Entrambi i Pugili Vengono Squalificati: Regolamento e Casistiche

Il pugilato è uno sport di combattimento che vede due atleti affrontarsi sul ring, utilizzando esclusivamente i pugni. Questo articolo esplora le regole fondamentali del pugilato e si concentra in particolare sulle circostanze che possono portare alla squalifica di entrambi i pugili.

Regole Fondamentali del Pugilato

Negli incontri di pugilato, due atleti si affrontano sul ring in un combattimento in cui si usano solo i pugni. Il match, a livello professionistico, si disputa su una distanza massima di 12 riprese della durata di 3 minuti ciascuna. Tra una ripresa e l'altra c'è un intervallo di 1 minuto, durante il quale i pugili sono assistiti, nei rispettivi angoli, dai loro secondi.

Colpi validi e vietati

I colpi devono essere sempre portati al di sopra della cintura dell'avversario, mai al di sotto. Sono tassativamente vietati i pugni alla nuca, alle spalle e ai reni. Non è consentito colpire con il palmo, il polso, il taglio o il dorso della mano, o con la testa, la spalla, l'avambraccio e il gomito. I pugni non possono essere portati ruotando prima completamente il corpo. L'avversario non può essere spinto, stretto o trattenuto; è vietato abbassare la testa al di sotto della sua cintura e, nel corpo a corpo, portarla sotto il suo mento. Quando un pugile va al tappeto, l'avversario non può più colpirlo.

Ufficiali di gara

L'arbitro è sul ring, a controllare lo svolgimento corretto del combattimento, coadiuvato da massimo 3 giudici di gara a bordo ring. Il pugile a terra viene contato dall'arbitro: il conteggio dura da un minimo di 8 secondi a un massimo di 10, scaduti i quali, se l'atleta non si rialza, l'arbitro decreta la vittoria per KO. Il conteggio non può essere interrotto dal suono del gong che indica la fine della ripresa, a meno che non si tratti dell'ultimo round.

Modalità di vittoria

Se i pugili arrivano entrambi alla fine dell'incontro, la vittoria è assegnata ai punti, in base ai cartellini compilati dai giudici al termine di ogni ripresa. Un match può concludersi per vittoria tecnica ai punti: quando, dopo l'inizio della 5a ripresa, l'aggravarsi di una ferita procurata da una testata non intenzionale non consente a uno dei pugili di continuare l'incontro, la vittoria viene assegnata al pugile ritenuto in quel momento in vantaggio. In caso di parità, si parla di pareggio tecnico, che viene assegnata anche se la sospensione per ferita è avvenuta prima della 5a ripresa.

Leggi anche: FPI e Pugili: Una Classifica da Non Perdere

Si vince anche per fuori combattimento tecnico, quando l'arbitro ritiene che uno dei pugili non sia in grado di continuare l'incontro; per ferita, nei casi in cui la ferita sia stata procurata da colpi regolari; per squalifica o per abbandono dell'avversario, o per getto della spugna da parte dei secondi dello stesso. La testata intenzionale può comportare la squalifica - se chi l'ha subita non è in grado di continuare - oppure 2 punti di penalità. Un match può concludersi anche senza vincitore, quando i giudici assegnano un verdetto di parità.

Pugilato olimpico

Alle Olimpiadi il pugilato è riservato ai dilettanti, che disputano incontri di 4 riprese della durata di 2 minuti ciascuna, indossando casco protettivo e maglietta.

Ring

Il ring è una pedana quadrata recintata da 4 corde tese tra pali metallici. La pedana è di legno ed è coperta da un feltro sul quale poggia, a sua volta, un tappeto di tela forte. I lati del quadrato, all'interno delle corde, hanno una misura compresa tra i 5,50 e i 6,10 m. All'esterno delle corde deve rimanere un bordo di almeno 60 cm. Il pavimento non deve avere ostruzioni e deve estendersi per un minimo di 30 cm ad un ideale di circa 90 cm fuori le corde. L’altezza dal pavimento può essere variabile da 0 cm a circa 100 cm in base alla struttura ed alle normative. Il pavimento del ring deve essere ricoperto da tavole e sulle tavole bisogna avere della spugna (tappeti di spugna) oppure tappetini (materassine) che hanno un’altezza minima di 2,50 cm ad un massimo di 4 cm. Si hanno 4 corde con un diametro minimo di 3 cm ad un massimo di 5 cm stese da 4 tiranti. La distanza dal pavimento del ring della prima corda è di 46 cm, della seconda 76 cm, della terza 107 cm, della quarta 1,37 cm. Le corde devono essere rivestite da materiale morbido (spugna o altro) e vanno unite tra loro con altre corde (tendi corda) o nastri di ¾ cm di larghezza ad una distanza uguale l’una dall’altra in altezza ed in lunghezza. L’altezza delle scale dipende dall’altezza del ring. Dovrebbero essere tre. Due agli angoli ed una di fronte al tavolo di giuria per il dottore o altro.

