Spesso si pensa che prendersi cura della propria mente significhi coltivare pensieri positivi ed evitare ogni traccia di negatività, come se il segreto del benessere psicologico risiedesse in un costante sforzo per mantenere una mentalità positiva. Tuttavia, la realtà è più complessa e sfaccettata. Questo articolo esplora il concetto di benessere psicologico, l'importanza della salute mentale e fornisce consigli pratici per affrontare i disturbi mentali e promuovere il benessere generale.
Cosa si intende per benessere psicologico?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il benessere psicologico come la condizione in cui un individuo è in grado di raggiungere un equilibrio mentale ed emotivo che gli permette di utilizzare le proprie abilità per risolvere problemi, stabilire relazioni interpersonali positive e mature, adattarsi ai cambiamenti, prendere decisioni e gestire le sfide quotidiane in modo efficace. L'OMS include il benessere psicologico nel concetto di "salute", affermando che "gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze in cui si trovano a vivere".
È fondamentale sottolineare che il benessere psicologico è un'entità dinamica, soggetta a cambiamenti nel tempo a seconda degli eventi e delle sfide che si incontrano nel corso della vita. Comprendere che non si tratta di uno stato fisso o definitivo, ma piuttosto di una "condizione di equilibrio" che richiede un monitoraggio costante, è cruciale per ricordarci l'importanza di prendercene cura.
Perché la salute mentale è importante?
La salute mentale non è solo l'assenza di disturbi psicologici, ma uno stato di benessere che permette all'individuo di realizzare il proprio potenziale, affrontare lo stress quotidiano, lavorare in modo produttivo e contribuire alla propria comunità. Prendersi cura della salute mentale è quindi un aspetto cruciale del benessere complessivo di un individuo e della società nel suo insieme.
L'influenza del benessere psicologico sugli altri aspetti della vita
Il benessere psicologico influisce su come pensiamo, sentiamo e agiamo. Quando una persona soffre di problemi di salute mentale, tutti gli aspetti della sua vita possono risentirne negativamente: dal lavoro all'ambiente familiare, fino alle relazioni sociali. Disturbi come ansia e depressione possono limitare la capacità di un individuo di partecipare pienamente alla vita quotidiana, riducendo la sua produttività e aumentando il rischio di altre condizioni mediche a lungo termine.
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Salute mentale e salute fisica
La salute mentale è profondamente intrecciata con la salute fisica. Problemi di salute mentale possono contribuire allo sviluppo di malattie croniche come cardiopatie e diabete, e influenzare direttamente comportamenti non salutari come il fumo, l'eccesso di alcool e l'uso di sostanze. Viceversa, le stesse condizioni mediche croniche possono aggravare i problemi di salute mentale, creando un circolo vizioso difficile da interrompere.
Prendersi cura del benessere psicologico deve essere una priorità, poiché non solo migliora le nostre vite personali ma ha anche impatti positivi sull'intera società.
Gli effetti della salute mentale sul benessere collettivo
La salute mentale ha implicazioni che si estendono ben oltre l'individuo. All'interno di una comunità, alti livelli di salute mentale e benessere contribuiscono a una maggiore produttività, coesione sociale e solidarietà. Le comunità con un forte senso di benessere mentale sono meglio attrezzate per affrontare le sfide collettive come le crisi economiche o i disastri naturali.
Una migliore salute mentale collettiva influenza direttamente anche le strutture sociali e l'economia. Problemi di salute mentale non gestiti possono portare a costi economici significativi, dai servizi sanitari all'assistenza sociale, mettendo sotto pressione le istituzioni e evidenziando la necessità di sistemi di supporto più robusti e accessibili.
Stigma e discriminazioni
L'atteggiamento verso la salute mentale può influenzare la stigmatizzazione e la discriminazione di coloro che soffrono di disturbi mentali. Un'attenzione collettiva al benessere psicologico contribuisce a creare un ambiente in cui la ricerca di aiuto è normalizzata e supportata, riducendo lo stigma e incoraggiando un intervento precoce, che può migliorare significativamente i risultati a lungo termine.
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Prendersi cura della salute mentale è quindi una responsabilità condivisa di cui beneficia ogni parte della società. Migliorando la consapevolezza e la comprensione, e investendo in servizi di supporto e prevenzione, si possono costruire comunità più resilienti e inclusive, in cui ogni individuo ha l'opportunità di sostenere e migliorare il proprio benessere psicologico.
Fattori Determinanti il Benessere Psicologico
Il benessere psicologico è un concetto complesso che dipende da una varietà di fattori interconnessi. Ecco alcuni dei principali elementi che lo determinano:
- Relazioni interpersonali: Circondarsi di relazioni significative (familiari, amicali e amorose) fornisce sostegno emotivo, riduce lo stress e aumenta la sensazione di appartenenza, favorendo lo sviluppo di una sana autostima.
- Salute fisica: Il benessere mentale e fisico si influenzano reciprocamente. Praticare esercizio fisico regolare, mantenere una dieta equilibrata e un sonno di qualità contribuiscono in modo rilevante a mantenere elevati i livelli di benessere complessivo.
- Sicurezza e stabilità: Vivere in un ambiente sicuro e stabile riduce lo stress e l'ansia generati dall'incertezza, permettendo agli individui di focalizzarsi sulla propria crescita e sulle relazioni interpersonali.
- Qualità dei propri pensieri: I pensieri hanno un impatto significativo sull'umore, sulle emozioni e sulle azioni. È essenziale diventare consapevoli del tipo di pensieri che coltiviamo e nutrire la mente con pensieri positivi e costruttivi.
- Gestione delle emozioni: La capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni in modo efficace è fondamentale. Non si tratta solo di coltivare emozioni positive, ma anche di imparare a navigare nelle emozioni spiacevoli come la tristezza, la paura e la rabbia.
- Autostima: Un buon livello di autostima infonde sicurezza nelle proprie capacità e promuove relazioni più equilibrate e soddisfacenti.
- Resilienza: La resilienza, intesa come la capacità di affrontare e superare avversità o stress, è cruciale per il benessere psicologico poiché consente di riprendersi dalle difficoltà e di adattarsi positivamente a nuovi ambienti e realtà.
- Ambiente di lavoro: Un clima lavorativo positivo e collaborativo riduce lo stress, previene il burnout e aumenta la motivazione.
- Educazione e apprendimento continuo: L'istruzione e l'opportunità di continuare ad apprendere stimolano la curiosità e la crescita personale, incrementano l'autostima e riducono il rischio di declino cognitivo.
- Sicurezza finanziaria: La sicurezza finanziaria riduce lo stress legato alle incertezze quotidiane e favorisce un aumento delle opportunità di scelta e del controllo sulla propria vita.
- Equilibrio tra lavoro e vita privata: Riservare tempo per gli interessi personali, il relax e le relazioni interpersonali è essenziale per una buona salute mentale.
- Senso di appartenenza e identità: Il senso di appartenenza a una comunità e una chiara identità personale e culturale contribuiscono ad aumentare la sensazione di sicurezza e benessere.
- Autorealizzazione: Sentirsi realizzati significa raggiungere una congruenza tra ciò che si è internamente e ciò che si esprime nel mondo, riducendo conflitti interni e aumentando la sensazione di completezza e soddisfazione.
- Capacità di gestire lo stress: Apprendere tecniche di stress management permette di ridurre l'impatto dei fattori stressanti, favorendo una maggior serenità mentale.
- Valori, significato e senso di scopo: La conoscenza dei propri valori personali guida comportamenti e decisioni coerenti con il sé autentico. Il significato attribuito alle esperienze arricchisce la vita di profondità emotiva, promuovendo un atteggiamento resiliente.
