Le arti marziali, come il karate, il judo e il taekwondo, stanno diventando un'attività extrascolastica sempre più popolare tra i bambini. Queste discipline non si limitano all'allenamento del corpo e della forza, ma si concentrano anche sul miglioramento della forza mentale e sull'insegnamento di valori fondamentali come la disciplina e il rispetto. Se tuo figlio o tua figlia mostra interesse per le arti marziali, o se desideri saperne di più sui benefici e le opportunità che offrono, questo articolo risponderà alle domande più importanti sull'allenamento di arti marziali per bambini e ragazzi.
Quali sono i benefici delle arti marziali per i bambini?
Praticare e padroneggiare un'arte marziale richiede molta autodisciplina, concentrazione e resistenza. Il rispetto per l'avversario e gli altri in generale è una componente centrale dell'allenamento delle arti marziali. Apprendere un'arte marziale offre numerosi vantaggi sia per la forma fisica che per lo sviluppo del carattere dei bambini:
- Miglioramento della forma fisica: forza, resistenza e flessibilità
- Sviluppo delle capacità motorie: mobilità e coordinazione
- Supporto allo sviluppo cognitivo: attenzione e concentrazione
- Supporto allo sviluppo della personalità: fiducia in sé stessi, autocontrollo e autodisciplina
Come per molti altri sport, le arti marziali incrementano la forza, allenano i muscoli posturali e di sostegno. I bambini imparano inoltre a controllare meglio il proprio corpo. Dato che per la corretta pratica delle arti marziali è fondamentale mantenere il corpo in tensione, anche la postura e la flessibilità dei bambini viene migliorata. Inoltre, coordinazione e senso di equilibrio vengono ulteriormente sviluppati.
Per poter eseguire le tecniche delle arti marziali senza errori è necessaria una grande concentrazione e un'elevata velocità di reazione. Il bambino impara quindi a concentrarsi sui movimenti e ad allontanare le distrazioni. Questo gli permette di rispondere rapidamente ai movimenti dell'avversario.
Un serio allenamento di arti marziali richiede anche un rigido codice di comportamento: gli istruttori esperti nelle diverse discipline insegnano ai bambini l’importanza del rispetto, della modestia, dell’educazione e della disciplina. I bambini imparano inoltre a rispettare le regole, ascoltare attentamente le istruzioni dell’allenatore e a controllarsi.
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L’allenamento alle arti marziali può aiutare i bambini a reagire con più sicurezza e calma alle situazioni di incertezza. I bambini più insicuri e timidi possono così aumentare la loro sicurezza e autostima, imparano a essere più sicuri di sé e a difendersi dalle ingiustizie senza ricorrere alla violenza. Le arti marziali fanno capire ai bambini che la violenza ha sempre delle conseguenze e che quindi va usata come ultima risorsa. Infine, allenarsi in un’arte marziale contribuisce in modo prezioso anche allo sviluppo delle competenze sociali nei bambini.
Arti marziali e autodifesa
Le arti marziali e l’autodifesa non sono la stessa cosa, anche se nell’apprendimento delle singole tecniche ci possono essere delle sovrapposizioni. Nell’autodifesa, l’attenzione si concentra su misure difensive efficaci in una situazione di pericolo, nonché sull’evitare situazioni di conflitto o di de-escalation, mentre nella arti marziali le prestazioni sportive, il rispetto delle regole prestabilite e, a seconda dell’orientamento, il tipo di competizione hanno un’importanza centrale. È possibile che l’autodifesa venga insegnata anche durante un allenamento di arti marziali, ma questo dipende dalla scuola e dal corso scelto. Per maggiori informazioni, rivolgiti quindi all’istruttore o alla scuola di arti marziali.
Le arti marziali sono rischiose per i bambini?
Il gioco della lotta è un comportamento del tutto normale tra i bambini. Ovviamente, è importante che questi comportamenti non degenerino. Molti genitori hanno paura che l’allenamento in uno sport di arti marziali possa involontariamente far emergere tendenze aggressive nei bambini o che magari ci sia un rischio alto di infortuni durante gli allenamenti. In realtà, è tutto il contrario:
- Le arti marziali insegnano ai bambini a controllare e incanalare nel modo giusto la loro forza.
- Imparano inoltre ad evitare o affrontare in modo non violento i conflitti, per quanto possibile.
- Per cui, i genitori non devono preoccuparsi del fatto che le arti marziali incoraggino i bambini a un comportamento violento.
Nelle arti marziali come il judo o la lotta, che richiedono un contatto fisico maggiore durante le prime fasi dell’allenamento, l’obiettivo è sconfiggere l’avversario senza ferirlo. Pugni e calci, ad esempio, non fanno parte dell’allenamento.