Abbigliamento

I guantoni sono di pelle morbida e liscia e hanno un'imbottitura sul dorso. Il peso varia a seconda delle categorie: fino ai welters pesano 227 g (8 once); dai superwelters ai massimi il peso è di 284 g (10 once). Sotto i guantoni è consentito un bendaggio sulle mani, che deve lasciare scoperte le nocche. Per evitare disguidi i guanti vengono ispezionati dall’arbitro prima del match o negli spogliatoi o sul ring. L’eccezione e se i guantoni sono nuovi. I bendaggi verranno verificati e firmati dal presidente di giuria o dall’arbitro di gara prima dell’inizio delle competizioni. I bendaggi non possono contenere materiali potenzialmente lesivi o contundenti o non assimilabili a stoffa o nastro medico. I pugili indossano calzoncini con sotto una cintura protettiva, calzini e scarpe leggere senza punta rinforzata. Gli atleti durante le competizioni devono indossare solo pantaloncini tradizionali della Muay Thai e non di altre discipline da ring, essi indicano l’angolo di appartenenza : rosso, rosa, marrone, bianco oppure qualsiasi colore con strisce rosse indicano l’angolo rosso. Il Mongkon viene indossato per il Wai Kru prima del match e viene mantenuto fino al saluto centrale con il proprio avversario. Tutte le infrazioni riscontrate nell’abbigliamento portano alla squalifica. I bambini e ragazzi con età inferiore ai 18 anni, si potranno sia esibire in dimostrazioni che provare la pratica agonistica con protezioni complete.

Peso

Il peso degli atleti deve essere determinato senza vestiti e con il solo abbigliamento intimo. Il peso deve essere misurato nel sistema metrico decimale o se possibile attraverso bilancia elettronica. L’atleta dovrà avere un peso all’interno della categoria dichiarata. Se il peso è superiore potrà ripetere il peso dopo avere smaltito il peso eccessivo. Prima di ogni sessione di peso all'atleta è fatto obbligo di sostenere la visita medica d’idoneità. Il medico ingaggiato per la manifestazione deve certificare la buona salute fisica e l’idoneità a sostenere i combattimenti da parte degli atleti e non può essere responsabile per la validità del certificato medico.

Leggi anche: Tipologie di guanti da boxe

Regole addizionali

Vanno sempre favorite le competizioni sui 5 round in modo da promuovere lo stile di combattimento proprio della Muay Thai, il Mongkon è obbligatorio e và tenuto anche per il saluto dell’avversario al centro del ring. La distinzione tra dilettanti, amatori, semipro e pro è da intendersi come relativa alla modalità di svolgimento della gara ed alle capacità/abilità dell’atleta non tanto dovuta al numero di match svolti. I secondi durante l’intervallo devono verificare l’integrità dei pugili e devono avere diploma o attestato di qualifica UISP o un riconoscimento/iscrizione ad un albo o organizzazione approvata da questo settore e E.P.S. L’atteggiamento da tenere attorno al ring è di massimo rispetto per il ring stesso, la muay thai, gli atleti.

Squalifica di Entrambi i Pugili: Una Rara Eventualità

La squalifica di entrambi i pugili in un incontro è un evento raro, ma possibile. Questo può verificarsi quando entrambi i combattenti violano gravemente le regole in modo simultaneo o in rapida successione, rendendo impossibile la continuazione del match secondo i principi sportivi.

Motivi di squalifica reciproca

Ecco alcuni scenari in cui entrambi i pugili potrebbero essere squalificati:

  • Comportamento antisportivo simultaneo: Se entrambi i pugili si comportano in modo gravemente antisportivo contemporaneamente, come insultare ripetutamente l'arbitro, rifiutarsi di combattere o colludere per truccare l'incontro, l'arbitro potrebbe squalificarli entrambi.
  • Violazioni reciproche delle regole: Se entrambi i pugili commettono ripetutamente falli gravi l'uno contro l'altro, come colpi bassi intenzionali, testate o morsi, e l'arbitro ritiene che nessuno dei due stia rispettando le regole, potrebbe squalificarli entrambi.
  • Incapacità di combattere secondo le regole: Se entrambi i pugili dimostrano di non essere in grado di combattere secondo le regole, ad esempio a causa di ripetuti falli involontari o incapacità di seguire le istruzioni dell'arbitro, l'arbitro potrebbe squalificarli entrambi per garantire la sicurezza dei combattenti e l'integrità dello sport.
  • Rissa al di fuori del ring: In casi estremi, se entrambi i pugili sono coinvolti in una rissa al di fuori del ring che compromette la loro capacità di competere in modo sicuro e corretto, l'organizzatore dell'evento potrebbe squalificarli entrambi.
  • Uso di sostanze proibite: Se entrambi i pugili risultano positivi a test antidoping per l'uso di sostanze proibite, potrebbero essere squalificati entrambi per violazione delle regole antidoping.

