Il Taekwondo (태권도, pronuncia: Tecondò) è un'arte marziale coreana che combina tecniche di combattimento, difesa personale, esercizio fisico e, in alcuni casi, filosofia e meditazione. La parola Taekwondo deriva dal coreano: Tae (colpire col piede), Kwon (pugno) e Do (arte), traducibile quindi come "l'arte di usare piedi e pugni".
Le Antiche Radici Coreane del Taekwondo
Le origini del Taekwondo affondano in antiche forme di combattimento coreane, risalenti al I secolo a.C. In particolare, si fa riferimento al Taekkyeon, un'arte marziale focalizzata sull'uso dei calci, praticata sia dalla popolazione che dai guerrieri, specialmente dopo essere stata incorporata dalla casta guerriera degli Hwarang.
Durante la dinastia Koguryo (37 a.C. - 668 d.C.), emerse un sistema di combattimento noto come Hwa Rang Do, divenendo un precursore del Taekwondo moderno. Durante la Dinastia Koryo (935-1392), si sviluppò il termine “Taekkyeon” per descrivere le arti marziali coreane. Questo stile incorporava movimenti eleganti e agili, con un’enfasi particolare sull’uso dei piedi per attacchi e difese.
L'Occupazione Giapponese e la Rinascita Post-Bellica
Nel 1910, l'occupazione giapponese della Corea portò alla proibizione delle arti marziali native, nel tentativo di sopprimere l'identità culturale coreana. Nonostante il divieto, il Taekkyeon continuò ad essere praticato clandestinamente, talvolta mascherato come danza. Durante questo periodo, le discipline giapponesi furono importate e imposte. Coreani abili nell’apprendere l’arte del combattimento e in grado di ricevere dei gradi in Giappone, vennero introdotti intensivamente alla pratica delle Arti marziali giapponesi.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, con la liberazione della Corea, le arti marziali native riemersero. Scuole di arti marziali (kwan) iniziarono ad aprire, influenzate sia dalle discipline autoctone che da quelle esterne. Alcuni studiosi ritengono che fossero basate principalmente sulle arti tradizionali coreane, taekkyeon e subak, o che il taekwondo sia derivato da arti marziali coreane native con alcune influenze dalle nazioni vicine. Altri studiosi ritengono, tuttavia, che le arti insegnate in queste scuole fossero basate quasi interamente sul karate.
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L'Unificazione e la Nascita del Nome "Taekwondo"
Nel 1952, durante la Guerra di Corea, un'esibizione di arti marziali vide i kwan mostrare le loro abilità. In una di queste dimostrazioni, Nam Tae Hi ruppe 13 mattonelle con un pugno. Il presidente sud coreano Syngman Rhee, impressionato, ordinò al generale Choi Hong Hi di introdurre la pratica delle arti marziali nell’addestramento dell’esercito coreano.
Verso la metà del decennio, cinque kwan erano saliti alla ribalta. Syngman Rhee ordinò che le varie scuole fossero unificate in un singolo sistema. Il nome “taekwondo” fu proposto sia da Choi Hong Hi (dell’Oh Do Kwan) che da Song Duk Son (dell’Chung Do Kwan), e venne accettato l’11 aprile 1955 come nome dell’arte marziale unificata coreana. Al giorno d’oggi, i nove kwan sono considerati i fondatori del taekwondo, nonostante non tutti usassero il nome.
La Diffusione Globale del Taekwondo
Nei primi anni ’60, il taekwondo fece il suo debutto mondiale con l’assegnazione dei titoli di maestri originari del taekwondo a vari paesi. Tentativi di standardizzazione in Corea del Sud non ebbero molto successo, dato che i kwan continuarono ad insegnare stili differenti.
Il 22 marzo 1966 venne fondata da parte del generale Choi Hong Hi la International Taekwondo Federation (ITF), privata ed indipendente. Il 28 maggio 1973, a seguito di insanabili contrasti tra il gen. Choi Hong Hi e il suo vice Kim Un-yong, venne fondata in Corea del Sud la World Taekwondo Federation (WTF) presieduta dallo stesso dott. Kim Un-yong. Nel 1990 il Maestro Park Jung Tae, dopo aver lavorato per la ITF, fondò la Global Taekwondo Federation (GTF). Quest’ultima non ricevette mai alcun finanziamento dai due governi coreani, cosa che avvenne invece per la WTF e la ITF.
