Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è un disturbo in aumento nella popolazione che, se non affrontato con rapidità e cure adeguate, diventa estremamente invalidante.Pensieri, immagini, impulsi che irrompono nella mente creando allarme, che possono diventare soverchianti e spingere a compiere rituali, azioni ripetitive al fine di trovare una tranquillità che si allontana sempre più.Spesso, chi è vicino a una persona che soffre di DOC, pur essendo animato da affetto e dal desiderio di essere d'aiuto, non sa come comportarsi in modo costruttivo, cosa fare in certe situazioni o come rispondere a determinate richieste.Questo articolo offre una guida completa su come supportare una persona ossessiva, basata su suggerimenti pratici e strategie efficaci.
Comprendere il disturbo ossessivo-compulsivo
Come il nome stesso lascia intendere, il DOC è caratterizzato da ossessioni e compulsioni.Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano più e più volte e sono al di fuori del controllo di chi li sperimenta.Tali idee sono sentite come disturbanti e intrusive, e, almeno quando le persone non sono assalite dall’ansia, sono giudicate come infondate e insensate (tranne nei casi con scarso insight).Le ossessioni differiscono dalle preoccupazioni per il fatto che queste ultime sono relative ad eventi negativi, legati a problematiche di vita quotidiana, che potete temere che accadano.Per esempio, potete essere preoccupati di fallire un esame, della vostra condizione economica, della salute, o delle vostre relazioni interpersonali.Le compulsioni vengono anche definite rituali o cerimoniali e sono comportamenti ripetitivi (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule mentalmente) messi in atto per ridurre il senso di disagio e l’ansia provocati dai pensieri e dagli impulsi tipici delle ossessioni; costituiscono, cioè, un tentativo di elusione del disagio, un mezzo per cercare di conseguire un controllo sulla propria ansia.Le persone con un’ossessione che riguarda la contaminazione possono lavarsi costantemente le mani fino a provocarsi delle escoriazioni.Una persona può ripetutamente controllare di aver chiuso il gas per la paura ossessiva di far scoppiare la casa, un’altra può contare oggetti più e più volte per l’ossessione di averli perduti.In generale tutte le compulsioni che includono la pulizia, il lavaggio, il controllo, l’ordine, il conteggio, la ripetizione ed il collezionare si trasformano in rigide regole di comportamento e sono spesso bizzarre e francamente eccessive.Le compulsioni assumono spesso un carattere talmente abituale e ripetitivo che vengono attuate, a scopo preventivo, anche in assenza di ossessioni.
Tipi di disturbo ossessivo-compulsivo
A differenza di altri disturbi psicologici, sostanzialmente omogenei, nella pratica clinica si possono distinguere con relativa chiarezza sette tipologie di disturbo ossessivo-compulsivo, talvolta presenti in concomitanza:
- Disturbi da contaminazione: Si tratta di ossessioni e compulsioni connesse a improbabili (o irrealistici) contagi o contaminazioni.Le persone che ne soffrono sono tormentate dall’insistente fissazione che loro stessi, o qualcuno dei loro familiari, possa ammalarsi entrando in contatto con qualche invisibile germe o sostanza tossica.Sostanze “contaminanti” diventano spesso non solo lo sporco oggettivo, ma anche urine, feci, sangue e siringhe, carne cruda, persone malate, genitali, sudore, e persino saponi, solventi e detersivi, contenenti sostanze chimiche potenzialmente “dannose”.La contaminazione temuta può essere anche relativa a “sporco” di natura sociale (il tossicodipendente, il barbone, l’anziano, ecc.) o metafisica (il male, il diavolo, ecc.).In alcuni casi non vi è il timore di malattia, ma soltanto un forte senso di disgusto nell’entrare in contatto con certe sostanze.In ogni caso, bagni pubblici, cassonetti dell’immondizia, giardini, autobus o cabine telefoniche vengono accuratamente evitati, così come qualunque luogo che possa essere “infetto”.Se la persona entra in contatto con uno degli agenti “contaminanti”, mette in atto una serie di rituali di lavaggio, pulizia, sterilizzazione o disinfezione volti a neutralizzare l’azione dei germi e a tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di contagio o a liberarsi dalla sensazione di disgusto.