Nelle arti marziali come il karate o il taekwondo, dove pungi e calci sono alla base, i movimenti vengono allenati prima in aria o sul manichino. Anche in questo caso, gli esercizi controllati con i compagni di allenamento, l’abbigliamento protettivo e la guida attenta di un allenatore dovrebbero aiutare a prevenire gli infortuni.
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L’approccio a questi sport in base all’età degli allievi mantiene basso il rischio di lesioni. Gli allenatori esperti e qualificati insegnano ai loro studenti le tecniche giuste passo dopo passo e prestano attenzione alle precauzioni di sicurezza.
Sotto la guida di un istruttore professionista, le arti marziali non sono quindi più pericolose per i bambini rispetto ad altri sport popolari (come il calcio). Al contrario, nella maggior parte della arti marziali i bambini imparano addirittura a cadere in modo più sicuro e a rotolare sul tappeto.
Molte scuole di arti marziali offrono corsi di prova. Questi allenamenti possono dare a te e al tuo bambino una buona panoramica della disciplina e rendere più facile la scelta del tipo di arte marziale più adatta. Dopotutto, il bambino deve divertirsi con l’allenamento e sperimentare un livello di sfida adeguato.
Quali tipi di arti marziali sono adatte ai bambini?
Non esiste una risposta univoca su quale sia il tipo di arte marziale più adatta per i bambini. Quando si sceglie uno sport, ovviamente è importante rispettare gli interessi e le preferenze individuali di tuo figlio, ma anche l’età e gli obiettivi giocano un ruolo fondamentale. Finché il tuo bambino non avrà scoperto la disciplina più adatta per lui, sarà necessario provarne diverse. Esistono comunque diversi tipi di arti marziali per bambini con diversi vantaggi:
- Judo: Il judo gioca sul principio di equilibrio/disequilibrio. L’obiettivo è sconfiggere l’avversario con la minor forza possibile. Grazie a diverse tecniche, sia in piedi che a terra, vengono allenate forza, agilità, flessibilità e coordinazione.
- Aikido: L’aikido è un’arte marziale di difesa, caratterizzata anche questa da diverse tecniche. Anche in questo caso, la forza dell’attacco avversario deve essere sfruttata a proprio vantaggio e deviata per renderlo inabile, ovviamente senza ferirlo.
- Jiu-jitsu: Il jiu-jitsu è un’arte marziale che allena un’ampia gamma di possibili tecniche che possono essere utilizzate anche per l’autodifesa. Qui si imparano tecniche di calci, spinte, pugni, lanci e prese. Il “Brasilian Jiu-Jitsu (BJJ)” è una variante di questo sport e del judo e si concentra sulla lotta a terra: non sono ammessi calci e pugni. Il BJJ è inoltre più orientato alla competizione e meno all’autodifesa.
- Karate: Il karate è un’arte marziale basata su tecniche di pugni e calci. Nell’allenamento del karate i bambini allenano soprattutto la forma fisica e l’agilità, ma anche la resistenza fisica in generale.
- Taekwondo: Il taekwondo è un’arte marziale particolarmente dinamica ed è caratterizzata, tra le altre cose, da calci veloci e acrobatici. I bambini allenano così la flessibilità, la resistenza e il controllo del corpo.
- Kickboxing: Il kickboxing è un’arte marziale relativamente moderna e combina tecniche della boxe classica con tecniche di calci e pugni, come quelle utilizzate nel karate, nel taekwondo o nell'arte marziale thailandese Muay Thai.
Oltre ad aumentare la forza, la resistenza e la flessibilità, l’allenamento in una di queste discipline di arti marziali pone grande enfasi sul rispetto e la correttezza in generale.
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I bambini estroversi che hanno molta energia di solito amano il karate, il taekwondo e il kickboxing. Queste arti marziali prevedono movimenti dinamici e spesso acrobatici. L’agilità e la rapidità di reazione sono importanti quanto l’autocontrollo e la disciplina, il che significa che i bambini molto attivi e sicuri di sé possono imparare a canalizzare la loro energia e a concentrarsi.
I bambini più introversi potrebbero invece sentirsi più a loro agio praticando il judo e l’aikido per migliorare il controllo del corpo e l’autoaffermazione. Le arti marziali come il judo e l’aikido, che si basano sull’imbrigliare l’avversario e reindirizzare l’energia dell’attacco, sono anche perfette per i bambini dalla corporatura più esile e meno vigorosi. Queste raccomandazioni non si applicano però a tutti i bambini: alcuni bambini timidi potrebbero trovare nel judo e nella lotta un contatto fisico troppo diretto, quindi sentirsi più a loro agio con il karate e il taekwondo.
