Lotta a Terra nel Judo: Tecniche, Strategie e Evoluzione

Nonostante pratichi la lotta a terra da circa 30 anni, continuo a stupirmi, divertirmi e imparare. Il Ne Waza ha una caratteristica particolare che non a tutti piace: è una pratica sincera.

Introduzione

Il judo, arte marziale giapponese fondata da Jigoro Kano nel 1882, è molto più di un semplice sport da combattimento. È una disciplina che richiede una perfetta armonia tra corpo e mente, dove tecnica e strategia prevalgono sulla forza bruta. Un incontro di judo, chiamato “randori” in allenamento o “shiai” in competizione, è un’intensa battaglia di abilità, velocità e tattica. I judoka, come vengono chiamati i praticanti di questo sport, si sfidano su un’area di combattimento chiamata tatami, cercando di proiettare l’avversario a terra o di immobilizzarlo per ottenere la vittoria.

Oggi, il judo si divide in Judo Sport e Judo tradizionale. La lotta a terra è presente in entrambe le forme di pratica, ma in percentuale molto diversa. Nel judo sportivo, dove la finalità è la vittoria e il tempo a disposizione è limitato, la lotta a terra viene spesso vista come una perdita di tempo.

Ne Waza: Due Approcci a Confronto

Si può notare come, in un combattimento televisivo, chi viene proiettato in maniera maldestra e non conclusiva, non viene seguito immediatamente dall’avversario per tentare un ippon a terra. Se viene seguito, è solo per prendere tempo e fiato, attendendo il “mate” dell’arbitro per riprendere l’incontro in piedi.

Se la lotta a terra si riduce a questo, anche il suo insegnamento si ridurrà a una forma di resistenza passiva in attesa del “mate”. Di conseguenza, generazione dopo generazione, anche i “maestri” tenderanno a non conoscerla più come quella meravigliosa e variegata forma di combattimento quale è in verità.

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Se, invece, si affronta la lotta a terra usando e cercando tutte le sue sfaccettature, non solo anche nello shiai si avrà un’arma in più per concludere vittoriosamente il confronto, ma ci si arricchirà sempre di più di esperienza. Si può provocatoriamente chiamare “Ne Waza Mate” quella del judo sport e “Ne Waza” quella praticata nel judo tradizionale.

Tecniche Fondamentali di Ne Waza

Nel judo, la lotta a terra, o Ne Waza, rappresenta una componente essenziale e comprende una vasta gamma di tecniche progettate per controllare, sottomettere o finalizzare un avversario quando il combattimento si sposta al suolo. Queste tecniche includono immobilizzazioni, strangolamenti e leve articolari, ognuna con le proprie sfumature e applicazioni strategiche.

Immobilizzazioni (Osaekomi-waza)

Le immobilizzazioni sono tecniche in cui un judoka controlla l'avversario a terra, impedendogli di muoversi liberamente. Per ottenere un punteggio significativo o la vittoria tramite ippon, l'immobilizzazione deve essere mantenuta per un periodo di tempo specificato. Alcune delle immobilizzazioni più comuni includono:

  • Kesa-gatame: Una delle immobilizzazioni fondamentali, in cui un judoka controlla l'avversario lateralmente, abbracciando la testa e un braccio.
  • Kata-gatame: Simile a Kesa-gatame, ma con un controllo più stretto del braccio e del collo dell'avversario.
  • Kami-shiho-gatame: Un'immobilizzazione eseguita a cavallo dell'avversario, controllando le braccia e il busto.
  • Yoko-shiho-gatame: Un'immobilizzazione laterale in cui il judoka si posiziona di lato rispetto all'avversario, controllando il busto e le gambe.
  • Tate-shiho-gatame: Un'immobilizzazione a cavallo dell'avversario, simile a Kami-shiho-gatame, ma con una posizione più eretta.

Ura Gatame, che si traduce come “controllo rovesciato”, è una tecnica di immobilizzazione in cui Tori controlla con la propria schiena Uke. Dal 2013 Le modifiche alle regole della IJF ne hanno fatto una immobilizzazione considerata valida nelle competizioni. Nel 2017 è stata aggiunta come tecnica ufficiale dal Kodokan. Immobilizzazione fluttuante con il ginocchio, detta anche hiza-gatame. La tecnica viene eseguita partendo da un esecuzione di Juji Gatame (leva a croce). Nel caso sia impossibile finalizzare Uke, Tori può consolidare la sua posizione con questa immobilizzazione.

Strangolamenti (Shime-waza)

Gli strangolamenti sono tecniche che interrompono il flusso sanguigno al cervello o bloccano le vie respiratorie, costringendo l'avversario alla sottomissione. Esempi di strangolamenti includono:

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  • Hadaka-jime: Uno strangolamento posteriore in cui un judoka usa le braccia per stringere il collo dell'avversario.
  • Okuri-eri-jime: Uno strangolamento eseguito avvolgendo il collo dell'avversario con il judogi.
  • Kata-ha-jime: Uno strangolamento laterale in cui un judoka usa un braccio per stringere il collo dell'avversario mentre l'altro braccio controlla il braccio.

Katate Jime si traduce con “Strangolamento con una mano” e consiste nell’applicare un soffocamento solo con un braccio.

