Roy Levesta Jones Jr., soprannominato "Captain Hook", nato il 16 gennaio 1969 a Pensacola, in Florida, è una figura iconica del pugilato mondiale. La sua carriera, costellata di successi e controversie, lo ha consacrato come uno dei pugili più talentuosi e discussi della sua generazione. Questo articolo ripercorre la sua biografia, dalle origini alla recente esibizione contro Mike Tyson, analizzando i momenti salienti della sua ascesa, le difficoltà incontrate e il suo impatto sullo sport.
Gli inizi e la controversa Olimpiade di Seul 1988
Jones ha iniziato a boxare sotto la guida del padre, Roy Jones Sr., dimostrando fin da subito un talento naturale. Nel 1984, ha vinto le Olimpiadi nazionali juniores nella divisione di peso di 54 kg, seguite dalla "United States National Golden Glove" nel 1986 e 1987, rispettivamente nelle divisioni di 63 kg e 71 kg.
Il momento più controverso della sua carriera amatoriale è stata la partecipazione alle Olimpiadi di Seul nel 1988. Nella finale dei superwelter, Jones dominò il sudcoreano Park Si-Hun, ma i giudici assegnarono la vittoria a quest'ultimo con una decisione scandalosa. Un'indagine ufficiale del CIO nel 1997 rivelò che tre dei giudici erano stati corrotti da funzionari sudcoreani. Nonostante la richiesta di assegnare a Jones la medaglia d'oro, la decisione non fu mai revocata, lasciando un'ombra sulla sua carriera amatoriale. La boxe olimpica è sull’orlo del burrone. Troppi gli intrecci politici ed economici che la stanno buttando giù. Il torneo di Parigi è il traguardo di uno slalom per bypassare la potenza della federazione internazionale ancora in mano al russo Umar Kremlev, putiniano ad alta fedeltà e nemico giurato del Cio che l’accusa di mancanza di trasparenza e opacità nella gestione delle risorse, protetto dall’ombrello dei soldi del super sponsor Gazprom. Inevitabile che tutto questo produca una nuvola di incertezza sui verdetti dell’Olimpiade, come quello che ha tolto di mezzo Abbes Mouhiidine, il pugile azzurro più quotato, vice campione del mondo, superato dall’uzbeko Lazizbek Mullojonov, con una decisione dei giudici che Flavio D’Ambrosi, ex arbitro e presidente della Federboxe italiana, ha commentato in modo lapidario: «Vergognatevi».
L'ascesa nel professionismo e la conquista dei titoli mondiali
Jones è diventato professionista il 6 maggio 1989, sconfiggendo Ricky Randall per KO al secondo round. Ha inanellato una serie di vittorie, raggiungendo un record di 15-0, tutte ottenute per KO. Con il progredire della sua carriera, Jones ha aggiunto gradualmente peso, conquistando titoli nei supermedi e nei pesi massimi leggeri.
Il suo primo titolo importante è arrivato il 22 maggio 1993, quando ha sconfitto Bernard Hopkins per decisione, conquistando la cintura dei pesi medi della International Boxing Federation (IBF). Intorno alla metà degli anni '90, Jones era considerato il re delle classifiche Pound-for-Pound, ovvero il miglior pugile a prescindere dalla categoria di peso. In questi anni, ha sconfitto pugili famosi come James Toney, Vinnie Pazienza, Antoine Byrd, Tony Thornton ed Eric Lucas.
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Nel 1997, ha subito la sua prima sconfitta professionale, una squalifica contro Montell Griffin. Tuttavia, Jones ha cercato immediatamente la rivincita, riconquistando facilmente il titolo mondiale dei pesi massimi leggeri. Ha inoltre posseduto contemporaneamente sette titoli mondiali: WBC, WBA, IBF, IBO, NABF, WBF e IBA nei mediomassimi.
La storica vittoria nei pesi massimi e il declino
Il 1° marzo 2003, a Las Vegas, Roy Jones ha sconfitto John Ruiz per il titolo dei pesi massimi della WBA, diventando il primo ex detentore di pesi medi a vincere un titolo dei pesi massimi in 106 anni.
La sua prima sconfitta per KO è arrivata nel 2004, in un rematch contro Antonio Tarver, che gli ha fatto perdere tutti i suoi titoli. Anche nell'incontro successivo contro il giamaicano Glen Johnson, Jones ha perso per KO.
Nonostante queste sconfitte, Jones ha dimostrato tenacia, vincendo altri incontri nel 2009. All'età di 40 anni, ha sconfitto Omar Sheika per KO, il primo dopo 6 anni, e Jeff Lacy, conquistando il titolo mondiale NABO nei massimi leggeri.
Gli ultimi anni di carriera e l'esibizione con Mike Tyson
Dopo una sconfitta al primo round contro l'australiano Danny Green nel 2009, Jones ha espresso il desiderio di ritirarsi dalla boxe. Tuttavia, è tornato sul ring pochi mesi dopo, affrontando vari avversari e conquistando vittorie significative anche in Europa. All'età di 44 anni, ha vinto il titolo WBU nei paesi massimi leggeri, difendendolo per tre volte. Nel 2017, ha vinto il titolo WBF dei "Cruiserweight" contro Bobby Gunn, e nel 2018 ha vinto lo stesso titolo per la WBU contro Scott Sigmon.
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Il 28 novembre 2020, contro tutte le aspettative, Jones è salito ancora una volta sul ring per un'esibizione contro Mike Tyson. L'incontro, limitato a 8 round e con guantoni da 12 once, ha suscitato grande interesse, ma anche dubbi a causa dell'età avanzata dei due pugili.
Altri interessi e attività
Oltre alla boxe, Jones ha coltivato altri interessi e attività. È laureato in legge presso la "University Of West Florida" e ha intrapreso una carriera come attore e rapper. È apparso in diversi film e serie TV, tra cui "Enter the Matrix", "Southpaw" e "Creed 2". Nel 2001, ha pubblicato il suo primo album, "Round one", e nel 2004 ha formato il suo gruppo "Body Head Bangerz", collaborando con molti artisti famosi.
Dopo il suo ritiro nel 2018, ha aperto scuole di boxe RJJ in varie parti del mondo, tra cui Africa, Stati Uniti e Russia. Inoltre, ha creato una società per promuovere combattenti e ha lanciato molti progetti sociali per aiutare bambini svantaggiati e persone in difficoltà.
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