Introduzione
Il tumore al seno è una delle neoplasie più diffuse tra le donne. La ricerca scientifica ha dimostrato che l'attività fisica, incluso il karate, può avere un ruolo importante nella prevenzione e nel miglioramento della qualità della vita per le pazienti affette da questa malattia. Questo articolo analizzerà gli studi scientifici che esplorano il legame tra karate, attività fisica e tumore al seno, fornendo informazioni utili e consigli pratici.
Benefici generali dell'attività fisica per la salute
È noto che l'attività fisica apporta numerosi benefici per la salute, indipendentemente dall'età e dalla condizione fisica. In particolare, lo sport aiuta a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna, la glicemia e i livelli di colesterolo nel sangue. Uno studio pubblicato sull'European Heart Journal ha rilevato che le persone con problemi cardiovascolari che praticano attività fisica regolarmente hanno un tasso di mortalità inferiore rispetto ai sedentari.
Gli esperti consigliano di svolgere un'attività fisica moderata per almeno 150 minuti a settimana, come camminate veloci, passeggiate in bicicletta, acqua-gym, danza, tennis (in doppio) e giardinaggio. L'ideale sarebbe dedicare allo sport trenta minuti al giorno (5 giorni su 7).
L'importanza dello sport nella prevenzione secondaria
L'attività fisica è particolarmente importante nella prevenzione secondaria, ovvero per prevenire la recidiva di malattie come il tumore al colon-retto. Uno studio condotto nell’ambito del Canadian Cancer Trials Group (CCTG) ha dimostrato che l’esercizio fisico, dopo un tumore del colon-retto, rappresenta un vero e proprio farmaco anti-recidiva.
Tumore al seno e attività fisica: il ruolo del karate
Il 25% dei casi di cancro sono causati dall’eccesso di peso e dalla sedentarietà. L’attività fisica può diminuire il rischio tumorale perché agendo sulla riduzione del tessuto adiposo si azionano meccanismi, tra cui la diminuzione degli ormoni sessuali, degli ormoni metabolici, e dell’infiammazione, migliorando la funzione immunitaria. Le evidenze scientifiche dimostrano che il tasso di mortalità diminuisce se vengono svolti programmi di attività motoria ad intensità moderata post prognosi. La riduzione del rischio correlata all’attività fisica è stata osservata in tutte le fasi del cancro ed è stato rilevato essere dose-dipendente.
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Il karate, in particolare, può essere un'attività fisica adatta per le donne che hanno avuto un tumore al seno. Questa disciplina marziale offre diversi vantaggi:
- Miglioramento della forza e della resistenza: Il karate aiuta a sviluppare la forza muscolare e la resistenza fisica, contrastando la perdita di massa muscolare che può verificarsi durante i trattamenti oncologici.
- Riduzione della fatica: L'esercizio fisico regolare, come il karate, può ridurre la fatica (Cancer-Related Fatigue - CRF), una sensazione di debolezza e perdita di energia che non viene alleviata dal riposo e dal sonno.
- Miglioramento della qualità della vita: Il karate può migliorare la qualità della vita, riducendo la depressione, i disturbi del sonno e l'ansia.
- Funzione immunitaria: L'attività fisica moderata, come il karate, può migliorare la funzione immunitaria, aiutando l'organismo a combattere le cellule tumorali.
- Concentrazioni di emoglobina: L'esercizio fisico può migliorare le concentrazioni di emoglobina, importanti per il trasporto dell'ossigeno nel corpo.
- Marcatori di recidiva: L'attività fisica può influenzare i potenziali marcatori di recidiva, contribuendo a ridurre il rischio di ricomparsa del tumore.
- Composizione corporea: Il karate può aiutare a migliorare la composizione corporea, riducendo la percentuale di grasso e aumentando la massa muscolare.
- Insulino-resistenza e livelli di estrogeni: L'esercizio fisico può diminuire l’insulino-resistenza e i livelli di estrogeni, fattori che possono influenzare la crescita del tumore al seno.