L'Ingresso alle Olimpiadi
Dal 2000, il Taekwondo WTF è diventato uno dei due soli sport da combattimento asiatici incluso nel programma dei giochi olimpici; divenne un evento dimostrativo già nei giochi del 1988 a Seul, ma venne incluso ufficialmente solo con i giochi del 2000 a Sydney. Dal 2020, il Taekwondo è incluso anche nel programma paralimpico, con gare di Para Taekwondo - Kyorugi.
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Il Taekwondo in Italia
Io ho iniziato a diffondere il Taekwondo nel 1966, quando si formano i primi nuclei di praticanti. Il TKD si espande lentamente ma costantemente, specialmente nell’Italia centro-meridionale, e l’interesse che si crea intorno a questa nuova disciplina suggerisce la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo. La FITKD nasce come affiliata alla I.T.F., un’associazione internazionale di Maestri che aveva iniziato la diffusione del TKD in Europa e negli USA. Pur tra mille difficoltà si va avanti, il TKD comincia a farsi conoscere in Italia e l’Italia, a sua volta, si fa conoscere in campo internazionale. Addirittura sorprendente può essere considerato il risultato ottenuto ai mondiali I.T.F.
Dopo circa dieci anni ecco il primo strappo di cui parlavo all’inizio, la prima seria svolta. Nel panorama internazionale accanto alla I.T.F. lavora un’altra federazione, la W.T.F., che sembra rappresentare nel modo migliore, sia sul piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del Taekwondo. La decisione è sofferta, coraggiosa ma al tempo stesso inevitabile. Quindi, nonostante i legami di amicizia e la buona posizione dell’Italia nella nicchia dell’I.T.F., ho deciso di far entrare la FITKD nella W.T.F., un’organizzazione sostenuta tra l’altro dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere nell’ambito sportivo mondiale ufficiale. E’ il 1975, si va in Corea, al 2° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre molti regolamenti rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport. L’uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da vecchie e nuove ipocrisie e la trasformazione e il passaggio alla W.T.F. si rivela per tutti noi una salutare doccia fredda. Qualcuno non condivide e preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati sportivi seguono.
Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: molte cose stanno nuovamente cambiando a livello internazionale, l’importanza che il TKD sta assumendo a livello mondiale fa sì che anche il movimento olimpico si interessi da vicino al nostro sport. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF (General Association of International Sport Federations), si appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo motivo, le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei rispettivi paesi.
Anche l’Italia deve sottostare a questa regola e così la FITKD si vede costretta nel 1980 a sciogliere la sua solida ma piccola e privata organizzazione ed entra nella FIKDA che, tramite la Federazione del Judo, risulta essere in quel particolare momento l’unica struttura per le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento ufficiale in Italia. Per tutti i praticanti è un momento molto delicato.
Nel 1982 la FIKDA si trasforma nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ. Al Congresso di Berlino del 1985 il CIO vota a favore dell’introduzione del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il debutto proprio in Corea, dove nel 1988 sono in programma i Giochi di Seoul. E’ un colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di sport dimostrativo e non ufficiale. Una promozione su cui molti non avrebbero scommesso, soprattutto tra gli addetti ai lavori di alcune discipline “concorrenti”. Il Presidente della FILPJ decide di dare un “segnale” ed appoggia la mia candidatura a Presidente della FIKTEDA.
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E’ il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte molti appoggiavano la decisione della FILPJ, dall’altra c’era però chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve periodo di contrasti ed alterne vicende, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una corrente modernista del Karate.
I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano della qualità che sul quello della quantità. Ed eccoci alla storia contemporanea. In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l’astro nascente degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più marginale. Il Taekwondo partecipa anche alle XXV Olimpiadi di Barcellona ’92 ancora nel programma dimostrativo. Ma la crescita a livello internazionale si fa sempre più rapida e importante tanto da arrivare alla definitiva promozione del 1994: al Congresso di Parigi il CIO vota il Taekwondo come sport ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. E’ un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire “ Io c’ero ! ”.
Per l’Italia, così come per altre nazioni, è una grossa occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale. E’ evidente a questo punto la necessità di creare una struttura organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il Taekwondo. D’altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici Nazionali hanno formato delle Federazioni indipendenti di Taekwondo. Quando il settore Karate decide di entrare nella FILPJ e di formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo chiede ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione Associata direttamente al Comitato Olimpico Nazionale.
