Lo Stipendio Medio di un Lottatore di Sumo: Un'Analisi Approfondita

Il sumo, sport nazionale giapponese, affonda le sue radici nella tradizione e nel rispetto della stessa. Parallelamente allo sport agonistico, la disciplina si radica nella tradizione e nel rispetto, con lo shiko che rappresenta le fondamenta del Sumo in senso ginnico e culturale.

Lo Shiko: Fondamento Fisico e Spirituale del Sumo

Lo shiko è uno degli elementi essenziali del cosiddetto sumo rituale. Il gesto è noto: il rikishi (lottatore di sumo professionista) a gambe larghe e ginocchia piegate solleva alternativamente gli arti inferiori per poi riportarli a terra con vigore, colpendo il suolo con un tonfo imponente. Questo esercizio di stretching è fondamentale per la struttura muscolare delle gambe e per il posizionamento del baricentro, garantendo un ottimo equilibrio.

Ma lo shiko è anche un movimento spirituale, atto a scacciare i demoni e intimidire l'avversario, un po' come l'haka maori. Fare lo shiko significa rispettare il sumo e la tradizione che esprime, imprescindibile per uno sport sviluppatosi dalle radici shintoiste e foriero di una filosofia di lotta dove "il ring" è sacro e l'avversario meritevole d'ossequio.

Sanctuary: Uno Sguardo Inedito nel Mondo del Sumo

La serie Netflix "Sanctuary" offre uno sguardo inedito nel mondo del sumo, attraverso la storia di Kyoshi (Wataru Ichinose), un ragazzo schietto e violento che entra nel mondo del sumo professionistico. Sognando denaro, donne e successo, Kyoshi accetta l'offerta di Ensho (Pierre Taki) di entrare nella propria scuderia, ritrovandosi catapultato in un mondo spietato, rigoroso e brutale.

La serie esplora le dinamiche interne alle scuderie, le rivalità tra i lottatori e la rigida etichetta che governa la vita di un sumotori. "Sanctuary" racconta a 360 gradi un universo agonistico distante e quasi segreto per l'occidente, affascinante e di grande curiosità. La serie, ispirata a Spartacus e Cobra Kai, narra di gruppi di atleti che si allenano e combattono affrontando i fantasmi della propria esistenza, stringendo legami e creando rivalità.

Leggi anche: Analisi Pugile-Lottatore

Le Origini del Sumo: Un'Arte Marziale con Radici Antiche

Come per molti altri aspetti della cultura giapponese, scavando a fondo si trovano connessioni con la Cina; e nemmeno il sumo fa eccezione. Prima del periodo della dinastia Han (202 a.C. - 8 d.C.), in Cina era diffusa una tipologia di lotta libera chiamata kakuteigi o kakugi (juedixi in cinese) che era molto simile al sumō.

Nelle prime rappresentazioni artistiche e scritte, il sumō era associato ai rituali shintoisti, dove un umano combatteva contro spiriti e divinità. Durante il periodo Nara (710-784) il sumo divenne un evento legato alle corti nobiliari, e nel periodo Heian (794-1192) divenne una funzione di corte con banchetti allegati chiamati sumai no sechie. Nel periodo Muromachi (1338-1573) il sumo tornò in auge, diventando popolare anche tra i cittadini grazie alla crescita economica. L'apice della popolarità arrivò nel 1789, quando furono istituiti i primi titoli di yokozuna e l'arte marziale divenne un rituale in diversi templi shintoisti.

Regole e Rituali del Sumo Moderno

Lo scopo di uno scontro di sumo è spingere l’avversario fuori dal cerchio (dohyō) o forzarlo a toccare il suolo con una parte del corpo diversa dai piedi. Il dohyō ha un diametro di 4.55 metri ed è costruito con steli di riso, sabbia e argilla prima di ogni torneo. Al centro del ring vi sono due linee bianche (shikiri-sen) dietro le quali i lottatori si posizionano prima dello scontro.

Durante un combattimento è vietato colpire a pugno chiuso, puntare agli occhi, tirare i capelli, colpire la gola o i genitali, o spogliare l'avversario. L’inizio dello scontro è dettato dai lottatori, che iniziano la carica dopo aver appoggiato entrambi i pugni sulla superficie del ring. In caso di incertezza, gli arbitri (gyōji) possono interpellare i giudici di gara (shimpaniin) in una consulta chiamata mono-ii.

Ogni match è preceduto da una serie di rituali, tra cui il dohyō-iri (ingresso al ring), dove i lottatori si presentano al pubblico. Nel Yokozuna dohyō-iri, gli Yokozuna effettuano la loro cerimonia di ingresso separatamente, con il tachimochi (portatore della spada) e il tsuyuharai (araldo).

Leggi anche: Sport e cinema: il percorso di Danny Lerner

La Vita di un Lottatore di Sumo: Sacrifici e Ricompense

La vita di un lottatore di sumo è incentrata sugli allenamenti ed è parzialmente definita dalla Sumo Association. Un aspirante lottatore deve lasciarsi crescere i capelli per formare il codino tipico (chonmage). I giovani apprendisti si svegliano presto per allenarsi, mentre i sekitori (lottatori nelle categorie makuuchi o juryo) iniziano più tardi. I giovani lottatori svolgono compiti come preparare i pasti, i bagni caldi e assistere i senior.

La dieta è rigida e prevede il chankonabe (pesce, carne e verdure bollite insieme) consumato con riso e birra. Dopo pranzo, ai lottatori è concessa una siesta. Nel pomeriggio, i giovani lottatori seguono lezioni, mentre i sekitori si prendono cura dei fan-club o si riposano.

Lo stipendio mensile di un lottatore della categoria jūryō si aggira intorno agli 8.500€. Questo numero aumenta di circa 3.000€ al mese per ogni salto di categoria, arrivando a circa 25.000€ al mese per i lottatori nella categoria yokozuna.

Tuttavia, lo stile di vita del sumo ha gravi effetti collaterali. L’aspettativa di vita media per un lottatore è tra i 60 ed i 65 anni, a causa dell’impatto della dieta e dello sport sul corpo. Molti sviluppano diabete, problemi di alta pressione e problemi cardiaci, oltre a problemi al fegato e artrite.

Curiosità sul Mondo del Sumo

Un aspetto curioso è il divieto per i lottatori di guidare, imposto dalla Sumo Association. Ci sono anche limitazioni sull’altezza: nel 1994, la Sumo Association ha dichiarato che i lottatori devono essere alti almeno 173 centimetri.

Leggi anche: Quando Hollywood Incontra il Ring

Il Sumo nella Cultura Popolare e l'Impatto Economico

Il sumo non è solo uno sport, ma un simbolo culturale del Giappone. I rikishi sono visti come semidei e rappresentano i valori tradizionali del paese. Tuttavia, la vita da lottatore professionista non è sempre attraente per i giapponesi, motivo per cui molti lottatori provengono dalla Mongolia.

Un sumotori deve rispettare un'etichetta inflessibile, mantenendo i capelli lunghi come i samurai e indossando lo yukata in pubblico. Nonostante i sacrifici, un rikishi al massimo della carriera può guadagnare più di ventimila euro al mese, una cifra considerevole ma inferiore a quella di altri sport professionistici.

Negli ultimi anni, il sumo ha affrontato sfide come scandali di scommesse e strani rapporti con la mafia. Tuttavia, i lottatori hanno cercato di riabilitare la propria immagine, ad esempio aiutando le popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami nel Tohoku nel 2011.

tags: #lottatore #di #sumo #stipendio #medio

Post popolari: