L'Ultimate Fighting Championship (UFC) è l'organizzazione di arti marziali miste (MMA) più importante al mondo. Conquistare una cintura di campione UFC significa raggiungere l'apice nello sport delle MMA. Questo articolo approfondisce le regole e i criteri di valutazione dell'UFC, spiegando come si vincono i round e gli incontri, e cosa comporta essere un campione.
Il sogno di ogni fighter: la cintura UFC
Ogni combattente di MMA sogna di diventare campione UFC. La cintura dell'Ultimate Fighting Championship rappresenta l'eccellenza assoluta nelle arti marziali miste. Solo pochi atleti riescono a raggiungere questo ambito traguardo: il roster della UFC contiene circa 600 fighters, ma ci sono solo 11 cinture di campione del mondo disponibili, sommando le categorie maschili e femminili.
Oltre a essere un simbolo di qualità sportiva, la cintura UFC offre anche vantaggi economici. I campioni in carica hanno diritto ai cosiddetti "PPV Points", ovvero percentuali sugli incassi generati dalle vendite dei pay-per-view. Per arrivare alla "title shot", un fighter deve farsi strada vincendo singoli incontri di difficoltà crescente, scalando la Top 15 della sua classe di peso. In rari casi, alcuni atleti, già noti al di fuori della UFC, possono ottenere un'opportunità titolata con pochissimi match o addirittura zero.
A differenza della boxe, dove i titoli mondiali sono sanzionati da enti esterni, la cintura UFC è creata e gestita direttamente dalla promotion. Questo permette maggiore libertà nel matchmaking degli incontri titolati e uno stretto legame tra scelte di business e scelte sportive. Tuttavia, questa connessione può generare situazioni controverse, come l'istituzione del campione ad interim o l'invenzione di nuovi titoli.
Titolo UFC ad interim: una cintura provvisoria
Il titolo "ad interim" è un titolo provvisorio che viene creato quando il campione di una specifica classe di peso è impossibilitato a difendere la cintura per un lungo periodo, solitamente a causa di infortuni. In questa situazione, ci sono due campioni in carica nella stessa divisione.
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La questione si risolve in due modi:
- Un incontro di unificazione dei titoli: il campione ufficiale affronta il campione ad interim, e la cintura ad interim viene poi eliminata.
- Il campione ad interim viene elevato direttamente a campione ufficiale, mentre al precedente campione ufficiale viene tolto il titolo d'ufficio.
Non esiste un regolamento preciso che stabilisce le tempistiche o quale scenario scegliere, quindi ogni caso viene valutato singolarmente dalla promotion.
Il titolo BMF e le cinture "defunte"
Nel 2019, la UFC ha creato anche il titolo BMF, acronimo di "Baddest Motherf*cker". Si tratta di un titolo onorifico senza reale valore sportivo, che non appartiene a una classe di peso precisa e che viene messo in palio in occasioni particolari tra fighters considerati molto spettacolari e mediatici dalla promotion.
Regole generali dell'UFC
L'UFC, acronimo di Ultimate Fighting Championship, è un'organizzazione di arti marziali miste (MMA) con sede a Las Vegas. Inizialmente, l'obiettivo era individuare il miglior combattente al mondo aprendo a una lotta che includesse qualsiasi stile, in linea con il modello della vale tudo brasiliana. Con il tempo, l'inserimento di regole si è reso necessario per creare uno spettacolo di entertainment più in linea con i gusti del pubblico.
I match nell'UFC sono composti da tre o cinque round della durata di cinque minuti ciascuno. Gli incontri più importanti (main event) e quelli decisivi per l'assegnazione del titolo hanno cinque riprese, mentre tutti gli altri si fermano a tre. I combattimenti avvengono in una gabbia di forma ottagonale (The Octagon) limitata da pareti reticolari metalliche alte 1,8 metri. La gabbia ha un diametro di 9,1 metri e diverse imbottiture proteggono i lottatori.
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Rispetto alle origini, sono state inserite diverse regole per rendere lo show più eticamente corretto. Ad esempio, ci sono una serie di comportamenti ritenuti scorretti che portano immediatamente alla squalifica.
Assegnazione dei punti: come si vince un round
Per comprendere bene l'assegnazione dei punti in un incontro di UFC, bisogna partire dalla vittoria di un singolo round. Negli sport di combattimento in generale, i giudici stabiliscono un vincitore e un perdente del round. Al primo vengono assegnati 10 punti, mentre al secondo solo nove o anche meno. In caso di parità, l'incontro termina con il punteggio di 10 a 10.
