Karate Shotokan: Storia e Significato di uno Stile Iconico

Il Karate Shotokan è uno degli stili di karate più conosciuti e praticati al mondo. La sua storia è profondamente radicata nella cultura di Okinawa e nello sviluppo delle arti marziali giapponesi. Questo articolo esplora le origini, l'evoluzione e il significato dello Shotokan, offrendo una panoramica completa per appassionati e praticanti.

Le Origini Okinawensi del Karate

Il Karate ha le sue radici nelle isole Ryukyu, un arcipelago che collega il Giappone meridionale a Taiwan. Gli abitanti di Okinawa, influenzati dalle invasioni militari giapponesi tra il VI e il IX secolo, iniziarono a sviluppare forme di autodifesa. Verso il 1340, Okinawa era divisa in tre regni rivali, ma le relazioni politiche e amministrative con la Cina, ufficializzate nel 1372, permisero agli abitanti di Okinawa di apprendere la cultura, l'arte e le scienze cinesi.

Nel 1429, Okinawa fu unificata sotto un unico regno, dando inizio a un periodo di prosperità. Il re Sho Shin bandì il trasporto di armi e le custodì nel suo castello a Shuri, una politica che anticipò le scelte del Giappone. Dopo il 1609, i giapponesi mantennero il divieto di possedere armi, e la nobiltà isolana rimase segregata nella città di Shuri.

L'arte del combattimento a mani nude, chiamata "Te", si sviluppò per almeno 1000 anni. Gli isolani, non ricchi e con poche armi disponibili, svilupparono una forma di difesa personale indigena. Tra il XV e il XVI secolo, i viaggi commerciali portarono all'incontro con altri sistemi di combattimento nell'Asia meridionale, influenzando l'arte locale. Tuttavia, lo stile di Okinawa rimase unico, integrando i principi di combattimento locali.

Quando il re Sho Shin disarmò i nobili, si formarono due movimenti: i nobili svilupparono l'arte del combattimento a mano nuda (Te), mentre i contadini e i pescatori iniziarono a utilizzare armi derivate dai loro strumenti di lavoro. Nel XIX secolo, l'arte prese il nome di T'ang-te o "Mano Cinese". Lo Shuri-te si sviluppò dall'arte del tempio di Shaolin, mentre lo Naha-te incorporò tecniche taoiste con attenzione alla respirazione e al controllo del Ki. Alla fine del XIX secolo, gli stili di Shuri e Tomari presero il nome di Shorin-ryu, mentre il Goju-ryu rimase stilisticamente unico. Nel 1935, un comitato di maestri decise di chiamare l'arte KARATE, che significa "mano vuota" o arte della difesa senz'armi.

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Gichin Funakoshi: Il Padre del Karate Moderno

Gichin Funakoshi, nato a Shuri nel 1868, è considerato il fondatore del Karate moderno. Iniziò a praticare karate verso l'età di 12 anni sotto la guida di Anko Asato, uno dei più brillanti discepoli di Sokon Matsumura. Funakoshi era un bambino gracile e introverso, ma si appassionò alle arti di combattimento.

Funakoshi divenne discepolo anche di Anko Itosu, amico intimo di Asato. Entrambi i maestri avevano la stessa formazione, ma concezioni diverse del karate. Asato enfatizzava l'importanza di considerare mani e piedi dell'avversario come spade, mentre Itosu riteneva importante rafforzare il corpo contro i colpi.

Nel 1921, il principe imperiale Hirohito visitò Okinawa, e Funakoshi organizzò una dimostrazione di karate. Nel 1922, fu scelto per presentare il karate all'Esposizione nazionale di educazione fisica a Kyoto. J. Kano, fondatore del judo, lo invitò a tenere una presentazione nel suo dojo Kodokan a Tokyo. Incoraggiato da Kano, Funakoshi decise di rimanere a Tokyo per diffondere l'arte del suo paese.

