Recensioni de "Il cosmo sul comò": Un'analisi approfondita

È difficile mantenere alto il livello delle proprie opere nel tempo. Un capolavoro come "Tre uomini e una gamba" è inimitabile. Tuttavia, anche quest'ultimo sforzo dei mitici Aldo, Giovanni e Giacomo ha una buona personalità, e nonostante sia stato giudicato scadente dalla critica, molti lo hanno apprezzato.

Struttura e Contenuto del Film

Il film è composto da quattro episodi principali, collegati da scene che mostrano un improbabile maestro orientale, Tsu'nam (interpretato da Giovanni), alle prese con due divertenti discepoli, Puk e Pin (interpretati da Aldo e Giacomo), nel tentativo di insegnare loro la spiritualità sotto un gingko biloba, utilizzando una canna di bambù come "persuasore".

Episodi e Tematiche

Gli episodi mostrano con la consueta leggerezza e magistrali interpretazioni l'umanità, con i suoi pregi e difetti, in un alternarsi di situazioni surreali ma non troppo. Tra questi spiccano:

  • Milano Beach: Giacomo cerca in tutti i modi di diventare padre, accettando persino di farsi umiliare da vari e strambi ginecologi. Giovanni interpreta un padre preciso e insopportabile, mentre Aldo è isterico, distratto e in continua lotta con la suocera. Questo episodio, con la partecipazione di Victoria Cabello, presenta uno sketch in cui i protagonisti sono soggetti di quadri esposti in una pinacoteca, che per divertimento sfottono un loro compagno quadro ritraente Napoleone e fuggono dalle loro cornici.
  • L'autobus del peccato: Ambientato in una parrocchia di paese, vede Giovanni nei panni di un cappellano furbo che divide le offerte in chiesa secondo un preciso criterio: una piccola parte al Signore, una parte alla chiesa (edificio in decadenza) e la maggior parte al suo "fondo benessere".
  • Falsi prigionieri: In un museo goticheggiante stile Harry Potter, Aldo, Giovanni e Giacomo sono personaggi ritratti in austeri dipinti. Per magia, ciascuno dalla sua tela, i tre parlano e fanno anche pernacchie, adoperandosi per evadere dalla loro cornice.
  • Temperatura basale: Giacomo e la moglie non riescono ad avere figli. Vittimizzato da ginecologhe e psicologhe, Giacomo ha un'unica possibilità: dare una chance ai suoi gracili spermatozoi ogni volta che il test della moglie riscontri la giusta temperatura basale.

Interpretazioni e Cameo

Le interpretazioni sono magistrali, con Debora Villa (la Patti di "Camera Cafè") nel ruolo della moglie esasperata di Giovanni in "Milano Beach", Luciana Turina come suocera di Aldo nello stesso episodio, Victoria Cabello interprete del ritratto "La dama con l'ermellino" e Silvana Fallisi in vari sketch. Da segnalare anche il cameo dello stesso regista, Marcello Cesena, nei panni dello sfigatissimo Jean Claude di "Sensualità a corte".

Punti di Forza e Debolezze

Continuità con lo Stile di Aldo, Giovanni e Giacomo

Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti continuano a far ridere con trovate indimenticabili e con la loro solita capacità di farci vedere il lato divertente di ogni situazione, facendoci ridere perché è inevitabile, almeno una volta, riconoscersi in uno dei loro personaggi o in una delle loro storie. Scelgono, come hanno sempre fatto, la quotidianità. Pochi come Aldo, Giovanni e Giacomo sanno farci ridere delle nostre stesse debolezze.

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Critiche e Rivalutazioni

Forse il vero problema de "Il cosmo sul comò" è che non aveva speranze fin dall'inizio. Il film è considerato un episodio minore che non è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nell'immaginario collettivo. Tuttavia, questo potrebbe essere visto come una medaglia d'onore, poiché il film esce dal seminato, scompiglia gli equilibri e mette Aldo, Giovanni e Giacomo alla prova con situazioni diverse da quelle che hanno fatto la loro fortuna.

La struttura a episodi è stata indicata come un errore e una delle principali debolezze del film, causando una mancanza di uniformità e coerenza. In realtà, l'idea di resettare non solo le situazioni ma anche i personaggi a ogni nuovo ciclo funziona: tutte e quattro le storie sono variazioni sul tema indicato dal titolo, ma abbastanza diverse tra loro da reggersi anche senza bisogno della cornice.

Un difetto della storia del maestro Tsu'Nam e dei suoi discepoli Pin e Puk è che è soprattutto un esercizio di stile, un divertissement un po' ombelicale e un po' scollegato dal resto del film. È facile immaginare gli altri quattro episodi come parabole che il maestro racconta ai discepoli, ma questo dettaglio non viene mai esplicitato.

Confronto con Altre Opere

La carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo è da sempre costruita su sketch di breve o media durata. Rispetto a quelli classici, gli episodi de "Il cosmo sul comò" hanno riferimenti completamente diversi, guardando a certe commedie italiane del passato, ma anche al neorealismo e soprattutto a quello straordinario incontro tra le due istanze che erano i film di Don Camillo e Peppone. Hanno anche un piglio più chiaramente cinematografico, un arco narrativo ben definito, una struttura identificabile che spesso mancava negli sketch del passato.

Di conseguenza, fanno meno ridere istantaneamente, hanno meno battute fulminanti, e sono costruiti per accumulo di situazioni e liberazione finale. "Milano Beach" è una storia tipicamente milanese con un finale da realismo magico, mentre Aldo interpreta per la prima volta un personaggio aggressivo e prevaricatore. "L'autobus del peccato" ha bisogno di tempo per crescere e raccogliere energia prima dell'esplosione, ed è un piccolo e plausibile ritratto di vita di città-ma-non-centro.

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Episodio Debole: "Falsi Prigionieri"

"Falsi prigionieri" è l'episodio più debole del lotto, basandosi su gag e tormentoni ripetuti allo sfinimento e non particolarmente originali. Il tormentone della pernacchia a Napoleone non è simpatico e tutto pare un po' raffazzonato.

Aspetti Positivi e Negativi

"Il cosmo sul comò" evita la volgarità da cinepanettone, ma il film ad episodi è sempre un'operazione di ambizione circoscritta rispetto allo sviluppo di un'unica storia compiuta. Aldo, Giovanni e Giacomo evitano ormai da qualche anno la sfida (l'anno scorso "Anplagghed al cinema" si limitava a dar veste cinematografica al loro spettacolo teatrale).

Analisi degli Episodi

  • Milano Beach: I tre comici, con le rispettive famiglie, fronteggiano lo stress della partenza per le vacanze. Giovanni è un pianificatore ossessivo mal sopportato da moglie e figli, Aldo è in lite con la suocera e Giacomo è succube della consorte.
  • L'autobus del peccato: In una parrocchia, dei soldi arrivano in forma di refurtiva abbandonata. Il prete dovrà scendere a patti con la sua coscienza, mentre il sacrestano Giovanni si farà meno scrupoli. Aldo troverà come far buon uso del denaro agli occhi della sua bella.
  • Falsi prigionieri: In un museo goticheggiante, Aldo & company sono personaggi ritratti in austeri dipinti che parlano e fanno pernacchie, adoperandosi per evadere dalla loro cornice.
  • Temperatura basale: Giacomo e la moglie non riescono ad avere figli. Vittimizzato da ginecologhe e psicologhe, Giacomo ha un'unica possibilità: dare una chance ai suoi spermatozoi ogni volta che il test della moglie riscontri la giusta temperatura basale.

Valutazione Complessiva degli Episodi

"Temperatura basale" è l'unico capitolo che faccia davvero ridere e il più vicino alle cose migliori della ditta. Come in "Tre uomini e una gamba", "Chiedimi se sono felice" e "Tu la conosci Claudia?", Aldo, Giovanni e Giacomo danno il meglio quando toccano corde profonde e accendono la miccia di un umorismo animato da stizzito buon senso.

In "Milano Beach", invece, un'idea surreale e poetica è sviluppata in modo chiassoso, con troppe scene ripetitive. Nel capitolo di ambientazione parrocchiale, i tormentoni non decollano. Il passaggio al museo resta un super sketch più che un pezzo di vero cinema.