- Disturbi da controllo: Si tratta di ossessioni e compulsioni implicanti controlli protratti e ripetuti senza necessità, volti a riparare o prevenire gravi disgrazie o incidenti.Le persone che ne soffrono tendono a controllare e ricontrollare sia per tranquillizzarsi riguardo al dubbio ossessivo di aver fatto qualcosa di male e non ricordarlo, sia a scopo preventivo, per essere sicuri di aver fatto il possibile per prevenire qualunque possibile catastrofe.Controllano così di aver chiuso le porte e le finestre di casa, le portiere della macchina, il rubinetto del gas e dell’acqua, la saracinesca del garage o l’armadietto dei medicinali; di aver spento fornelli elettrici o altri elettrodomestici, le luci in ogni stanza di casa o i fari della macchina; di aver contato bene i soldi; di aver compilato correttamente un modulo o un registro contabile; di non aver perso cose personali lasciandole cadere; di non aver investito involontariamente qualcuno con la macchina; di non avere tracce di sangue addosso.Il controllo compulsivo è quindi finalizzato a tranquillizzarsi riguardo al costante dubbio di non aver fatto tutto il necessario per prevenire eventuali disgrazie o al dubbio di aver danneggiato qualcosa o qualcuno inavvertitamente senza essersene accorti.
- Ossessioni pure: Si tratta di pensieri o, più spesso, immagini relative a scene in cui la persona attua comportamenti indesiderati e inaccettabili, privi di senso, pericolosi o socialmente sconvenienti (aggredire qualcuno, avere rapporti omosessuali o pedofilici, tradire il partner, bestemmiare, compiere azioni blasfeme, offendere persone care, ecc.).Queste persone non hanno né rituali mentali né compulsioni, ma soltanto pensieri ossessivi.Quello che mette ansia non è tanto la natura del pensiero stesso, quanto il fatto che la sua presenza venga presa dal soggetto come segno di essere realmente un omosessuale, un pedofilo, un perverso, un blasfemo o un aggressivo.E’ il caso della persona che ha improvvisamente una fantasia sessuale alla vista di una persona dello stesso sesso, magari accompagnata da una effettiva eccitazione, e che interpreta il fatto che tale immagine si presenti nella sua mente come una possibile omosessualità latente.Il disturbo ossessivo puro è quindi caratterizzato dalla preoccupazione costante riguardo all’avverarsi di certi eventi alquanto improbabili, ma intollerabili per il soggetto, spesso seguita da un dialogo interno volto alla rassicurazione.In pratica la persona con timore di poter essere omosessuale, alla vista di una persona dello stesso sesso, sviluppa pensieri intrusivi positivi o fantasie sessuali che alimentano il suo timore.
- Superstizione eccessiva: Si tratta di un pensiero superstizioso portato all’eccesso.Chi ne soffre ritiene che il fatto di fare o non fare determinate cose, di pronunciare o non pronunciare alcune parole, di vedere o non vedere certe cose (es.carri funebri, cimiteri, manifesti mortuari), certi numeri o certi colori, di contare o non contare un numero preciso di volte degli oggetti, di ripetere o non ripetere particolari azioni il “giusto” numero di volte, sia determinante per l’esito degli eventi.E’ il caso della persona che ritiene che certi numeri siano sfortunati e che, dopo averli visti, rimane in ansia finché non ne neutralizza l’effetto “porta sfortuna” vedendo altri numeri “fortunati”.Oppure della persona che teme di pensare a certi eventi negativi (morte, incidenti, ecc.) mentre effettua alcune operazioni (es.parlare, scrivere, leggere, mangiare, camminare, ecc.), poiché il pensiero negativo potrebbe in qualche modo “imprimersi” e trasformarsi in realtà.Tale effetto può essere scongiurato soltanto ripetendo l’atto.
