I Migliori Pugili Thailandesi di Tutti i Tempi: Un Viaggio tra Muay Thai e Boxe

La Muay Thai, antica arte marziale thailandese, affonda le sue radici in secoli di storia e tradizione. Nata come metodo di autodifesa e perfezionata sui campi di battaglia, si è evoluta nel tempo, diventando uno sport nazionale e un simbolo dell'identità culturale thailandese. Negli ultimi decenni, la Muay Thai ha guadagnato popolarità a livello internazionale, attirando l'attenzione di appassionati e atleti di tutto il mondo. Parallelamente, alcuni pugili thailandesi hanno compiuto con successo la transizione dalla Muay Thai alla boxe occidentale, ottenendo risultati notevoli e contribuendo a diffondere la fama delle arti marziali thailandesi.

Origini e Evoluzione della Muay Thai

Le origini della Muay Thai si perdono nella notte dei tempi. Diverse versioni ne narrano la storia, ma tutte concordano sul suo ruolo fondamentale come metodo di autodifesa utilizzato negli scontri tra tribù nomadi e nelle guerre che hanno segnato la storia della Thailandia. Gran parte della storia scritta è andata perduta durante il saccheggio dei templi nel XIV secolo, ma i pochi volumi sopravvissuti sono oggi considerati tesori nazionali.

Inizialmente, l'obiettivo principale era quello di sfinire e uccidere il nemico nel minor tempo possibile, preservando le energie. Gli insegnamenti venivano tramandati di padre in figlio e dai soldati anziani ai più giovani. La monarchia thailandese ha sempre avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della disciplina, organizzando feste e tornei spettacolari.

Nel corso degli ultimi 100 anni, grazie alla sua popolarità in Thailandia, la Muay Thai ha ottenuto riconoscimenti e visibilità a livello internazionale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i soldati thailandesi entrarono in contatto con quelli di altre nazioni, che ribattezzarono la Muay Thai "Siam Boxing" o "Le Sport Orient". I soldati europei e americani rimasero affascinati dallo stile di lotta e ne appresero le basi, diffondendole nei loro paesi d'origine.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, la Muay Thai si espanse rapidamente e furono introdotte le prime regole formali per regolamentarla: gli spazi aperti furono sostituiti da aree delimitate, gli incontri furono divisi in 5 round con limiti di tempo e furono integrate le classi di peso per gli atleti. Nacquero così i primi stadi, come il Lumpini a Bangkok, considerato un luogo sacro per la disciplina.

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In Thailandia, i professionisti si allenano molte ore al giorno, iniziando a combattere da bambini e raggiungendo anche 130 incontri prima dei 25 anni. Molti lo fanno per sostenere economicamente le loro famiglie, guadagnando cifre minime che li spingono ad allenarsi duramente per affrontare numerosi incontri in tempi brevi. A causa dei ritmi di allenamento e di combattimento intensi, le carriere dei fighter thailandesi non sono lunghe, ma sono noti per la loro capacità di sopportare il dolore e le lesioni.

Leggende e Figure Iconiche

La Muay Thai è intrisa di leggende e figure iconiche che ne hanno segnato la storia e contribuito a diffonderne il prestigio.

Re Sri Saan Petch, soprannominato "il re Tigre", amava partecipare ai tornei con una maschera da tigre per combattere ad armi pari con gli avversari.

Re Naruesan, nel 1560, venne catturato dai birmani e sfidò i migliori guerrieri per riottenere la libertà, sconfiggendoli uno ad uno e diventando un eroe nazionale.

Nai Khanom Tom, un combattente imprigionato nel 1767, durante le celebrazioni per la vittoria dei birmani, sconfisse facilmente sia il suo avversario che altri 10 guerrieri, impressionando il re birmano.

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Queste leggende e figure iconiche hanno contribuito a creare un'aura di fascino e rispetto attorno alla Muay Thai, alimentando la passione di generazioni di combattenti e appassionati.

L'Adattamento alla Boxe Occidentale

Nel 1929, una legge del governo thailandese impose la transizione dalla Muay Thai tradizionale, praticata con le mani bendate con corde di cotone grezzo, al combattimento con i guantoni da boxe occidentale. Questo cambiamento epocale trasformò l'antica arte marziale in uno sport regolamentato, strutturato secondo le linee guida della boxe occidentale.