- Accesso a cure mediche e psicologiche: L'accesso a cure mediche e psicologiche offre una rete di supporto essenziale per diagnosi precoci, interventi preventivi e tempestivi.
- Libertà e autonomia: La capacità di fare scelte autonome consente all'individuo di perseguire obiettivi personali significativi e rafforzare il senso di controllo sulla propria vita.
- Contatto con la natura: Trascorrere tempo in ambienti naturali ha effetti positivi sul benessere psicologico, riducendo lo stress e l'ansia, migliorando la concentrazione e promuovendo un senso di maggior serenità.
Disturbo Mentale: Definizione e Caratteristiche
Nell'era moderna, i disturbi mentali hanno assunto tratti epidemici, e la loro incidenza sembra essere in continua ascesa. Sebbene il concetto di disturbo mentale cambi nel tempo, così come gli strumenti diagnostici e terapeutici, l'impatto dei disagi mentali nella società odierna è innegabile.
Dal sintomo alla diagnosi
Ma come si arriva alla diagnosi di un disturbo mentale? Cosa cura lo psichiatra? Come può il terapeuta essere sicuro di aver individuato la giusta terapia per ogni paziente? E in quali casi ci si può aspettare una completa guarigione?
La paura di impazzire
A volte la sensazione di poter perdere il controllo delle proprie facoltà mentali si fa più minacciosa. Sembra reale e porta a conseguenti rimuginazioni che aumentano lo stato d'ansia e di allerta. Uno stato emotivo, fisico o fisiologico particolare può portare la persona ad allarmarsi, credendo di poter impazzire.
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Storicamente, la paura di impazzire e delle sue conseguenze è minacciosa. In realtà, è raro perdere le proprie facoltà mentali da un giorno all'altro. Solitamente i gravi problemi psichiatrici si manifestano già lungo il corso dello sviluppo, con sintomi e segni precedenti all'esordio che fungono da campanello d'allarme.
La paura di impazzire è presente trasversalmente in vari disturbi, dove possiamo individuare fattori di vulnerabilità che ne favoriscono l'insorgere. A livello cognitivo, vi sono convinzioni che aumentano il timore stesso di impazzire.
Nel disturbo d'ansia per la salute (ipocondria), si manifesta il timore di avere una grave malattia mentale, con sintomi somatici senza base organica o sproporzionati rispetto al problema esistente. In questo disturbo, è centrale la tendenza ad interpretare erroneamente le informazioni relative ai sintomi corporei, con attenzione selettiva sul corpo e abbassamento delle soglie sensoriali.
Finestra di tolleranza emotiva
Tutti noi abbiamo una finestra di tolleranza emotiva all'interno della quale riusciamo a vivere le nostre emozioni e a gestirle. Chi ha una finestra più stretta percepisce le emozioni come minacciose e difficili da controllare.
È importante imparare a conoscere e accettare le normali risposte del nostro corpo, osservando quello che ci succede senza giudicarlo pericoloso. La meditazione mindfulness può aiutare a stare nel "qui e ora" e osservarsi sospendendo il giudizio.
La terapia cognitivo-comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale offre gli strumenti utili a fronteggiare meglio i sintomi fisici e a ridurre lo stress generale che può aggravarli. L'obiettivo terapeutico è duplice: imparare a normalizzare le alterazioni somatiche, senza spaventarsi, e ridurre il senso di sé come persona vulnerabile e in balia delle proprie emozioni.
Scopo fondamentale del lavoro è quindi allenare il paziente a normalizzare i sintomi, riattribuendoli a cause innocue.
L'importanza dell'attività fisica
Fare sport aiuta a mantenere in forma non solo il corpo, ma anche la mente. L'attività fisica può contribuire a migliorare le condizioni di salute dei pazienti con disturbi mentali come depressione, ansia e schizofrenia, o con malattie neurodegenerative come demenza senile e Alzheimer.
