L'ingresso di Ronda Rousey nel mondo del wrestling ha sollevato un acceso dibattito: è giusto che lottatori di MMA e celebrità salgano sul ring? Questo articolo esplora la carriera di Ronda Rousey in WWE, analizzando la percezione iniziale nei suoi confronti, il successivo cambiamento di opinione da parte dei fan e le conseguenze di questa trasformazione sulla sua carriera.
Una Rivoluzione che ha Cambiato Tutto
Ronda Rousey è un nome iconico nel mondo delle MMA. Ha fatto la storia di questa disciplina, in particolare grazie al suo percorso in UFC, attirando l'attenzione dei media e degli appassionati di sport da combattimento. La WWE ha colto l'opportunità di assumerla, riconoscendo il suo status di figura di spicco negli sport da combattimento.
L'arrivo di Ronda Rousey in WWE ha indubbiamente contribuito alla crescita della divisione femminile, anche se forse è stato enfatizzato oltre il suo reale impatto. Si sente spesso dire che è grazie a Ronda se le donne hanno raggiunto il main event di Wrestlemania. Tuttavia, è importante considerare il ruolo delle Four Horsewomen, con Becky Lynch e Charlotte Flair che stavano già ottenendo grandi risultati.
La prima fase della carriera di Ronda in WWE può essere considerata una gemma, nonostante le polemiche con alcune colleghe che la accusavano di essere troppo violenta sul ring. In quel periodo, Ronda era più motivata e coinvolta, consapevole di lasciare un segno indelebile nel WWE Universe.
Il Voltafaccia dei Fan
Il rapporto tra Ronda Rousey e i fan ha subito una svolta drastica quando è entrata in contrasto con Becky Lynch, una delle stelle più brillanti della divisione femminile WWE degli ultimi anni. Il pubblico ha smesso di supportare Ronda, che ha iniziato a tormentarsi e consumarsi internamente. Questa situazione l'ha portata a decidere di abbandonare la WWE, sfruttando l'opportunità di costruire una famiglia.
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Dopo una sconfitta nel main event di WrestleMania, Ronda ha espresso il suo disappunto verso i fan e il professional wrestling, per poi ritirarsi nella sua fattoria. Il punto di rottura è stato proprio il venir meno del supporto del pubblico, che l'ha portata a dubitare della sua affinità con quel mondo.
L'Incubo della Royal Rumble 2022
Il ritorno di Ronda Rousey alla Royal Rumble 2022 è stata una sorpresa inaspettata. La sua vittoria non è stata accolta positivamente, soprattutto perché il suo personaggio "face" (positivo) stonava con le sue precedenti critiche al professional wrestling e con la sua interazione con Shayna Baszler, da tempo schierata come "heel" (cattiva).
La decisione di farla vincere ha penalizzato Sasha Banks, che aveva fatto un ritorno miracoloso dopo un infortunio. Inoltre, ha impedito lo scontro finale tra Charlotte Flair e Sasha Banks, preferendo mandare Ronda contro Charlotte a WrestleMania, dove ha offerto una prestazione deludente, mettendo in difficoltà anche la sua avversaria. Ronda sembra non adattarsi allo stile del wrestling, costringendo le altre lottatrici ad adeguarsi al suo stile MMA.
Il Finto Buonismo e la Rivolta dei Fan
Molti fan hanno espresso online la loro stanchezza nel sentire Ronda scusarsi continuamente per i suoi errori. Ammettere le proprie colpe solo per placare le critiche sui social media e disinnescare l'hashtag #FireRondaRousey è percepito come un atteggiamento insincero.
Nonostante non si chieda il suo licenziamento, molti sperano che la WWE decida di non rinnovare il suo contratto dopo WrestleMania 39, poiché il WWE Universe sembra aver raggiunto il limite. Nel 2022, la divisione femminile non ha più bisogno di Ronda Rousey.
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We Don't Need No Ronda Rousey
Negli ultimi due anni, la WWE ha visto l'emergere di numerosi nuovi talenti, come Bianca Belair e Rhea Ripley. Anche NXT ha sfornato nuove promesse, come Roxanne Perez. Non c'è più bisogno della Baddest Woman on the Planet, anche se lei continua a offrire la sua disponibilità per creare faide con atlete come Shotzi, Xia Li e Sonya Deville, al fine di dare spazio alle wrestler. Nonostante questo apprezzabile intento, le sue performance sono spesso caratterizzate da errori, il pubblico rimane silente o canta il nome di altre wrestler, come Sasha Banks. La sua presenza non aggiunge valore, anzi, in alcuni casi lo toglie (vedi Liv Morgan).
In un promo a SmackDown, Ronda ha dichiarato: "Voglio essere chiara, facevo le Open Challenge per intrattenere il WWE Universe. Non gli devo niente okay? Gli ho dato tutto e in cambio ho avuto solo odio. Continuare a rincorrere l'apprezzamento del pubblico sarebbe patetico a questo punto. Non sono tornata per il pubblico e non vinco per il pubblico. Non vogliono che a vincere sia la migliore, ma le loro preferite. Ora però vi beccate la migliore." Tuttavia, molti ritengono che lei non sia la migliore, e questo spiegherebbe la rivolta del pubblico.