Il re thailandese dell'epoca, Rama VII, educato in prestigiose istituzioni britanniche, vedeva la Gran Bretagna come un modello culturale da seguire, e lo sport non faceva eccezione. La neonata Muay Thai combinava l'antica arte militare dei guerrieri siamesi con le abilità scientifiche della boxe inglese.

Le nuove regole prevedevano l'introduzione di guanti imbottiti, un ring standard con pavimento in tela e corde, un arbitro all'interno del ring e due giudici di sedia. I pugili dovettero adattare le loro tecniche di combattimento, integrando lo stile di pugilato scientifico proveniente dall'Occidente.

Gli insegnanti thailandesi compresero rapidamente il valore tecnico della boxe occidentale e crearono un nuovo stile di combattimento adatto al nuovo contesto. La struttura tecnica dell'antica Muay (Muay Boran) era così ben strutturata che i combattenti thailandesi non ebbero difficoltà ad adattarsi al sistema occidentale.

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Con il passare degli anni, lo "stile thailandese" di boxe internazionale divenne sempre più apprezzato in tutto il mondo. A partire dagli anni '70, alcuni pugili thailandesi eccezionalmente dotati, provenienti da un solido background di Muay Thai, fecero irruzione nella scena sportiva.

Questi campioni iniziarono una carriera di pugilato professionistico dopo aver raggiunto il livello più alto nella Muay Thai. Il loro stile enfatizzava l'uso dei pugni, ma ciò non implicava una tecnica di Muay Thai limitata. Al contrario, possedevano un ricco bagaglio tecnico fatto di calci, ginocchiate e gomitate. Tuttavia, dedicando tutto il loro tempo ed energie alla boxe, raggiunsero una specializzazione tecnica che li portò rapidamente in cima alle classifiche professionistiche.

Stili di Boxe

Prima di analizzare i record e le caratteristiche tecniche dei migliori campioni thailandesi, è importante capire come lo stile di ogni pugile differisca da tutti gli altri. La boxe, pur rimanendo una scienza, può essere interpretata in modi diversi dagli atleti d'élite.

Secondo il campione del mondo dei pesi massimi Joe Frazier, i tre stili di boxe di base sono:

  • Boxer (tecnico): Pugile che fa della tecnica e dell'abilità il suo punto di forza, spesso con un'ottima capacità di movimento e di gestione della distanza.
  • Slugger (picchiatore): Pugile che punta sulla potenza e sulla capacità di infliggere danni all'avversario, spesso con un'elevata percentuale di KO.
  • Volume Puncher (demolitore): Pugile che basa il suo stile sull'elevato numero di colpi portati, cercando di logorare l'avversario con un ritmo incessante.

Negli ultimi anni, sono state aggiunte altre categorie e sottocategorie, come Swarmer, Out-boxer, Pressure Fighter e Counter Puncher. Un pugile può anche essere una combinazione di due o più stili principali, come nel caso del Boxer-Puncher, che unisce tecnica e potenza.

I Migliori Pugili Thailandesi di Tutti i Tempi

Tra i tanti campioni thailandesi che hanno compiuto con successo la transizione dalla Muay Thai alla boxe occidentale, alcuni meritano un riconoscimento speciale per i loro risultati e il loro contributo alla diffusione della fama delle arti marziali thailandesi.

Samson Dutch Boy Gym: Con un record impressionante di 47 vittorie per KO, Samson Dutch Boy Gym è considerato uno dei migliori pugili thailandesi di tutti i tempi. Il suo stile aggressivo e la sua potenza devastante lo hanno reso un vero artista del KO, capace di eliminare un avversario con un solo pugno da ogni posizione. La potenza dei suoi colpi al corpo era leggendaria, tanto da guadagnarsi il soprannome di "La mano sinistra che perfora gli intestini". Il suo stile ricordava quello di un pitbull che attacca la sua preda, senza mai fermarsi e senza mai indietreggiare. Nella Muay Thai, combinava abilmente i suoi pugni pesanti con una pioggia di ginocchiate.

