Il judo, un'arte marziale giapponese sviluppata da Jigoro Kano, è praticato in tutto il mondo sia come sport che come strumento di crescita personale. Nelle competizioni di judo, le regole sono fondamentali per garantire sicurezza, equità e rispetto tra i partecipanti.
Origini e Principi Fondamentali del Judo
Nella seconda metà dell’Ottocento, importanti cambiamenti culturali investirono la società giapponese, con l'assorbimento della mentalità occidentale e un rigetto per la cultura guerriera simboleggiata dal jujitsu. In questo contesto, Jigoro Kano, professore universitario di Inglese ed economia, dotato di notevoli capacità pedagogiche, intuì l'importanza dello sviluppo fisico e della capacità nel combattimento se usati proficuamente per lo sviluppo intellettuale dei giovani.
Kano eliminò tutte le azioni di attacco armato e non che potevano portare al ferimento degli allievi, ordinando queste tecniche nei kata, per praticarle senza pericoli. Formulò principi fondamentali che regolavano la nuova disciplina:
- Seiryoku zen'yo: il miglior impiego dell'energia fisica e mentale.
- Jita kyo'ei: tutti insieme per progredire.
Lo scopo finale del jujitsu era il raggiungimento della massima abilità nel combattimento; nel judo, l'abilità è il mezzo per giungere alla condizione mentale del "miglior impiego dell'energia". Il judo conobbe una straordinaria diffusione in Giappone, tanto che non esisteva una sola città che non avesse almeno un dojo, e parallelamente si diffuse nel resto del mondo. Non meno importante fu la venuta in Europa intorno al 1915 di importanti maestri giapponesi.
La Censura e la "Riabilitazione" del Judo
Dopo la disfatta del Giappone nella seconda guerra mondiale, la nazione fu posta sotto il controllo degli USA per dieci anni, e il judo subì una pesante censura. Fu proibita la pratica della disciplina, e numerosi libri e filmati sull'argomento vennero in gran parte distrutti. Il judo venne poi "riabilitato" grazie al CIO e ridotto a semplice disciplina di lotta sportiva.
Leggi anche: Prospettive future del Judo in Italia
A partire dal dopoguerra, con l'organizzazione dei primi Campionati Internazionali e Mondiali, e successivamente con l'adesione alle Olimpiadi, il judo si è sempre più identificato come sport da combattimento, mutuandone le caratteristiche di agonismo che provenivano dalle discipline di lotta occidentali. Si è perciò cominciato a privilegiare la ricerca del vantaggio minimo che permette di vincere la gara, a discapito del gesto tecnico più spettacolare ma più rischioso. Si è quindi sviluppata la tendenza a privilegiare un tipo di insegnamento che metta in condizioni gli allievi di guadagnare da subito punti in gara, punti che vengono utilizzati per determinare il passaggio di cintura, tralasciando l'aspetto educativo della disciplina.
Regole Fondamentali delle Competizioni di Judo
Le gare si svolgono su un tappeto chiamato tatami, e gli atleti (chiamati judoka) indossano una specifica uniforme chiamata judogi. Le regole di base del judo nelle competizioni sono gestite dalla Federazione Internazionale di Judo (IJF) e riguardano diversi aspetti, tra cui le tecniche consentite, i punteggi, la durata degli incontri e le penalità.
Area di Competizione
La pedana di gara ha le seguenti caratteristiche:
- Le misure vanno da un minimo di 14x14 m a un massimo di 16x16 m.
- È divisa in un'area di combattimento (delimitata ai lati da una zona rossa di pericolo larga 1 m), che misura complessivamente da un minimo di 8x8 m a un massimo di 10x10 m.
- Un'area di sicurezza esterna alla zona di pericolo, larga 3 m.
- L'area di competizione è ricoperta di tatami di colore verde che misurano 1x2 m.
Punteggio
Un incontro di judo è vinto per Ippon, il punteggio massimo ottenuto con:
- Una proiezione perfetta.
- Una presa a terra di 20 secondi.
- Una sottomissione tramite strangolamento o leva articolare.
In caso non si riesca a segnare un Ippon, i punteggi minori come Waza-ari possono accumularsi; due Waza-ari equivalgono a un Ippon. Le proiezioni efficaci, anche se non perfette, o le prese a terra di durata inferiore, garantiscono un Waza-ari.
Leggi anche: Judo: Approfondimento Coppa Europa Follonica
Tecniche Principali
Le tecniche principali usate nel judo sono:
- Proiezioni (Tachi-waza): Tecniche eseguite in posizione eretta, che comprendono proiezioni con l'uso delle mani, delle braccia, dell’anca o dei piedi e delle gambe, e proiezioni eseguite direttamente a terra, sul dorso o sul fianco.
- Tecniche di controllo a terra (Osae-komi-waza): Immobilizzazioni.
- Leve articolari (Kansetsu-waza).
- Strangolamenti (Shime-waza).
Tuttavia, alcune tecniche sono vietate per evitare infortuni, come le proiezioni pericolose che possono causare danni alla testa o al collo.
Durata degli Incontri
L'incontro dura generalmente 5 minuti per gli uomini e 4 minuti per le donne. In caso di parità al termine del tempo regolamentare, può essere prolungato con il Golden Score: il primo che segna un punto vince.
Penalità
Le penalità nel judo si dividono in due categorie:
- Shido (penalità minori): Assegnate per comportamenti come passività, uso di tecniche pericolose, o uscita dal tatami senza autorizzazione.
- Hansoku-make (penalità maggiori): Quattro Shido equivalgono a un Hansoku-make, che comporta la squalifica immediata.
Abbigliamento
La tenuta da combattimento si chiama judogi: giacca e pantalone, generalmente di cotone.
