Nei dojo d'arti marziali, il saluto a terra nel judo, noto come "Rei", è molto più di una mera formalità. È un'espressione profonda di rispetto, gratitudine e riconoscimento, che rispecchia i valori fondamentali su cui si basa l'intera disciplina. Questo semplice atto rappresenta un elemento essenziale della filosofia del judo e sottolinea l'importanza della cortesia, del rispetto reciproco e dell'umiltà.
Introduzione
Il saluto nel judo non è solo un gesto fisico, ma un vero e proprio rito che racchiude in sé secoli di tradizione e filosofia orientale. È un momento di connessione tra i praticanti, un segno di rispetto verso il maestro e verso l'arte stessa del judo. In questo articolo, esploreremo il significato profondo del saluto a terra, le sue diverse forme e la sua importanza nella pratica del judo.
Significato del Saluto (Rei)
Radicato nella tradizione culturale giapponese, il "Rei" simboleggia un profondo rispetto per tutto ciò che contribuisce all'esperienza della pratica marziale. Questo include il rispetto per il proprio maestro e per i compagni di allenamento, per il dojo come spazio sacro di apprendimento, e per l'arte stessa del judo. Il saluto è inoltre un momento di riflessione personale, un'occasione per ricordare i principi del judo e per prepararsi mentalmente alla pratica.
Come affermava il Maestro Funakoshi, "Tutto inizia e termina con il Rei". Questa frase sottolinea l'importanza del saluto non solo nell'allenamento, ma nella vita di tutti i giorni. Il saluto, infatti, dovrebbe riflettere audacia e fiducia, ma mai essere servile. Dovrebbe essere un segno di umiltà e di rispetto, ma anche di armonia tra corpo e spirito.
Il saluto è un modo per esprimere il desiderio di eseguire un esercizio con il compagno salutato. Proprio per questo, è considerato poco rispettoso non accogliere tale invito, a meno che non vi sia un valido motivo.
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Il Saluto come Kata
Nei dojo d'arti marziali, esistono numerosi gesti che conducono alla concentrazione, come il modo di sistemare i propri indumenti, le proprie calzature e il modo di salutare entrando. Tutti questi gesti sono kata, forme codificate che aiutano a focalizzare la mente e a prepararsi alla pratica.
Forme di Saluto
Esistono diverse forme di saluto nel judo, ognuna con un significato e un contesto specifici. Le due forme principali sono:
- Ritsu Rei: Il saluto in piedi.
- Za Rei: Il saluto in ginocchio.
Ritsu Rei (Saluto in Piedi)
Questo è il saluto più semplice e viene eseguito in posizione eretta, con le gambe distese, i talloni uniti e le punte dei piedi divaricate (chokuritsu-shisei). Le braccia sono lungo il corpo e lo sguardo è dritto davanti a sé. Con calma, si piega il busto in avanti, lasciando il tronco dritto con un angolo di circa 30 gradi. Le braccia scivolano lungo il corpo e le mani si appoggiano appena al di sopra delle ginocchia.
Il Ritsu Rei viene generalmente impiegato quando si entra in un Dojo e quando vi si esce, nel caso specifico del Judo quando si sale o si scende dal tatami. In questo modo, si saluta il luogo di studio, il maestro e tutti coloro che sono chiamati a venirvi a studiare, oltre che impostare lo stato mentale nella condizione di rei-no-kokoro (lo spirito del rispetto). Esso si esegue egualmente quando si invita qualcuno ad esercitarsi con noi e quando si è terminato l’allenamento. Viene eseguito in tutte le competizioni.
Dopo essere saliti sul tatami ci si volge verso Kamiza e si esegue Ritsu-rei, il saluto in piedi. Questo saluto segna un primo passaggio di atteggiamento mentale: si cerca di abbandonare quel groviglio di pensieri e/o preoccupazioni che con noi entrano nel Dojo e si cerca una calma interiore; si suol dire che pensieri, preoccupazioni, stanchezza e desideri si lasciano negli zoori.
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Za Rei (Saluto in Ginocchio)
Questo è il saluto più formale e si esegue in posizione inginocchiata. Si parte dalla posizione eretta, si indietreggia il piede sinistro e si posa il ginocchio a terra all’altezza del tallone destro, quindi si scende con il ginocchio destro per ritrovarsi nella posizione in ginocchio ma sollevati dai talloni. Si girano le dita dei piedi, tenendo gli alluci vicini o accavallando l’alluce destro sul sinistro e ci si siede sui talloni divaricati mantenendo la schiena ben dritta. Le ginocchia sono ad una distanza di circa due pugni (20 cm) e le mani appoggiate di piatto sulla parte alta delle cosce con le dita rivolte all’interno.