Saensak Muangsurin: Muangsurin si lasciò ammaliare in gioventù dalla Muay Thai, ottenendo risultati eccellenti e conquistando il titolo mondiale. La sua specialità era tirare pugni, e la maggior parte dei suoi KO erano frutto di colpi che avrebbero destato ammirazione anche su un ring di pugilato. A 24 anni, decise di fare il grande salto nella boxe. Il suo stile risentiva del suo passato da lottatore, con una guardia larga, perfetta per difendersi dai ganci ma vulnerabile ai diretti. Nonostante ciò, il suo debutto fu travolgente, sconfiggendo il filippino Rudy Barro in poco più di due minuti. Successivamente, sconfisse il giapponese Lion Furuyama, aprendosi la strada verso il titolo mondiale WBC dei superleggeri, che conquistò sconfiggendo lo spagnolo Perico Fernandez. Difese il titolo con successo in diverse occasioni, anche all'estero, dimostrando grande coraggio. Tuttavia, le tante battaglie nella Muay Thai e il suo stile spericolato lo portarono a un declino precoce. Dopo aver perso il titolo, subì diverse sconfitte, anche a causa di problemi di salute. Nonostante i contributi di solidarietà, visse di stenti e morì a soli 58 anni a causa di problemi al fegato e all'intestino.

Samart Payakaroon: Considerato da molti il miglior Muay Fi Meu (combattente completo) di tutti i tempi, Samart Payakaroon vantava una leggendaria carriera nella Muay Thai. Grazie alla sua tecnica impeccabile, raggiunse rapidamente la vetta delle classifiche professionistiche anche nella boxe.

Chartchai Chionoi: Conosciuto anche come Chaovalit Sithphraphrom, Chartchai Chionoi vinse il titolo mondiale dopo soli 7 incontri professionistici, sconfiggendo il campione messicano Gabriel Bernal. Nella sua carriera, sconfisse anche altri ottimi combattenti, come il britannico Charlie Magri.

Somluk Khamsing: Un altro campione thailandese che ha compiuto una transizione di successo dalla Muay Thai alla boxe olimpica (amatoriale) è Somluk Khamsing, un atleta di grande talento.

Questi pugili thailandesi hanno dimostrato la versatilità e l'efficacia delle arti marziali thailandesi, portando il loro talento e la loro determinazione sui ring di tutto il mondo e contribuendo a diffondere la fama della Muay Thai e della boxe thailandese.

Diesel Noi Chor Thanasukarn

Diesel Noi Chor Thanasukarn, il cui vero nome è Charin Sorndee, è stato uno dei pugili thailandesi più famosi degli ultimi decenni, classificato tra i 10 migliori di tutti i tempi dal Ranjadamnern Stadium. Ha regnato tra la seconda metà degli anni '70 e la prima metà degli anni '80 come miglior pugile della Thailandia, conquistando il titolo del Lumpini Stadium nel 1981 e il premio di Combattente dell'anno nel 1982.

Il suo fisico imponente e la sua tecnica caratteristica, la ginocchiata diretta stile Muay Thai, eseguita trattenendo l'avversario per il collo o per le braccia, lo hanno reso un combattente temibile. Per applicare al meglio queste prese e i suoi colpi micidiali, aveva sviluppato diverse strategie efficaci per chiudere la distanza, afferrare l'avversario e squilibrarlo.

La strategia Muay Kao di Diesel Noi si basava su tecniche di entrata intelligenti che gli consentivano di accorciare la distanza con l'avversario in modo rapido e sicuro e afferrarlo. Utilizzava spesso un calcio di tibia portato al corpo per permettergli di effettuare una successiva presa al collo. Il calcio circolare medio costringeva l'avversario a fermarsi, dando a Diesel Noi la possibilità di afferrarlo con le sue lunghe braccia e iniziare a sferrare duri colpi di ginocchio.

Una volta eseguita la presa al collo, Diesel Noi iniziava rapidamente a "lavorare", spezzando l'equilibrio dell'avversario o scagliando colpi di ginocchio al corpo, braccia o gambe. La strategia generale impiegata per colpire in clinch si chiama Chap Ko Ti Kao (afferrare il collo e colpire con le ginocchia).

Diesel Noi preparava l'attacco finale alla testa con altre ginocchiate o con squilibri. Attaccava le costole fluttuanti, l'addome o il plesso solare con colpi di ginocchio brevi e scattanti, portando l'attenzione dell'avversario sulla sua parte centrale e aprendo delle lacune nella sua difesa del bersaglio alto.

Il modo più comune per allenare il clinch al collo è il cosiddetto "knee sparring" (sparring di ginocchia). Nell'allenare questo tipo di clinch, Diesel Noi si concentrava sul costringere il collo del partner a flettersi in avanti, causando uno squilibrio ed esponendo idealmente il mento e la faccia a un possibile attacco di ginocchio.

Diesel Noi Chor Thanasukarn è stato un vero maestro della Muay Thai e un esempio di come l'abilità tecnica, la strategia e la determinazione possano portare al successo nel mondo delle arti marziali.

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