L'esercizio fisico strutturato e regolamentato può ridurre i sintomi dei disturbi mentali e migliorare non solo le condizioni generali di salute fisica ma anche le capacità cognitive. Integrare l'allenamento fisico nel percorso terapeutico del paziente, assieme al trattamento farmacologico e alle sedute di psicoterapia, può portare a risultati significativi.
Adottare uno stile di vita sano e attivo migliora la funzione cardiovascolare e aumenta il rilascio di neurotrasmettitori cerebrali come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina, che svolgono un ruolo importante per il funzionamento delle capacità cognitive e la regolazione dell'umore.
Un programma di allenamento mirato può avere effetti positivi anche sulle persone con deficit cognitivi causati dall'Alzheimer, rallentando l'evoluzione della patologia. Inoltre, lo sport può contribuire al mantenimento della salute mentale dei care giver.
Condividere momenti di attività ludico-sportiva aiuta a sviluppare buone capacità a livello relazionale e sociale e a sperimentare emozioni positive. La media di pratica sportiva settimanale consigliata si aggira intorno ai 70 minuti da suddividere nell'arco di tre o quattro sessioni.
Affrontare il Disagio Psicologico
Tutti, nel corso della vita, sperimentano periodi difficili in cui la salute psicologica può essere messa sotto pressione. Il disagio psicologico è uno stato temporaneo caratterizzato da sintomi emotivi, comportamentali e mentali che possono incidere sulla vita quotidiana di una persona.
Esistono diversi tipi di disturbo psicologico, tra cui il disturbo d'ansia generalizzato, il disturbo di panico, l'ansia sociale, i disturbi ossessivo-compulsivi e i disturbi dell'umore come la depressione, il disturbo bipolare e il disturbo affettivo stagionale.
Affrontare con uno psicologo i disagi e i disturbi psicologici nel momento in cui si presentano è molto importante per ridurre l'impatto che possono avere sulla salute e sul benessere.
Salute Mentale: Un Diritto Fondamentale
La salute mentale è alla base della capacità umana di pensare, provare sensazioni, imparare, lavorare e instaurare relazioni profonde. La prevenzione, promozione e cura della salute mentale è una delle principali priorità dell'UNICEF ed è tutelata all'art. 24 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La metà di tutti i disturbi mentali iniziano intorno ai 14 anni, ma la maggior parte dei casi non viene diagnosticata né trattata. Un mix di genetica, fattori ambientali ed esposizione a esperienze negative influenzano la salute mentale dei bambini.
Secondo l'ultimo rapporto UNICEF, a livello globale 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato. L’ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati. Altro tema è l'eco-ansia o ansia climatica: la preoccupazione per le minacce ecologiche sperimentate dal nostro pianeta.
Una pandemia silente
Nel nostro paese, prima della pandemia, la prevalenza dei problemi di salute mentale si collocava intorno al 18-20% della popolazione minorenne. Nel 2019, si stimava che il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni soffrissero di problemi di salute mentale, con una incidenza in aumento con l’età.
L'UNICEF sottolinea come lo stigma e la discriminazione, accanto a un’insufficiente offerta di servizi di prevenzione e cura della salute mentale e benessere psicosociale degli adolescenti, impediscono spesso a chi ne ha più bisogno di ricevere assistenza e cure.
Quattro priorità di intervento
L'azione dell’UNICEF nell'ambito della prevenzione e della tutela della salute mentale di bambini e adolescenti si basa su una strategia di advocacy multisettoriale suddivisa in 4 ambiti di intervento:
- Garantire investimenti e azioni per promuovere e proteggere la salute mentale di bambini, adolescenti e famiglie, ponendo un’attenzione particolare a prevenire e combattere l’incuria, l’abuso e i maltrattamenti.
- Cambiare approccio sulla salute mentale, contrastando la percezione pubblica negativa ed escludente, legata allo stigma, ai pregiudizi e alla paura.