Il Contesto nella Filmografia del Trio

Dei tanti comici televisivi italiani che hanno fatto il salto sul grande schermo, Aldo, Giovanni e Giacomo sono senza dubbio i più ambiziosi e "colti". Dopo il divertentissimo esordio con "Tre uomini e una gamba", hanno sempre cercato di proporre qualcosa di nuovo, di reinventarsi e di alzare il tiro.

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Dai finali vagamente new age di "Così è la vita" a quelli metacinematografici di "Chiedimi se sono felice", sino alle incursioni nel gangster movie anni '40 con "La leggenda di Al, John & Jack" e all'esperimento di "teatro al cinema" con "Anplagghed", i tre comici hanno cercato di "aggiustare" e curare maggiormente la confezione dei loro film. Anche i loro film meno riusciti possiedono quel guizzo che li rende più simpatici e meno indigesti di tanti prodotti analoghi.

"Il cosmo sul comò" è il loro sesto lungometraggio (settimo, se si conta "Anplagghed") e, è il meno riuscito e il meno divertente. La struttura è ad episodi, come in tanta commedia italiana, ma la sensazione è che queste storie necessitassero di più spazio per convincere davvero. Il segmento che dà il titolo al film sembra la fotocopia di una loro vecchia gag televisiva, e non se ne capisce l'inclusione in questo contesto.

Analisi Dettagliata degli Episodi

  • Milano Beach: Uno sketch appena abbozzato in cui Aldo, Giovanni & Giacomo si divertono ad impersonare tre macchiette popolari alle prese con la "partenza intelligente" per il mare, che finiranno per campeggiare dentro un deserto San Siro. Manca ritmo e i comprimari sono antipatici.
  • L'autobus del peccato: Ha una sceneggiatura più strutturata, e verte sulle vicende che circondano una piccola parrocchia di paese. Giacomo è il generoso prete, Giovanni il sacrestano avido e Aldo un parrocchiano impacciato a cui capiterà in mano una valigetta piena di soldi. Manca coraggio e verve.
  • Falsi Prigionieri: È soprattutto uno sfoggio di tecnica, ma manca la risata. Il tormentone della pernacchia a Napoleone non è simpatico.
  • Temperatura basale: Finalmente il trio è a suo agio. Sapiente utilizzo del montaggio, pochi trucchi ed effetti digitali invadenti, una sceneggiatura semplice eppure capace di toccare con simpatia e partecipazione temi seri e attuali, una galleria di comprimari decisamente riuscita (a partire dall'insuperabile Angela Finocchiaro).

A conti fatti la media è in negativo, ma nonostante ciò non ci si sente di castigare eccessivamente il trio. Forse ci si aspetta sempre un po' troppo da loro. Magari in futuro avranno il coraggio necessario per affidarsi ad un vero regista, e la maturità giusta per equilibrare risate e tecnica.

Critiche e Accoglienza

Dopo una serie di film convincenti, Aldo, Giovanni e Giacomo sembrano aver imboccato una china pericolosa. La loro capacità di proporre anche sul grande schermo una comicità diversa, lontana dalla scurrilità gratuita e ripetitiva o dall'insipido qualunquismo, risiedeva in una serie di fattori che stanno sbiadendo poco alla volta.

L'idea di spezzettare il film poteva produrre risultati più soddisfacenti, se giocata con maggior accortezza. Peccato che i folgoranti tempi comici di Marcello Cesena male si siano integrati con la declinante vena umoristica del terzetto. Non è forse un caso che il cameo quasi subliminale di Marcello Cesena arricchisca l'episodio più bizzarro, e fondamentalmente riuscito, dell'intera pellicola: "Falsi prigionieri".

Si è accennato solo ad alcuni tra i comprimari inseriti nei vari segmenti del film, ma il fatto che certe apparizioni non regalino nel complesso il necessario mordente, è un altro indizio della drammaturgia boccheggiante che caratterizza gli sketch. Segnali di ripresa emergono qua e là, disordinatamente. Ma l'impressione è che dirottare sempre di più gli interventi della produzione verso scenografie, musiche, ritocchi in computer grafica, non contribuisce a rivitalizzare le risorse espressive del trio.

Per Aldo, Giovanni e Giacomo sarebbe forse auspicabile un ritorno alla semplicità, così da assicurare nuovamente un respiro autonomo e personale alla loro vis comica, un tempo travolgente.

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