Programmazione dell'attività fisica: un approccio personalizzato
È fondamentale che la programmazione dell'attività fisica, incluso il karate, venga fatta da un professionista e sia personalizzata. Soprattutto per un reduce da cancro bisogna valutare il suo stato di salute, il trattamento pregresso e la presenza di potenziali effetti negativi. Un ‘esercizio di intensità bassa o moderata, potrebbe rappresentare uno stimolo molto intenso per un soggetto reduce da tumore.
Le linee guida prevedono l’inserimento nel programma di attività fisica di un lavoro aerobico, di forza e stretching:
- Allenamento aerobico: Svolto per almeno 3 volte alla settimana per 30 minuti, ad intensità moderata. Esso determina una diminuzione di insulina e di IGF-1, oltre a rappresentare un valido contributo per il miglioramento della prognosi e la qualità della vita.
- Allenamento di forza: Svolto almeno dalle 2 alle 3 volte alla settimana, determina un incremento della massa muscolare, una diminuzione della percentuale di grasso corporeo, ed un esecuzione costante nel tempo può diminuire il rischio di recidiva e prevenire la perdita ossea.
- Stretching: Va inserito almeno 2 volte alla settimana per una durata di almeno 30 secondi per esercizio, questo aiuta a migliorare il ROM articolare (l’ampiezza del movimento).
Inoltre, è importante considerare un lavoro di mobilità e di respirazione:
- Esercizi di mobilizzazione: In special modo sull’articolazione scapolo omerale, se attuati da subito sono vantaggiosi per non aumentare il rischio di sviluppare linfedema e migliorare il pompage a livello di ascella, spalla e braccio. Il lavoro di mobilità associato a quello di forza, oltre a dare beneficio al trattamento del linfedema, rieducheranno la donna a riassumere un atteggiamento posturale corretto.
- Rieducazione respiratoria: Toracica e diaframmatica, soprattutto nei casi di mastectomia radicale, dove vi è stata l’asportazione di tutta o in parte del muscolo pettorale, essendo lui stesso un muscolo accessorio deputato all’inspirazione, dovremo andare a ricreare il corretto schema motorio. Si avrà come risultato finale un aumento volumetrico della cavità toracica e una condizione pressoria all’interno dei polmoni che favorirà l’ingresso dell’aria dall’esterno. Il corretto lavoro respiratorio da parte delle due cavità toracica e diaframmatica, permetterà alla donna di, migliorare l’affaticamento, diminuire l’ansia e la depressione, migliorare i disturbi del sonno e i sintomi gastrointestinali.
Altri fattori importanti per la salute
Oltre all'attività fisica, è importante considerare altri fattori che possono influenzare la salute e il rischio di tumore al seno:
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- Alimentazione: Seguire una dieta equilibrata, ricca di verdure, cereali integrali, alghe e pesce, e limitare il consumo di carne rossa, grassi saturi e zuccheri raffinati.
- Peso: Mantenere un peso sano, evitando il sovrappeso e l'obesità.
- Fumo: Evitare il fumo di sigaretta, che è associato a un aumento del rischio di diversi tipi di cancro.
- Alcol: Limitare il consumo di alcol.
- Stress: Gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento, meditazione o altre attività che favoriscono il benessere mentale.
- Sonno: Dormire a sufficienza, in quanto il sonno è importante per la salute fisica e mentale.
Ricerca e prevenzione: un test del sangue universale per la diagnosi precoce
Un nuovo test del sangue universale capace di rilevare otto tipi diversi di cancro, quelli tra i più comuni, molto prima che insorgano i sintomi, è stato sperimentato da un team della John Hopkins University ed è stato pubblicato online sulla rivista specializzata Science. Il test, CancerSEEK, cerca le mutazioni in sedici geni e otto proteine che sono spesso rilasciate in caso insorga il male. L’esame è stato sperimentato in 1.005 pazienti con cancro alle ovaie, al fegato, allo stomaco, al pancreas, all’esofago, ai polmoni, al seno e che non si è ancora diffuso ad altri tessuti. Cinque degli otto tumori indagati non hanno programmi efficaci di diagnosi precoce. La fine della sperimentazione è prevista in cinque anni e l’idea dei ricercatori è che il test venga fatto una volta all’anno.
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