Posizione Sei Kendo: Un'Esplorazione Approfondita

Introduzione al Kendo

Il Kendo, la cui traduzione letterale è "Via della Spada", è una disciplina marziale giapponese moderna che affonda le sue radici nelle antiche tecniche di combattimento con la spada dei samurai. Questa arte marziale, evolutasi dal Kenjutsu, si è trasformata in uno sport che incarna non solo abilità fisica, ma anche principi filosofici e spirituali profondi.

Origini e Storia del Kendo

Le spade più antiche rinvenute risalgono al II secolo d.C., evidenziando un'origine cinese dell'arma, caratterizzata da una lama dritta a doppio taglio. Queste spade erano chiamate "Ken", la pronuncia giapponese dell'ideogramma cinese "Chen". In Giappone, i samurai erano gli unici autorizzati a portare sempre la spada. Nel 1876, quando questo diritto fu abolito, il Kenjutsu si trasformò in sport, assumendo l'attuale denominazione di Kendo.

Influenze Filosofiche e Religiose

Il Kendo non è solo una tecnica di combattimento, ma anche un percorso di crescita personale influenzato da diverse filosofie e religioni orientali.

Zen

Oggi si tende ad affermare che la maggiore influenza il Kendo l’abbia ricevuta solo dallo Zen giapponese.

Taoismo

Secondo il suo fondatore, Lao Tze (V sec. a.C), tutto ciò che esiste, sia nel mondo fisico, sia in quello materiale è governato da una legge di eterna armonia.

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Shintoismo

Lo Shintoismo è la religione ufficiale del Giappone. La sua origine deriva dall’antico politeismo arrivato sino ai nostri giorni. Secondo la filosofia shintoista dal caos universale originario si distinsero il cielo e la terra e, tra essi, nacquero diverse divinità e coppie divine, ultima delle quali quella formata da Izanaghi (Colui che invita) ed Izanami (Colei che invita).

Fondamenti Tecnici del Kendo

Il Kendo comprende colpi d'attacco e di difesa fondamentali. L'attacco può anticipare l'avversario, essere contemporaneo o di reazione. Alcuni termini importanti includono:

  • Hajime: "Via!"
  • Utè: "Colpite!"
  • Yame: "Alt!"

Lo Shiao-jo: L'Area di Combattimento

Lo Shiao-jo, l’area di combattimento, ha una dimensione di 9/10×11 metri; il centro è segnato con una croce bianca; i due contendenti si trovano ad una distanza di 3 metri. L’incontro è diretto da un giudice capo (Shinpan-cho), posizionato esternamente al campo gara, e da tre giudici (Shinpan-in), che al contrario si trovano all’interno. Se l’incontro fosse incerto è vincitore il Kendoka che ha già conquistato un punto. A chi trasgredisce verrà imposto il ritiro, concedendo così due punti all’avversario.

Terminologia Chiave nel Kendo

Per comprendere appieno il Kendo, è essenziale familiarizzare con alcuni termini specifici:

  • Saho: Cerimoniale iniziale e finale del Seitei Kata. Comprende, all'inizio, l'entrata, il saluto in piedi (Ritzurei), il passaggio in Seiza, il saluto alla spada e, infine, la sua sistemazione al fianco.
  • Sama: Signore, indica grande rispetto e differenza di rango.
  • San: Signore.
  • Sappo: I tre principi per soggiogare l'avversario: "uccidere la spada, uccidere la tecnica, uccidere lo spirito". Uccidere la spada significa frenarla, deviarla dal centro in modo da controllarne il Kensen. Uccidere la tecnica significa mantenere l'iniziativa, mantenere la pressione sull'avversario in modo che egli non possa dare vita alla sua tecnica.
  • Sen: Iniziativa, nelle tecniche di Kendo è l'attacco di prima intenzione su un bersaglio indifeso dell'avversario.
  • Sen no Sen: È l'anticipo sull'intenzione di attacco dell'avversario.
  • Sente: È il mantenere il controllo degli eventi, è l'atto di condurre l'azione attivamente e si contrappone a Gote che è il subire passivamente. In giapponese si dice di "possere il Sente" o di "perdere il Sente" e quindi entrare in fase di Gote. I Kata (ma anche lo Shinai Kendo) possono essere letti come un dialogo basato sul possesso di Sente e di Gote.
  • Shin Ki Ryoku Ichi: Mente, spirito, forza. Espressione che indica, nell'unione di questi tre aspetti, la formula del successo dell'attacco e della difesa.
  • Suriage Waza: Tecniche di parata e contrattacco; con le Suriage Waza il contrattacco viene effettuato dopo aver deviato lo Shinai dell'avversario con una rotazione dei polsi.
  • Iaido: La via dell'estrazione della spada, arte di sfoderare e colpire l'avversario.
  • Ipponme: Primo.
  • Ire Zuki ni Nagasu: Movimento rotatorio delle mani in modo che la parte tagliente della spada sia a destra. Posizione Hanmi che si assume nel terzo Kata per deviare l'attacco Tsuki.
  • Isogashi?: Sei occupato?
  • Issoku Itto No Maae: Letteralmente: distanza di un passo e un colpo (o una spada); distanza normale tra due combattenti, gli Shinai si incrociano all'altezza del Sakigawa; è anche da intendere come distanza giusta (vedi Jubun), quella che deve essere sempre mantenuta durante l'esecuzione dei Kata e negli esercizi di studio delle tecniche.

