Introduzione
Manuel Lombardo, judoka italiano classe 1998, rappresenta una delle figure più promettenti nel panorama del judo mondiale. La sua storia è un intreccio di successi precoci, sfide personali e una costante ricerca di miglioramento. Questo articolo esplora la sua biografia, dai primi passi sul tatami ai traguardi internazionali, focalizzandosi sulle tappe fondamentali della sua carriera e sulle sue aspirazioni per il futuro.
Nascita e Primi Passi nel Judo
"Sono nato sul tatami", afferma Lombardo, sottolineando il ruolo centrale che il judo ha avuto fin dalla sua infanzia. Il suo avvicinamento a questa disciplina è quasi predestinato: segue le orme del fratello maggiore, che a sei anni si appassiona agli sport di combattimento ispirato dai Power Rangers. Manuel inizia a soli tre anni, gattonando sul tatami mentre il fratello si allena. L'ambiente dell'Akiyama di Settimo Torinese diventa il suo "dopo-scuola", un luogo dove divertirsi e socializzare.
Carriera Agonistica: Successi e Sfide
La carriera di Lombardo è costellata di successi sin dalle categorie giovanili. Si distingue vincendo ben otto campionati italiani tra Esordienti, Cadetti e Juniores, un record unico in Italia. Nel 2018, rimane imbattuto, dimostrando un talento eccezionale. Il 2019 segna il suo debutto nella categoria Senior con una medaglia d'oro a Tel Aviv. Nello stesso anno, partecipa al Grand Slam di Parigi, dove sconfigge il campione del mondo in carica, il giapponese Hifumi Abe. Lombardo diventa il primo italiano a vincere un Master Top 32, raggiungendo la vetta della Ranking List Olimpica.
Tra i suoi risultati più importanti spiccano un oro europeo conquistato nel 2021 e due argenti mondiali, il secondo dei quali ottenuto nella nuova categoria fino a 73 kg. Questi successi lo consacrano come uno dei migliori judoka italiani.
Il Rapporto con il Peso e la Psicologia
Il percorso di Lombardo non è privo di ostacoli. Uno dei temi ricorrenti nella sua narrazione è il rapporto complicato con il peso. Le categorie di peso, soprattutto durante la fase di crescita, hanno avuto un impatto significativo sulla sua psiche. Il quadriennio che lo ha portato alle Olimpiadi di Tokyo è stato particolarmente critico, con drastiche riduzioni di peso per rientrare nella categoria dei 66 kg.
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"Sono arrivato nel 2020 che calavo più di 10 kg per rientrare nei 66, e aggiungere un anno in più, con la pandemia e non potersi allenare, mi ha fatto prendere ulteriori 5 kg: per Tokyo ho dovuto scendere di 15 kg".
Questi squilibri psicologici lo hanno portato a sviluppare un rapporto problematico con il cibo, trasformandolo in una sorta di "droga" dopo le gare. Dopo Tokyo, è passato alla categoria dei 73 kg, una decisione che ha portato maggiore equilibrio. Oggi, si avvale del supporto di un nutrizionista e di uno psicologo dello sport per affrontare al meglio le sfide fisiche e mentali.
L'Esperienza Olimpica: Tokyo 2020 e Parigi 2024
Le Olimpiadi rappresentano un capitolo cruciale nella carriera di ogni atleta. Per Manuel Lombardo, Tokyo 2020 ha lasciato un sapore agrodolce. Nonostante fosse la prima testa di serie, si è fermato ai piedi del podio, un'esperienza che ha definito "un bruttissimo ricordo".
"Chiunque la immagina come un'esperienza bellissima, ma nessuno riesce a capire fino in fondo cosa significa arrivare ai Giochi da prima testa di serie e fermarsi ai piedi del podio. Neanche perdere, ai piedi del podio, e secondo me è stato anche peggio: forse avrei preferito perdere l'incontro".
Il posticipo di un anno, i chili da perdere, le restrizioni sanitarie e le aspettative hanno reso l'esperienza particolarmente difficile. Tuttavia, Lombardo ha saputo trasformare questa delusione in una motivazione per il futuro.
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Parigi 2024 rappresenta una nuova opportunità per riscattarsi. Lombardo è determinato a prepararsi al meglio, mettendo a punto ogni dettaglio con il suo team. "Non posso controllare cosa succederà a Parigi, ma non voglio arrivarci come la stessa persona che è salita sul tatami a Tokyo. Voglio andarci facendo tutto quello che posso fare per vincere".
Mentalità e Valori
Il judo ha insegnato a Lombardo la capacità di affrontare la sofferenza e i problemi. Questa disciplina lo ha reso più stoico, aiutandolo a relativizzare le difficoltà quotidiane. Afferma di non avere paura sul tatami, ma di condividere le paure innate di tutti, come la perdita di persone care.
Una delle sue più grandi paure è quella di commettere gli stessi errori del passato. Ha analizzato attentamente le sue prestazioni nei grandi eventi, identificando le aree di miglioramento. La vittoria di un bronzo nel dicembre 2023 ha rappresentato un punto di svolta, rafforzando la sua fiducia e la sua determinazione.
Comunicazione e Futuro
Essere un atleta oggi significa anche saper comunicare. Lombardo ammette che a volte gli pesa dover pubblicare sui social media, ma apprezza la possibilità di trasmettere le emozioni che prova. Ha scritto solo due volte nella vita per rileggere e rivivere quei momenti: la sera della sconfitta alle Olimpiadi e quando è arrivata la convocazione per Parigi.
Riguardo al futuro, Lombardo non ha ancora deciso cosa farà dopo la carriera agonistica. Molti judoka si rivedono nel ruolo di allenatore, ma lui al momento non si sente pronto. "Non so se sono intossicato un po' dalla mia routine agonistica, dalle pressioni, dai desideri di risultati che voglio ottenere, ma non ho le energie per aiutare qualcun altro ad ottenere risultati. Ad oggi, almeno". Non esclude di rimanere nell'ambiente del judo in un'altra veste, ma preferisce concentrarsi sul presente e sulle sfide che lo attendono.
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Caratteristiche Tecniche e Fisiche
Manuel Lombardo è nato a Torino il 4 dicembre 1998. È alto 1,61 m e pesa 73 kg. La sua specialità è la categoria dei 73 kg. Ha iniziato la sua carriera all'Akiyama Settimo Torinese, sotto la guida di Massimo Toniolo. Attualmente, è allenato da Pierangelo Toniolo e Raffaele Parlati e fa parte del Centro Sportivo Esercito. Tra i suoi hobby, spicca la passione per i viaggi e il golf.
Tatami: Un Film che Celebra la Libertà
Il film "Tatami", presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, è un'opera che celebra la libertà e la rivalsa attraverso lo sport. La storia, ambientata nel mondo del judo, racconta di soprusi quotidiani e della voglia di riscatto delle protagoniste. Il film è stato elogiato per la sua delicatezza, la sua pulizia e l'uso efficace del bianco e nero per trasmettere la mancanza di libertà in un mondo chiuso e oppressivo.
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