Questa guida completa esplora il Deck Utopia in Yu-Gi-Oh! Duel Links, un mazzo storico che ha riconquistato la scena competitiva grazie al rilascio dello Structure Deck "Hope of The Universe". Il Deck Utopia si distingue per la sua consistenza, in gran parte attribuibile a una skill che facilita l'ottenimento di ben cinque negazioni con una qualsiasi carta Astraltopia o ZS in mano.
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Capitolo 5: Speranza nel presente… e nel passato!
Capitolo 6: Una promessa da mantenere… a tutti i costi!
Capitolo 7: Non si torna più indietro!
Capitolo 8: Qualcosa finisce e qualcosa inizia!
Capitolo 18: Si ricomincia…
Yuma si svegliò di soprassalto, sentendo la voce di Kari che lo chiamava dalla sala.
-Yuma! Alzati o farai tardi a scuola! Sbrigati!- urlò Kari dal soggiorno di casa Tsukumo.
Non ricevendo risposta, Kari salì le scale diretta verso la stanza del fratello.
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-Yuma sono già le otto e venti muoviti! Insomma Yuma se non ti alzi farai tardi e…- si fermò di botto.
L'amaca sulla quale di solito dormiva Yuma era vuota e la finestra era aperta. Yuma camminava da almeno mezz'ora per la città, senza una meta precisa. Quella mattina si era alzato presto per stare un po' da solo con i suoi pensieri. Non sopportava più lo sguardo preoccupato di sua sorella e le occhiate indagatrici di sua nonna. Per loro era tutto normale, il suo umore non cambiava di molto la loro vita. La nonna sarebbe uscita per i suoi giri in città e Kari avrebbe lavorato ai suoi articoli come giornalista. Per loro la vita era bella e senza preoccupazioni.
-Ma non per me- pensò con amarezza Yuma.
Da quando Astral era morto, non faceva altro che pensare a lui e al suo sguardo rassegnato ma fiducioso, rivolto a Yuma e alla missione che avrebbe dovuto compiere: sconfiggere i bariani e trovare il Numeron Code. In quel momento, Yuma non aveva prestato molta attenzione al significato di quelle parole: Astral stava morendo. Ma ora, oltre alla tristezza, lo invadeva un sentimento più potente: la rabbia. Yuma si sentiva arrabbiato con Astral, tradito.
-Come hai potuto abbandonarmi Astral?- pensò Yuma con rabbia e disperazione. -Sei stato tu ad insegnarmi a duellare veramente, tu che mi hai aiutato a realizzare il mio sogno di diventare un campione di Duel Monsters, tu che eri diventato quasi come un fratello per me come hai potuto? Sei morto per salvarmi, ma ora mi hai condannato ad un destino quasi peggiore della morte: essere sconfitto dai bariani. Nel nostro ultimo duello contro Vector, siamo riusciti a vincere solo grazie alla nuova evoluzione di Zexal e lo stesso è avvenuto nel duello contro Numero 96 senza di te, senza Zexal come farò a vincere e a portare a termine la missione che mi hai affidato? Non ci riuscirò mai!-
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Yuma non si era mai sentito così abbattuto, senza speranza nel progetto di Astral. Alla fine, i bariani lo avrebbero cercato per prendere i Numeri e lo avrebbero sfidato a duello. Lui non avrebbe potuto rifiutarsi. Cosa sarebbe accaduto? Come se non bastasse, era in ritardo a scuola. Così, abbandonando le sue riflessioni sul futuro senza Astral, si avviò senza entusiasmo verso scuola. Entrò in classe a lezioni iniziate e tutti, compagni e professore, si girarono.
-Bene, bene Yuma oggi ti sei superato eh?- scherzò il professore. -Ben un quarto d'ora di ritardo! Non erano cinque minuti una volta?-
Tutti i suoi compagni scoppiarono a ridere, ma Yuma rimase impassibile e si limitò a dire:
-Mi scusi professore. La prossima volta arriverò in orario-.
Tutti ammutolirono, persino il sorriso del professore svanì. Li aveva sorpresi e lo sapeva. Di solito, quando arrivava in ritardo, cercava di giustificarsi in tutti i modi, dando vita a scene buffe. Ma quello avveniva quando c'era ancora Astral, che sorrideva insieme a tutti gli altri e che alla fine delle lezioni lo prendeva amichevolmente in giro. Avveniva prima della sua morte, quando Yuma vedeva solo speranza e futuro davanti a sé. Ora invece non vedeva niente, solo una voragine nera. Per cui non si stupì quando tutti rimasero scioccati dalla sua reazione.
