Lo sport dilettantistico in Italia è stato a lungo regolamentato principalmente dal CONI, un'associazione che, attraverso enti affiliati come EPS o FSN, coordinava l'attività amatoriale nei suoi eventi e regolamentazioni. Recentemente, il Governo ha regolamentato con la "Riforma del Terzo settore" l'intero mondo no-profit, e entro agosto 2019 tutte le associazioni dovranno decidere se entrare nel registro unico del "Terzo Settore" o optare per un'altra scelta.
Il ruolo del manager nell'ASD di pugili
In questo contesto, emerge la figura del manager, un professionista che assume un ruolo chiave nella gestione e nello sviluppo della carriera di un pugile all'interno di un'Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD). Logicamente, ci sarà un contratto dove rilascerà al manager di fiducia, facoltà di spendere l'atletta sul mercato e nell'industria dello sport al fine di trarne un profitto che potrà essere quantificato sia politicamente, cioè a livello di immagine che economicamente.
Compiti e responsabilità del manager
Il manager di un pugile, quindi, si occupa di diverse attività, tra cui:
- Promozione e gestione dell'immagine dell'atleta: il manager lavora per costruire e mantenere una solida immagine pubblica del pugile, sfruttando le opportunità offerte dai media e dai social network.
- Ricerca di opportunità di match: il manager valuta e propone al pugile eventuali possibilità di match, negoziando la "borsa" da sottoscrivere nel contratto.
- Gestione dei contratti e degli aspetti economici: il manager si occupa della negoziazione dei contratti con promoter, sponsor e altre figure coinvolte nella carriera del pugile.
- Supporto e consulenza: il manager fornisce supporto e consulenza al pugile in tutte le decisioni riguardanti la sua carriera, aiutandolo a prendere le scelte migliori per il suo sviluppo professionale.
La figura del socio ordinario e l'evoluzione delle qualifiche
Nelle ASD come SPORTFORMA, i tesserati che partecipano all'attività giornaliera iniziano con la qualifica di socio ordinario, ovvero atleti o amatori dilettanti. Successivamente, a seconda delle richieste, la qualifica potrà variare.
Il contratto tipo per il manager: elementi chiave
Il contratto tra l'ASD e il manager deve definire chiaramente i diritti e i doveri di entrambe le parti, al fine di evitareFuture incomprensioni e tutelare gli interessi sia dell'associazione che del professionista.
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Natura del contratto
La natura del contratto può variare a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra l'ASD e il manager. Può trattarsi di un contratto di collaborazione occasionale, di un contratto di lavoro autonomo o di un contratto di lavoro subordinato. La scelta della tipologia contrattuale più adatta dipende da diversi fattori, tra cui la frequenza e la continuità della collaborazione, il grado di autonomia del manager e la presenza di un vincolo di subordinazione gerarchica.
Oggetto del contratto
L'oggetto del contratto deve specificare in modo chiaro e dettagliato le attività che il manager si impegna a svolgere per conto dell'ASD. Tra queste, possono rientrare:
- La ricerca di opportunità di match per i pugili dell'associazione
- La negoziazione dei contratti con promoter e sponsor
- La gestione dell'immagine e della comunicazione dei pugili
- L'organizzazione di eventi e manifestazioni sportive
- La cura dei rapporti con la Federazione Pugilistica Italiana (FPI) e con altri enti del settore
Durata del contratto
La durata del contratto può essere determinata o indeterminata. Nel caso di contratto a termine, è importante specificare la data di inizio e di scadenza del rapporto. Nel caso di contratto a tempo indeterminato, è necessario prevedere un periodo di preavviso per la risoluzione del contratto da parte di entrambe le parti.