Maai: La Distanza nel Kendo

Nelle arti marziali, Ma-ai è una combinazione della distanza tra te e il tuo avversario e la velocità di movimento che ciascuno possiede. Altri fattori che influenzano sono le dimensioni dei partecipanti e lo stile di combattimento di ciascun avversario.

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Nel Kendo, Maai ha un’interpretazione più specifica. In termini fisici, riguarda la distanza mantenuta tra due avversari.

  • Itto-ma: È la distanza che equivale a un passo per fare un colpo. Misura circa due metri tra gli avversari; da cui l’uno o l’altro deve avanzare di un solo passo per colpire l’altro.
  • Chika-ma: È la distanza più stretta di Itto-ma (distanza corta/ravvicinata).
  • Tō-ma: È maggiore (distanza lunga/lontana).

In termini di tempo, Maai riguarda i momentanei vuoti di consapevolezza che si manifestano nella mente dell’avversario. Esteso ulteriormente, abbraccia anche il concetto di Kyo-jitsu (vuoto-pienezza del Ki). Questi momentanei vuoti mentali, e Kyo-jitsu, sono conosciuti come Kokoro-no-maai (intervallo mentale). L’implicazione di Kokoro-no-maai è che, sebbene la distanza fisica tra gli avversari possa essere reciprocamente vantaggiosa, l’intervallo mentale posseduto dagli individui determinerà chi avrà il vantaggio decisivo.

Nel Karate Maai si può pensare in termini di distanza di un passo. Questo è il nostro riferimento. Supponiamo che tu debba fare almeno un passo completo per raggiungere l’avversario. Oppure hai bisogno di un buon passo avanti. Ad un certo punto, quando chiudi la distanza, raggiungerai la fine della zona sicura dove il tuo avversario non può colpirti. Questa fine è chiamata Mazakai. Una volta incrociato Mazakai, devi attaccare, altrimenti lo farà l’avversario.

L'Importanza della Distanza Minima

"Quando sei un principiante, devi allenarti duramente nelle cinque posizioni. Dopodiché, puoi allenarti nel modo di Tachisaki-mo-Mikiri. Bene, devi misurare una distanza di appena un pollice tra la punta della spada dell’avversario e te stesso. Se c’è almeno la distanza di un pollice, anche se colpisce o spinge, la punta della sua spada non ti toccherà. Se non sei in grado di misurare una distanza di un pollice, la sua spada potrebbe colpirti, quindi devi ricevere o parare. Ebbene, non c’è dubbio che un pollice sia abbastanza minuto, ma è il modo del Kenjutsu che ciò che è importante di solito è minuto e sottile. Se ti alleni con questo in mente, prenderai la via del Mikiri."

La storia di cui sopra è tratta dal “Kenjutsu Rakuba-shu” che si dice sia stato scritto nel 1912 da Ueda Yorizo, comprendente una selezione di storie e aneddoti tratti dalle tradizioni della spada.

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I Quattro Mali del Kendo

Il Kendo mette in guardia contro quattro debolezze mentali, spesso chiamate i "quattro mali":

  • Il Kio (sorpresa).
  • Il Ku (paura).
  • Il Gi (dubbio).
  • Il Waku (perplessità).

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