Introduzione
Gian Luigi Gessa, neuroscienziato di fama internazionale, ha compiuto ottant'anni. La sua vita è un esempio di come il cervello, se esercitato, si irrobustisce, creando connessioni sempre più fitte tra i neuroni. Gessa ha fondato una delle scuole di neurofarmacologia più autorevoli a livello internazionale. In questo articolo, esploreremo la sua biografia, i suoi contributi alla scienza e il suo legame con il taekwondo.
Gli Inizi e la Sfiducia Iniziale
Nel dicembre del 1980, Gessa si trovò in difficoltà mentre faceva windsurf a Geremeas. Un'onda lo scaraventò in mare e rimase aggrappato alla tavola fino a quando fu ritrovato a tarda sera. Le sfide sono sempre piaciute a Gian Luigi Gessa, come quella volta, quasi dieci anni prima, quando nel 1971 Bernard Brodie (il direttore del laboratorio di neurofarmacologia del National Institute di Bethesta), gli disse «You must be sick», tu devi essere proprio matto. Poco prima Gessa gli aveva comunicato di voler lasciare il più prestigioso laboratorio degli Usa per questo tipo di studi. E tutto per rientrare in Sardegna, a Cagliari, per dirigere un istituto di farmacologia dove non c’era niente. Quei primi mesi di lavoro nel capoluogo dell’isola sono stati avventurosi. Mancavano persino le cavie degli esperimenti (conigli e ratti). Tanto che per procurarseli , i conigli, bisognava mettersi a fare i bracconieri, girando attorno a Pula e Santadi (come Gessa faceva con la sua Lambretta), «ma ci si doveva arrangiare». A Bethesda, invece, bastava una telefonata e le cavie arrivavano tutte dello stesso peso, sesso e colore, «come le volevi e senza limitazioni di numero». A Cagliari, invece, tutto costava sempre di più di quello che l’istituto poteva spendere. Negli Usa, dove Gessa era rimasto complessivamente cinque anni, aveva «imparato un mestiere, quello del neurofarmacologo». E conosciuto gli scienziati appartenenti al ghota della ricerca internazionale. Tutte persone che viste da vicino, racconta oggi il professore, non sembravano più intelligenti di alcuni suoi colleghi di allora dell’università di Cagliari. «Quelli, però, gli illustri scienziati, avevano avuto una scuola, gli altri - i miei colleghi - no: nessuno gli aveva mai insegnato il mestiere dello scienziato e, di conseguenza, mostrato quanto valessero».
La Creazione di una Scuola in Sardegna
Da qui il montare di un pensiero fisso: creare una scuola e farlo in Sardegna. E così è stato. Oggi quella “scuola”, inizialmente formata da Gessa e da un usciere, è diventata un autorevolissimo centro di ricerca, che ha “colonizzato” con ottimi docenti una quindicina di atenei nazionali e che vanta centinaia di pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche, da “Scienze” a “Nature”. Inoltre ha anche contribuito a tracciare una strada considerata molto feconda per l’esplorazione del cervello: lo studio degli effetti delle sostanze “da abuso”: dall’eroina alla coca, dalla marijana all’alcol, dal cioccolato al caffè. Per fare questo sono state studiate quelle sostanze chimiche (i neurotrasmettitori) presenti nel cervello che controllano l’appetito, il sonno, l’aggressività, l’attività sessuale, il consumo di droghe, l’ansia e persino quel fenomeno che viene chiamato “noia”. Nello stesso tempo si è chiarito che quasi tutte le sostanze “da abuso” esistono già nel nostro cervello.
La Ricerca sui Neurotrasmettitori e le Sostanze d'Abuso
La scuola di Gessa ha contribuito a tracciare una strada considerata molto feconda per l’esplorazione del cervello: lo studio degli effetti delle sostanze “da abuso”. Sono state studiate le sostanze chimiche (i neurotrasmettitori) presenti nel cervello che controllano l’appetito, il sonno, l’aggressività, l’attività sessuale, il consumo di droghe, l’ansia e persino quel fenomeno che viene chiamato “noia”. Nello stesso tempo si è chiarito che quasi tutte le sostanze “da abuso” esistono già nel nostro cervello. «Quindi anche nella mia testa - sottolinea Gessa che, sornione, racconta - la mattina, quando mi sveglio, io preferisco che il mio organismo si “faccia” di dopamina, il suo omologo esterno è la cocaina. E’ importante quando si vuole desiderare e consumare». Ma la sostanza endogena (che sta dentro di noi) che il professore preferisce è «quella che somiglia alla marijuana, l’anandamide che, in sanscrito, significa “felicità”: fa dimenticare le cose spiacevoli. Per la mia età è la sostanza endogena migliore perché mi fa censurare tutto quello che avrei potuto essere ma non fui. Ma io mi ritengo fortunato: sono come una farmacia vivente ricco di bellissimi neurotrasmettitori. Quindi non ho bisogno di alcuna sostanza esterna».
Il Taekwondo: Un Aspetto Meno Noto
Oltre alla neurofarmacologia, un altro aspetto della vita di Gessa, non menzionato direttamente nel testo fornito, potrebbe essere il taekwondo. Tuttavia, non avendo informazioni specifiche su questo argomento nel testo, non posso fornire dettagli accurati.
Leggi anche: Premi a Luigi Busà per le Sue Doti Umane
Un Desiderio e un Consiglio
Un desiderio? Sornione risponde: «Una strada a me dedicata, ma da vivo. Altrimenti un aeroporto. Pensi: Elmas-Gessa. E consideri che Elmas significa “il più grande”». Poi più serio: «Un consiglio ai giovani? Leggete “I demoni” di Dostoevskij e “Don Chisciotte” di Cervantes. Splendidi».
Leggi anche: Taekwondo: Arte Marziale Globale
Leggi anche: L'eredità di Hazem Kamal nel Taekwondo
tags: #luigi #gessa #taekwondo #biografia