Compenso del manager
Il compenso del manager può essere fisso, variabile o misto. Nel caso di compenso fisso, viene stabilita una somma fissa da corrispondere al manager periodicamente (ad esempio, mensilmente o trimestralmente). Nel caso di compenso variabile, il manager percepisce una percentuale sulla base delle entrate generate dall'attività dei pugili (ad esempio, una percentuale sulle borse dei match o sui contratti di sponsorizzazione). Nel caso di compenso misto, viene stabilita una parte fissa e una parte variabile, in modo da garantire al manager una certa stabilità economica e, al contempo, incentivarlo a massimizzare i risultati. Ogni manager ha una sua percentuale di guadagno che varia mediamente tra il 10 e il 30% della borsa pattuita. Questo significa che sulla borsa pattuita, il pugile incasserà per l’incontro la borsa pattuita al netto (tolta) la percentuale del manager.
Clausole specifiche
Nel contratto tipo per il manager di una ASD di pugili, è importante prevedere alcune clausole specifiche, tra cui:
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- Clausola di esclusiva: questa clausola prevede che il manager si impegni a lavorare esclusivamente per l'ASD, senza poter collaborare con altre associazioni o pugili al di fuori dell'associazione.
- Clausola di riservatezza: questa clausola prevede che il manager si impegni a mantenere la riservatezza su tutte le informazioni e i dati relativi all'attività dell'ASD e dei suoi pugili.
- Clausola di non concorrenza: questa clausola prevede che, al termine del contratto, il manager non possa svolgere attività concorrenziali con l'ASD per un determinato periodo di tempo.
- Clausola risolutiva espressa: questa clausola prevede la risoluzione automatica del contratto in caso di inadempimento di una delle parti.
Aspetti economici e fiscali
È importante che il contratto preveda una chiara definizione degli aspetti economici e fiscali, al fine di evitareFuture contestazioni e garantire la corretta gestione del rapporto di lavoro.
Trattamento fiscale del compenso
Il compenso percepito dal manager è soggetto a tassazione secondo le norme vigenti in materia di redditi da lavoro autonomo o dipendente, a seconda della tipologia contrattuale adottata. È importante che l'ASD provveda ad effettuare le ritenute fiscali e previdenziali previste dalla legge e a versarle agli enti competenti.
Rimborso spese
Il contratto può prevedere il rimborso delle spese sostenute dal manager per conto dell'ASD (ad esempio, spese di viaggio, vitto e alloggio). È importante specificare quali spese sono rimborsabili e quali sono le modalità di rimborso.
Il pugilato in Italia: un panorama in evoluzione
Il mondo del pugilato in Italia è in continua evoluzione, con nuove sfide e opportunità che si presentano costantemente. La Federazione Pugilistica Italiana (FPI) svolge un ruolo fondamentale nella promozione e nello sviluppo di questo sport, sia a livello dilettantistico che professionistico.
L'importanza dei social network
Essere presente sui social è fondamentale. Il mondo dei Social network se sfruttato correttamente possono aumentare la propria visibilità per riuscire ad emergere in questo mare di pesci.
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Il professionismo: tra passione e guadagno
In Italia la carriera di un pugile è alimentata dalla passione, non certo dal guadagno. Questo vale anche per la maggioranza dei fighter italiani delle varie discipline degli sport da combattimento. Il Guadagno di un pugile è generalmente dato dal suo lavoro primario e con il pugilato riuscirà ad arrotondare lo stipendio, tuttavia alcuni pugili percepiscono uno stipendio e possono dedicarsi esclusivamente al pugilato, anche in Italia. Ci sono eccezioni, pugili professionisti che hanno aperto palestre e che si sono riusciti a creare uno stipendio fisso mensile grazie alla propria notorietà. Tuttavia non tutti possono avere questa fortuna.
Quanto guadagna un pugile in Italia?
Un pugile in Italia guadagna tra i 400€ e 1500€ in media a incontro (match). Tuttavia, il guadagno di un pugile dipenderà da quanti incontri (match) riuscirà ad affrontare nell’arco dell’anno.
L'esempio di Opi Since 82
Un esempio in Italia oggi è la Opi Since 82 (Organizzazione Pugilistica italiana) che sta accendendo sempre di più i riflettori sugli atleti e sul mondo della Boxe in Italia. Essere un Pugile della “scuderia” OPI offre dunque un trampolino di lancio a livello mondiale, uno stipendio e la possibilità di allenarsi e fare il pugile per professione.
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