A 53 anni, Funakoshi lasciò il suo lavoro di insegnante e si trasferì a Tokyo per far conoscere il karate. Lavorò come portinaio in un pensionato per studenti di Okinawa, il Meisei-juku, e utilizzò la sala conferenze per insegnare karate.

La Nascita dello Shotokan

Nel 1936, grazie al sostegno di un comitato nazionale, venne costruito il dojo Shotokan ("casa delle onde di pino") a Zoshigaya. Il nome "Shotokan" deriva dallo pseudonimo "Shoto" che Funakoshi utilizzava per firmare le sue poesie, ispirato al fruscio dei pini sul monte Torao vicino alla sua città natale, Shuri. "Kan" significa "sala" o "edificio", riferendosi al dojo.

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Funakoshi compose poesie fin da giovane e scelse "Shoto" come pseudonimo per legare l'immagine del fruscio della pineta alla via del karate. Scrisse: "Amerei proseguire la via del karate, così come la vita, nella grazia della verità intrinseca alla calma del fruscio dei pini".

Il dojo Shotokan divenne il centro dell'insegnamento di Funakoshi fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Funakoshi delegò la responsabilità dell'insegnamento all'allievo anziano più avanzato in ogni università e quella del dojo Shotokan al suo terzo figlio, Yoshitaka. Il lavoro di Funakoshi consisteva nell'andare ogni giorno nelle varie università per dare consigli e insegnare.

Yoshitaka Funakoshi e le Innovazioni dello Shotokan

Yoshitaka Funakoshi (1906-1945), terzo figlio di Gichin, ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo dello Shotokan moderno. Nonostante la salute cagionevole, divenne un esperto di karate e apportò modifiche significative allo stile del padre.

Yoshitaka introdusse l'esercizio del combattimento libero (kumite) nell'insegnamento, una decisione inizialmente contestata dal padre. Egli elaborò tecniche e strategie per il combattimento libero e introdusse attacchi lunghi e potenti, facendo uso di nuove tecniche di calci. Molti considerano lo stile attuale dello Shotokan più derivato da Yoshitaka che dal padre.

Yoshitaka morì nel 1945, e nel 1947 il dojo Shotokan fu distrutto dai bombardamenti americani. Nel 1949, gli allievi anziani si raggrupparono per riformare la scuola Shotokan e costituirono la Japan Karate Association (J.K.A.) con Gichin Funakoshi come leader.

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Caratteristiche Tecniche dello Shotokan

Lo Shotokan è caratterizzato da posizioni tendenzialmente basse, stabili e forti, con movimenti fluidi. Le tecniche eseguite nel kihon (fondamentali) e nei kata sono progettate per sviluppare stabilità, forza e potenza nelle gambe. Le tecniche del kumite rispecchiano queste posizioni e movimenti, evolvendo verso una maggiore flessibilità e fluidità con l'esperienza.

Il karate è suddiviso in tre parti:

  • Kihon (fondamentali): Tecniche di base eseguite con ripetizioni standardizzate per porre solide fondamenta.
  • Kata (forma): Sequenze di movimenti che simulano un combattimento contro più avversari, includendo parate, attacchi, posizioni e spostamenti.
  • Kumite (combattimento): Combattimento con un avversario, che può essere convenzionale o libero.

I Kata dello Shotokan

I kata sono una parte essenziale dello Shotokan, rappresentando combattimenti contro avversari immaginari e forme di allenamento avanzate. Il Maestro Funakoshi codificò 26 kata nello stile Shotokan. Ogni kata inizia e finisce con il saluto (Rei), dimostrando rispetto e gratitudine. Ogni tecnica è espressa con la corretta forma, dinamica, forza e velocità.