Leggi anche: Borgo Faiti: Judo e Memoria
Regolamenti Specifici e Aggiornamenti
Negli ultimi anni, il regolamento del judo ha subito diverse modifiche per migliorare la sicurezza e la dinamicità degli incontri. Ecco alcuni regolamenti specifici e aggiornamenti importanti:
Presa dell’orso (Bear-hug): Nel Tachi-waza, è consentito eseguire la tecnica del bear-hug senza incorrere in penalità (NO SHIDO), purché l’azione venga effettuata in modo dinamico e mirato all’attacco. Tuttavia, sarà considerata irregolare e sanzionabile con SHIDO qualora le mani vengano agganciate per formare un cerchio chiuso attorno al tronco di uke, configurando un’azione di controllo passivo o difensivo anziché un’effettiva intenzione di proiezione.
Reverse Seoi-nage: La tecnica del Reverse Seoi-nage è consentita esclusivamente nelle competizioni delle categorie seniores e juniores, dove gli atleti hanno maturato un livello tecnico e fisico adeguato per gestire correttamente questa proiezione complessa e dinamica. Nelle competizioni riservate alla categoria cadetti ed inferiori, invece, l’uso del Reverse Seoi-nage è espressamente vietato e il suo impiego sarà sanzionato con SHIDO.
Proiezioni e difese “di testa”: Come per il Reverse Seoi, le proiezioni e difese con primo appoggio sulla testa sono riservate esclusivamente alle competizioni junior e senior, dove gli atleti possiedono un livello tecnico e fisico adeguato per eseguire e subire tali movimenti in sicurezza. Nelle competizioni riservate alla categoria cadetti ed inferiori, invece, l”Head First” e l”Head Defence” sono espressamente vietati e il loro impiego sarà sanzionato con SHIDO. L’atterraggio in ponte (Bridge) continua ad essere Ippon in tutte le classi.
Diving: Le azioni di diving, così come definite nel regolamento aggiornato, sono vietate e sanzionate con HANSOKU-MAKE (squalifica diretta) per garantire la massima sicurezza degli atleti e prevenire infortuni gravi, in particolare alla testa, al collo e alla colonna vertebrale. Tra le situazioni specifiche considerate irregolari figurano:
- Tuffarsi con la testa direttamente sul tatami, sia piegando il collo in avanti che all’indietro, durante l’esecuzione di tecniche come Uchi-mata, Harai-goshi, Seoi-nage, Tai-otoshi, Kata-guruma, Tsuri-goshi, Ura-nage e altre tecniche simili.
- Saltare in avanti eseguendo un salto mortale o un’azione assimilabile, portando uke sulle spalle o sulla schiena.
Prese sotto la cintura: Le nuove disposizioni regolamentari relative alle prese sotto la cintura offrono maggiore flessibilità tecnica, ma introducono limiti precisi per garantire la dinamicità. È consentito effettuare prese alla giacca, anche sotto la cintura, nonché prese ai pantaloni fino al livello dell’inguine, purché queste siano utilizzate in modo dinamico e finalizzate a un attacco efficace. Tuttavia, se le prese sotto la cintura vengono usate negativamente, ad esempio per ostruire il movimento dell’avversario, bloccare un attacco o ritardare l’azione, saranno considerate irregolari e sanzionate con SHIDO. Rimane proibito e sanzionato con SHIDO:
- Agganciare le gambe dell’avversario con la mano o il braccio.
- Afferrare direttamente le gambe o i pantaloni per interrompere un attacco.
- Toccare o manipolare le gambe al di sotto della linea dell’inguine.
Prese all’interno delle maniche e dei pantaloni:
- Nel combattimento in piedi (Tachi-waza): È consentito afferrare l’interno delle maniche della giacca, sia per tori (chi attacca) che per uke (chi difende). È vietato afferrare l’interno delle gambe del pantalone, sia per tori che per uke.
- Nel combattimento a terra (Ne-waza): Sono consentite sia le prese all’interno delle maniche della giacca che all’interno dei pantaloni, per entrambi gli atleti.
Kansetsu-waza e Shime-waza in Tachi-waza: Nelle fasi di combattimento in piedi (Tachi-waza), l’esecuzione di tecniche di leva articolare (kansetsu-waza) e strangolamento (shime-waza) è vietata.
Etica e Rispetto nel Judo
Il rispetto dell'avversario è alla base del judo. Gli atleti iniziano e terminano l'incontro con un inchino (rei), e comportamenti scorretti, come espressioni di rabbia o mancanza di rispetto verso l'arbitro, possono essere sanzionati. Inoltre, gli incontri sono sorvegliati da un arbitro principale e due giudici laterali, che garantiscono imparzialità.
Come Vincere una Competizione di Judo
Per vincere in una competizione di judo, un atleta deve dimostrare abilità tecnica, tattica, forza fisica e un forte controllo mentale. Il rispetto delle regole e dello spirito del judo è essenziale per ogni competizione, sia a livello amatoriale che professionale.
Vince chi prima del limite riesce a “schienare” l’avversario, a immobilizzarlo per 20 secondi, oppure per resa dell'avversario.
Judo: Tecnica di Combattimento a Mani Nude
Il judo è una tecnica di combattimento a mani nude. Particolare preponderanza hanno le cadute (ukemi), poco pericolose dato che chi compie la proiezione è obbligato a sostenere l'avversario durante la caduta e a poggiare la mano a terra al momento dell’impatto.
Secondo il metodo kodokan, il judo si divide in tecniche di proiezione, di controllo e tecniche per colpire i punti vitali (vietate nei combattimenti). Le tecniche di controllo si dividono in immobilizzazioni, leve articolari e strangolamenti.
