Il concetto di "combattere i propri nemici per Dio" è complesso e stratificato, affrontato da diverse prospettive all'interno della tradizione cristiana. Richiede un'analisi approfondita delle Scritture, degli insegnamenti di figure spirituali e delle esperienze personali. Questo articolo esplorerà le diverse dimensioni di questo concetto, fornendo una guida per comprenderne il significato e le implicazioni nella vita di un credente.
Introduzione
La lotta contro i "nemici" nel contesto spirituale non si riferisce necessariamente a conflitti fisici o interpersonali. Piuttosto, si concentra sulla battaglia interiore contro le forze del male, le tentazioni e le debolezze personali che ostacolano la crescita spirituale e l'adesione alla volontà di Dio.
Riconoscere il nemico
Per vincere il nemico, bisogna prima riconoscerlo. La Bibbia presenta diverse figure che si oppongono a Dio e alla sua opera.
- Satana (il diavolo): Si oppone a Dio e alla Sua opera, acceca le menti alla verità (Genesi 3,1; Romani 15,22; 2 Corinzi 4,4; Efesini 2,2; Giovanni 8,44; 2 Corinzi 11,14; 1 Pietro 5,8).
- Demoni: Tormentano le persone in vari modi, portano false dottrine e cercano di sedurre (Matteo 12,22; 17,15-18; Luca 13,16; 1 Timoteo 4,1-4; Matteo 24,24; Atti 10,38).
C.S. Lewis, nelle sue "Lettere di Berlicche", avverte di due errori opposti: negare l'esistenza dei diavoli o nutrire un interesse morboso per essi.
L'armatura di Dio
La Bibbia fornisce indicazioni su come affrontare le potenze infernali. Paolo esorta a indossare l'armatura di Dio per resistere alle astuzie di Satana (Efesini 6, 10-18):
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- Cintura della verità
- Corazza dell'approvazione di Dio
- Calzari per annunciare la Buona Novella
- Scudo della fede
- Elmo della salvezza
- Spada dello Spirito (Parola di Dio)
- Pregate sempre secondo lo Spirito Santo.
La posizione in Cristo
È fondamentale comprendere che la nostra posizione in Cristo è "molto al di sopra di ogni principato, forza, potenza e dominio" (Efesini 1,21). Gesù ha dato ai discepoli il potere di scacciare i demoni e si aspetta che facciano lo stesso (Matteo 12; Luca 9 e 10; Matteo 28,20; Marco 16,17).
Esercitare l'autorità
I discepoli esercitarono la loro autorità nel cacciare i demoni, magnificando il nome di Gesù (Atti). La Parola di Dio rimane immutabile e i suoi comandamenti hanno lo stesso significato oggi di 2000 anni fa.
Esperienze personali e testimonianze
Corrie Ten Boom condivide la sua esperienza personale sulla potenza del sangue di Gesù e del Suo nome.
Dopo la guerra in Germania, parlò contro i peccati di occultismo, leggendo Deuteronomio 18, 10-13. Portare la lieta notizia della vittoria di Gesù nell'oscurità le causò stanchezza e malattia, ma ricevette conforto e guarigione attraverso la Parola di Dio (Atti 18, 9-10).
Nel suo libro "Amazing Love", racconta di May, una ragazza inglese liberata da un incantesimo attraverso la confessione e il perdono in Gesù.
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Condivide anche un'esperienza in cui, per lottare contro i dèmoni presenti in Trudy, ha ordinato loro di andarsene nel nome di Gesù. I presenti, che avevano pregato per lei, sapevano che era sotto l'influenza dei demoni e dopo che Trudy si era diretta verso la stanza di Corrie Ten Boom, si sono messi in ginocchio a pregare e hanno chiesto a Dio che la liberasse.
Amare i nemici e porgere l'altra guancia
Gesù dice: "Avete inteso che fu detto: 'Occhio per occhio dente per dente', ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra" (Matteo 5,38-39). Comanda anche di amare i nemici e pregare per i persecutori (Matteo 5,44).
Cosa significa amare?
Amare significa volere il bene per qualcuno e prodigarsi fattivamente per procurarglielo. Non è un obbligo di provare slancio o simpatia, ma una scelta di benevolenza.