Tra i kata più importanti troviamo:

  • Taikyoku: I primi kata insegnati alle cinture bianche, preparatori per lo studio degli Heian.
  • Heian: Derivati dagli antichi Pinan di Okinawa, esprimono umiltà e contengono le tecniche necessarie per la difesa personale.
  • Tekki: Derivati dall'antica forma Naihanchi, insegnano come difendersi in spazi ristretti.
  • Bassai: Di origine cinese, richiamano la rapidità e la potenza dei movimenti.
  • Kankū: Derivati dall'antico Kata Kūshankū, si narra fossero i preferiti di Gichin Funakoshi.
  • Wanshu: Di provenienza cinese, influenzato dal Kempo cinese.
  • Jion: Si fa risalire al tempio buddista di Jion-Ji, un monastero Shaolin.
  • Jitte: Serviva storicamente a disarmare un avversario armato di bastone.
  • Jiin: Il suo significato è "terreno o suolo del tempio".
  • Rohai: Il significato del kata è legato alla posizione su una sola gamba.
  • Niju Shiho: Il M° Funakoshi lo chiamò NIJU SHIHO, ovvero "Ventiquattro passi".
  • Sochin: Rappresenta il legame tra il karate e la divinità buddista "Fudo".
  • Gojushiho: Si ritiene il più antico fra i kata esistenti di Okinawa.
  • Seishan: Nel suo nome originale "Seisan" significa "13 mani".
  • Gankaku: I due ideogrammi che raffigurano il nome indicano la posizione di una gru su una roccia.
  • Unsu: La traduzione del suo ideogramma può essere intesa come “calmare” o “placare”.
  • Ten no Kata: Codificato dal M° G. Funakoshi, fornisce uno strumento Tecnico/Educativo più semplice e di facile acquisizione per i principianti. Il significato del nome di questo kata è “Kata dell'Universo”.

La Filosofia dello Shotokan

Il Maestro Gichin Funakoshi espose i Venti Principi del Karate (o Niju kun), che costituirono le basi della disciplina. Questi principi, basati sul bushido e sullo zen, contengono nozioni di umiltà, rispetto, compassione, pazienza e calma interiore ed esteriore. Funakoshi riteneva che attraverso la pratica del karate e l'osservazione di questi principi, il karateka potesse migliorarsi.

Il Dojo Kun è un insieme di principi che guidano la condotta del praticante, creando un nesso tra lo studio filosofico dell'arte marziale e la pratica tecnica. I cinque principi del Dojo Kun determinano lo sviluppo fisico e spirituale del praticante:

  1. Cercare la perfezione del carattere: L'esercizio marziale non coinvolge esclusivamente il corpo; il praticante deve osservare con spirito critico le situazioni quotidiane che ostacolano il perfezionamento di sé stesso.
  2. Essere fedeli: Riconoscere il giusto rapporto tra se stessi e ciò che si ha attorno, presupposto fondamentale per costruire giuste e rette relazioni con le altre persone.
  3. Impegnarsi a fondo: La realizzazione dell'uomo in relazione ai suoi obiettivi di vita richiede un'analisi approfondita e matura; il progresso può essere conseguito solo attraverso regolarità e costanza nell'esercizio.
  4. Rispettare gli altri: Conservare le norme comportamentali per capire gli altri ed essere accettati; la giusta condotta rende l'individuo degno di fede, aperto e semplice.
  5. Astenersi dalla violenza: L'uomo, in quanto essere dotato di intelletto, ha la capacità di trovare le vie della non violenza se affronta le situazioni controllando il proprio io.

Funakoshi scrisse: "Lo scopo ultimo del karate non si trova nella vittoria o nella sconfitta, ma nella perfezione del carattere dei partecipanti".

L'Eredità dello Shotokan

Dopo la morte di Gichin Funakoshi, la scuola Shotokan si divise in diversi gruppi, tra cui la Japan Karate Association (J.K.A.), il gruppo Shotokai e il gruppo universitario "Japan Karate Association". Ognuno di questi gruppi sviluppò le proprie particolarità, proclamandosi l'erede autentica della trasmissione di G. Funakoshi.

Oggi, lo Shotokan è uno degli stili di karate più diffusi al mondo, praticato da milioni di persone. La sua enfasi sulla tecnica, la disciplina e la filosofia lo rende un'arte marziale completa che offre benefici fisici e mentali a chi lo pratica.

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