Ju Jitsu San Pietro in Cariano Corsi: Sfide e Adattamenti nell'Era del Covid

L'onda lunga della pandemia ha investito ogni settore, plasmando nuove abitudini e generando inedite sfide. Il mondo dello sport, con le sue dinamiche di contatto e socializzazione, non ha fatto eccezione. In particolare, le discipline da combattimento e le arti marziali, intrinsecamente legate alla prossimità fisica, si sono trovate a dover ripensare le proprie modalità operative. A San Pietro in Cariano, come in altre località, le scuole di Ju Jitsu e discipline affini hanno dovuto navigare in un mare di incertezze, bilanciando la passione per l'insegnamento con la necessità di tutelare la salute dei propri allievi.

Il Via Libera e le Incertezze Post-Lockdown

Quando, a fine giugno, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha dato il via libera al combattimento nelle palestre di arti marziali e sport da ring, l'annuncio è stato accolto con un misto di sollievo e apprensione. Sui social media, un meme ironico raffigurava Zaia mentre alzava un foglio con la scritta in dialetto «Podì darve» ("Potete picchiarvi"), simbolo di una ritrovata libertà, seppur condizionata.

Con l’inizio delle scuole, tutte le attività sportive sono ripartite con i corsi per adulti e ragazzi e anche il mondo del tatami scalpita.

Tuttavia, dietro l'entusiasmo per la ripresa si celavano non poche preoccupazioni. Discipline come boxe, judo, krav maga e kick boxing, fondate sul contatto fisico, si scontravano con le nuove esigenze di distanziamento sociale. Limitarsi a tecniche individuali o al sacco appariva riduttivo e poco efficace.

Testimonianze dal Campo: Tra Preoccupazioni e Adattamenti

Andrea Sivieri, vice presidente della Israeli Defense System Academy, ha espresso chiaramente le proprie riserve: «Saliamo sul tatami con la mascherina e tutti disinfettati e poi? Poi ci meniamo a più non posso, viso contro viso, corpo contro corpo: alla fine della lezione, la metà del sudore che hai addosso non è nemmeno il tuo». Pur nel rispetto delle normative, Sivieri ha evidenziato come il rischio di contagio rimanga elevato in sport di questo tipo. «Ho la sensazione che andrà tutto bene, finché andrà tutto bene», ha aggiunto.

Leggi anche: Orari e Prezzi Ju Jitsu

Anche Mauro Chieregati, direttore tecnico di KravMagaVerona.net, ha manifestato una «moderata preoccupazione». Per tutelare i propri allievi, l'associazione ha introdotto un nuovo modulo Covid, una sorta di patto morale tra praticanti che si impegnano a rispettare le regole di precauzione anche al di fuori della palestra. «Facciamo tutto quello che ci dicono di fare e per tutelarci abbiamo inserito una procedura e un nuovo modulo Covid da compilare: è una sorta di patto morale tra praticanti, in cui ci impegniamo a rispettare le regole di precauzione anche fuori dalla palestra. E speriamo che basti».

Una diversa strategia è stata adottata da Pierino Ruga dell’omonima Accademia Pugilistica, che ha preferito ridurre al minimo il contatto fisico: «Per gli agonisti lavoriamo a contatto pieno ma abbiamo deciso di non portare più i ragazzi alle gare all’estero, troppi rischi. Mentre per gli amatori facciamo solo sparring simulato, niente contatto». Questa scelta, tuttavia, ha comportato un calo significativo delle iscrizioni, motivato sia dalla paura del virus che dalle difficoltà economiche di molte famiglie. «Abbiamo avuto un calo del 60 per cento degli iscritti, un po’ per la paura del Coronavirus e un po’ perché dopo l’emergenza i portafogli di molti sono più leggeri».

Anche tra i praticanti di kick boxing serpeggia un certo timore. Un istruttore, preferendo restare anonimo, ha ammesso: «Ho riaperto i corsi perché o riaprivo o non lo facevo più, ma ad essere onesti, pur seguendo tutte le ordinanze, non lo so se facciamo tutto quello che serve. Esiste un «cortocircuito» tra obbligo mascherine e via libera al contatto».

Alla Ricerca di un Equilibrio: Tra Regole e Buon Senso

Roberto Granati, responsabile della Taki No Kan, associazione che promuove l'aiki ju jitsu, ha sottolineato la necessità di convivere con la situazione attuale: «Con o senza mascherina, ho idea che dovremo cominciare a convivere con questa cosa. Nessuno sport, nemmeno il tennis dove ci si scambia solo la pallina, è covid-free. Le regole hanno poco senso se si pensa a come si diffonde il virus, ma se servono a ripartire, ben venga, ci adattiamo». Anche Granati ha riscontrato una perdita di allievi, quantificabile in almeno un terzo del totale. «Certo è che abbiamo perso almeno un terzo dei praticanti».

Nonostante le difficoltà, la Taki No Kan ha scelto di riaprire anche i corsi per bambini, ritenendo fondamentale il loro bisogno di socializzazione e movimento. «Abbiamo riaperto a luglio anche i corsi con i bambini perché erano quelli che avevano più bisogno di socializzare e di muoversi. L’unico limite è la misurazione della febbre, chi vuole indossa la mascherina, ma non è obbligatoria e molti medici la sconsigliano quando si pratica attività aerobica, però qualcuno la usa».

Leggi anche: Maestri e Leggende del BJJ in UFC

Nel mondo del judo, Flavio Poccobelli, responsabile della Kodokan Libertas Verona, ha evidenziato le contraddizioni presenti nelle regole per la ripartenza: «Ci sono delle contraddizioni nelle regole per la ripartenza dei corsi, abbiamo diviso il tatami in riquadri di due metri per due dove i praticanti si allenano singolarmente, poi però con il via libera della Regione abbiamo ripreso anche gli allenamenti in coppia. In principio cercavamo di mantenere le stesse coppie ma ora è possibile anche lo scambio degli “uke“». Nonostante le difficoltà, la Kodokan Libertas Verona ha investito in prodotti per la sanificazione e ha riorganizzato gli spazi per garantire la sicurezza dei propri allievi. «Anche noi abbiamo investito molto sui prodotti per la sanificazione e la pulizia, abbiamo ridisegnato l’area degli spogliatoi e le docce e ci auguriamo che vada tutto bene».

Leggi anche: Origini e Evoluzione del Jiu Jitsu Ruffini

tags: #ju #jitsu #san #pietro #in #cariano

Post popolari: