L'Americano, a dispetto del nome, è un cocktail italianissimo, un vero vanto tutto all'italiana, proprio come lo Spritz. Ideale per l’aperitivo, questo drink si caratterizza per il suo gusto piacevolmente amarognolo e agrumato, con un tenore alcolico medio. È un cocktail a base di bitter e vermouth rosso, perfetto per aprire la serata con stile.
Origini Controverse e Affascinanti
Stabilire con certezza l'origine dell'Americano è un compito arduo. Diverse leggende e teorie si intrecciano, rendendo la sua storia ancora più affascinante.
- Milano-Torino e l'influenza americana: La tesi più accreditata fa risalire l'Americano a una variazione del classico Milano-Torino, cocktail nato nella seconda metà dell'Ottocento. Il Milano-Torino, composto da bitter Campari (Milano) e vermouth rosso (Torino), era molto apprezzato dai turisti americani che visitavano l'Italia nei primi decenni del Novecento. Si dice che questi turisti avessero l'abitudine di chiedere l'aggiunta di soda al drink, dando così origine a una nuova versione che prese il nome di Americano. Il nome potrebbe anche derivare dalla moda di "americanizzare" tutto, pur non essendoci ingredienti americani nel cocktail: il Vermouth rosso è torinese, il Bitter Campari è milanese e la soda è stata inventata a Milano. A Milano e a Torino, oggi, questo cocktail è noto anche con il nome di Milano-Torino (MI-TO) proprio per queste ragioni.
- Omaggio a Primo Carnera: Un'altra affascinante teoria lega il nome del cocktail al pugile friulano Primo Carnera, soprannominato "l'Americano" in seguito ai suoi successi negli Stati Uniti. La gloriosa serata ebbe luogo il 29 giugno 1933 al Madison Square Garden di New York, gremito di immigrati italiani. Il match si svolse fra “La montagna che cammina”, il soprannome coniato per il nostro pugile e l’americano John Shirley. Alcuni sostengono che il cocktail sia stato creato in suo onore, celebrando la sua vittoria e la sua fama oltreoceano. Il titolo di Carnera, però, durò un solo anno a causa della sconfitta contro l’esperto Max Baer.
La Consacrazione Letteraria e Cinematografica
Al di là delle sue origini incerte, l'Americano ha conquistato un posto di rilievo nella cultura popolare.
- Letteratura: Diversi sono i libri scritti in questo periodo scritti dai bartender di tutto il mondo ed il nostro drink viene citato da ciascuno di essi, ad esempio Frank Meier del Ritz Bar di Parigi autore del “The artistry of mixing cocktail”, del 1936 lo propone in un calice da vino con proporzioni più simili al nostro moderno Americano con pari quantità fra bitter e vermouth ed uno spruzzo di soda, William Tarling scrittore del “Cafè Royal Cocktail book” del 1937 la ricetta è più simile a quello italiano che vedremo nel “1000 misture” con un quarto di bitter e 3 quarti di vermouth, con soda a colmare. La consacrazione arriva nell’ormai introvabile libro di Elvezio Grassi, “1000 Misture” dove il cocktail viene prodotto con il 100% di eccellenze italiane, il vermouth ed il bitter che ben si sposa con la politica del regime fatta di nazionalismo autarchico.
- Cinema: L'Americano ha fatto diverse apparizioni sul grande schermo, consolidando la sua immagine di cocktail elegante e sofisticato. Il ruolo più memorabile è senza dubbio quello in Casino Royale, dove James Bond in persona ordina un Americano, conferendogli un'aura di fascino e mistero.
Ricetta Classica e Preparazione
L'Americano fa parte della lista ufficiale dei cocktail IBA (International Bartenders Association). La sua preparazione è semplice e veloce, perfetta per chi desidera preparare un aperitivo di classe in pochi minuti.
Ingredienti:
- 30 ml di Bitter Campari
- 30 ml di Vermouth rosso
- Splash di Soda Water
- Ghiaccio
- Scorza di limone e/o mezza fetta d'arancia per guarnire
Preparazione:
- Versare bitter e vermouth rosso in un bicchiere old fashioned pieno di ghiaccio (sempre in numero dispari).
- Colmare con la soda water.
- Decorare con una scorza di limone e/o una mezza fetta d'arancia.
- Mescolare delicatamente con un bar spoon.
- Servire con una o due cannucce.
L'Americano si prepara con la tecnica definita Build, cioè di costruzione del cocktail direttamente nel bicchiere. Si usa un bicchiere Old Fashioned, o un Tumbler basso, o un bicchiere Juice, o un Highball.
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Tips per un Americano Perfetto
- Vermouth e Bitter: Sperimentare con diverse marche di vermouth e bitter per trovare il proprio equilibrio di sapori preferito. Un'idea è quella di aggiungere metà quantità di un Vermouth e metà di un altro: un cocktail nel cocktail.
- Guarnizione: La scorza di limone è la guarnizione più accreditata per due motivi, il primo ci rimanda alla nostra leggenda di cui sopra, secondo la quale gli americani di inizio secolo scorso, nel pieno avvento della soda, guarnivano i drink con scorza o fettina di limone, che ben si abbinavano con il seltz e nascondeva altrettanto bene i sentori dell’alcool, cosa importante nel periodo proibizionista. L’altro motivo per cui si utilizza la scorza di limone, ahimè non così romantico e poetico, trova fondamento nel fatto che l’agrume era ben reperibile tutto l’anno in tutta Italia, cosa non così ovvia per le arance, che videro crescere il loro utilizzo come garnish solo nel secondo dopoguerra.
- Varianti: Per un tocco più aromatico, si possono aggiungere due gocce di Tabasco e tre gocce di Angostura.
Abbinamenti Gastronomici
Considerato il gusto amarognolo e agrumato del drink, un’ottima idea di food pairing per un aperitivo diverso dal solito sono dei carciofini con fonduta al parmigiano.
L'Americano: Padre del Negroni e dello Sbagliato
L'Americano rappresenta una buona base anche per altri cocktail. È considerato il padre del Negroni, una versione decisamente più alcolica con l’aggiunta di gin, e dello Sbagliato, che vede l’utilizzo del prosecco al posto della soda.
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