A che età i bambini possono praticare le arti marziali?
L’età consigliata per la maggior parte delle discipline di arti marziali è intorno ai 6-8 anni di età. Esistono anche scuole che offrono dei corsi per la fascia d’età 3-6 anni, ma che hanno in genere un approccio ludico-sportivo e che si concentrano sullo sviluppo delle capacità motorie di base, della coordinazione e dell’equilibrio.
A partire dai 6 anni circa, i bambini sono solitamente in grado di porre maggiore attenzione sull’allenamento, di seguire le istruzioni e di imparare tecniche semplici. Naturalmente è possibile iniziare anche più tardi.
Indipendente dalla disciplina di arti marziali scelta, è sempre importante che l’allenamento sia adeguato all’età e tenga conto dello stadio di sviluppo del bambino. Una buona scuola di arti marziali dovrebbe quindi offrire corsi e allenamenti specifici per diverse fasce di età, tenuti esclusivamente da maestri qualificati.
Quale attrezzatura è necessaria per praticare arti marziali per bambini?
Per la maggior parte delle discipline di arti marziali, tuo figlio ha bisogno di un abbigliamento specifico e di protezioni adeguate. Per avere una lista dell’occorrente puoi chiedere anche all’istruttore del corso.
Molte arti marziali tradizionali vengono praticate indossando un’uniforme specifica composta da giacca (Uwagi), pantaloni (Zubon) e cintura (Obi). Il colore dell’uniforme per molte arti marziali è il bianco, ma anche il nero o il blu sono comuni, soprattutto nelle competizioni. Più importante del colore della tuta è il colore della cintura, che indica il grado o il livello di allenamento di chi la indossa.
A seconda della disciplina scelta e del livello di allenamento, tuo figlio potrebbe aver bisogno di un equipaggiamento protettivo speciale come paradenti, gomitiere, ginocchiere, protezioni inguinali, parastinchi e cavigliere.
Per un allenamento di prova, di solito è sufficiente che tuo figlio indossi un abbigliamento sportivo comodo (un completo di tuta e una maglietta ad esempio). Molte arti marziali tradizionali vengono praticate a piedi nudi, quindi di solito tuo figlio non ha bisogno di scarpe specifiche. Il nome dei kimono in base agli sport prende quindi il nome della disciplina di arte marziale e dalle sillaba “gi”, ad esempio judogi e karategi. La tuta da taekwondo prende invece il nome di “dobok”, ma è molto simile a quella delle altre discipline.
Karate per Bambini: Un Approfondimento
Il karate può influenzare positivamente la vita dei bambini, promuovendo la salute fisica, la fiducia e l'autodisciplina. Il karate trascende la semplice attività fisica; la sua filosofia comprende un approccio olistico (condizione psicofisica della persona nella sua globalità), influenzando vari aspetti della vita di un bambino.
Divertimento
In uno sport per bambini non si può non pensare al divertimento. E pensare al Karate per bambini non fa differenza. Ecco perché il Karate è divertente per diversi motivi:
- Il Karate ha molti contenuti tecnici, quindi non ti verrà a noia! È vero che per apprendere bisogna anche ripetere il gesto, ma con molti gesti da imparare si sposta l’attenzione sempre su cose nuove.
- Si diventa più forti e più elastici, aumentando sempre di più la forma fisica. Il bambino riuscirà a fare movimenti con difficoltà crescente come capriole, ruote e salti, che lo renderanno davvero mitico!
- Se è vero che il Karate è un’attività individuale, lo si pratica in un gruppo e molte esercitazioni si praticano a coppie, rendendolo così interattivo e utile allo sviluppo delle abilità sociali.
Disciplina
Tanti genitori che vengono a vedere un primo allenamento, mi hanno chiesto “Cosa insegna il Karate ai bambini?“. Molti pensano infatti che il Karate possa disciplinare le loro “belve”. Questa credenza è solo in parte vera. La disciplina la si impara a piccole dosi in casa, a scuola e nel contesto sociale dove i bambini vengono cresciuti. E se un bambino fa Karate, il Dojo gli fornirà una di queste dosi.
Qualche Sensei di Karate dice che lui è lì per insegnare Karate, e non la disciplina. Se trovate uno di questi “maestri”, vi invito a cambiare dojo all’istante! Quando si parla di bambini, il Maestro, Sensei, è prima di tutto un educatore. E il ruolo di un insegnante è quello di trasmettere sia aspetti tecnici, sia aspetti morali. E la disciplina è proprio uno di questi.