- Ordine e simmetria: Chi ne soffre non tollera assolutamente che gli oggetti siano posti in modo anche minimamente disordinato o asimmetrico, perché ciò gli procura una sgradevole sensazione di mancanza di armonia e di logicità.Libri, fogli, penne, asciugamani, videocassette, cd, abiti nell’armadio, piatti, pentole, tazzine, devono risultare perfettamente allineati, simmetrici e ordinati secondo una sequenza logica (es.dimensione, colore, ecc.).Quando ciò non avviene queste persone passano ore del loro tempo a riordinare ed allineare questi oggetti, fino a sentirsi completamente tranquilli e soddisfatti.Le ossessioni di ordine e simmetria possono riguardare anche il proprio corpo.
- Accumulo/accaparramento: E’ un tipo di ossessione piuttosto rara che caratterizza coloro che tendono a conservare ed accumulare oggetti insignificanti e inservibili (riviste e giornali vecchi, pacchetti di sigarette vuoti, bottiglie vuote, asciugamani di carta usati, confezioni di alimenti), per la paura di gettare via qualcosa che “un giorno o l’altro potrebbe servire..”.Questo tipo di comportamento, normale entro un certo limite finché si tratta di oggetti che hanno un valore sentimentale, assume caratteristiche patologiche nel momento in cui lo spazio occupato dalle “collezioni” diventa tale da sacrificare la vita della persona e dei suoi familiari.Questi particolari collezionisti di cose inutili sono generalmente orgogliosi delle proprie raccolte e non si rendono conto, se non parzialmente, dell’eccesso in cui incorrono, a differenza dei pazienti con disturbi da contaminazione o da controllo, che sono solitamente critici riguardo ai loro rituali.Sono le famiglie a non tollerare più l’invadenza di certi oggetti e a richiedere il trattamento terapeutico.
- Compulsioni mentali: Non costituiscono una reale categoria a parte di disturbi ossessivi, perché la natura delle ossessioni può essere una qualunque delle precedenti.Coloro che ne soffrono, pur non presentando alcuna compulsione materiale, come nel caso delle ossessioni pure, effettuano precisi cerimoniali mentali (contare, pregare, ripetersi frasi, formule, pensieri positivi o numeri fortunati) per scongiurare la possibilità che si avveri il contenuto del pensiero ossessivo e ridurre di conseguenza l’ansia.
Evitamento
La persona che soffre di disturbo ossessivo-compulsivo, inoltre, tende a mettere in atto una sterminata serie di evitamenti di tutte quelle situazioni che innescano i pensieri ossessivi, nel tentativo di controllarli e di non essere costretto a fare i rituali.Così chi teme la contaminazione con lo sporco evita di toccare qualunque oggetto che possa essere, anche lontanamente, non sterilizzato, apre le porte o accende le luci, in particolare nei luoghi pubblici, con i gomiti o con i piedi.Chi teme di contaminarsi con il sangue o le siringhe evita di mettere le mani in posti in cui non possa controllare accuratamente che non vi siano aghi, non cammina sull’erba o sulla sabbia e tantomeno con le scarpe aperte e non tocca niente di rosso o che possa vagamente assomigliare a tracce di sangue.L’ossessivo “puro” che, ad esempio, teme di essere omosessuale, evita accuratamente di trovarsi in situazioni in cui può trovarsi esposto a corpi nudi di persone dello stesso sesso, spesso smette di guardare la televisione, di leggere le riviste, di guardare le persone per strada.Chi ha pensieri ossessivi a contenuto aggressivo evita metodicamente di avere a portata di mano oggetti contundenti o appuntiti, talvolta si fa controllare a vista da qualcun altro per essere certo di non fare niente di male e si tiene a debita distanza dalle persone che teme maggiormente di aggredire.Chi pensa che certi numeri, parole, colori o altro portino sfortuna a sé stesso o ai suoi cari, evita di esporsi a tutte quelle situazioni in cui più facilmente può entrare in contatto con tali stimoli.