Nell'Ultimate Fighting Championship è richiesta la presenza di un cronometrista che tiene traccia dell'inizio di ogni round e del numero dei round combattuti, ferma e inizia il tempo in corrispondenza dei time-out e segnala la fine del match. È obbligatorio l'utilizzo di una sirena dal rumore sufficientemente forte.
L'arbitro può interrompere il tempo di un incontro per i seguenti motivi:
- Perdita di equipaggiamento da parte del lottatore.
- Problemi fisici causati da falli.
- Necessità di intervento medico.
- Fine di un round o dell'incontro.
Il punto di partenza per i giudici è l'imparzialità. Una volta certificata questa, devono determinare il vincitore di un incontro arrivato alla fine del tempo massimo in base ai seguenti criteri:
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- Colpi puliti: Lo striker che colpisce più forte con colpi efficaci merita più credito rispetto al numero totale dei colpi messi a segno.
- Grappling effettivo: Gli atterramenti dell'avversario devono essere valutati se avvenuti in modo pulito.
- Controllo dell'ottagono: La capacità di un atleta di dettare il ritmo, il luogo e la posizione in cui avviene il combattimento.
- Aggressività effettiva: Premia chi prende l'iniziativa e cerca di attaccare per primo.
Le MMA: uno sport completo
Le Mixed Martial Arts (MMA) sono lo sport di combattimento a contatto pieno più completo e il sistema migliore per il combattimento reale a mani nude e per la difesa personale. Il combattimento di MMA si svolge sia in piedi che a terra, con l'utilizzo di tecniche di grappling (portate a terra, strangolamenti, leve articolari) e di striking (pugni, calci, gomitate, ginocchiate).
Le MMA hanno smascherato le arti marziali-truffa, ossia quelle che fanno credere che si possa imparare a difendersi senza combattere mai. Le prime competizioni di MMA hanno dimostrato che tutte le arti marziali che non prevedono competizioni agonistiche non sono efficaci nel combattimento reale. Le MMA offrono quindi la migliore conoscenza a chi desidera studiare il combattimento realistico e la difesa personale.
Come guardare un incontro di MMA
Le MMA moderne nascono negli anni '90 per rispondere alla domanda: "chi vincerebbe tra un pugile e un karateka? È meglio la lotta o la kickboxing?". Oggi le MMA sono diventate un fenomeno mondiale e hanno successo anche come sport amatoriale per migliorare il proprio fisico, scaricare lo stress ed anche per la difesa personale.
Nei combattimenti di MMA e negli allenamenti in coppia è sempre obbligatorio usare paradenti e protezione inguinale. Negli sparring e nei combattimenti sono obbligatori i guanti a dita libere (da 4 once per i professionisti, da 6 per i dilettanti e nelle MMA Light).
Sul piano mentale, le MMA insegnano il controllo della rabbia, a vincere le proprie paure, a prendere decisioni immediate e sotto stress ed il senso di responsabilità.
Allenamento nelle MMA
Lo schema di un allenamento tipo differisce tra amatori e dilettanti sostanzialmente solo per durata ed intensità.
- Preparazione atletica: Consiste in un numero di round uguali per numero e durata a quelli di un combattimento di MMA o di poco più lunghi. Ogni round è una successione no stop di esercizi che prevedono uno sforzo sia aerobico sia muscolare.
- Sparring: Una simulazione di combattimento tra compagni di palestra, eseguita senza portare i colpi a piena potenza per evitare traumi.
Nei match e negli allenamenti di MMA si indossano pantaloncini larghi che permettono la massima libertà di movimento delle gambe. Negli allenamenti e nei match dilettanti di MMA si indossa anche una maglietta in materiale traspirante ed aderente, in gergo "rash guard".
Allo stesso tempo, le MMA fanno lavorare molto anche la muscolatura e quindi tonificano e rassodano.
MMA per tutti
Le MMA sono praticate sia da uomini sia da donne, queste ultime sono anzi in continuo aumento dati i vantaggi psicofisici di questo sport. L'agonismo può cominciare a 14 anni per entrambi i sessi con le MMA Light. Le strutture più grandi hanno inoltre attività per bambini più piccoli, della fascia d'età della scuola primaria. In questo caso si tratta di attività propedeutica e non di MMA vere e proprie. In pratica, si svolge una preparazione atletica mirata a sviluppare un fisico adatto alle MMA.
Va sfatato il mito che nelle MMA di oggi sia possibile utilizzare qualunque tecnica. Infatti, le MMA moderne sono uno sport che segue regolamenti internazionali ben precisi. A queste limitazioni, tra i dilettanti si aggiunge il divieto di ginocchiate in faccia e di usare i gomiti. Inoltre, si praticano le MMA Light.