In un allenamento Karate per bambini la disciplina è si una delle basi, ma questa viene trasmessa con l’esempio, con la spiegazione e non imposta. Un compito per niente facile.
La disciplina del Karate proviene in massima parte dalla Giapponesità presente nell’Arte Karate-do. A volte la marzialità del karate diventa eccessiva e l’imposizione di regole lontane dalla nostra cultura diventa la leva negativa che porta al burn-out. Ma una sana presenza di regole, il rispetto delle stesse da parte di tutti è davvero utile a disciplinare i ragazzi.
Sviluppo Fisico Equilibrato
Il Karate per bambini fa bene perché un’attività motoria completa! Sfido a trovare altre discipline nelle quali si utilizzano sia dal punto di vista condizionale che coordinativo, gli arti superiori e inferiori, il lato destro e sinistro. Nel karate si apprendono i fondamentali del movimento con lo sviluppo delle abilità motorie di base. In seguito lo sviluppo armonico del corpo avviene attraverso esercitazioni a corpo libero e con esercizi di forza isometrici a carico naturale. Il Karate per bambini fa bene anche grazie all’assenza di sovraccarichi e di contrasti a pieno contatto con avversari. Ciò garantisce la tutela delle articolazioni e della salute dei ragazzi.
Una delle caratteristiche dell’allenamento fisico nel karate per bambini è lo sviluppo della mobilità articolare. L’utilizzo di tecniche di gambe comporta l’incremento della flessibilità degli arti inferiori e la mobilità del tronco e dell’anca. Uniti alla forza necessaria a muovere in modo coordinato e controllato gli arti la mobilità fa sì che il Karate per bambini sviluppi un corpo armonico dove forza e la flessibilità si alternano e sono equilibrate tra loro.
Resilienza
Il Karate per bambini fa bene perché rende resilienti! Nel Kumite (combattimento) ci si confronta con l’altro e spesso si deve continuare a dare il massimo nonostante l’inferiorità. Spesso si combatte contro qualcuno più esperto ma non per questo ci si arrende.
Consapevolezza
Il karate per bambini rende consapevoli sia dal punto di vista propriocettivo che esterocettivo. Consapevolezza corporea e quindi del controllo e della gestione del corpo in movimento nello spazio (esterocettivo); Sviluppo della consapevolezza interiore e della capacità di controllare e gestire la propria emotività (con particolare riguardo alla componente aggressiva) (propriocettivo).
La consapevolezza dei limiti, misurati attraverso le esercitazioni a coppie, permette di conoscere e definire il Se. Essere consapevoli di poter far male, comporta la conseguente limitazione nel farlo a qualcuno. Chi non ha mai ricevuto un colpo in combattimento o nella lotta potrebbe utilizzare la proprio forza, abusandone inconsapevolmente, causando dei danni agli altri e a se stessi. Conoscere il pericolo e le conseguenze della “violenza” permette di controllarla e non essere in balia di un istinto mai allenato.
Leadership
Un karateka ha nel Dojo un leader che spesso è il Sensei, ma l’accezione del termine Sensei pone il ruolo del maestro in una figura leader perché più esperta degli altri e non perché più brava o più forte. A livello generale, il leader è un individuo carismatico, coinvolgente e capace di attrarre altre persone che considerano la sua autorità legittima e positiva. Il suo atteggiamento è volto a guidare il gruppo verso uno scopo e una meta per lo più condivisa, o almeno accettata consapevolmente da gruppo, con entusiasmo, atteggiamento propositivo, ottimismo e motivazione costante. Nel crescendo della pratica tutti i bambini diventano leader per chi arriva dopo. Il principiante vede la cintura avanzata come un modello da imitare e pone quindi il Kohai nel ruolo di leader.
Imparare a Difendersi
Inutile confermare l’importanza dell’imparare a difendersi, basta aprire un giornale di cronaca locale e sicuramente troverete le motivazioni. Sicuramente un bambino non apprende le tecniche di difesa efficaci con le quali provocare danni all’aggressore, c’è tempo per affinare queste conoscenze, premature per i più piccoli. Ma già conoscere la lotta, sapere cosa significa subire o dare un colpo, controllare i propri istinti, saper reagire velocemente sono già degli ottimi presupposti che possono tornare utili.
Migliora la Postura
La postura è importante! Il karate è 60% postura. Nel Karate si impara come allineare il busto, la posizione della testa, l’utilizzo della retro e anti versione del bacino, si impara inoltre il mantenimento della postura corretta durante il movimento. Le posizioni che si apprendono sin dalla cintura bianca sono composte da radicamento dei piedi al suolo, posizione corretta delle articolazioni delle caviglie, ginocchia, anche, dalla posizione del bacino, del busto e della testa. Il portamento deve essere mantenuto sia per la migliore funzionalità degli apparati tendineo, scheletrico e muscolare ma anche per la gestione tattica del combattimento. Lo sguardo, la compostezza e la protezione del corpo sono fondamenti che migliorano la postura.
