Capoeira: Storia e Significato di un'Arte Afro-Brasiliana

La capoeira è un'arte marziale afro-brasiliana che fonde elementi di danza, autodifesa, musica e acrobazia, emergendo come espressione di resistenza e libertà. È una disciplina completa, celebre per i suoi colpi e movimenti circolari (roda), distinguendosi dalle altre arti marziali per il suo aspetto ludico e acrobatico.

Origini e Contesto Storico

La pratica originaria della capoeira risale all'Africa, in Angola. Brasile e Angola, colonie portoghesi, condivisero un pezzo di storia. Nel XVI secolo, la colonia portoghese in Brasile sfruttò schiavi angolesi per ricostruire la sua economia, impiegandoli nella produzione di zucchero da canna in condizioni disumane e sottoponendoli a sevizie fisiche. I colonialisti portoghesi deportarono schiavi africani per sfruttare le ricchezze brasiliane, dividendo famiglie e tribù per asservirli meglio, costringendoli a comunicare in portoghese e proibendo i loro culti e riti.

In questo contesto emerse la capoeira, come cultura, ritmo, musica e tecniche di combattimento mascherate da danza. Alcuni schiavi si ribellarono, riunendosi in campi chiamati Quilombos, i cui leader contribuirono allo sviluppo della capoeira come arma contro i colonizzatori. Successivamente, nella seconda metà del XVIII secolo, iniziò la repressione della capoeira. Nel 1780, la parola "capoeiragem" apparve nei registri di polizia, allarmando le autorità. Le repressioni furono severe, con imprigionamenti e uccisioni per chi praticava la capoeira.

Nel 1888, la schiavitù fu abolita in Brasile, ma la capoeira rimase proibita. Gli schiavi emancipati, privi dell'educazione necessaria per integrarsi, si diedero al banditismo, e la capoeira divenne una pratica criminale, con lame di rasoio nascoste tra i pollici. La capoeira venne rinnegata da alcuni, ma sopravvisse fino al 1937, quando il presidente Vargas revocò la legge di proibizione e ne autorizzò la pratica in ambito accademico.

Evoluzione e Stili

Globalmente, la capoeira è divisa in due stili principali: Angola e Regionale. Negli ultimi anni, si è diffuso anche lo stile Contemporaneo.

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Capoeira Angola

È la capoeira tradizionale, caratterizzata da movimenti lenti, un gioco radente al suolo con movimenti espressivi che ricordano l'andatura degli animali. Il gioco è codificato, ma consente malizia e astuzia. La figura emblematica di questo stile è il Maestro Pastinha, che contribuì a preservarlo rispetto alla capoeira regionale.

Capoeira Regionale

Questo stile è più recente e praticato. Creato intorno al 1930 dal Mestre Bimba (1900-1974), è più spettacolare, veloce, aereo e acrobatico. Bimba, un grande lottatore, sviluppò l'aspetto marziale della capoeira, inserendo colpi ispirati ad altre arti marziali. La sua creazione fu chiamata "lotta regionale di Bahia". Nel 1932, Mestre Bimba fondò la sua prima accademia regionale, il "centro culturale fisico regionale di Bahia".

Capoeira Contemporanea

La Capoeira Contemporanea rappresenta un'evoluzione degli stili tradizionali, integrando elementi acrobatici e movimenti più liberi.

La Roda e la Musica

La capoeira si pratica in uno spazio circolare (la roda) formato da un numero indefinito di persone che cantano e battono il ritmo. All'interno della roda, due giocatori si fronteggiano praticando una danza che è anche un combattimento corporeo. Non combattono l'uno contro l'altro, ma l'uno con l'altro. Questo concetto spiega bene perché la capoeira è situata tra la danza e la lotta.

La caratteristica principale della capoeira è la roda, (cerchio in portoghese). I giocatori formano un cerchio durante i confronti chiamati "jogos" (giochi). I movimenti eseguiti richiedono molta agilità. Gli altri attorno al cerchio cantano, battono le mani e suonano strumenti a percussione.

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La roda è costituita da un gruppo di persone, uomini e donne inclusi un maestro, un caposquadra e i discepoli. Il maestro è colui che detiene e conserva la conoscenza del cerchio ed è incaricato di insegnare il repertorio e mantenere l'unione del gruppo assicurando il rispetto di un codice rituale. Il maestro suona di solito uno strumento a percussione fatto di un'unica corda ed è lui che dà inizio ai canti e dirige la sincronizzazione e il ritmo del gioco.

