Il karate, un'arte marziale originaria dell'isola di Okinawa, in Giappone, si è evoluto nel tempo in diversi stili, ognuno con le proprie caratteristiche e filosofie. In questo articolo, esploreremo le principali scuole di karate, analizzandone le tecniche, le posizioni, la respirazione e la filosofia, fornendo un confronto dettagliato per comprendere meglio le differenze e le similitudini tra questi stili.
Origini e Evoluzione del Karate
Molti generi di karate hanno avuto origine dal te e dal tōde di Okinawa. Nel XIX secolo, le arti marziali di Okinawa erano raggruppabili in tre principali correnti: Shuri-te (l’attuale Shōrin-ryū), Naha-te (dal quale sono derivati Goju-ryu, Toon-ryu, ecc) e Tomari-te. Queste differenze spontanee rappresentarono l’unica evoluzione dell’arte marziale sino all’avvento di maestri che seppero modernizzare il karate, tra cui Sōkon Matsumura, allievo di Sakugawa.
Stili Principali di Karate
Tra i numerosi stili di karate riconosciuti a livello internazionale, quattro sono considerati i più noti e diffusi: Shotokan, Goju-Ryu, Wado-Ryu e Shito-Ryu.
Shotokan
Lo Shotokan è uno stile del Karate-do tradizionale giapponese. Lo Shotokan è uno dei più popolari e influenti, fondato da Gichin Funakoshi nel 1939. Si caratterizza per i movimenti potenti e rapidi, con una particolare attenzione alla tecnica e alla postura corretta. Il termine Shotokan significa gruppo, collegio di Shoto (Shoto era lo pseudonimo usato dal maestro Gichin Funakoshi per firmare i propri poemi). La traduzione del termine Shoto è “onde di pino”. Le tecniche dello Shotokan non derivano dalla mera applicazione di forza fisica, sono armoniche e decontratte ma allo stesso tempo, piene di vitalità ed energia. Lo Shotokan è una forma di Budō, una via di auto-miglioramento, una filosofia di vita; non è semplicemente uno sport né una mera forma di autodifesa.
- Tecniche: Lo shotokan enfatizza colpi potenti e mirati, eseguiti con posizioni del corpo stabili e corrette.
- Posizioni: Le posizioni nello Shotokan sono caratterizzate da una postura eretta e stabile, con un baricentro basso.
- Respirazione: La respirazione profonda è fondamentale nello Shotokan.
- Filosofia: Lo shotokan pone un forte accento sul rispetto, la disciplina e lo sviluppo personale. Poiché i suoi allievi provenivano dallo Shotokan, presto si confuse il nome della scuola con quello del suo metodo, che il maestro Funakoshi chiamava semplicemente Karate-Do.
Goju-Ryu
Goju-ryu, che significa “difficile-morbido”, è uno stile di karate che combina movimenti veloci e potenti con tecniche circolari e respirazione controllata. È stato fondato da Chojun Miyagi nel 1930 ed è caratterizzato da una serie di kata che incorporano sia movimenti duri che morbidi. Fu fondato dal maestro Kanryo Higahonna con il nome di “Naha-te” (il termine Go-ju fu tratto dal maestro Chojun Miyagi da un passaggio del Kempo Hakku, in un capitolo del Bubishi, che recita: ‘Ho goju don to’, ovvero ‘la legge dell’Universo respira dura e morbida’) ed è uno stile strettamente legato allo Shorei Ryu. Il Goju-ryu è noto per la sua filosofia di equilibrio tra forza fisica e spirito interiore. Le contrazioni muscolari, i movimenti lenti e potenti caratteristici di questo stile richiedono grande vigore fisico.
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- Tecniche: Impiega una varietà di tecniche, tra cui colpi percussivi, leve articolari, proiezioni e tecniche di strangolamento.
- Respirazione: La respirazione è fondamentale nel Goju-ryu.
- Movimento: È caratterizzato da un flusso fluido e dinamico dei movimenti.
- Filosofia: Pone un forte accento sul rispetto, la disciplina e lo sviluppo personale. Tale stile, fatta eccezione per il Goju Ryu Giappone della scuola Goju Kai, ha infatti rifiutato lo sviluppo dal punto di vista sportivo, proseguendo su un’impostazione puramente tradizionale e da autodifesa, conservando così le tecniche letali del karate.
Wado-Ryu
Wado-ryu, che significa “via dell’armonia”, è uno stile di karate fondato da Hironori Otsuka nel 1939. Si distingue dagli altri stili per la sua enfasi sull’evitare i colpi dell’avversario e utilizzare i movimenti del proprio corpo per deviare gli attacchi. Il dojo di Wado-Ryu venne fondato nel 1934 da uno dei primi e più validi allievi di Funakoshi, il maestro Hironori Ōtsuka e fu il primo maestro fondatore di uno stile ad essere originario del Giappone. Il Wado-ryu combina le tecniche del karate con principi del jujitsu, rendendo gli attacchi più fluidi e meno rigidi. È uno stile che mette l’accento sull’armonia e sull’efficienza dei movimenti.
- Lo stile presenta posizioni basse e pone l’accento sulla morbidità e la fluidità delle tecniche (principio portante è “Nogaru” ovvero “scivolare come una goccia d’acqua”) con spostamenti laterali e rotazione dell’anca.
- Ad un contrasto cruento preferisce adottare tecniche di schivata ed evasione che lasciano l’avversario esposto ad una serie di attacchi rapidi e dirompenti in zone sensibili del corpo.
- A questa dinamica di attacco-contrattacco si aggiunge inoltre lo studio del Jujitsu con proiezioni, leve articolari, strangolamenti e sbilanciamenti che derivano dalla tradizione Shindo Yoshin Ryu praticata dal Soke per quasi vent’anni.
- Tutto ciò si traduce dunque nello studio di una distanza medio-corta. Il maestro Otsuka introdusse inoltre il moderno concetto di (Kumite).
Shito-Ryu
Shito-ryu è uno stile di karate che combina elementi di movimento fluido e potenza esplosiva. Questo stile si concentra sulla flessibilità del corpo e sull’uso di tecniche di attacco e difesa simultanee. Lo stile dello Shito Ryu venne fondato dal maestro Kenwa Mabuni nel 1931. Gli atleti di Shito-ryu eseguono movimenti graziosi e fluidi, utilizzando spesso rotazioni del corpo e cambi di direzione rapidi per confondere gli avversari. Kenwa Mabuni in seguito si unì alle forze di polizia e questo gli permise di viaggiare per tutta l’isola di Okinawa così da imparare nuove arti marziali classiche dell’isola. Il grande maestro Mabuni, dopo una vasta conoscenza del Karate acquisita dalle sue esperienze, decise di insegnare la sua versione del Karate-Do. Il grande maestro Mabuni incentrò il suo nuovo metodo di insegnamento sulle basi dei suoi due maestri più importanti: il maestro Kanryu Higaonna di Naha e Anko Itosu di Shuri. Kenwa Mabuni chiamò questo nuovo stile del karate Shito Ryu dandogli le iniziali dei loro nomi, Higaonna e Itosu o, più semplicemente, scuola di Itosu e Higaonna.
Altri Stili di Karate
Oltre ai quattro stili principali, esistono molte altre varianti regionali e moderne del karate, tra cui:
- Shorin-ryu: Lo Shorin-ryu è lo stile di Karate codificato più antico, ed è uno stile marziale incentrato sulla difesa personale ed il combattimento totale. La pratica prevede anche lo studio del Tuidi (tecniche di arresto e sottomissione), del Tegumi (lotta corpo a corpo tipica okinawense) e del Kyusho (punti vitali). Stile caratterizzato da movimenti fluidi, rapidi e naturali, deriva dagli insegnamenti delle guardie de re di Shuri (regno delle Ryukyu).
- Tokitsu-Ryu: Sintesi di diverse scuole cinesi e giapponesi, il Tokitsu-Ryu é un metodo fondato sull’ integrazione di respirazione, energia e azione. Sviluppato in oltre 30 anni di studio e ricerca dal M° Kenji Tokltsu, il metodo fa proprio il concetto, profondamente radicato nella cultura orientale, che corpo e spirito formino un’unita’ indissolubile.II Tokitsu-Ryu è anche uno stile di combattimento a mano nuda che fa dell’efficacia il suo obiettivo più’ alto.
- Kuma-Ryu: Kuma-Ryu (“stile dell’orso”) è uno stile di karate originario di Okinawa che utilizza posizioni erette, veloci chiusure dello spazio e tecniche di combattimento sulla corta distanza. Ufficialmente conosciuto come: Kuma-Ryu Karate-Jutsu, questo stile presenta leve articolari, tecniche di controllo e immobilizzazione e attacchi sul meridiano, (o “punti di pressione”). Sono utilizzati i calci alti nel Kuma-Ryu e gli stessi possono anche essere diretti in determinate aree e sulle gambe.
- Sankūkai: Sankūkai, o Sankudò, è uno stile fondato dal Maestro Y. Nanbu, nato a Kōbe in Giappone nel febbraio 1943 da una vecchia famiglia di Jūdōka. Si basa sulla leggerezza e l'accuratezza della tecnica ma anche sulla potenza dei colpi.