La legittima difesa
Il cristianesimo non è pacifista e giustifica l'uso della forza per legittima e proporzionata difesa. Sant'Agostino afferma che se la dottrina cristiana condannasse ogni guerra, Gesù avrebbe detto ai soldati di gettare le armi (Luca 3,14). Il Catechismo della Chiesa Cattolica riconosce il diritto dei governi alla legittima difesa (n. 2308) e stabilisce condizioni per rendere lecita una guerra difensiva (n. 2310).
L'amore per i nemici secondo San Tommaso d'Aquino
Per san Tommaso, i nemici vanno amati sempre con la carità, cioè a motivo dell'amore verso Dio. L'uomo deve amare Dio con la carità e amare ogni essere umano perché in lui c'è la comunione con Dio. La benevolenza verso il nemico è frutto di una scelta e non è disarmo. Dobbiamo volere per i nemici la vita eterna e vivere in modo moralmente buono. Provvedere fattivamente alle necessità del prossimo è doveroso solo in casi di grave necessità.
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La "rivoluzione cristiana"
Benedetto XVI spiegava che la proposta di Cristo è realistica perché tiene conto della violenza e dell'ingiustizia nel mondo. La nonviolenza cristiana non è arrendersi al male, ma rispondere al male con il bene. L'amore del nemico è il nucleo della "rivoluzione cristiana", basata sulla misericordia di Dio.
Pregare per i nemici
Papa Francesco ricorda che Gesù ci fa pregare anche per i cattivi, perché Dio cerca queste persone più di tutti.
I Salmi e i nemici
I Salmi esprimono una sana rivolta contro l'ingiustizia e l'oppressione. Il salmista invoca la vendetta divina, sapendo che la violenza ricade sul capo di chi la compie. La fede in Dio esclude la fede nelle armi (Salmo 20,8; 33,16-17; 62,11).
La spiritualità dei "poveri di JHWH"
I Salmi riflettono la spiritualità dei "poveri di JHWH", che hanno fatto della loro povertà un atteggiamento spirituale. La tentazione del giusto è l'invidia per il successo dei malvagi, ma alla lunga l'ingiustizia non paga. La nonviolenza è vittoriosa (Salmo 37,11).
Il "silenzio"
Il "silenzio" è il dominio di sé, il non rispondere alla violenza con violenza (Salmo 35,20; 37,7). È l'atteggiamento di chi spera nella giustizia di Dio. Il salmista affida a Dio il compito di ristabilire la giustizia e si astiene dalla vendetta personale (Salmo 7,5-6).
Rispetto e compassione
Di fronte al bisogno dei nemici, il salmista assume un atteggiamento di rispetto e compassione (Salmo 35, 13-14).
Davide e i suoi nemici
Molti salmi sono attribuiti a Davide, che rappresenta l'innocente perseguitato e l'uomo nonviolento. Rifiuta di farsi giustizia da sé e lascia che sia il Signore a compierla (1 Samuele 24).
Le antitesi di Gesù
Gesù svela che nei rapporti umani è in gioco qualcosa di più profondo della legge giuridica: la qualità etica della nostra umanità. Invita a non limitarsi ad applicare una legge, ma a trovare parole e gesti che sorprendano l'altro, mostrandogli il male compiuto e una nuova possibilità di relazione.
La lotta contro il peccato
Ogni cristiano deve vivere una vita di azione, dimostrando che la volontà di Dio è perfetta. La lotta contro il peccato è una guerra spirituale contro le forze del male che vogliono dominare il mondo (Efesini 6,12). Il peccato è tutto ciò che va contro la parola di Dio e causa separazione tra noi e Dio. Satana usa le tentazioni per farci commettere peccato (Giovanni 10,10).
Vincere il peccato
Un colpo contro il peccato nella nostra vita è un colpo contro il male nel mondo. La lotta riguarda la costruzione del corpo di Cristo (Romani 12,5). Dio può usarci come uno strumento di giustizia e un esempio per gli altri (1 Timoteo 4,16; 2 Corinzi 2,15-16).
Vita eterna
Avanzando su questa via, siamo sempre più vivificati nel nostro spirito, che conduce alla vita eterna. Cedere al peccato è una perdita eterna (Giacomo 1,14-15; Efesini 2,1).