Tutti i partecipanti devono essere in grado di costruire i loro strumenti e di suonarli, cantare il repertorio comune, improvvisare canti, conoscere i codici etici e di condotta ed eseguire movimenti, spostamenti e tecniche di attacco. La roda è uno spazio nel quale gli insegnamenti e il savoir-faire vengono trasmessi con l'osservazione e l'imitazione, permettendo anche il rispetto reciproco tra le comunità, i gruppi e gli individui e incoraggiando l'integrazione sociale.

Gli strumenti musicali hanno un’importanza fondamentale nella rappresentazione. Di solito ci sono 3 berimbau, 2 pandeiro, 1 agogo e 1 atabaque. Il gunga detta il ritmo del combattimento tra i due capoeiristi. Il cantante ha molta influenza sulla rappresentazione. I due giocatori che si affrontano devono adattarsi costantemente ai canti, al ritmo e alla melodia della musica, perché la melodia rappresenta una storia e dei valori che i due giocatori cercano di interpretare al meglio durante il combattimento.

All’esterno della roda, la partecipazione è molto attiva. I musicisti aprono e ritmano il gioco, e gli altri guardano i giocatori al centro della roda e li incoraggiano battendo le mani e cantando. Se il gioco è buono, i canti e il battito delle mani si fanno sempre più forti mentre il ritmo della musica accelera. Più l’atmosfera si scalda all’esterno del gruppo e più i giocatori cercano di fare di più, creando una sinergia tra l’interno e l’esterno. Ognuno può entrare e uscire dal cerchio per confrontarsi, ma l’ingresso e l’uscita dalla roda sono sottoposti ad un regolamento. Ogni volta che il capoeirista esce o entra deve fare quello che si chiama “il rispetto”. Colui che entra si mette tra i due giocatori presenti e si mette frontale a quello con il quale intende giocare, e l’altro si ritira. Il nuovo arrivato aspetta la decisione del suo avversario prima di iniziare il gioco. Quest’ultimo può prendere molto tempo per riprendere fiato prima di ricominciare il gioco, camminando, e anche lo sfidante lo deve fare. E’ sempre il giocatore sfidato che decide quando ricominciare il gioco.

Strumenti Musicali

  • Berimbau: È uno strumento a percussione introdotto in Brasile dai portoghesi. Dopo il berimbau, è lo strumento più importante della capoeira. Nel berimbau c’è l’anima, lo spirito della capoeira.
  • Pandeiro: È un tamburino di legno di circa 30 centimetri.
  • Atabaque: È uno strumento a percussione che somiglia ad un grosso tamburo di forma conica. Rum: il più grande ha un suono grave; Rum-pi: medio ha un suono medio; Le: il più piccolo e ha un suono acuto.
  • Agogo: È uno strumento musicale di origine africana, uno strumento a percussione idiofono con 1 o diverse campanelle in legno o in metallo, collegate tra di loro con una bacchetta.
  • Reco-reco: È uno strumento a percussione brasiliano che produce dei suoni raschiando la bacchetta contro i denti.
  • Caxixi: strumento idiofono di origine africana.

La Filosofia e i Valori

La capoeira è più di una semplice arte marziale; è un'espressione culturale ricca di significati. I "cantos" (canti) aiutano l’espressione di una maggiore individualità e i valori di una poesia popolare con melodie originali, richiamando un sistema di rappresentazione attraverso simboli e aprendo la mente a un messaggio profondo: l’arte del doppio gioco. Nella capoeira, i canti hanno un ruolo storico, facendo capire il passato.

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La Capoeira è una forma d'arte complessa che sfugge alle definizioni di genere quali arte marziale, danza, sport, acrobatica, e praticandola si comprende perché. Guardando alle culture afro, Cuba, Brasile, Usa, si coglie la polivalenza organica della Capoeira che è etica, simbolica e psicofisica.

