Gli anni tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 non sono stati un periodo particolarmente brillante per il cinema di genere italiano. In questo contesto, emersero produzioni che, nel tentativo di emulare successi internazionali, spesso si rivelarono opere maldestre e sciagurate.
Il Contesto Cinematografico dell'Epoca
La fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 rappresentano un periodo difficile per il cinema di genere italiano. Questo periodo è caratterizzato da una sorta di "zombie" cinematografico, inconsapevole della sua condizione. Se alcune produzioni, come il Rambo dei poveri (almeno nei primi due capitoli), offrivano un'imitazione accettabile con riprese spettacolari, la maggior parte della filmografia di quel periodo era di scarsa qualità.
Nel 1987, uscì nelle sale italiane Il ragazzo dal kimono d'oro, conosciuto internazionalmente come Karate Warrior. Questo film, anziché ispirarsi al primo Karate Kid, prendeva spunto dal secondo capitolo, ambientato in Giappone.
Il Ragazzo dal Kimono d'Oro: Un'Analisi
Genesi e Produzione
Il tentativo di creare una risposta italiana a Ralph Macchio si concretizzò con Kim Rossi Stuart, il cui cognome fu abbreviato per conferire al prodotto un'aura più americana. Gli spot televisivi mostravano un impacciato Kim (Rossi) Stuart che fingeva di essere straniero, parlando italiano con un accento alla Dan Peterson, mentre il maestro Kimura simulava un allenamento con poca convinzione.
Critiche e Debolezze
Il ragazzo dal kimono d'oro era un'opera maldestra, con una regia incerta, combattimenti sciatti e attori incapaci. Kim Rossi Stuart, insieme agli altri interpreti, offriva una performance mediocre, limitandosi a espressioni facciali esagerate. La presenza di comprimari cagneschi contribuiva a una decadenza parodistica.
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Trama e Sviluppo dei Personaggi
La storia è ambientata a Manila e vede Anthony Scott (Kim Rossi Stuart), in vacanza dal padre (Jared Martin), invaghirsi di una giovane filippina di nome Maria (interpretata da Jannelle Barretto). Questo suscita l'ira di Quino (Enrico Torralba), un teppistello campione di karate che terrorizza i filippini. Per affrontare Quino, Anthony si allena con il maestro Kimura, un eremita nella foresta. In soli tre giorni, Anthony impara a padroneggiare il karate, sconfiggendo Quino in un combattimento mal diretto.
Seguiti e Accoglienza
Il film ebbe successo soprattutto in Germania e tra i ragazzini italiani. Tuttavia, i seguiti furono di qualità inferiore. Kim Rossi Stuart stesso definì il secondo capitolo "osceno". Karate Warrior 2, ambientato a Miami, vede Anthony dimenticare il karate e affrontare un nuovo nemico, Dick Anderson (Christopher Alan).
Karate Warrior 3 e il Cambiamento di Protagonista
Il ragazzo dal kimono d'oro 3 vide un cambio di protagonista, con Ron Williams che sostituì Kim Rossi Stuart nel ruolo principale. La trama seguiva le vicende di Larry Jones, un ragazzo esperto di karate che protegge un amico dai bulli.
L'Influenza di Kickboxer e delle Arti Marziali Miste
La Nascita delle MMA
Il Mixed Martial Arts (MMA) non è un concetto nuovo. La più antica disciplina di combattimento misto documentata è il Kalaripayatu indiano. Tuttavia, studi moderni suggeriscono che le tecniche di combattimento misto erano diffuse tra i popoli indoeuropei.
Evoluzione Storica delle Arti Marziali
Il termine "arti marziali" divenne di uso comune solo negli anni '60 del Novecento, con l'introduzione delle arti marziali orientali in Occidente. Il karate, originariamente una ginnastica propedeutica, fu una delle prime arti marziali a diffondersi a livello internazionale. Successivamente, il judo e l'aikido divennero popolari, seguiti dal kung-fu.
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L'Impatto di Kickboxer e la Nascita del Full Contact
Negli anni '70, nacque il full contact, uno sport che permetteva colpi dalla vita in su, e la kick boxing, che consentiva colpi su tutto il corpo. Il film Kickboxer - Il nuovo guerriero, interpretato da Jean-Claude Van Damme, ebbe un impatto significativo sulla diffusione della kick boxing.
Dalle Discipline Orientali alle MMA Moderne
La necessità di dare una connotazione sportiva alle arti marziali vede il campione di karate tradizionale e Point Karate Joe Lewis pianificare la nascita di uno sport in cui, come nel pugilato, vi fosse il contatto pieno, dando così vita al “Full-Contact (disciplina sportiva che poteva colpire solo dalla vita in sù). Poco dopo in Giappone nacque la kick boxing (disciplina di calci e pugni, nella quale si poteva colpire tutto il corpo).
La Thai Boxe, con le sue gomitate, ginocchiate e prese corpo a corpo, emerse come una disciplina popolare. Altre tecniche antiche come la Savate (Boxe francese) e il Ninjutsu giapponese guadagnarono popolarità. Il Jeet Kune Do di Bruce Lee e il Sambo Russo divennero noti.
Vale Tudo e Sanda: Contributi dal Brasile e dalla Cina
Il Vale Tudo, una forma di combattimento misto brasiliano, ottenne notorietà, così come la Sanda (Kick Boxing Cinese), che combinava percussioni, corpo a corpo e proiezioni.
La Nascita delle Competizioni MMA
Satoru Sayama fondò lo Shoot Boxing, uno sport realistico che mirava a competere con altre discipline. L'organizzazione Shooto divenne la più grande organizzazione di MMA del mondo. Nel 1993, nacquero l'Ultimate Fighting Championship (UFC) e il Pancrase. Nel 1995, Rick Blume coniò il termine "Mixed martial arts".
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Le MMA in Italia
In Italia, il Maestro di Sambo Giorgio D’Alessandro fu un pioniere delle tecniche di combattimento totale. Negli anni '90, emersero altri esperti che contribuirono allo sviluppo delle MMA nel paese.
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