Leve Articolari (Kansetsu-waza)

Le leve articolari sono tecniche che manipolano le articolazioni dell'avversario per causare dolore e forzarlo alla sottomissione. Nel judo, le leve articolari sono principalmente applicate all'articolazione del gomito. La leva più comune è:

  • Ude-hishigi-juji-gatame: Una leva al braccio eseguita a cavallo dell'avversario, estendendo il braccio e applicando pressione sull'articolazione del gomito.

Ude Hishigi Te Gatame, chiamata anche “Te Gatame”, si traduce con “leva al gomito con la mano”. Come dice il nome, Tori applica una tecnica di lussazione al gomito usando il proprio braccio e la mano corrispondente che afferra il bavero di Uke.

Ashi Garami è una tecnica di lussazione all’arto inferiore. Si traduce con “torsione alla gamba” e viene praticata quasi esclusivamente nel Katame No Kata. E’ l’unica tecnica di leva alle gambe riconosciuta dal Kodokan.

Strategie nel Ne Waza

La lotta a terra nel judo non è solo una questione di applicare tecniche individuali, ma anche di strategia e tattica. Un judoka esperto in Ne Waza deve essere in grado di:

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  • Transizioni: Passare fluidamente da una tecnica all'altra, adattandosi alla resistenza dell'avversario.
  • Controllo della posizione: Mantenere una posizione dominante per impedire all'avversario di fuggire o contrattaccare.
  • Lettura dell'avversario: Anticipare le mosse dell'avversario e reagire di conseguenza.
  • Utilizzo del peso corporeo: Sfruttare il proprio peso per controllare e stancare l'avversario.

Kumi-kata (Presa): Il combattimento di judo inizia con la presa del judogi dell’avversario. Questa fase è cruciale perché una presa efficace può determinare il successo delle tecniche successive.Kuzushi (Squilibrio): Prima di eseguire una tecnica, è essenziale rompere l’equilibrio dell’avversario. Per i judoka professionisti, padroneggiare una vasta gamma di tecniche è essenziale per avere successo nei combattimenti di judo.

Evoluzione del Ne Waza nel Judo Moderno

Il Ne Waza ha subito un'evoluzione significativa nel judo moderno. Inizialmente, la lotta a terra era una parte integrante del judo, ma con l'enfasi crescente sulle proiezioni (Tachi-waza) nelle competizioni, il Ne Waza ha perso un po' di importanza. Tuttavia, negli ultimi anni, c'è stato un rinnovato interesse per la lotta a terra, con molti judoka che si concentrano sullo sviluppo delle loro abilità in Ne Waza per avere un vantaggio competitivo.

Kosen Judo era lo stile di judo praticato prima delle modifiche del regolamento del 1925. Oggi rimane semplicemente uno stile che fa parte del Judo Kodokan. Kosen Judo ha la stesse tecniche del Judo, ma enfatizza il ne waza a cui viene dato molto più spazio.

Regole del Judo per il 2024 e l'Impatto sul Ne Waza

Le regole del Judo per il 2024 mantengono molti aspetti fondamentali, ma sono state aggiornate per migliorare la sicurezza, l'equità, e il dinamismo durante le competizioni. Ecco una panoramica delle principali regole e cambiamenti che influenzano il Ne Waza:

  • Durata dei combattimenti: I combattimenti senior maschili e femminili durano 4 minuti. Il golden score, un prolungamento senza limiti di tempo in caso di parità, incentiva i judoka a cercare attivamente un punteggio, sia in piedi che a terra.
  • Punteggi: L'ippon, il punteggio più alto, può essere ottenuto tramite una grande proiezione, una tecnica di leva o di strangolamento, o immobilizzando l'avversario a terra per 20 secondi. Il waza-ari, un punteggio inferiore, si ottiene con un lancio meno perfetto o un'immobilizzazione di almeno 10 secondi.
  • Penalità (Shido): Le penalità shido vengono date per violazioni minori delle regole, come la passività o le difese negative. Accumulare tre shido porta al hansoku-make (squalifica).
  • Groundwork (ne-waza): Il ne-waza (lotta a terra) è una parte cruciale del Judo, e le tecniche di leva (armbar) e strangolamenti sono consentite. L'immobilizzazione a terra (osaekomi) è un modo comune per ottenere un punteggio. Il combattimento a terra viene interrotto se l'arbitro ritiene che non ci siano progressi attivi nel cercare un punteggio. Tuttavia, se c’è attività, l’arbitro può lasciare continuare la lotta a terra più a lungo.

Tecniche Proibite

Do Jime si traduce come “compressione del tronco” o “strangolamento del tronco”. Si tratta di una tecnica di soffocamento vietata dalle competizioni. Viene classificata come Kinshi Waza (tecniche proibite) del Kodokan.Con la tecnica Do Jime, Tori stringe le gambe insieme strettamente attorno al corpo di Uke provocando la sua resa.

L'Importanza del Tatami

Il tatami è molto più di una semplice superficie di combattimento. È il palcoscenico su cui si svolgono le battaglie più intense del judo. La scelta del giusto tatami diventa un elemento cruciale per garantire prestazioni ottimali e sicurezza.

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