Il judo, che significa "Via della flessibilità", è un'arte marziale, uno sport e una filosofia giapponese. La disciplina è stata resa una disciplina olimpica ufficiale nel 1964 a Tokyo, simboleggiando la sua importanza globale. Il judo non è solo un metodo di combattimento, ma anche una disciplina per la formazione dell'individuo nel senso morale e caratteriale.
Radici storiche e filosofiche del Judo
Il judo trae le sue origini dall'antico jujitsu, dove il suo fondatore Jigoro Kano studiò e approfondì diverse scuole di jujitsu ottenendo il grado di Shihan (maestro) in due scuole, Tenshin shin'yo e Kito.
Il Codice Morale del Judo
Il judo si appoggia su un codice morale instaurato da Jigoro Kano che esalta otto qualità essenziali che il judoista (o judoka) deve sforzarsi di avvicinare durante il suo apprendistato:
- L'educazione
- Il coraggio
- La sincerità
- L'onore
- La modestia
- Il rispetto
- Il controllo di sé
- L'amicizia
Fondamenti tecnici del Judo
Lo scopo delle tecniche utilizzate nel judo è sbilanciare l'avversario per farlo cadere al suolo: ciò è chiamato Nage waza (tecniche di proiezione). L'apprendimento è strutturato secondo un sistema chiamato Go kyo che ordina 40 tecniche in 5 classi in base alla difficoltà di esecuzione e alla violenza della caduta.
Tachi Waza: Tecniche di proiezione dalla posizione eretta
L'arte di proiettare l'avversario al suolo dalla posizione eretta è definita Tachi waza e si suddivide in tre categorie:
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- Tecniche di braccia: te waza
- Tecniche di anca: koshi waza
- Tecniche di gambe: ashi waza
Sutemi Waza: Tecniche di Sacrificio
Le tecniche di sacrificio: sutemi waza, dove il praticante accetta di perdere il suo equilibrio per fare cadere il suo avversario. Queste a loro volta sono suddivise in:
- Sacrificio sul dorso: ma sutemi waza
- Sacrificio sul fianco: yoko sutemi waza
Ne Waza: lotta a terra
Una volta l'avversario a terra, si può applicare una tecnica di immobilizzazione, osae-komi waza, di strangolamento, shime waza, o una leva, kansetsu waza. La lotta a terra viene chiamata Ne waza.
Happo-no-kuzushi: Le otto direzioni di squilibrio
Il termine significa "le 8 direzioni di squilibrio" nelle quali il baricentro del corpo dell' avversario è spostato rispetto alla posizione naturale. Sono disposte idealmente a mò di rosa dei venti, ossia verso l' avanti, indietro, laterale e le due diagonali.
Tsukuri e Kake: Preparazione e Applicazione
La possibilità di poter eseguire con successo una tecnica di proiezione è fondata sull'ottenimento di uno squilibrio dell'avversario mediante azioni di spinta, trazione, prese sulla giacca, azioni che devono essere sempre ben calibrate e mai eccessive, per non dare la possibilità all' avversario di poterne approfittare. Far perdere la posizione o l' equilibrio, ottenendo cioè una delle 8 situazioni descritte, è denominato Tsukuri, ovvero "costruzione, preparazione". Solo dopo che tramite azioni di tsukuri si è riusciti a pervenire ad un kuzushi è possibile attaccare l' avversario con una tecnica efficace e idonea all'opportunità creatasi. Tale operazione è chiamata Kake o "applicazione".
Principi di esecuzione delle tecniche
- SEN, l'iniziativa
- GO NO SEN, il contrasto dell'iniziativa
- SEN NO SEN, l'iniziativa sull'iniziativa
Il principio SEN è tutto ciò che riguarda l'attaccare un avversario (kake) mediante tecniche dirette o concatenate (renraku waza,successione).SEN si applica in primo luogo tramite azioni di tsukuri mirate a sviluppare l'azione mantenendo l'iniziativa, continuando ad incalzare l'avversario con attacchi continui atti a portare l'avversario in una posizione vulnerabile che permetta di attaccarlo con la tecnica preferita (tokui waza)Il principio GO NO SEN si attua con l'uso dei bogyo waza (tecniche di difesa). Dette tecniche, applicabili subendo un attacco per contrastarlo, vengono suddivise in CHOWA (schivare), GO (bloccare), YAWARA (assecondare).
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Le proiezioni concatenate (Renraku Waza)
Le proiezioni concatenate, note come Renraku Waza, sono combinazioni di tecniche eseguite in successione per massimizzare l'efficacia e sfruttare le reazioni dell'avversario. Questa abilità richiede una profonda comprensione dei principi del judo, un'eccellente coordinazione e la capacità di adattarsi rapidamente alle mutevoli circostanze del combattimento.