Il Judo: le origini di una campionessa
Ronda Jean Rousey nasce il 1 febbraio 1987 a Riverside, California, da Ron Rousey e Ann Maria DeMars, ex campionessa di judo. Sin dai primi attimi di vita, Ronda è costretta a combattere: appena nata, il suo cuore si ferma per qualche secondo finché, fortunatamente, riprende a battere.
Con il passare degli anni, la piccola Ronda sviluppa una grave forma di aprassia, un disturbo neurologico che le impediva di parlare correttamente. Un episodio che traumatizza molto Ronda, visto anche l’ottimo rapporto che aveva con il padre:
“Papà mi sosteneva in qualsiasi cosa, mi diceva sempre che avrei vinto la medaglia d’oro alle olimpiadi. Era un continuo stimolo per me, mi dava tanto coraggio”
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Sotto i consigli della madre e la sua determinazione, Ronda Rousey si allena giorno e notte per diventare una campionessa di judo. È nel 2004 che arriva il primo grande traguardo della sua carriera: Ronda si qualifica alle Olimpiadi di Atene, dove si ferma al primo turno contro Claudia Heill, futura medaglia d’argento.
Nello stesso anno vince la medaglia d’oro ai campionati mondiali junior: il primo di una lunga serie di successi che la porteranno alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Ed è qui che Ronda Rousey inizia la sua ascesa negli sport da combattimento, diventando la prima donna nella storia degli Stati Uniti a vincere una medaglia (bronzo) olimpica nel judo. Un successo, però, che risultò effimero, visto che al ritorno in patria Ronda affrontò diversi problemi. Senza lavoro e sull’orlo della povertà, Ronda Rousey si ritirò dal judo.
Ma la sua natura da combattente non voleva essere messa da parte. Proprio nel momento più critico, Ronda trovò un nuovo sport che riaccese la sua passione per la lotta: le MMA.
Dalle MMA al Wrestling: una transizione difficile
Ronda Rousey ha fatto irruzione sulla scena femminile delle MMA nell'agosto del 2010. Ha debuttato nelle arti marziali miste come dilettante nel 2010 e da allora non ha mai perso un incontro, vincendo la maggior parte al primo round per sottomissione al braccio.
Ronda si è presa la responsabilità di rincorrere e richiedere attenzione in modo che l'UFC non potesse più ignorare le combattenti donne. Il 23 febbraio 2013, Ronda ha fatto proprio questo.
Nel 2012 Ronda diventa la prima donna a firmare per la UFC, inizialmente contraria a far combattere anche le donne. La popolarità di Ronda, tuttavia, fece cambiare idea al presidente Dana White che, in occasione della conferenza stampa di UFC on Fox: Henderson vs. Diaz, consegnò alla Rousey la cintura di campionessa UFC dei pesi gallo.
Dopo la UFC, Ronda Rousey si è dedicata sempre di più al cinema e ha firmato per la WWE, la casa del Wrestling americano, vincendo anche qui il titolo mondiale. Il riconoscimento più grande però arriva dalla UFC, che la inserisce nella Hall of Fame. Molti dicono che si sia rovinata da sola, con il suo trash talking e la sua incapacità nel gestire la fama, ma nessuno mette in dubbio cosa è stata Ronda Rousey per lo sport femminile: è entrata in un mondo dove c’erano solo uomini, cambiando le regole del gioco e diventandone la miglior atleta di sempre. Se oggi molte ragazze si avvicinano agli sport da combattimento, o a qualsiasi altro sport dove c’è una maggioranza maschile, è merito anche di Ronda Rousey, la Wonder Woman delle MMA.
Il Declino e la Nuova Vita: Ronda Rousey 2.0
La crescente notorietà stava portando Ronda ad impegnarsi anche in altre attività, come il cinema, dove appare nei film “I Mercenari 3” (2014): dopo il film difende con successo il titolo per ben due volte, continuando a costruire intorno a sé l’immagine di lottatrice senza pietà. Immagine che, però, si sgretola 14 novembre 2015 quando perde per TKO contro Holly Holm: è la prima sconfitta in carriera per Ronda Rousey. L’aver perso il titolo allontana Ronda dall’ottagono per quasi più di un anno.
Torna a combattere il 31 dicembre 2016 contro Amanda Nunes, la campionessa che, da lì a poco tempo, avrebbe infranto ogni record della storia delle MMA in UFC. Il match, per Ronda, è un massacro: la Nunes la colpisce senza pietà, facendola crollare a terra e scrivendo la parola fine sulla sua carriera nelle arti marziali miste.