Si posano poi le mani di piatto a terra, le dita rivolte verso l’interno, ad una distanza di circa 10 cm dalle ginocchia e contemporaneamente si inclina il tronco in avanti verso il suolo flettendo le braccia, senza poggiare la fronte a terra o sollevare le anche. Quindi ci si raddrizza e ci si alza in posizione eretta, eseguendo i movimenti inversi dai precedenti.
Il Za Rei viene soprattutto impiegato all’inizio e alla fine di una lezione collettiva. Maestri ed allievi si testimoniano così il loro mutuo rispetto oltre che impostare lo stato mentale nella condizione di rei-no-kokoro (lo spirito del rispetto). Sarà obbligatorio nell’esecuzione dei kata e in tutti i casi eccezionali.
Altre Forme di Saluto
Oltre al Ritsu Rei e al Za Rei, esistono altre forme di saluto nel judo, come:
- Shomen Ni Rei: Il saluto allo Shomen, ossia il Kamiza, la sede superiore della palestra, ed esprime la riconoscenza dei praticanti verso il Karate, verso il fondatore della scuola e i maestri formatori che si sono succeduti nella storia di quest'arte.
- Shihan Ni Rei: L’inchino al maestro superiore, altamente onorato.
- Sensei Ni Rei: L'inchino al maestro.
L'Esecuzione Corretta del Saluto
Indipendentemente dalla forma, il saluto nel judo deve essere eseguito con attenzione, calma e serietà. Ogni movimento deve essere preciso e controllato, e l'atteggiamento deve riflettere rispetto e umiltà.
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Quando si effettua un saluto di gruppo, come all'inizio e alla fine di ogni lezione, la disposizione sul tatami di maestri, cinture nere, allievi ed eventuali ospiti è codificata. Il maestro e le cinture nere si disporranno in fila, l'uno di fianco all'altro, sul lato del Dojo denominato Joseki, di fronte al lato Shimoseki, con la cintura nera più alta in grado (generalmente il maestro) posto come capofila dalla parte della Kamiza e via via a scalare le altre cinture nere in ordine di grado ed anzianità. Gli allievi (kyu) si disporranno sul lato Shimoseki di fronte alle cinture nere ad una distanza di circa tre metri, con il più alto in grado posto come capofila dalla parte della Kamiza e via via a scalare gli altri.
L'Importanza del Saluto nel Judo
Il saluto nel judo è molto più di una semplice formalità. È un elemento fondamentale della filosofia del judo e svolge un ruolo importante nella formazione dei praticanti.
Rispetto e Cortesia
Il saluto è un'espressione di rispetto verso il maestro, i compagni di allenamento, il dojo e l'arte stessa del judo. Insegna ai praticanti l'importanza della cortesia e del rispetto reciproco, valori fondamentali non solo nel judo, ma nella vita di tutti i giorni.
Come affermava Genwa Nakasone nel 1938, "Non dimenticare che il karate-dō comincia e finisce con il saluto (rei)". Tutte le arti marziali cominciano e terminano con il saluto.
Concentrazione e Preparazione Mentale
Il saluto aiuta i praticanti a concentrarsi e a prepararsi mentalmente alla pratica. È un momento di transizione tra il mondo esterno e l'ambiente del dojo, un'occasione per lasciare alle spalle le preoccupazioni e i pensieri negativi e per focalizzarsi sull'allenamento.
Attraverso il saluto, la mente entra in sintonia con il corpo, si prepara alla ricerca interiore e "pulisce" la mente portandola ad un livello molto alto di consapevolezza e pronta alla pratica di ricerca.
Umiltà e Modestia
Il saluto insegna ai praticanti l'importanza dell'umiltà e della modestia. Ricorda loro che il judo è un percorso di apprendimento continuo e che c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare.
Unione e Armonia
Il saluto simboleggia l'unione e l'armonia tra i praticanti. È un segno di rispetto reciproco e di impegno a lavorare insieme per migliorare le proprie abilità.
Il saluto che i due praticanti (tori e uke) si scambiano prima di una qualsiasi forma di pratica a coppie vuole intendere che tra i due non c'è dualità, bensì quel sentimento di JITA KYOEI (insieme per progredire).
Gerarchia e Tradizione
Il saluto riflette la gerarchia e la tradizione del judo. Il modo in cui viene eseguito e la disposizione dei praticanti durante il saluto di gruppo sottolineano l'importanza del rispetto per i gradi superiori e per gli insegnamenti dei maestri.
Il Saluto nel Judo Moderno
Anche se il judo si è evoluto nel corso degli anni, il saluto rimane un elemento fondamentale della pratica. Viene eseguito in ogni dojo del mondo e continua a trasmettere i valori di rispetto, cortesia, concentrazione, umiltà e unione che sono alla base del judo.
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