Maestri e Figure Chiave

  • Mestre Bimba (Manoel dos Reis Machado): Fondatore della Capoeira Regionale, introdusse un metodo di insegnamento strutturato e codificato, e cercò di legalizzare la capoeira.
  • Mestre Pastinha (Vicente Ferreira Pastinha): Considerato il padre della Capoeira Angola, si impegnò a preservare gli elementi tradizionali e africani della capoeira.
  • Mestre Canjiquinha: Figura di spicco nella capoeira, la definì un'arte marziale, una modalità di comunicazione, uno stile di vita e un'aggregazione multiculturale.
  • Edvaldo Carneiro: Considerato il migliore allievo del maestro Bimba, divulgò questa disciplina nel mondo.

Capoeira Oggi

Oggi, questa disciplina è praticata in tutte le scuole, all’università e anche nelle scuole di polizia del Paese. Nel mondo intero, da New York a Parigi, questo linguaggio del corpo - ma anche mezzo di auto-difesa- seduce molte persone attratte dal suo lato spettacolare, la sua musicalità e dall’energia che viene trasmessa durante le rappresentazioni. Per molto tempo proibita, poi tollerata, è solo il 15 luglio 2008 che la capoeira entra ufficialmente nel patrimonio culturale del Brasile.

Negli anni ’60 la sinistra brasiliana ha fatto della Capoeira una sorta di baluardo delle radici culturali non europee del Brasile. Non c’è dubbio che l’impatto spettacolare e il coinvolgimento che genera la Capoeira in coloro che la osservano, ha come effetto positivo la diffusione rapida e sistematica. La sua diffusione di massa oltre il Brasile, è avvenuta quando il turismo internazionale bianco e benestante ha scoperto la bellezza delle rode di strada e ancor più le piccole competizioni sulle spiagge di Bahia o di Rio.

Terminologia Chiave

  • Roda: Cerchio di persone che circondano i giocatori di capoeira, fornendo musica, canto e supporto.
  • Jogo: Il "gioco" o interazione tra due capoeiristi all'interno della roda.
  • Ginga: Il movimento base della capoeira, un passo oscillante che permette al capoeirista di mantenere l'equilibrio e la prontezza.
  • Golpes: I colpi o movimenti utilizzati durante il jogo.
  • Esquivas: Movimenti di schivata per evitare gli attacchi.
  • Abadà: Pantaloni tradizionali indossati dai capoeiristi.
  • Batizado: Cerimonia di iniziazione in cui un nuovo studente riceve il suo soprannome e la prima corda.
  • Cordão (o Cordel): La corda che indica il livello di abilità del capoeirista.
  • Mestre: Maestro, il grado più alto nella capoeira.
  • Treinel/Professor: Colui che ha le competenze per insegnare.

Il Batizado

L’allievo di capoeira dopo circa sei mesi/un anno di apprendimento può partecipare al “Batizado”, dove sostiene un esame su quello che ha appreso, e gli è dato l’appellido, cioè un soprannome. Quest’usanza deriva dal fatto che, essendo proibita per tanto tempo, i capoeristi si riconoscevano attraverso soprannomi per non essere identificati. Il Batizado comprende il gioco nella RODA dell’allievo con un graduato che gli fa da padrino e che, come vuole la tradizione, cercherà di farlo cascare in modo che possa apprendere che l’importante è potersi rialzare sempre, e che non si finisce mai di imparare. Questo è un concetto simile alla resilienza, cioè si può uscire dalle situazioni difficili più forti di prima.

Il batizado è il momento in cui il capoeirsta iniziante passa a far parte al 100% del gruppo e del mondo della capoeira; ricevendo la sua prima graduazione, l’allievo può entrare in qualsiasi roda in cui ci sia una batteria completa di strumenti: tre berimbau, due pandeiro, un atabaque, un agogo e un reco-reco, sempre rispettando il toque e le altre graduazioni.

Il batizado è un’occasione per accogliere altri, fare comunità, confrontarsi con gli altri, stare bene, legarsi agli altri, condividere e apprendere altre modalità di stare al mondo in un clima di accoglienza e condivisione.

Capoeira: una sorta di terapia comunitaria

La capoeira può essere considerata una sorta di terapia comunitaria, poiché valorizza l’impegno/sforzo che ogni persona intraprende per apprendere quest’arte, valorizzando più il processo che il risultato, poiché nel gioco della capoeira non si cerca la vittoria, ma più che altro, una sorta di cooperazione tra i due capoeirsti che giocano all’interno di una RODA che accoglie, sostiene, guida e mira a permettere ai partecipanti di entrare in un gruppo e in una cultura di appartenza.

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