Quanto è diffuso il DOC e quando si manifesta?
Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce, indistintamente per età e sesso, dal 2 al 3% della popolazione.Può infatti manifestarsi sia negli uomini sia nelle donne, indifferentemente, e può esordire nell’infanzia, nell’adolescenza o nella prima età adulta.L’età tipica in cui compare più frequentemente è tra i 6 e i 15 anni nei maschi e tra i 20 e i 29 nelle donne.Nella maggior parte dei casi le persone non ricordano con esattezza quando sono comparsi i primi sintomi ossessivo-compulsivi: questi si manifestano generalmente in modo insidioso, causando inizialmente solo una modesta sofferenza ed aggravandosi progressivamente.
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Possibili decorsi del DOC
- Decorso episodico: i sintomi sono presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona, con nessun sintomo o sintomi minimi tra vari episodi acuti della durata di mesi o anni (tra i singoli episodi il tipo di ossessione spesso cambia).
- Decorso cronico fluttuante: i sintomi sono molto incostanti nel tempo, con miglioramenti e peggioramenti, ma non scompaiono mai del tutto.
- Decorso cronico ingravescente: è il più grave, e purtroppo il più comune.
Fattori di rischio
Non si può parlare di un disturbo ereditario, anche se la componente genetica, potrebbe influire nella comparsa del disturbo.Il fatto di avere familiari che soffrono o hanno sofferto di DOC aumenta certamente la possibilità di ammalarsi, ma è molto difficile fare una distinzione tra i disturbi ossessivo-compulsivi dovuti al fatto di essere allevati da un genitore con DOC da quelli legati al vero e proprio patrimonio genetico.
Caratteristiche psicologiche associate al DOC
- eccessivo senso di responsabilità: le persone affette da DOC, in particolar modo coloro che temono le conseguenze dannose delle proprie trascuratezze sugli altri, piuttosto che su se stessi, ritengono spesso che anche avere una minima influenza sull’esito di un determinato evento negativo equivalga ad esserne totalmente responsabile.
- eccessiva importanza attribuita ai pensieri: per chi soffre di DOC, il fatto stesso che un pensiero venga formulato è indice della sua rilevanza e probabilità di accadimento.
Il ruolo dei familiari nel DOC
I familiari svolgono un ruolo cruciale nel percorso di chi soffre di DOC.Le conseguenze del DOC si manifestano principalmente in termini di aumentati livelli di ansia, depressione e distress e in un generale peggioramento della qualità della vita.
Coinvolgimento dei familiari
In che modo i familiari vengono coinvolti nel disturbo? Il paziente può richiedere la partecipazione attiva ai rituali compulsivi, ad esempio delegando al familiare la messa in atto dell’azione o chiedendo di essere osservato e controllato mentre la sta eseguendo lui stesso.Può chiedere che l’intera routine quotidiana venga adattata alle esigenze dettate dalla sintomatologia.Può indurre i familiari ad assecondarlo nelle strategie di evitamento, così da essere sollevato (temporaneamente) da vissuti di ansia e disagio.Spesso i familiari si trovano ad oscillare tra questi poli opposti.Nella modalità compiacente, il familiare decide di assecondare le richieste del paziente, nel tentativo di aiutarlo a diminuire il disagio sperimentato.Sebbene in un primo momento il paziente sembri trarre sollievo da questo tipo di risposta, i benefici non durano a lungo.Quando le richieste diventano insistenti e i tentativi messi in atto fino a quel momento si rivelano del tutto inefficaci, il familiare può sperimentare emozioni quali rabbia, frustrazione, insofferenza, senso di costrizione e irritabilità.Questi lo portano a rifiutarsi di assecondare nuovamente le richieste.
