Gorizia Pugile Vidoz: Una Storia di Sport, Sacrificio e Riscossa

La città di Gorizia, incastonata nel cuore del Friuli Venezia Giulia, è da sempre fucina di talenti sportivi. Tra questi, spicca la figura di Paolo Vidoz, un pugile che ha saputo portare lustro alla sua terra natale, conquistando una medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 e il titolo di campione europeo dei pesi massimi tra il 2005 e il 2006. La sua storia, però, è fatta anche di sacrifici, scelte difficili e una sorprendente riconversione nel mondo della ristorazione.

Gli Anni da Dilettante: La Nascita di un Campione

La passione per la boxe nasce in Paolo Vidoz nel 1984, durante le Olimpiadi di Los Angeles. Da quel momento, inizia un percorso fatto di impegno e dedizione, che lo porta a collezionare 114 vittorie, 19 sconfitte e 2 pareggi in 135 incontri da dilettante. Un ragazzino di paese, come si definisce lui stesso, che sogna di emulare i suoi idoli e di portare in alto i colori della sua città.

Tra il 1997 e il 2000, Vidoz conquista due bronzi Mondiali (1997 e 1999) e un argento all'europeo (2000), risultati che lo proiettano tra i favoriti per una medaglia alle Olimpiadi di Sydney.

Sydney 2000: Il Bronzo che Vale Oro

L'ultimo anno del II millennio fu anche quello che ospitò la XXVII Edizioni dei Giochi Olimpici, che si svolsero a Sydney in Australia. Il trentenne friulano, unico pugile rimasto dalla spedizione americana, si presentò a Sydney in un ottimo stato di forma psico-fisica. Superato il primo turno per sorteggio, si trovò di fronte lo statunitense Calvin Block, che Vidoz mise fuori gioco grazie a un montante al fegato. Dopo di lui, il pugile di Gorizia affrontò il nigeriano Samuel Pete, che sconfisse per 14-3. Con questa vittoria, Vidòz si era già garantito la medaglia di bronzo. Di tale metallo alla fine rimase il suo alloro, poiché in semifinale cedette al britannico Audley Harrison - che poi avrebbe conquistato l’oro - per 32-16.

Nonostante la sconfitta in semifinale contro il britannico Audley Harrison, poi vincitore dell'oro, Vidoz conquista una storica medaglia di bronzo, che mancava al pugilato italiano da diverse edizioni dei Giochi Olimpici. Un risultato che riempie di orgoglio Gorizia e l'intero Paese.

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Il Passaggio al Professionismo: Alla Ricerca del Sogno Americano

Dopo il successo olimpico, Vidoz decide di tentare la fortuna nel mondo del professionismo. Riceve una proposta dalla Germania e una dagli Stati Uniti, e sceglie di inseguire il "sogno americano".

"Hotel extralusso a Las Vegas i primi giorni, poi la qualità di vita si abbassa notevolmente. Ma non ho mollato, sono rimasto in America un paio d’anni. L’11 settembre 2001 l’ho vissuto a pochi chilometri dalle Torri gemelle. Non è facile la vita lì, i soldi che arrivano non sono mai quelli promessi."

L'esperienza americana, però, si rivela più difficile del previsto. Nonostante alcune vittorie, Vidoz non riesce a sfondare e decide di tornare in Italia, dove continua a combattere fino a 40 anni suonati.

Il Titolo Europeo e il Rimpianto del Mondiale

Rientrato in Europa, dopo la sconfitta con il mastodontico russo Valuev, che pure riuscì a far barcollare, arrivò la sua vittoria più prestigiosa, quella con l’altissimo peso massimo tedesco Timo Hoffman, brillantemente sconfitto ai punti in Germania.

"Sì, quello è il ricordo più bello in assoluto che conservo della mia carriera, perché con cinque o sei giorni di preavviso andare a fare un Europeo e vincerlo è stata veramente un’impresa. Io ero appena entrato nella classifica EBU grazie al matchmaker Alessandro Ferrarini, ma ero intorno alla ventesima posizione. Quando l’avversario di Hoffman si è tirato indietro, siccome mancavano pochi giorni al match, tutti i pugili che mi precedevano in classifica hanno rifiutato di prenderne il posto, mentre io ho accettato subito, nonostante i cinque giorni di preavviso, perché comunque mi stavo allenando ed ero preparato."

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Tra il 2005 e il 2006, Vidoz conquista il titolo di campione europeo dei pesi massimi, il coronamento di una carriera fatta di sacrifici e impegno. Nonostante questo, rimane il rammarico di non aver mai avuto la possibilità di combattere per il titolo mondiale.

"Il più grande rammarico della mia carriera, oltre a non aver vinto l’oro olimpico, che in quegli anni avrebbe potuto essere tranquillamente alla mia portata, è stato quello di non aver mai combattuto per il titolo mondiale tra i professionisti. Non dico vincerlo, perché a quei tempi con i fratelli Klitschko non c’erano grosse possibilità, ma disputarlo sarebbe stato ugualmente importante."

L'Addio al Ring e la Riconversione in Ristoratore

Nel 2011, Paolo Vidoz decide di appendere i guantoni al chiodo e di dedicarsi a una nuova passione: la cucina. Dopo aver partecipato alla prima edizione televisiva di Masterchef Italia, apre un agriturismo nella sua Lucinico, dove offre piatti della tradizione friulana preparati con ingredienti a chilometro zero.

"In tanti anni di box che ho fatto - ha raccontato Vidoz a Storie - si andava in giro per i tornei a combattere in giro per il mondo e mi piaceva assaggiare le varie cucine. Provengo da una famiglia contadina, per cui dalla terra al ristorante il passo è stato breve."

La sua attività riscuote successo, e Vidoz si reinventa ristoratore, mettendo a frutto la sua passione per la cucina e le sue origini contadine.

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Una Vita di Sacrifici e Riscossa

La storia di Paolo Vidoz è una storia di sport, sacrificio e riscatto. Un pugile che ha saputo portare in alto i colori della sua città, conquistando importanti successi a livello internazionale. Un uomo che, dopo aver appeso i guantoni al chiodo, ha saputo reinventarsi, trasformando la sua passione per la cucina in una nuova professione. Un esempio di come, con impegno e determinazione, sia possibile superare le difficoltà e raggiungere i propri obiettivi.

L'Amore per la Famiglia e l'Adozione in Armenia

Oltre alla sua carriera sportiva e alla sua attività di ristoratore, Paolo Vidoz è anche un padre amorevole. Insieme alla moglie Monica, ha adottato tre bambini in Armenia, Artythom, Artak e Hripsime, che sono diventati il centro della sua vita.

"Devo dare da mangiare a tre bambini molto affamati. Sono tre belve", dice Vidoz con un sorriso. "Prima era un gozzovigliatore con la voglia di fare il pugile. Ora fa il pugile con la voglia di non mollare. Ripete, non sempre per scherzo: «Devo sfamare quelle tre anime. Magari un giorno combatterò per la sagra del prosciutto."

L'adozione dei tre bambini ha cambiato la vita di Paolo Vidoz, rendendolo un uomo ancora più forte e determinato.

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