I combattimenti professionistici di MMA durano 3 riprese da 5 minuti l’una con 1 minuto di riposo tra i round. Quando c’è un titolo in palio i round diventano 5. Invece, tra i dilettanti, la durata si riduce a 3 round da 3 minuti.
Sicurezza nelle MMA
L’area di gara, in gergo chiamata “gabbia”, è un ring sopraelevato, con tappeto imbottito per attutire le cadute. Di solito è di forma ottagonale ma a volte anche circolare o quadrata. È delimitato da una rete o, sempre più raramente, da corde come i ring di pugilato. L’uso della rete si è imposto per ragioni di sicurezza in quanto garantisce che gli atleti non cadano all’esterno durante le fasi di lotta.
Tutti gli atleti di MMA devono utilizzare protezione inguinale, paradenti e guanti a dita libere che permettano la presa con le mani. Questi guanti pesano 4 once nei professionisti e 6 nei dilettanti.
Per poter combattere, anche nelle MMA Light, è necessario superare apposite visite mediche. Durante un evento di MMA devono essere sempre presenti un medico specializzato in medicina dello sport ed un’ambulanza. Prima di ogni match gli atleti vengono visitati per verificare eventuali impossibilità momentanee a combattere (ad esempio uno stato febbrile). Il medico di gara può far fermare un match in qualunque momento se ritiene in pericolo l’incolumità di un atleta.
UFC applica a tutti i suoi atleti i controlli dell’agenzia antidoping americana (USADA). Tra i dilettanti a livello internazionale la I.MMA.F ed in Italia la F.I.G.MMA utilizzano i protocolli dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA).
Sono vietati i match di MMA tra atleti di sesso diverso e tra professionisti e dilettanti. Si può combattere a contatto pieno, sia da professionisti sia da dilettanti, a partire dai 18 anni. Il limite si abbassa a 14 anni per le MMA Light.
Requisiti fisici e controindicazioni
Per praticare MMA a livello amatoriale, dilettantistico o professionale i requisiti fisici sono gli stessi richiesti per la Kickboxing e tutti gli altri sport da combattimento. Per gli amatori è sufficiente il certificato di buona salute del medico di base mentre per i combattimenti sono previste le visite mediche di cui abbiamo parlato sopra. In particolare, non può praticare MMA, nemmeno a livello amatoriale, chi è afflitto da malattie trasmissibili col sangue e la saliva o chi ha un forte deficit visivo, anche se in un solo occhio. La continuità dello sforzo aerobico, anche per gli amatori, può rendere le MMA pericolose per i cardiopatici. Essendo sport da contatto, le MMA sono da evitare per chiunque soffra di patologie circolatorie che rendono pericoloso il subire ematomi. Non sono indicate per chi soffre di gravi patologie alla colonna o alle articolazioni, affetti da fragilità ossea ed ovviamente agli emofiliaci ed alle donne in gravidanza. Comunque, la decisione in merito spetta al medico sportivo dopo valutazione del quadro clinico generale.
Storia delle MMA
Le radici delle MMA sono nell’antico pancrazio greco. La disciplina venne introdotta nei Giochi olimpici del 648 AC. In essa non solo si combinavano il pugilato e la lotta, ma il regolamento consentiva agli atleti di utilizzare ogni tecnica possibile per sconfiggere l’avversario. Il pancrazio si diffuse poi anche nella società romana e gli atleti greci spesso combattevano nelle arene.
Fino al XVIII secolo non si ha più notizia di competizioni simili alle MMA. È solo nel ‘700, in Nord America, che si organizzano per la prima volta dei combattimenti senza regole detti “rough and tumble”, espressione traducibile come “rissa” essendo da considerare più un duello a mani nude che uno sport. È solo nell’800, soprattutto negli USA, che si cominciano ad organizzare degli incontri con poche regole tra praticanti di sport da combattimento diversi. Di solito si trattava di sfide tra pugili e lottatori. Infatti, il primo match documentato avvenne nel 1887 negli USA tra il campione mondiale dei pesi massimi di boxe John L. Sullivan ed il campione di lotta William Muldoon. Vinse Muldoon in soli due minuti. Tuttavia, queste sfide andarono pian piano sparendo da inizio ‘900 dato lo sviluppo di sport da combattimento codificati come boxe e lotta olimpica.