Cosa fare e cosa non fare
Pur essendo animati da affetto e da desiderio di essere di aiuto non è però sempre facile comportarsi in modo costruttivo, sapere cosa fare in certe situazioni o come rispondere a determinate richieste.Proponiamo pertanto di seguito alcuni suggerimenti che, nella nostra esperienza, si sono dimostrati una valida guida per facilitare la gestione dei problemi quotidiani di chi vive accanto a chi soffre di DOC.Se all’inizio questo supporto dà sollievo all’ansia, con il tempo aumenta la complessità dei rituali finendo con il creare una “spirale ossessiva”.I familiari dovrebbero inoltre ritagliarsi degli spazi al di fuori del “circuito ossessivo”, trovare sempre un po’ di tempo per se stessi, mantenere rapporti sociali e coltivare i propri interessi.
Supporto durante il percorso terapeutico
Una volta iniziato il percorso terapeutico il ruolo di familiari ed amici non è esaurito, anzi è il momento in cui è maggiormente necessario il loro incoraggiamento e sostegno.I farmaci, per quanto abitualmente ben tollerati, non sono esenti da effetti collaterali, soprattutto quando è necessario ricorrere all’associazione di prodotti.La lentezza e la gradualità con cui si verifica il miglioramento possono causare, soprattutto nei primi mesi, scoraggiamento e tentazione di abbandonare farmaci e psicoterapia.È molto importante ricordare, tuttavia, che la responsabilità ultima del percorso terapeutico è solo ed esclusivamente del paziente che, insieme al proprio terapeuta, decide di impegnarsi e aderire al trattamento proposto.È importante ricordare che ogni esposizione deve seguire il principio di gradualità ed è pertanto sbagliato spingere il paziente ad esporsi ad un task più attivante rispetto a quello concordato con il terapeuta.A questo proposito, come descritto nel manuale, possono essere effettuati in seduta dei role-playing in cui far esercitare il familiare nella comunicazione assertiva, suggerendo frasi quali ad esempio: “Capisco che tu stia sperimentando molta ansia per via del disturbo, ma abbiamo analizzato con il tuo terapeuta che questo non ti aiuta.Un’altra modalità di aiuto da parte del familiare consiste nel ricordare al paziente i concetti fondamentali appresi in seduta, anche attraverso l’utilizzo di flash cards, cioè promemoria scritti da rileggere nei momenti di difficoltà.La possibilità di coinvolgere un familiare all’interno di specifiche fasi di trattamento sembra dunque essere una risorsa preziosa che può avere effetti benefici sia diretti, in termini di riduzione della sintomatologia presentata, che indiretti, attraverso l’incremento del benessere generale del paziente.
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Approcci terapeutici per il DOC
La prima regola per il trattamento di qualunque disturbo d’ansia è “evitare di evitare”.Questo principio è alla base degli esercizi di “esposizione graduata” che, associati alla “prevenzione della risposta”, costituiscono, attualmente, le tecniche più efficaci per sconfiggere il DOC.Si espone il soggetto a ciò che lo spaventa.Faccio un esempio: ho un paziente DOC da contaminazione (caso molto frequente), lo invito ad appoggiare una mano sul tavolo; immediatamente il suo DOC gli dice di correre a lavarsi e di stare attento a non toccarsi gli abiti con quella mano, altrimenti dovrà lavare tutto; io cerco di non fargli lavare le mani (prevenzione della risposta: ti espongo ma prevengo la risposta).All’inizio c’è un picco alto d’ansia, ma piano piano si abbassa.Per calmarlo dico “non puoi lavarti le mani subito, ma potrai farlo tra un po’”.Ovviamente, non basta attuare questa tecnica una volta sola, va ripetuta e purtroppo a casa non lo può fare, non riesce, cede alla compulsione.La persona che soffre di pensieri ossessivi soffrono di un periodo di ansia intensa e la tipologia di pensiero ossessivo può variare a seconda dell’individuo.Alimentare tali pensieri ossessivi significa portare a conseguenze negative nella vita di ogni giorno e sul benessere della persona.
