I piccioni, spesso considerati parte integrante del paesaggio urbano, possono tuttavia causare problemi di igiene e danni al patrimonio architettonico. Per questo motivo, molti comuni italiani hanno adottato ordinanze che vietano di dare loro da mangiare, prevedendo sanzioni per i trasgressori. Questo articolo esplora le motivazioni dietro queste ordinanze, la loro validità legale e le possibili conseguenze per chi non le rispetta.
Piccioni in Città: Un Problema Comune
I piccioni, noti anche come colombe, sono una presenza costante nelle città di tutto il mondo. Appartenenti all'ordine dei Columbiformi e alla famiglia dei Columbidi, la specie più comune nelle aree urbane è il piccione domestico (Columba livia domestica). Questi uccelli, originariamente addomesticati per essere utilizzati come messaggeri o fonte di cibo, si sono adattati alla vita urbana, trovando rifugio e nutrimento tra edifici e spazi pubblici.
Tuttavia, la presenza massiccia di piccioni può portare a una serie di problemi:
- Danni al patrimonio: Il guano dei piccioni è corrosivo e può danneggiare edifici, monumenti e altre strutture urbane.
- Problemi igienico-sanitari: Il guano può contenere patogeni pericolosi per la salute umana, e i piccioni possono essere portatori di parassiti come acari e zecche.
- Inconvenienti per i cittadini: Gli escrementi imbrattano balconi, strade e altre aree pubbliche, causando disagi e costi di pulizia.
Ordinanze Comunali: Uno Strumento per il Controllo
Per affrontare questi problemi, molti comuni italiani hanno emanato ordinanze che vietano di dare da mangiare ai piccioni. Queste ordinanze si basano sul presupposto che limitare la disponibilità di cibo riduce la popolazione di piccioni e, di conseguenza, i problemi ad essa associati.
Cosa Prevedono le Ordinanze
Le ordinanze comunali possono variare da comune a comune, ma in generale prevedono:
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- Divieto di somministrazione di cibo: È vietato gettare mangimi, granaglie o avanzi di cibo ai piccioni in luoghi pubblici.
- Sanzioni per i trasgressori: Chi viola il divieto rischia multe che possono variare da 25 a 500 euro.
- Obblighi per i proprietari di immobili: I proprietari di edifici sono tenuti a rimuovere gli escrementi, effettuare pulizie e disinfestazioni, e chiudere eventuali accessi che potrebbero essere utilizzati dai piccioni per nidificare.
- Divieto di vendita di mangime: Alcuni comuni vietano anche la vendita di mangime specificamente destinato ai piccioni nel perimetro urbano.
Esempi di Ordinanze Comunali
Molti comuni italiani hanno adottato ordinanze specifiche per contrastare l'alimentazione dei piccioni. Alcuni esempi includono:
- Imola: Il comune ha spiegato che l'ordinanza è necessaria vista l'elevata presenza di piccioni sul territorio, che genera disagi per via degli escrementi e che potenzialmente è rischioso per via delle malattie infettive e parassitarie di cui i piccioni sono serbatoi.
- Lovere: È stata emanata un’ordinanza antipiccioni allo scopo di impedire a questi animali di sporcare le strade e rovinare i monumenti. Il sindaco ha fatto divieto di vendita di mangime e di alimentazione dei piccioni nel perimetro urbano, così da prevenire la nidificazione e la necessità di implementare la pulizia delle superfici pubbliche.
- Minori: L'ordinanza vieta a chiunque di alimentare i piccioni presenti allo stato libero sul territorio comunale, gettando mangimi, granaglie o scarti di cibo. Chi trasgredisce rischia una sanzione amministrativa da venticinque a cinquecento euro.
- Milano: Nel 2008, il Comune ha introdotto un'ordinanza che vietava la somministrazione e la vendita di mangimi per piccioni nell'area urbana.