Gli ultimi avvenimenti sono recenti. A dicembre 2000 il CIO conferma il Taekwondo nei Giochi Olimpici di Atene e sempre a dicembre 2000 il CONI riconosce la FITA ai fini sportivi come Federazione Sportiva Nazionale.
Choi Hong Hi: Il Padre del Taekwondo Moderno
Il Generale Choi Hong Hi è nato il 9 novembre 1918 nell’attuale Corea del Nord. Da bambino aveva una sofferenza per i suoi genitori. Già da giovane dimostrava uno spirito forte ed indipendente.ll’età di dodici anni fu espulso dalla scuola per agitazioni contro le autorità giapponesi che a quel tempo avevano il controllo della Corea. Questo fu l’inizio di quello che sarebbe diventato il movimento d’indipendenza degli allievi di Kwang Ju. A Dopo l’espulsione dalla scuola, il padre del giovane Choi, ha messo il figlio a studiare lo studio della calligrafia sotto uno degli insegnanti più famosi della Corea, il Maestro Han Il Dong. Oltre che essere conosciuto come maestro di calligrafia, Han Il Dong era Maestro di Taek Kyon, un’antica arte marziale coreana proibita a quei tempi.
Nel 1937, Choi si è trasferito in Giappone per una ulteriore cultura personale. Poco prima di lasciare la Corea, si trovò a discutere animatamente di un argomento piuttosto scottante con un lottatore professionista. A Kyoto, Choi, venne in contatto con un coreano, Him, che insegnava karatè. In due anni d’addestramento intensificato, Choi raggiunse il grado di cintura nera primo Dan. Choi seguì un periodo di addestramento sia mentale che fisico all’università di Tokyo. In questi anni, l’addestramento e la sperimentazione delle nuove tecniche di lotta sono stati intensificati fino al personale raggiungimento della cintura nera secondo Dan in karatè e con l’insegnamento in una palestra di Tokyo.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Choi è stato costretto, contro la sua volontà, ad arruolarsi nell’esercito giapponese. Ritornato in patria mentre era a Pyongyang (Corea del Nord), fu implicato come il pianificatore del movimento d’indipendenza coreano e fu internato in una prigione giapponese per circa otto mesi. Mentre era in prigione, per alleviare la noia e conservare il fisico, Choi cominciò ad esercitarsi in quest’arte marziale nella solitudine della sua cella. In breve tempo i compagni di cella diventarono i suoi allievi, che coinvolgendo altri detenuti trasformarono il cortile in una gigantesca palestra. La liberazione nel mese d’agosto 1945, risparmiò a Choi una pena di sette anni.
In gennaio dell’anno seguente Choi divenne secondo tenente del nuovo esercito sud coreano, questo gli permise di mettere il Taekwon-Do in una nuova orbita. Divenne comandante del distretto di Kwan Ju, dove insegnò la sua arte all’intera compagnia. Fu promosso primo tenente e trasferito a Tae Jon nel secondo reggimento di fanteria. Choi iniziò ad insegnare la sua arte marziale non soltanto ai soldati coreani ma anche agli americani.
Nel 1947 Choi venne promosso prima a capitano poi a maggiore. Nel 1949 fu inviato a Seul come testa logistica e diventò istruttore di Taekwon-Do nella scuola americana della polizia militare. Alla fine del 1948, Choi divenne tenente colonnello. Nel 1949 Choi fu promosso a colonnello e per la prima volta visitò gli Stati Uniti andando a Fort Riley. Qui introdusse la sua arte al popolo americano.
Nel 1951 divenne brigadiere generale e organizzò la scuola a Pusan come comandante e capo aiuto del reparto accademico. Nel 1952 venne nominato capo del personale del primo corpo e responsabile dell’istruzione a Kang Nung. Ai tempi dell’armistizio, Choi era a comando della quinta divisione di fanteria.
L’anno 1953 fu speciale per Choi, sia per la sua carriera militare sia per il progresso della sua nuova arte marziale. Fu l’autore del primo libro sul servizio segreto in Corea. Organizzò la ventinovesima divisione di fanteria nell’isola di Cheju, divenne la mente pensante del Taekwon-Do e fondò l’Oh Do Kwan (ginnastica a modo mio) dove riuscì non soltanto ad addestrare ma anche a sviluppare un moderno sistema che fondesse il Taek Kyon e il karatè. Di grande aiuto gli fu il suo braccio destro Nam Tae Hi. Alla fine dell’anno fondò la Chong Do Kwan (ginnastica dell’onda blu), una delle più grandi palestre di ginnastica per civili della Corea.