Tra ring e piccolo schermo: il wrestling al femminile
Quando si parla di wrestling, in linea di massima il primo tipo di scontri che viene in mente alla maggioranza delle persone è quello tra campioni maschili: la realtà delle cose è però ben diversa e le campionesse di wrestling sono tanto forti quanto scenografiche, al pari delle proprie controparti. La carriera di Ronda Rousey è decisamente eclettica: ha infatti avuto inizio con il judo, disciplina nella quale è campionessa pluridecorata. L’atleta ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino del 2008 dove si è aggiudicata la medaglia di bronzo, motivo di doppio orgoglio per lei perché oltre al risultato personale è anche stata la prima medaglia olimpica nella storia del judo femminile statunitense. A quel punto della sua brillante carriera ha scelto di iniziare la sua attività con il wrestling, debuttando nel gennaio 2018 dopo aver firmato un contratto con la WWE: il suo primo scontro ufficiale è avvenuto l’8 aprile dello stesso anno, nel contesto di WrestleMania 34, dove è stata in grado di sconfiggere le wrestler con esperienza Stephanie McMahon e Triple H in coppia con Kurt Angle. Il 19 agosto dello stesso anno, durante il Summer Slam, ha vinto il Raw Women’s Championship e l’ha mantenuto per 232 giorni.
Il caso G. L. O. W. Non solo sport: il wrestling al femminile ha saputo attirare l’attenzione del grande pubblico anche attraverso programmi televisivi e serie TV dedicate. Gli appassionati sono già di cosa stiamo parlando: impossibile infatti non citare G. L. O. W., la serie creata in esclusiva per Netflix basata sull’omonimo show di wrestling (G. L. O. W. è infatti l’acronimo di “Gorgeous Ladies of Wrestling”) che per tre stagioni ha tenuto i fan incollati al piccolo schermo.
Un ritorno sul ring è da escludere?
Ronda Rousey non è particolarmente entusiasta all'idea di tornare sul ring e ha recentemente parlato con i media per promuovere la sua graphic novel, Expecting The Unexpected. L'ex campionessa di MMA e WWE ha lottato per l'ultima volta come wrestler professionista per una serie di incontri per Lucha VaVoom, Wrestling Revolver e Ring Of Honor alla fine del 2023. Dopo di che, ha confermato che non avrebbe firmato con AEW e che si sarebbe concentrata sull'essere una mamma a tempo pieno.
Nonostante questa affermazione, i fan delle MMA e del wrestling professionistico hanno continuato a fare speculazioni sul suo futuro in entrambi gli sport. Rousey ha recentemente detto che tornerebbe all'UFC "se potesse".
Rousey ha detto che è positivo che alcune persone possano volerla di nuovo, ma la sua ultima corsa in WWE è stata un'esperienza negativa e ha saputo che le cose sono cambiate in azienda da quando se n'è andata. Tuttavia, è difficile lasciar andare i sentimenti che prova per la situazione: "Sì, penso che sia una cosa positiva. Immagino significhi che mi mancheranno se le persone ancora oggi mi chiedono se combatterò o se farò wrestling. La mia ultima run, solo con Vince [McMahon], Bruce Prichard e John Laurinaitis, è stata un'esperienza così negativa… La maggior parte di loro se n'è andata. Il piccolo culo di m*rda di Bruce è ancora in giro. Ma non sono troppo eccitata di tornare come lo ero l'ultima volta. Anche se ho avuto così tanti incontri che mi sono piaciuti molto e mi sono divertita molto, quando ci ripenso, non penso davvero alla gioia che ho provato in quegli incontri e in quegli spettacoli dal vivo, o al fatto che mi sono divertita così tanto. Penso solo all'ansia di non sapere mai cosa sarebbe successo fino all'ultimo minuto, di non potermi preparare e di vederci tagliare il tempo più e più volte. L'esperienza in sé è stata così inutilmente stressante. Penso che sia questo che mi ha spinta così tanto verso la sceneggiatura e i romanzi grafici. Questa storia è una specie di rifugio da tutto questo. So che le cose sono molto diverse ora. Ho sentito dalle ragazze che adesso è molto meglio, ma è un po' dura scrollarselo di dosso ed essere emozionata di tornare come prima".
Ritornando ai suoi commenti sull'essere una mamma a tempo pieno, Rousey ha concordato che essere una madre era il miglior lavoro che potesse fare: "Immaginate di portarli in viaggio ogni settimana, di volare con loro e di andare in città diverse. È dura per i bambini. E dopo un po', devi pensare, lo sto facendo per me o lo sto facendo per loro? Si è arrivati al punto in cui era semplicemente troppo far passare tutto questo alla mia bambina. Era troppo tempo da trascorrere lontano da mio marito e dai miei ragazzi. Vogliamo avere più figli. Non riesco a immaginare di portare più figli in viaggio o di lasciarne uno a casa. La famiglia deve venire prima di tutto. Vogliamo avere un intero esercito di figli. Ho rimandato abbastanza. Devo mettermi al lavoro".
Giovedì, Rousey ha annunciato di aspettare il suo secondo figlio con il marito, Travis Browne.
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