Conseguenze della squalifica reciproca

Quando entrambi i pugili vengono squalificati, il risultato dell'incontro viene solitamente dichiarato "No Contest" (nessun risultato). Ciò significa che l'incontro non viene considerato valido ai fini delle statistiche e delle classifiche dei pugili. Inoltre, entrambi i pugili potrebbero subire sanzioni disciplinari, come multe o sospensioni, a seconda della gravità delle loro violazioni.

Ruolo dell'arbitro

L'arbitro ha un ruolo cruciale nel determinare se la squalifica di entrambi i pugili è giustificata. L'arbitro deve valutare attentamente le azioni dei pugili, la gravità delle loro violazioni e l'impatto sul corretto svolgimento dell'incontro. La decisione di squalificare entrambi i pugili è una decisione difficile che viene presa solo in circostanze eccezionali.

Leggi anche: Classifica e profilo dei pesi massimi più iconici

Altre cause di squalifica

Oltre alle circostanze che possono portare alla squalifica di entrambi i pugili, ci sono altre cause comuni di squalifica nel pugilato:

  • Colpi illegali: Colpire l'avversario sotto la cintura, alla nuca, ai reni o con parti del corpo diverse dal pugno (come la testa, il gomito o il ginocchio) è illegale e può portare alla squalifica.
  • Mancanza di rispetto per l'arbitro: Insultare, minacciare o disobbedire alle istruzioni dell'arbitro può comportare la squalifica.
  • Abbandono del combattimento: Un pugile che si rifiuta di combattere o abbandona volontariamente l'incontro può essere squalificato.
  • Intervento esterno: L'intervento di persone esterne al ring (come i secondi o il pubblico) può portare alla squalifica del pugile a cui stanno fornendo assistenza.
  • Violazione delle regole sull'abbigliamento: Tutte le infrazioni riscontrate nell’abbigliamento portano alla squalifica.

Evoluzione storica del pugilato e delle sue regole

Nel XVIII secolo, nel pugilato cominciarono a svilupparsi le prime tecniche di combattimento che fecero diventare questa attività sportiva uno sport vero e proprio e non solo un combattimento cruento. Nei primi anni del '700 il pugile inglese James Figg (1665-1740) concepì il pugilato come uno sport dove era più importante difendersi che attaccare. Lo stesso Figg fu il primo a definire il pugilato "noble art". James Figg può essere ricordato come il padre della boxe, che con la propria opera diffuse le esibizioni di pugilato e la sua iniziativa rese possibile l'apertura di molti altri anfiteatri in Inghilterra. Il pugilato ebbe un grande successo sia per il numero di praticanti che per il numero di sostenitori, tanto che l'Inghilterra fu il primo paese al mondo in cui nacque la figura del pugile professionista. Raggiungere la vittoria nel titolo di campione di Inghilterra significava raccogliere un enorme prestigio e vincere concrete somme di denaro. Il titolo di campione di boxe inglese dal '700 fino alla prima metà del XIX secolo fece la storia della boxe, e praticamente equivaleva al titolo di campione del mondo.

Un altro grande campione fu Jack Broughton, rimasto famoso nella storia per aver formulato le prime regole per la boxe nel libro "London Prize Ring Rules" pubblicato nel 1743 e per aver inventato i guantoni da combattimento. Introdusse la tecnica del colpire e ritirarsi e del fermarsi e bloccare il colpo avversario. Un'altra tappa importante alla fine del secolo è rappresentata da Benjamin Brain: da questo momento in avanti i campioni che si faranno strada nel pugilato si affronteranno con metodi completamente differenti dal passato. Si comincia a parlare di combattimento secondo schemi e metodi scientifici. Non si pone più affidamento sulla forza e la violenza dei colpi, ma l'attenzione si focalizza sull'utilizzo di una strategia per sconfiggere l'avversario. Ecco quindi che fanno la loro comparsa nuove tecniche di combattimento. A questo punto attorno alla boxe cominciano a ruotare notevoli interessi economici, fatti di rilevanti scommesse e ingenti premi in denaro. Per questo motivo si sentì l'esigenza di regole più rigorose. Nel 1867 il J.S.

tags: #entrambi #i #pugili #vengono #squalificati #regolamento

Post popolari: