Mirco Ricci, soprannominato "The Predator", è un pugile romano nato il 1 luglio 1990. La sua carriera, costellata di successi sul ring, è stata spesso offuscata da problemi con la giustizia e comportamenti controversi.
Gli inizi e la crescita a Bravetta
Ricci è cresciuto nell'ex residence del quartiere Bravetta, un complesso edilizio costruito alla fine degli anni Settanta per ospitare cittadini bisognosi in attesa di una casa popolare, ma che col tempo è diventato un luogo di degrado e criminalità. Proprio in questo ambiente difficile, Ricci ha sviluppato un carattere forte e combattivo. "Quando ho iniziato a fare pugilato, da minorenne, ho fatto tante stupidaggini. Ero un ragazzo che faceva parecchi casini per strada", ha confessato Ricci in un servizio trasmesso su Rai Gulp nel 2012.
La carriera da pugile: uno stile spregiudicato
Dopo una brillante carriera come dilettante, Ricci esordisce da professionista nel giugno 2011. Sin dalle prime battute mostra uno stile spregiudicato, spavaldo, aggressivo, basato su velocità, ritmo, scioltezza, grande mobilità grazie ad un ottimo lavoro di footwork, una difesa efficace e soprattutto una guardia inusuale, spesso a braccia basse, che Mirco ama cambiare mentre si muove sul ring. "Il mio pugilato è sempre quello lì: guardia bassa e gioco d’anticipo", ha affermato Ricci in una delle tante interviste apparse sui giornali nel corso della sua ascesa.
Nel 2016 Ricci a Sky Sport spiegherà: «Sta nella mia indole, non riesco a boxare altrimenti. Mirco è sempre sembrato perfettamente a suo agio tra le quattro corde. Inoltre il pugile romano non risparmia ammiccamenti e provocazioni agli avversari, che lo rendono un atleta particolarmente amato dal pubblico, come tutti quei combattenti in grado di intrattenere dentro e fuori dal quadrato chi assiste ai loro incontri.
Successi e controversie
Nel 2014, Ricci conquista il titolo italiano dei pesi mediomassimi sconfiggendo Nicola Ciriani ai punti dopo un'ottima prestazione. Successivamente, difende il titolo contro Lorenzo Di Giacomo. La sua carriera sembra in ascesa, con l'ipotesi di una chance mondiale che si fa sempre più concreta.
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Tuttavia, la vita di Ricci è costellata di episodi controversi. Nel 2010, colpisce con un pugno un conoscente, rompendogli la mascella, e nel 2015 viene condannato a 18 mesi di carcere per lesioni gravi. Nel 2013, rompe la mandibola ad una ragazza dopo averla colpita con calci e pugni durante una lite in discoteca.
L'arresto per sequestro di persona
La vicenda più grave che ha coinvolto Ricci è l'arresto, avvenuto nell'aprile 2016 insieme alla madre Palma Condemi, per il sequestro di persona a scopo di estorsione di un bambino di 9 anni, figlio di una vicina. Secondo l'accusa, Ricci e la madre avrebbero rapito il bambino per ottenere dalla madre del piccolo una somma di denaro di cinquemila euro, legata ad affari di droga.
In primo grado, Ricci e la madre vengono condannati a 4 anni e mezzo per tentativo di estorsione con minacce. Tuttavia, in appello la sentenza viene ribaltata e la pena quasi triplicata, con una condanna a 11 anni e 10 mesi di carcere ciascuno per sequestro di persona a scopo di estorsione, seppure con l'attenuante della lieve entità del fatto.
Il rapporto con la famiglia e i demoni interiori
Nonostante i problemi con la giustizia, Ricci ha sempre potuto contare sul sostegno del padre Giovanni, che lo ha seguito negli allenamenti e lo ha accompagnato all'angolo negli incontri. Tuttavia, Mirco coltiva dentro di sé demoni che vengono scatenati in condizioni particolari e che sfuggono dal suo controllo spingendolo ben oltre i limiti. "Io quando bevo divento matto, nun lo so che me pija", spiega nel documentario. "Me pija 'na cosa brutta, manco so' 'ndo sto. Me svejo 'a matina che dico: “Che cazzo ho fatto ieri?".
La ricaduta e la sconfitta con Demchenko
Dopo l'impresa in Germania, dove conquista il titolo intercontinentale WBA, Ricci sembra proiettato verso un futuro sportivo luminoso. Tuttavia, il pugile romano cede di nuovo alle tentazioni. Rubina lo lascia definitivamente. Alla vigilia dell'incontro con Serhiy Demchenko per il titolo EBU dell'Unione Europea, Ricci si presenta in palestra sconsolato, lamentando una pessima forma fisica dovuta agli accessi alcolici. Il giorno della sfida, Mirco sembra scarico mentalmente, demotivato, e incassa la sua seconda sconfitta per KO tecnico in carriera, alla decima ripresa.
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Il presente in carcere
Oggi Mirco Ricci è ancora in carcere, dove sta scontando le condanne accumulate, mentre proseguono gli altri processi in cui è imputato. La sua storia è quella di un talento sprecato, di un atleta che non è riuscito a controllare i propri demoni e che ha visto la sua carriera e la sua vita andare in pezzi.
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