- Sostenere il benessere psicosociale e la salute mentale per bambine/i e adolescenti attraverso progetti integrati di sostegno psicologico ed empowerment.
- Sensibilizzare sull'importanza del benessere emotivo e migliorare la comprensione della salute mentale attraverso partnership e contenuti informativi.
Combattere lo Stigma
Lo stigma è un marchio, un'etichettatura negativa che grava sui malati psichiatrici. È la condanna sociale, la colpevolizzazione, il sostenere che questi disturbi non hanno rimedio e sono pericolosi. Per chi soffre di questi disturbi e per le loro famiglie, significa vergogna, senso di colpa e necessità di isolarsi.
Lo stigma nega la dignità di malattia alle malattie mentali, facendone molte volte un problema di cattiva volontà. La pazzia è stata districata da tempo in tante distinte malattie: depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, panico, distimia, anoressia, schizofrenia, ognuna con una propria diagnosi e con una conseguente terapia.
Secondo Stefano Pallanti, professore associato di Psichiatria all’Università di Firenze e docente di psichiatria e scienze del comportamento alla Stanford University (Usa), lo stigma è implicito nella parola “mentale” che ghettizza rispetto alle altre sofferenze del corpo. Oggi si parla più di disturbi della connettività, dei diversi modi di funzionamento dei circuiti cerebrali.
Pallanti sottolinea che l'Organizzazione mondiale della Sanità ha raccomandato di parlare di guarigione e di continuare la cura fino alla guarigione, facendo diagnosi precise con prognosi precise, ove possibile.
Massimo Biondi, direttore dell'unità di psichiatria e psicofarmacologia del Policlinico Umberto I di Roma e ordinario di psichiatria all’Università La sapienza, afferma che lo stigma è un punto chiave nel problema delle malattie mentali ed è al centro di una direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Andrea Fagiolini, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Siena, sostiene che lo stigma esiste anche a livello della considerazione che il sistema sanitario ha per la psichiatria, con risorse allocate inferiori rispetto alle esigenze.
Giovanni Migliarese, primario di psichiatria all’ospedale di Vigevano e specialista dell’adolescenza, afferma che la gente ha più paura delle malattie psichiatriche che di un tumore e che viviamo in un immaginario collettivo nato dai film in cui lo psichiatra viene sempre descritto come un sadico o una macchietta.
Paola De Rose, neuropsichiatra infantile, afferma che lo stigma nasce dal fare associazioni sbagliate sulle malattie mentali ed è ignoranza. Quello che produce nell’infanzia è vergogna per i genitori e per i bambini.
Il contrario dello stigma è la conoscenza. Occorre informare bene i genitori e i bambini, diffondere conoscenza a cominciare dalla scuola, dai social e dai vari canali informativi.
Sport e Salute Mentale
Lo sport fa bene alla salute ma non solo. Calma la mente, aiuta a moderare lo stress, l’umore, a combattere la depressione, e può aiutare a prevenire e aiutare a gestire anche i problemi di salute mentale più gravi. Non è necessario praticare una disciplina a livello agonistico ma è sufficiente allenarsi qualche ora a settimana per sentirsi già meglio.
L'attività fisica è molto utile nella gestione dello stress sia acuto che cronico. In uno studio pubblicato nel 2018, si è confrontato l’effetto della fluoxetina e l’attività sportiva sulla funzionalità cerebrale, concludendo che sia la fluoxetina che l’attività sportiva stimolano l’attività neuronale dell’ippocampo, aumentando la produzione di nuove cellule.
Non esiste una regola assoluta su quale tipo di attività fisica sia più adatta, ma a volte può bastare una passeggiata veloce di 20 minuti. È importante non esagerare e rispettare i limiti del nostro organismo.
L'attività fisica di gruppo è particolarmente utile perché permette di socializzare e di mettersi in gioco.
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