Principi delle proiezioni concatenate
- Squilibrio Continuo (Kuzushi): Il principio chiave delle proiezioni concatenate è mantenere un continuo squilibrio nell'avversario. Questo si ottiene attraverso una serie di attacchi che impediscono all'avversario di ristabilire una posizione stabile.
- Transizioni Fluide: Passare da una tecnica all'altra deve essere fluido e senza interruzioni, sfruttando la reazione dell'avversario alla tecnica precedente.
- Adattabilità: Essere in grado di modificare la combinazione di tecniche in base alla reazione dell'avversario è fondamentale. Questo richiede una grande consapevolezza e flessibilità.
- Controllo: Mantenere il controllo dell'avversario durante l'intera sequenza di proiezioni è essenziale per garantire il successo della combinazione.
Esempi di proiezioni concatenate
- O-goshi → Uchi-mata:
- Si inizia con un tentativo di O-goshi (proiezione d'anca).
- Se l'avversario resiste o devia la proiezione, si transita immediatamente in Uchi-mata (proiezione interna della coscia).
- Questa combinazione sfrutta la reazione dell'avversario che cerca di evitare la proiezione d'anca, aprendo così la strada per Uchi-mata.
- Ippon Seoi Nage → Ko-uchi-gari:
- Si attacca con Ippon Seoi Nage (proiezione sulla spalla).
- Se l'avversario reagisce spostando il peso indietro per evitare la proiezione, si esegue rapidamente Ko-uchi-gari (piccolo sgambetto interno).
- Questa combinazione sfrutta il movimento all'indietro dell'avversario, rendendolo vulnerabile allo sgambetto.
- Harai Goshi → O-soto-gari:
- Si inizia con Harai Goshi (proiezione spazzata dell'anca).
- Se l'avversario cerca di contrastare bloccando l'anca, si passa a O-soto-gari (grande falciata esterna).
- L'avversario, concentrato a difendersi dalla proiezione d'anca, diventa suscettibile alla falciata esterna.
- Kouchi gari -> Tai Otoshi:
- Si inizia con Kouchi Gari (piccolo sgambetto interno).
- Se l'avversario resiste allo sgambetto, si transita immediatamente in Tai-otoshi (corpo che cade).
- Questa combinazione sfrutta la reazione dell'avversario che cerca di evitare lo sgambetto, aprendo così la strada per Tai-otoshi.
- Osoto gari -> Ouchi gari:
- Si attacca con Osoto Gari (grande falciata esterna).
- Se l'avversario reagisce spostando il peso per evitare la proiezione, si esegue rapidamente Ouchi gari (grande sgambetto interno).
- Questa combinazione sfrutta il movimento per evitare la proiezione rendendolo vulnerabile allo sgambetto.
Tutorial passo-passo per combinazioni efficaci
Passo 1: Analisi dell'avversario
Prima di tentare una combinazione, è essenziale osservare e comprendere le reazioni tipiche dell'avversario. Questo include:
- Come reagisce alle diverse proiezioni.
- Quali sono le sue debolezze e punti di forza.
- Quali tecniche preferisce usare.
Passo 2: Creazione dello squilibrio iniziale
Ogni combinazione deve iniziare con una tecnica che crei uno squilibrio nell'avversario. Questo può essere ottenuto attraverso:
- Movimenti rapidi e decisi.
- Variazioni di ritmo e direzione.
- Utilizzo di finte per confondere l'avversario.
Passo 3: Transizione alla seconda tecnica
La transizione tra le tecniche deve essere istantanea e senza esitazioni. Questo richiede:
- Un'ottima coordinazione e tempismo.
- La capacità di anticipare la reazione dell'avversario.
- Una transizione fluida che sfrutti la reazione dell'avversario alla prima tecnica.
Passo 4: Finalizzazione
Una volta eseguita la combinazione, è importante finalizzare la proiezione con:
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- Un controllo saldo dell'avversario.
- Un movimento deciso per completare la proiezione.
- La consapevolezza dell'ambiente circostante per evitare ostacoli o pericoli.
L'importanza della pratica e della preparazione
Le proiezioni concatenate sono un'abilità avanzata che richiede una pratica costante e una preparazione adeguata. Questo include:
- Esercizi di riscaldamento per preparare il corpo.
- Allenamento specifico per migliorare la coordinazione e il tempismo.
- Pratica regolare con un partner per affinare le tecniche.
- Studio dei principi teorici del judo per comprendere meglio le dinamiche del combattimento.
Tecniche dello Yoseikan Budo
Lo Yoseikan Budo comprende tecniche delle Arti marziali giapponesi, il Bu Jutsu, interpretate secondo il principio dell’Onda Choc e messe in relazione tra loro per esprimere efficacia e fluidità globale di movimento e combattimento. Si apprendono tecniche di Judo, Karate, Aikido, Goshin Jutsu fino al più complesso panorama del Kobudo, ovvero le armi tradizionali.
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