Tecniche di distanziamento cognitivo
Qualora tutto questo non fosse sufficiente e la persona si rende conto di non essere in grado di poter affrontare le ossessioni da sola, può rivolgersi a un terapeuta che si avvarrà delle tecniche di distanziamento cognitivo.La prima cosa da fare è creare un mantra che permetta di prendere coscienza del pensiero ossessivo e lo riconduca alla realtà, anche se eliminare del tutto un’ossessione è davvero difficile.accettare il pensiero ossessivo senza volerlo allontanare, per evitare che si manifesti con più forza e senza sosta.
L'importanza della plasticità cerebrale
Le scrive che “è importante sapere che la guarigione risiede in quella che è la caratteristica principale del cervello, ovvero la sua plasticità; e che, grazie a questa, il cervello è in grado di modificarsi”.Il cervello è plastico a qualsiasi età.Quando concepiamo dei pensieri, attiviamo immediatamente delle sinapsi e quindi generiamo una sequenza di emozioni e comportamenti che possono modificare il comportamento.
Umorismo e attività fisica
Ridere di se stessi.L’umorismo è molto importante per stare meglio, aiuta anche nel rapporto con il paziente.Ridere di sé significa accettarsi.Poi l’attività fisica aiuta molto.Il coraggio arriva molto dalle competenze.Stanley Jack Rachman, grandissimo ricercatore, aveva condotto uno studio significativo: si era chiesto qual era il mestiere che esponeva a maggiori rischi… disinnescare bombe; e da dove veniva il coraggio di chi svolgeva questo lavoro? Dall’addestramento, dall’allenamento.Il DOC è una “bestia” che provoca un’ansia soverchiante, ma quando inizi a padroneggiarlo, quando hai delle strategie e delle tecniche, diventi più coraggioso.Ma, appunto, il coraggio arriva dalle abilità che acquisisci.
Pensieri ossessivi: cosa sono e come affrontarli
Pensare è l’attività che distingue l’uomo dagli animali ma spesso, anche se i pensieri sono un elemento importante della vita, si trasformano in pensieri ossessivi o vere e proprie ossessioni che impediscono di dare un senso razionale alle esperienze quotidiane, limitando le azioni.Ecco quindi che, in questo caso, pensare provoca sensazioni negative, ansia e sfinimento: è il caso, ad esempio, dei pensieri ripetitivi o pensieri ossessivi.Quando si parla di pensieri ossessivi si intendono delle idee ripetitive e involontarie, che si focalizzano su preoccupazioni, paure e angosce, impedendoci di focalizzarci sul momento presente e che influenzano negativamente anche i nostri comportamenti.Solitamente la persona soffre di ossessioni e pensieri ossessivi a causa di un periodo di stress prolungato, che porta a impedire il normale svolgimento delle attività quotidiane fino a trasformarsi in un vero disturbo ossessivo-compulsivo.Facciamo un esempio pratico.Nei casi più gravi si cade nel cosiddetto disturbo ossessivo-compulsivo o DOC e a questo punto la reazione principale della persona è mettere in atto azioni compulsive per neutralizzare l’ossessione e il pensiero negativo.I problemi più comuni nelle persone con disturbo ossessivo-compulsivo sono ansia, perfezionismo estremo, rigidità del comportamento e altro ancora, ovvero caratteristiche che nel tempo portano ad ansia cronica e allo sviluppo di DOC.Non mancano casi in cui i pensieri ossessivi e l’alto stress generato degenerino, causando anche depressione maggiore o distimia accanto a disturbi psicosomatici come mal di testa, mal di schiena, costipazione o ulcera che nascondo dall’attivazione fisiologica cronica ed elevata.Solitamente ossessioni e pensieri ossessivi sono molto più frequenti in chi ha determinate visioni di se stesso e degli altri, credenze particolari e tendenza a vedere minacce in ogni luogo.Visione di se stessi: la persona crede di essere responsabile di se stesso e degli altri e di dover fare affidamento solo su se stessa.
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