L'opportunità di combattere
Abbiamo l'opportunità di combattere il peccato e di fare la volontà di Dio (Ebrei 10,7). Dio ha ogni potere per darci ciò di cui abbiamo bisogno per sconfiggere il nemico.
Nemici in casa
Gesù avverte che i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa (Matteo 10,36). I familiari possono diventare nemici del Vangelo quando cercano di scoraggiare scelte impegnative. Dobbiamo combattere anche noi stessi, quando non camminiamo fedelmente o rispondiamo al male con il male.
La spada della Parola
Dobbiamo combattere questi nemici con la spada della Parola di Dio (Ebrei 4,12).
La prova e la fede
Stiamo vivendo un tempo di prova e di preoccupazione, ma dobbiamo fidarci del Signore (Isaia 58,11).
La missione e la guerra spirituale
Gesù venne per distruggere le opere del diavolo (1 Giovanni 3,8). Abbiamo una missione da compiere e una guerra da combattere.
Risveglio e restaurazione
È tempo di rivestirci dell'armatura di Cristo e di intonare canti di guerra. Dio sta ordinando una nuova libertà per i Suoi figli e un attacco contro le fortezze del diavolo (Isaia 52,1-2).
Il nemico vinto
Il diavolo va attorno come un leone ruggente (1 Pietro 5,8), ma la nostra fede lo rende impotente. Gesù ha legato l'uomo forte (Satana) (Matteo 12,19; Colossesi 2,15).
La paura e la verità
La paura è un modo sbagliato di credere. Dobbiamo riconoscere Satana per quello che è: un nemico vinto.
La perfezione cristiana
La perfezione cristiana non si riduce alla celebrazione di sé stessi, ma alla prontezza a combattere contro le tentazioni (cfr. L.). Dio permette le tentazioni per metterci alla prova.
Opere di penitenza
Le opere di penitenza non devono essere compiute per essere preferiti agli altri, ma per umiltà. Dio ci fa capire il livello di superbia raggiunto facendoci precipitare in disgrazie e malattie.
Fiducia in Dio
Non dobbiamo considerare Dio la causa dei nostri mali, ma fidarci di Lui che ci dà l'eternità (Giovanni 6,54-56).
Accettare la verità
Dio vede dentro di noi e ci dice la verità per farci prendere coscienza della nostra vera identità.
La virtù
La virtù è un permanere nel tempo di una dinamica di scelta.
Lotta continua
Dobbiamo fare una continua battaglia contro noi stessi e lottare contro tutti i vizi e le passioni.
La concupiscenza
Tutto ciò che c'è di buono in noi viene da Dio. Dobbiamo lottare contro la concupiscenza della carne, degli occhi e dei sensi.
Diffidenza di sé
La diffidenza di noi stessi è un dono di Dio da chiedere.
L'inganno del peccato
L'inganno del peccato è credere che soddisfare un certo desiderio ci farà stare bene.
Vivere la vita di Cristo
Per vivere la vita di Cristo, dobbiamo combattere per dominare il corpo e le nostre inclinazioni. Dobbiamo sottomettere le nostre inclinazioni alla nostra volontà. Possiamo arrivare a vivere una vita libera attraverso la mortificazione, che ha lo scopo dell'unione con Dio.
Confidenza in Dio
Dopo la diffidenza di noi stessi, la seconda arma è la totale confidenza in Dio.
Errore e peccato
È importante distinguere tra errore e peccato.
Umiltà
La superbia, la presunzione e l'orgoglio non ci permettono di incontrare Dio. L'umile, invece, è consapevole delle sue fragilità e lavora sulle sue miserie.
Abbandono a Dio
Il motivo conduttore della preghiera è "Pensaci Tu", che sottintende un vero atto di completo abbandono a Dio.
Apparenza e realtà
Non dobbiamo basarci su ciò che appare, ma andare oltre le passioni e aprirci al perdono.
La conoscenza di sé stessi
La più grande scienza è la conoscenza di sé stessi (γνῶϑι σεαυτόν).
Vincere gli appetiti
Vincere e mortificare i propri appetiti merita maggior lode che espugnare molte città (Proverbi 16,32).
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