.
La Sfida del Judo Italiano: Mentalità e Ambizione
Nonostante i successi ottenuti a Rio, Capelletti ritiene che il judo italiano debba ancora crescere, soprattutto a livello di mentalità. Gli atleti azzurri devono puntare a essere i numeri uno al mondo, non solo in Italia.
Capelletti Oggi: Un Esempio di Passione e Dedizione
A 80 anni, Franco Capelletti continua a dedicarsi al judo con la stessa passione e dedizione di sempre, rimanendo un esempio per tutti coloro che amano questo sport. La sua storia è un inno alla perseveranza, alla cultura giapponese e alla capacità del judo di trasformare la vita delle persone.
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Ulteriori sviluppi nel mondo dello sport: oltre il judo
Nel panorama sportivo italiano, accanto alla figura di spicco di Franco Capelletti nel judo, si delineano altre realtà e iniziative che meritano attenzione. Il mondo dello sport paralimpico, in particolare, sta vivendo una fase di grande fermento e crescita, con progetti mirati a promuovere l'inclusione e l'avvicinamento dei giovani alle discipline sportive adattate.
Lo Sport Paralimpico va a Scuola: un'opportunità per i giovani
Dal 16 dicembre 2024 sarà possibile inviare le domande di partecipazione al progetto "Lo sport Paralimpico va a Scuola", un'iniziativa che mira a far conoscere e sperimentare le diverse discipline paralimpiche agli studenti delle scuole italiane. Il progetto prevede soggiorni sportivi a Specchiolla (17 posti disponibili) e Grosseto (16 posti disponibili) nel periodo compreso tra il 2 gennaio e il 31 agosto 2025.
Testimonianze di Atleti Paralimpici: Storie di Forza e Determinazione
Molti atleti paralimpici italiani sono diventati veri e propri modelli di ispirazione per i giovani, grazie alle loro storie di resilienza, determinazione e successo nello sport. Tra questi, troviamo:
- Lorenzo, studente e atleta che considera lo sport come elemento fondamentale della sua vita e che ha imparato a superare le difficoltà grazie alla pratica sportiva.
- Francesco, atleta che non si è mai sentito un disabile e che trova nello sport una fonte di motivazione grandissima. Dal 2019 è la guida di Giacomo Bertagnolli.
- Carolina, atleta che pratica sport da sempre e che sogna di vincere una Paralimpiade nel tennis da tavolo.
- Carlotta Gilli, nuotatrice che si definisce semplicemente un'atleta e che considera lo sport una valvola di sfogo.
- Manuel, giocatore di tennistavolo che ha iniziato a praticare questo sport nel 2021 e che ha trovato nello sport una grande passione.
- Matilde, judoka che pratica questa disciplina da 18 anni.
Questi atleti, con le loro storie, dimostrano come lo sport possa essere un potente strumento di inclusione, crescita personale e superamento dei propri limiti.
Competizioni e Squadre: il movimento paralimpico in Italia
Il movimento paralimpico italiano è in continua crescita, con numerose competizioni e squadre che rappresentano i colori azzurri a livello nazionale e internazionale. Un esempio è la finale femminile del Campionato Italiano di sitting volley, che vedrà in campo otto delle dodici atlete protagoniste ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024.
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Tra le squadre partecipanti, troviamo la Dream Volley Pisa e la CEDACRI Giocoparma VCCesena, composte da atlete talentuose e determinate a raggiungere i massimi livelli in questa disciplina.
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