- Seido Karate: Fondato da Tadashi Nakamura, il Seido Karate è uno stile che riflette le sue convinzioni sul vero significato del karate.
- Kyokushin: Chiamato anche Kyokushin-kan, fu fondato dal maestro di origini coreane Masutatsu Ōyama che, dopo aver praticato lo stile Shotokan sotto la guida di Gichin Funakoshi e lo stile Goju-ryu, ha creato questo stile basato sul kumite full contact. Lo stile necessita di una notevole preparazione fisica per poter essere praticato a causa anche dei combattimenti a contatto pieno.
- Ashihara Karate: Fondato da Hideyuki Ashihara nel 1980, ex praticante ed istruttore di Kyokushinkai. Si basa sul concetto di Sabaki e prevede combattimenti a contatto pieno.
- Enshin Karate: Fondato nel 1988 da Joko Ninomiya, allievo di Ashihara. Il karate Enshin, basato sempre sul concetto di Sabaki, è caratterizzato da combattimenti a contatto pieno.
- Uechi-ryu: Fondato da Kanei Uechi in onore del padre Kanbun Uechi, lo uechi-ryu è forse lo stile più antico di karate e deriva direttamente (anzi, è) quello che in cina si chiamava pangainoon (duro/morbido), kung fu che il maestro sho-shi wa insegnava. La peculiarità di questo stile è il grande lavoro di condizionamento fisico che si pratica e il kata sanchin (che significa "tre conflitti") che è prettamente formativo: un esercizio isometrico attuo a sviluppare il corpo, i muscoli e attraverso il quale si può apprendere la respirazione diaframmatica.
Karate di Okinawa e Karate Giapponese
Il Karate di Okinawa ha origine dalla fusione del Ti okinawense, che risale al XIV° secolo, con il Toudi giunto dalla Cina dal XVII° secolo in avanti. Nato come arte marziale, il suo scopo era quello di fornire un metodo di combattimento che potesse essere usato per vari scopi, sia civili (difesa personale) che militari (guardie di palazzo, ecc). Questo tipo di Karate, all’epoca noto ancora come Ti o Toudi, era classificabile in due grandi correnti, la prima più legata alle tecniche okinawensi e praticata nei pressi della capitale del Regno delle Ryukyu, Shuri; la seconda più simile ai metodi cinesi che venivano importati ad Okinawa, e praticata per lo più vicino alla città commerciale di Naha, il cui cuore cinese pulsava nel villaggio di Kume.
Il Karate giapponese è un argomento molto più complesso, e a sua volta andrebbe diviso in stili giunti da Okinawa, e stili creati in Giappone mainland. Questo tipo di Karate adottò metodi, filosofia e sistemi tipici delle arti marziali giapponesi riformate dopo la restaurazione Meiji.
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Shorin e Shorei: Le Due Correnti Tradizionali
Esistono a Okinawa numerosi dojo di karate; questi si collocano in due grandi correnti tradizionali: Shorin e Shorei. Le tre scuole Shorin-ryu, Goju-ryu e Uechi-ryu sono considerate come le più importanti. Vi si può ricollegare la scuola Shito-ryu, poiché l’insegnamento di questa scuola è stato elaborato a Okinawa da K. Mabuni, che in seguito si è insediato a Osaka, dove la sua scuola si è sviluppata.
Anko Itosu scrive: “Il karate non deriva né dal confucianesimo, né dal buddismo. Esso è stato introdotto molto tempo fa dalla Cina, con le correnti Shorin-ryu e Shorei-ryu…”. G. Funakoshi tenta di precisare la distinzione tra queste due correnti: “Il primo mette l’accento sullo sviluppo della forza fisica e della potenza muscolare; è sorprendente per l’impressione di forza che sprigiona. Al contrario, la scuola Shorin è molto leggera e richiama senz’altro il rapido volo del falco. Secondo questa classificazione, la scuola Goju-ryu si ricollega allo Shorei. Le due scuole Shorin-ryu e Matsubayashi-ryu fanno parte dello Shorin. La scuola Shito-ryu partecipa di entrambe. La scuola Uechi-ryu è la ripresa di una scuola cinese introdotta a Okinawa da K. Uechi alla fine del secolo XIX. Essa si pone quindi al di fuori di questa classificazione e proviene direttamente da una delle numerose correnti di Shaolin quan del Sud della Cina.
Si avanza l’ipotesi che Shorin e Shorei provengano dalla stessa denominazione: “Shaolin“. La lingua locale di Okinawa è un dialetto della lingua giapponese in cui le pronunce delle lettere “r” e “l” non sono distinte. Di fatto la parola cinese “Shaolin” è generalmente pronunciata in giapponese “Shorin“.
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