- Venezia: Con l'ordinanza sindacale n. 153474 del 1997, è stato introdotto il divieto di somministrare cibo ai piccioni e di abbandonare avanzi alimentari in luoghi accessibili a questi volatili.
- Zola Predosa: Nel 2020, il comune ha emesso un'ordinanza che vieta di gettare granaglie e avanzi alimentari con l'intento di nutrire piccioni o altri animali.
- Salerno: Con un'ordinanza del 2023, il Comune ha vietato di alimentare piccioni e altri volatili urbani, imponendo anche obblighi di manutenzione agli edifici interessati dalla nidificazione.
- Novara: Le sanzioni vanno dai 25 ai 500 euro. Il sindaco che ha firmato un'ordinanza l'ha fatto con "disposizioni urgenti ai fini igienico sanitari".
- Vicenza: Si arriva, per gli stessi motivi, a 150 euro di multa a chi nutra i colombi.
- Giussano: Le multe variano da 50 a 350 euro.
Controversie Legali
La validità legale delle ordinanze comunali che vietano di dare da mangiare ai piccioni è stata oggetto di controversie. Alcuni tribunali amministrativi hanno ritenuto illegittime tali ordinanze, sulla base del fatto che nessuna legge nazionale vieta di nutrire gli animali randagi.
Ad esempio, il TAR della Puglia (Lecce, Sez. I) ha annullato un'ordinanza comunale che vietava l'alimentazione di cani, gatti e piccioni randagi, sottolineando che un divieto di questo tipo contrasterebbe con la legge n. 281 del 1991, che tutela i diritti degli animali randagi.
Tuttavia, altri tribunali hanno ritenuto legittime le ordinanze comunali, sulla base del fatto che i comuni hanno il potere di adottare misure per tutelare l'igiene pubblica e il patrimonio architettonico.
Cosa Rischi Chi Dà Cibo Ai Piccioni
Chi viola le ordinanze comunali che vietano di dare da mangiare ai piccioni rischia sanzioni amministrative, che possono consistere in multe che vanno da 25 a 500 euro. In alcuni casi, il comportamento di chi dà da mangiare ai piccioni può anche avere conseguenze penali, ad esempio se causa danni a terzi o disturbo della quiete pubblica.
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Un caso emblematico è quello della sessantenne di La Spezia che è finita in tribunale per aver sfamato i piccioni in casa propria. Secondo la Procura, i volatili avrebbero causato danni alla vicina di casa, facendola ammalare e causandole delle lesioni.
Come Comportarsi
Se si è soliti dare da mangiare ai piccioni, è importante verificare se nel proprio comune sono in vigore ordinanze che vietano e sanzionano tale comportamento. In caso affermativo, è necessario rispettare il divieto per evitare di incorrere in sanzioni.
Anche in assenza di un'ordinanza specifica, è comunque consigliabile evitare di dare da mangiare ai piccioni in luoghi pubblici, per non contribuire al degrado urbano e ai problemi igienico-sanitari. Se si decide di dare da mangiare ai piccioni, è importante farlo in modo responsabile, evitando di lasciare avanzi di cibo a terra e pulendo eventuali residui.
Alternative per la Gestione dei Piccioni
Oltre alle ordinanze che vietano di dare da mangiare ai piccioni, esistono altre strategie per gestire la popolazione di questi volatili in modo efficace e rispettoso:
- Dissuasori: Installare dissuasori sui cornicioni, sui tetti e su altre superfici dove i piccioni tendono a posarsi o nidificare.
- Reti anti-intrusione: Chiudere eventuali accessi a sottotetti, solai e altre aree dove i piccioni potrebbero nidificare.
- Pulizia e disinfestazione: Effettuare regolarmente interventi di pulizia e disinfestazione per rimuovere il guano e prevenire infestazioni di parassiti.
- Controllo delle nascite: Utilizzare metodi contraccettivi per ridurre il tasso di natalità dei piccioni.
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