Trentatré anni sono passati dall'ultimo oro mondiale di un'italiana nel judo. Nel 1991, a Barcellona, due straordinarie campionesse, Emanuela Pierantozzi e Alessandra Giungi, avevano compiuto l'impresa. Il 19 maggio, sul tatami di Abu Dhabi, Odette Giuffrida, con grinta e determinazione, è diventata per la prima volta numero uno al mondo nella categoria fino ai 52 chilogrammi. Questa vittoria rappresenta un avvertimento alle avversarie in vista di Parigi 2024: Odette sarà la donna da battere.
Un percorso arduo verso il titolo mondiale
Il cammino verso il titolo mondiale non è stato facile. Giuffrida ha dovuto affrontare e sconfiggere avversarie temibili come la spagnola Estrella Lopez Sheriff, la giapponese Kisumi Omori, la brasiliana Larissa Pimenta e la francese Amandine Buchard. La semifinale contro Buchard, vincitrice della medaglia d'argento a Tokyo, è stata particolarmente insidiosa. Giuffrida rischiava l'eliminazione a causa di una terza sanzione (shido), ma il care system ha evidenziato un errore di valutazione dell'arbitro, annullando la sanzione. Nell'incontro per l'oro, l'azzurra ha affrontato Diyora Keldiyorova, numero 2 del ranking mondiale, in una sfida tra la velocità dell'italiana e la potenza dell'uzbeka.
Tenacia e determinazione: le chiavi del successo
La tenacia che ha segnato la carriera di Giuffrida è evidente nel suo superamento di preconcetti su uno sport a lungo considerato maschile. In un'intervista a l'Ultimo Uomo, Giuffrida ha dichiarato: "Me lo chiedono spesso, è una domanda che non mi piace. Non è uno sport maschile, spero che non ci siano ancora preconcetti".
Le origini e l'amore per il judo
Romana del quartiere Montesacro, Odette è sempre stata una bambina piena di energia. Inizialmente si è dedicata alla danza classica, seguendo il nome della nonna e della protagonista de Il lago dei cigni. Ha praticato anche ginnastica ritmica e nuoto, ma un incidente al timpano l'ha costretta ad abbandonare quest'ultimo sport. A sei anni, vedendo il fratello Salvatore tornare felice dagli allenamenti di judo, si è innamorata di questa disciplina. Sul tatami, la sua irrefrenabile energia le è valsa il soprannome di Veleno. Fin da piccola, partecipava non solo agli allenamenti della sua fascia d'età, ma anche a quelli degli adulti. "Era nel mio destino", racconta Giuffrida, "quando mi tolsi le scarpe la prima volta per salire sul tatami mi resi conto che non ne sarei più scesa. Da 7 a 12 anni non ho mai perso un incontro: mi divertivo, vincevo, non potevo chiedere di più".
Dagli esordi alle competizioni internazionali
Oggi Odette Giuffrida gareggia per l'Esercito, dopo aver iniziato la sua carriera nel Talenti Sporting Club di Montesacro. A livello giovanile, ha vinto i titoli europei Under 17 nel 2009 e nel 2010, e i titoli juniores nel 2013 e 2014, passando dalla categoria dei 48 ai 52 chili.
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Le Olimpiadi: Rio 2016 e Tokyo 2020
Nel 2016, Giuffrida è arrivata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro con grandi speranze, dopo aver vinto il Gran Prix di Tbilisi. Nonostante non fosse considerata la favorita, è riuscita a raggiungere la finale, dove è stata sconfitta dalla kosovara Majlinda Kelmendi. "Mentre combattevo non ho mai pensato alla vittoria o alla sconfitta: pensavo solo a dare il massimo", ha detto Giuffrida dopo la finale. "Conto di esserci riuscita, ma provo una sensazione strana. Non voglio passare per presuntuosa, mi sentivo all'altezza della mia rivale e avevo in mente la medaglia d'oro. Ci punterò a Tokyo".
A Tokyo 2020, in un'Olimpiade segnata dall'assenza di pubblico, Giuffrida ha conquistato la medaglia di bronzo, sconfiggendo l'ungherese Reka Pupp. Questo successo l'ha resa la prima europea a conquistare due medaglie in due differenti edizioni dei Giochi. "È molto bello, ha un peso grandissimo perché viene dopo cinque anni di sacrifici e di ostacoli", ha dichiarato. "L'ho conquistata da sola perché il mio tecnico ha deciso di non allenare più. Ho lavorato in tutta l'Italia, sono andata dove mi accoglievano, spesso senza nessuno ad accompagnarmi".
Il titolo mondiale ad Abu Dhabi
Il titolo mondiale conquistato ad Abu Dhabi nel 2024 rappresenta un punto culminante nella carriera di Odette Giuffrida. Un successo che mancava all'Italia da 33 anni, paragonabile, come sottolineato dalla stessa atleta, ai trentatré anni di Cristo nella Smorfia napoletana. "Sono molto credente: è la dimostrazione che il Signore mi ha accompagnata in questa storia incredibile, una prova di quanto Dio sia grande", ha affermato Giuffrida.
Parigi 2024: un nuovo obiettivo
Con il passare del tempo, l'atteggiamento di Giuffrida verso la medaglia d'oro olimpica è cambiato. L'obiettivo non è più un pensiero ossessivo, ma un traguardo da raggiungere con lavoro e dedizione. A Parigi 2024, otto anni dopo Rio de Janeiro, Odette non sarà più una giovane promessa, ma una campionessa da rispettare e da battere.
Il sogno di rimanere nella storia del judo
Odette Giuffrida non si limita a sognare l'oro olimpico o il titolo mondiale. Il suo desiderio più grande è lasciare un segno indelebile nella storia del judo. Vuole essere ricordata per la gioia che prova sul tatami, per la bellezza del suo gesto tecnico e per l'amore che nutre verso questa disciplina.
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Passione, famiglia e fede: i pilastri della vita di Odette Giuffrida
Il judo è molto più di uno sport per Odette Giuffrida. È felicità, vita, divertimento, il suo "posto sicuro". È un modo per ripagare la sua famiglia dei sacrifici fatti e dell'amore ricevuto. La famiglia, la Nazionale e la fede sono i pilastri fondamentali della sua vita. "Sì è vero, sono una persona con molta fede, ma non credo sia questo il segreto per diventare campionessa", spiega Giuffrida. "Questo va al di là dello sport. Fa parte della mia vita di tutti i giorni".
Un esempio di orgoglio e passione
Odette Giuffrida è una judoka fenomenale e una donna sincera, un orgoglio per la Nazionale Italiana. La sua passione per il judo è contagiosa e la sua determinazione è un esempio per tutti.
La mossa vincente: okuri ashi barai
Wazari di okuri ashi barai: questa è la mossa che ha permesso a Odette Giuffrida di sconfiggere l'uzbeka Keldiyorova nella finale dei Mondiali di Abu Dhabi. Una spazzata ai due piedi che ha interrotto un digiuno tricolore durato 33 anni e che ha regalato all'azzurra l'oro iridato.
L'importanza della squadra e dei valori
Giuffrida sottolinea l'importanza della squadra e dei valori che lo sport trasmette. La crescita della Nazionale italiana negli ultimi anni è il risultato di un buon lavoro nelle palestre e della dedizione degli atleti, che sono prima di tutto grandi persone con una forte motivazione.
Un nuovo regolamento per il futuro
Odette Giuffrida esprime il suo parere sul nuovo regolamento introdotto dall'IJF, accogliendo con favore il ritorno di alcune tecniche e auspicando ulteriori miglioramenti per rendere il judo uno sport sempre più sicuro e spettacolare.
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Rimpianti e obiettivi futuri
Nonostante i successi ottenuti, Odette Giuffrida non nasconde il rimpianto per la mancata medaglia a Parigi 2024, ma guarda avanti con determinazione, cercando di capire quale sarà il suo futuro nel mondo del judo.
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