Il 1955 ha segnato l’inizio del Taekwon-Do come arte marziale coreana. Durante quest’anno si formò una commissione che includeva istruttori, storici e importanti guide sociali. Furono presentati un certo numero di nomi per la nuova arte marziale. L’undici aprile la commissione convocata dal Gen. Choi decise per il nome “Taekwon-Do”, suggerito direttamente da Choi. Questo nome voleva sostituire tutti i termini differenti e confusionari quali: Dang Soo, Gong Goo, Taek Kyon, Kwon Bup, ecc.Nel 1959 il Taekwon-Do si allargò al di fuori dei confini coreani, Il Gen. Choi e diciannove delle cinture nere fecero un tour nell’Estremo Oriente. Il tour fu un successo, estasiando gli spettatori con le tecniche di Taekwon-Do. Molti di queste cinture nere divennero i responsabili per l’insegnamento del Taekwon-Do al di fuori della Corea. Durante quest’anno, Choi divenne comandante del secondo esercito di Tae Gu. Il Gen, Choi pubblicò il primo testo coreano sul Taekwon-Do che diventò modello di riferimento per l’edizione del 1965.
Nel 1960, Choi assistette al corso moderno di familiarizzazione con le armi in Texas. Qui vi fu il contatto con Jhoon Rhee a San Antonio, dove il Gen. Choi convinse gli allievi e il Maestro ad usare il nome di Taekwon-Do anziché karatè. Jhoon Rhee venne conosciuto come il primo istruttore di Taekwon-Do in America. Ciò ha contrassegnato l’inizio dell’insegnamento del Taekwon-Do negli Stati Uniti d’America.
Il 1961 divenne l’anno della maturazione sia per la carriera militare sia nel Taekwon-Do, con il comando di uno dei più grandi centri di addestramento in Corea il sesto corpo dell’esercito. Il Taekwon-Do continuava ad espandersi non soltanto presso i civili e i militari coreani, ma veniva insegnato anche ai soldati degli Stati Uniti della settima divisione di fanteria. Attraverso i suoi allievi, il Taekwon-Do venne introdotto all’accademia militare di West Point. Durante lo stesso anno , Choi rese il Taekwon-Do obbligatorio per le intere forze della polizia della Corea del Sud.
Nel 1962, Choi venne nominato ambasciatore in Malesia, dove sparse i primi semi del Taekwon-Do. Nel 1963 avvenne la dimostrazione a New York presso il palazzo delle Nazioni Unite e venne introdotto il Taekwon-Do anche in Vietnam. Lo stesso anno, Choi fece un viaggio in Vietnam con lo scopo di una ulteriore istruzione sul Taekwon-Do perfezionato dopo continui anni di ricerca e dedizione continua. Questa fu una nuova era per il Taekwon-Do in quanto aveva eliminato totalmente la vecchia forma del karatè. Alla fine di quest’anno fu rieletto presidente della federazione coreana di Taekwon-Do.
Nel 1965 Choi diventa generale a due stelle e viene nominato ambasciatore del governo della Repubblica della Corea. Viaggia in Germania, Italia, Turchia, Arabia, Malesia, Singapore. Questi viaggi sono significativi perché il Taekwon-Do viene dichiarato come arte marziale coreana. Questa fu la base per la stabilizzazione delle associazioni di Taekwon-Do in questi paesi ma anche nella formazione della federazione internazionale di Taekwon-Do (International Taekwon-Do Federation - ITF) com’è conosciuto oggi.
Il 22 marzo 1966 si è formata la ” International Taekwon-Do Federation ” con le associazioni di: Vietnam, Malesia, Singapore, Repubblica Federale di Germania, Stati Uniti, Turchia, Italia, Arabia, Egitto e Corea. Nel 1967, contribuì alla fusione fra Corea e Vietnam per il Taekwon-Do. Nello stesso anno si formò anche l’associazione di Hong Kong Taekwon-Do. In agosto visitò i tornei di Taekwon-Do a Chicago; in Illinois discusse dell’espansione e della necessaria unificazione delle varie associazioni degli Stati Uniti. Durante quest’anno, Choi incontrò Robert Walson cintura nera quarto Dan, una delle prime autorità non coreane sul Taekwon-Do per porre il proprio lavoro in un libro. Alla fine del 1967, Choi invitò Il Maestro Mas Oyama alla sede dell’I.T.F. a Seul per continuare la discussione interrotta in Giappone, ad Hakone, per avere la conferma dal Maestro Oyama di cambiare le sue tecniche in quelle del Taekwon-Do.
Nel 1968, Choi visitò la Francia come delegato principale del governo coreano, per assistere al simposio militare sugli sport internazionali a Parigi. Il Taekwon-Do era nell’ordine del giorno. I delegati di 32 paesi assistettero alla dimostrazione della squadra di Taekwon-Do. Lo stesso anno si formò l’associazione del Regno Unito. Choi visitò anche la Spagna, i Paesi Bassi, il Canada, il Belgio e l’India. Nel 1969, Choi fece un tour per l’Asia sud orientale per studiare le preparazioni di ogni paese per il primo torneo asiatico di Taekwon-Do tenuto a settembre a Hong Kong.
Ad agosto del 1970, Choi visitò venti paesi nel tour dell’Asia sud orientale, il Canada, l’Europa, il Medio Oriente. In marzo 1971 assistette ai secondi tornei asiatici di Taekwon-Do svolti nello stadio di Negara in Malesia. Durante quest’anno selezionò degli istruttori, su richiesta del Gen. Kim Jong Hyun, per istruire le forze militari dell’Iran. Nel 1972 spostò la sede dell’ International Taekwon-Do Federation a Toronto, in Canada, durante questi anni, Choi si è impegnato a promuovere la sua arte fra la gioventù di tutto il mondo. È stato punto cardine nell’introdurre il Taekwon-Do nelle università d’Europa, d’America, del Medio Oriente e in Estremo Oriente.
Nei mesi di novembre e dicembre 1973, Choi selezionò un “Demo Team” e toccò tredici paesi dall’Europa all’Africa, dal Medio Oriente all’Estremo Oriente. Nel 1974, Choi poteva essere fiero della sua creatura perché il suo sogno si stava avverando, il mondo era conscio dell’esistenza del Taekwon-Do. In questo stesso anno vi furono i primi campionati del mondo a Montreal in Canada. In novembre e dicembre dello stesso anno il Demo Team toccò la Giamaica, il Curacao, La Costa Rica, la Colombia, Il Venezuela e il Surinam.
Nel 1975 il Taekwon-Do andò a Sydney, in Australia. Nello stesso anno il Gen. Choi andò in Olanda per dichiarare l’apertura del primo campionato europeo tenuto ad Amsterdam. Nel settembre 1977, Choi visitò la Malesia, la Nuova Zelanda, l’Austria. Alla riunione che si tenne a Tokyo denunciò il presidente della Corea del Sud Park Jung Hee che abusava del Taekwon-Do per puri scopi politici.
Nel settembre 1978 vi fu il secondo campionato mondiale di Taekwon-Do in Okhlahoma, Negli Stati Uniti. Nel 1980 il Taekwon-Do venne introdotto nella Corea del Nord paese di nascita del Gen. Choi Hong Hi. In novembre si tenne il primo A.E.T.F. Nel gennaio 1981, Choi venne chiamato in Australia per dichiarare aperto il primo campionato della zona del Pacifico.
Nel gennaio del 1982 si è formata l’associazione giapponese di Taekwon-Do, un sogno personale previsto sin dal 1967. Nello stesso anno, Choi assistette al primo campionato intercontinentale tenuto a dicembre a Napoli. Nei mesi di marzo, aprile e maggio 1983 fece un tour a Santa Barbara, in California, in Europa, in Corea per finire la preparazione dell’enciclopedia del Taekwon-Do il prodotto di tutta la sua ricerca.
In ottobre e novembre dello stesso anno si recò in Iugoslavia e in Italia per preparare le fotografie per l’enciclopedia. In aprile 1984 diede inizio ai quarti campionati mondiali a Glasgow, in Scozia. In settembre si riunì a Pyongyang, con i maestri coreani, per finire la pubblicazione dell’enciclopedia. Qui si discusse del trasferimento della sede generale a Vienna, in Austria.
In ottobre dichiarò aperto il terzo campionato europeo, era importante perché era il primo evento internazionale su grande scala tenuto in un paese socialista riguardo al Taekwon-Do. Nei mesi seguenti, Choi visito New York per dichiarare aperto il terzo torneo dedicato al Gen. Choi. A dicembre la sede dell’ I.T.F. viene spostata a Vienna, in Austria.
Nel 1985 venne alla luce l’Enciclopedia del Taekwon-Do e viene ufficializzato lo spostamento della sede dell’ I.T.F. a Vienna. In novembre dello stesso anno visita la Norvegia ed è l’ospite d’onore per l’apertura dei campionati scandinavi di Taekwon-Do. Nel mese di giugno del 1986 il Demo Team tocca la Repubblica Popolare Cinese. Questo è quanto riportato nell’Enciclopedia del Taekwon-do, il Generale Choi Hong Hi non ha mai smesso di viaggiare per diffondere il Taekwon-do in tutto il mondo, e per renderlo unico e omogeneo.
Caratteristiche e Discipline del Taekwondo Moderno
Il Taekwondo si distingue per l'enfasi sulle tecniche di calcio, rese possibili da allenamenti specifici di stretching e potenziamento. Se per il 90% il combattimento è composto da calci, il restante 10 % sono pugni, che per regolamento possono essere portati solo al torace a non al viso, limitando i rischi di ko.
Nella versione moderna di questa arte marziale, si possono identificare 3 attività, che pur integrandosi tra di loro armoniosamente, danno luogo a diversi modi di intendere il tkd.
Combattimento (Gyeorugi)
E’ la disciplina che caratterizza il tkd rispetto a buona parte delle altre discipline marziali si affrontano due atleti del medesimo grado e del medesimo peso fino ad un’età di 35 anni. Gli atleti che portano le tecniche sull’avversario a contatto pieno, sono salvaguardati da un regolamento severo e da protezioni che limitano i traumi dovuti al combattimento.
I gareggianti combattono entro un quadrato di 12 metri ed indossano a protezione del tronco un corpetto di colore blu o rosso un caschetto a protezione della testa, paratibie, para avambraccio e conchiglia a protezione dei genitali. Al termine dell’incontro, che una durata di 3 round da tre minuti ciascuno con pausa di 1 minuto tra un round e l’altro, viene giudicato vincente l’atleta che ha totalizzato più punti validi o che ha inflitto un KO all’avversario. I punti validi corrispondono alle tecniche di piede portate alla corazza o al volto e ai pugni portati solo al tronco. Il resto viene severamente proibito dal regolamento con penalità che giungono fino all’assegnazione della perdita immediata dell’incontro per scorrettezza.
Forme (Poomsae)
Altro non sono che l’esecuzione di sequenze di movimenti prestabiliti di fronte ad avversari immaginari. Con questo esercizio l’atleta affina le sue capacità tecniche e di concentrazione ed anche un combattente trae vantaggio dalla pratica delle forme. Agli inizi degli anni Settanta l’Associazione Coreana di Taekwondo (KTA - Korean Taekwondo Union) ha unificato le forme del Taekwondo in 17 poomsae, che vengono poi riconosciute dalla Federazione mondiale di Taekwondo (WTF).
Difesa Personale (Hosinsool) e Prove di Potenza (Kyupa)
Nel primo caso si imparano ad utilizzare le tecniche di braccia e di gamba, al fine di fronteggiare uno o più avversari durante un’ ipotetica aggressione. nel combattimento sportivo, per ovvie ragioni di salvaguardia dell’ incolumità dei 2 atleti. Si hanno quindi tutta una serie di tecniche che utilizzano leve, proiezioni, colpi ai punti vitali e naturalmente tutte le tecniche di gamba tipiche di quest’arte marziale. Con le prove di POTENZA gli atleti, prevalentemente cinture nere, dimostrano l’efficacia delle tecniche su tavolette di legno.
Principi e Filosofia del Taekwondo
La filosofia alla base del Taekwondo fonda le sue radici nell’etica, nella morale, e nelle norme spirituali attraverso le quali un uomo può vivere senza litigare. Bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliato, di sentirsi colpevoli. Una persona che perde l’autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l’incontro. Infatti, bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire.
Il taekwondo nasce come disciplina filosofico comportamentale ed infatti troviamo codificate 11 norme che ne chiariscono molto bene tale natura:
- Fedeltà al tuo paese
- Rispetto dei tuoi genitori
- Fedeltà alla sposa
- Rispetto dei tuoi fratelli
- Lealtà verso gli amici
- Rispetto degli anziani
- Rispetto dei tuoi insegnanti
- Non uccidere ingiustamente
- Spirito indomabile
- Fedeltà alla tua scuola
- Termina ciò che inizi
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