L’unica eccezione fu il Brasile. Qui negli anni ’20, i fratelli Gracie impararono l’arte giapponese del Ju Jitsu da Mitsuyo Maeda, un maestro nipponico che girava il Mondo per combattere con praticanti di altre discipline. Dopo il suo ritorno in patria, i Gracie continuarono ad organizzare sfide con atleti di lotta, karate, capoeira, boxe ed altre arti marziali. Venivano chiamate match di vale tudo, in portoghese “vale tutto”, dato che a parte i colpi sui punti vitali come la gola era permesso davvero quasi tutto.
MMA in Italia
È a fine anni ’90 che nel nostro Paese si organizzano i primi eventi di MMA. Per la verità questa sigla non era stata ancora creata e si parlava di solito di eventi di free fight (combattimento libero). A causa della limitata diffusione di internet si sapeva ben poco di quanto accadeva negli USA ed i regolamenti erano in pratica improvvisati volta per volta. La svolta arriva nel 2005 quando Alessio Sakara è il primo italiano nella storia a debuttare in UFC. Il suo traguardo personale cattura l’attenzione di tutto il mondo delle arti marziali italiane ed iniziano a nascere le prime palestre e federazioni di MMA nella Penisola. A fine anni 2000, la FIJLKAM, la federazione del CONI che gestisce lotta, judo e karaté dà incarico alla F.I.G.MMA (Federazione Italiana Grappling ed MMA) di gestire questo sport in Italia. Nel 2016, organizza il suo primo evento in terra italiana Bellator, la promotion principale concorrente di UFC. Oggi, diversi atleti italiani combattono con ottimi risultati nella stessa UFC e nei principali circuiti mondiali.
Come si giudica un incontro di MMA: i criteri di valutazione
Uno degli aspetti più complessi e affascinanti delle arti marziali miste sono i criteri di valutazione che portano all’assegnazione di un punteggio alla fine di ogni round. Nelle MMA (e negli sport da combattimento in generale) ogni round fa storia a sé. I giudici sono chiamati a esprimere una valutazione e a stabilire un vincitore e un perdente del round. Al vincitore si assegnano 10 punti, al perdente 9 punti o meno.
A partire dal 1 gennaio 2017 sono state introdotte delle nuove regole nelle MMA, che hanno in parte rivoluzionato i criteri di assegnazione dei round e introdotto qualche altra novità riguardo i falli e altre tecnicità.
I tre criteri di valutazioni non hanno pari importanza, ma sono classificati in ordine gerarchico:
- Striking e grappling effettivo: Si guarda tutti quei colpi legali e tutte quelle fasi a terra che hanno un impatto immediato o cumulativo per decretare la fine dell’incontro. I colpi dall’impatto immediato hanno un peso maggiore rispetto a quelli cumulativi. Per striking si intende l’insieme delle azioni che colpiscono l’avversario (pugni, calci, gomitate, ginocchiate). Va sotto la definizione di grappling, invece, tutto il resto delle azioni che si vedono durante un combattimento di MMA. Non basta portare a segno un takedown perché venga riconosciuto il proprio grappling come effettivo, ma bisogna fare in modo che quel takedown venga seguito da un’azione che porta danni all’avversario o al miglioramento della propria posizione.
- Aggressività: Entra in scena solo e solamente quando striking e grappling effettivo sono alla pari. I giudici tenderanno a premiare chi ha preso l’iniziativa e ha tentato di attaccare per primo.
- Controllo dell'ottagono: Se anche l'aggressività è alla pari, si guarda chi ha tenuto il centro dell’ottagono oppure ha stabilito dove si svolgeranno le fasi dell’incontro.
Se un lottatore vince un round con poco margine di vantaggio, allora il giudice gli assegnerà il round per 10-9. La situazione si complica quando uno dei due fighter vince il round con un margine di vantaggio più marcato: entrano allora in ballo i famosi round da 10-8. Per i round 10-8 i giudici devono tenere in mente altri tre elementi:
- Impatto (o danno): Danni visibili provocati da un atleta all’altro (tagli, contusioni, ematomi).
- Domino: Chi attacca in piedi oppure a terra e migliora costantemente la sua posizione e tenta di chiudere l’incontro.
- Durata: La quantità di tempo passata da uno dei due lottatori in posizioni di vantaggio oppure di attacco.
Alla fine dei tre round, si passa al conteggio dei cartellini. I possibili esiti sono sei:
- Vittoria per decisione unanime: Tutti e tre gli arbitri sono d’accordo nell’assegnare la vittoria a uno dei due contendenti.
- Vittoria per decisione non unanime: Solo due giudici su tre assegnano la vittoria a uno dei fighter e il terzo giudice all’avversario.
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