Migliora la Capacità di Attenzione
Il Karate migliora la capacità di reagire a stimoli esterni! Il mio motto più ripetuto agli allievi è: nel karate lento non esiste! Tutto è veloce! Il combattimento deve essere rapidità: se un colpo arriva veloce lo dovrò schivare o parare velocemente, se voglio attaccare o contrattaccare dovrò farlo velocemente. Se devo elaborare dei segnali veloci dovrò sviluppare la mia capacità di attenzione, non posso distrarmi altrimenti “perdo”. Avere questa attenzione all’aspetto della rapidità e la capacità di reazione comporta una maggiore discrezionalità nella scelta dei movimenti appropriati in poco tempo.
Migliora le Capacità Decisionali
Se la capacità di reazione e quindi l’attenzione devono essere al massimo nella disciplina del Karate non si risponde con gesti stereotipati a prescindere dall’avversario. Le capacità decisionali sono sicuramente utili! sono quelle che ti permettono di scegliere una soluzione nel minor tempo possibile.
Sviluppa l'Autocontrollo
Cosa saremmo senza autocontrollo? La più grande differenza tra le altre arti marziali e il Karate è proprio qui. Lo sviluppo del controllo e la sua gestione. Nel karate il controllo è fondamentale: le tecniche devono essere portate con il controllo, non basta arrivare e magari più è forte e meglio è! Nel karate il colpo deve arrivare senza toccare (il viso) oppure con il dovuto controllo. Controllare i colpi comporta l’inibizione dell’eccessiva aggressività, saper fermare un colpo significa avere la cognizione di quello che si fa. Inoltre lottare, combattere, confrontarsi all’interno delle regole, senza mai eccedere incrementa la capacità di controllare gli istinti e di dominarli. Quanti altri sport insegnano a dominare l’istinto?
Supera le Paure
Nel karate, come nella vita, si affrontano le paure e insieme le si superano. Ovviamente non tutte le paure ma molte di quelle legate al confronto con il SE e con l’ALTRO. La paura è un’emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto a una situazione di pericolo. Il pericolo è soggettivo ma la capacità di dominarne alcuni oggettivi è una grande prova di crescita del bambino. Nel confronto con l’altro si vincono paure sociali, la vicinanza prossemica impone il contatto con l’altro e il bambino impara a convivere negli spazi degli altri e a far invadere i propri.
Sviluppa le Abilità Sociali
Il Karate permette lo sviluppo delle abilità sociali attraverso l’allenamento in gruppi. Il Karate è uno sport individuale ma a differenza di molti si pratica in gruppo ed in alcuni casi diventa uno sport di squadra (Kata Squadre). La frequentazione di un corso di karate permette di vivere in una realtà sociale dove si incontrano ruoli (Sensei-Kohai= insegnante-discenti), le cinture (i livelli), i Dojo Kun (le regole), condivisione di risultati e fallimenti. Quando si entra, come principianti, nel Dojo siamo gli ultimi di una struttura dove ben presto ci si sente a casa. Chi sta avanti aiuta chi è nuovo, spiegando le regole della convivenza e supportandolo nei momenti di difficoltà. La famiglia che si viene a creare permette di sperimentare i ruoli e di costruire la propria personalità in un contesto protetto e sano!
Considerazioni Pratiche e Rischi Potenziali
Come ogni attività, è essenziale considerare gli aspetti pratici e i potenziali rischi associati al karate per bambini:
- Tempo: L'allenamento richiede tempo, influenzando potenzialmente altre attività scolastiche o extrascolastiche.
- Progressi: I bambini progrediscono a ritmi diversi e alcuni potrebbero incontrare battute d'arresto.
- Rischi Fisici: Ogni sport, comprese le arti marziali comporta rischi fisici di vario grado. Lividi e muscoli tesi o doloranti possono essere più frequenti tra i praticanti adulti. I bambini che praticano sono seguiti costantemente da istruttori più che qualificati e da personale di supporto.
- Falso Senso di Sicurezza: Alcuni bambini potrebbero sviluppare un falso senso di sicurezza. Man mano che le loro capacità crescono, potrebbero iniziare a sentire di potersi difendere “da soli”, affrontando ragazzi più grandi abituati a comportamenti da “bulli” nell’ambiente scolastico.
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