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-Yuma stai bene? Ti vedo molto come dire angosciato. Ci sono problemi?- chiese il professore.
-Niente professore. Sto bene- rispose Yuma.
Il professore però lo guardava ancora con preoccupazione.
-Sei sicuro? Perché se vuoi posso…-
-No davvero professore. Sto benissimo non deve preoccuparsi.-
Il tono formale e senza intonazione con cui l'aveva detto lasciava intendere il contrario, ma il professore decise di non insistere. Yuma si diresse al suo posto e la lezione riprese. Chi non conosceva Yuma non notò nulla di strano, ma chi lo conosceva sapeva che qualcosa non andava. E in effetti era vero. Yuma non stava bene. Finite le lezioni, Yuma si diresse veloce verso la porta della classe senza salutare nessuno. Non voleva incrociare Tori, Bronk o Shark. Non avrebbe avuto il coraggio di guardarli in faccia senza provare una profonda tristezza. Inoltre, non sarebbe riuscito a nascondere il suo stato d'animo ai suoi amici. Non era mai stato bravo a mentire o a fingere. Corse attraverso il cortile della scuola senza prestare attenzione ai saluti che riceveva e stava per uscire dal cancello quando sentì una voce che lo chiamava.
-Yuma!-
Era Shark.
-O no! E adesso cosa faccio?- pensò Yuma.
Stava pensando di fingere di non aver sentito, ma Shark lo raggiunse.
-Yuma! Perché sei corso via in questo modo? Dobbiamo iniziare a cercare l'ultimo Numero!-
-Il Numero! Me ne ero dimenticato!- pensò Yuma.
Qualche giorno prima che Astral sparisse, la navicella all'interno della Chiave dell'Imperatore aveva rilevato un nuovo luogo in cui, secondo Astral, doveva esserci un nuovo Numero. Tutti erano rimasti sconvolti: secondo le loro precedenti esperienze i Numeri leggendari erano sette, come i Sette Imperatori Bariani. Ma ora il computer mostrava che c'era un altro Numero leggendario che non avevano ancora raccolto e di cui probabilmente i bariani non sapevano l'esistenza. Avevano provato ad avventurarsi nel luogo indicato dal computer, ma appena si avvicinavano, anche solo minimamente, al luogo indicato la navicella sfuggiva al loro controllo ed erano costretti a ritirarsi. Con Astral, Yuma stava progettando un modo per accedere a quel luogo misterioso quando erano stati coinvolti nel duello contro Numero 96. Poi era accaduta la tragedia e Yuma non aveva più pensato al Numero. Ma ora Shark gli stava facendo notare, inconsapevolmente, che doveva andare avanti e fare come se niente fosse accaduto.
-Ma io non ci riesco- pensò Yuma ricacciando indietro le lacrime. -Ora che Astral non c'è più, non avrò una sola possibilità contro i bariani e non posso continuare questa avventura sapendo che alla fine perderò e che tutto il lavoro che abbiamo fatto io e Astral andrà in fumo!- .
Così si volse verso Shark e cercò di mettere in mostra il sorriso più sincero che aveva.
-Ciao Shark non ti avevo sentito scusami! Allora come sta Rio?- .
-Rio? Lei è ancora in ospedale, ma i medici dicono che tra un paio di giorni potrà tornare a scuola. Ora per quanto riguarda il Numero…-
-Davvero? Ma che bella notizia! Allora dobbiamo darle un caloroso benvenuto e…-
-Non cambiare discorso Yuma! Astral manca a tutti, non sei il solo che sente la sua mancanza! Devi superare le sua morte e andare avanti come hai sempre fatto! Ormai sei troppo dentro a questa storia per ignorarla! Allora per il Numero?-
Yuma rimase come pietrificato sentendo quelle parole. Superare la morte di Astral? No, non avrebbe mai potuto. Non ci riusciva. Il vuoto che la morte di Astral aveva lasciato dentro di lui era troppo grande per poter essere ignorato. Provava troppo dolore.
-Io ecco per il Numero ci sentiremo. Ci ci vediamo Shark. Salutami Rio.-
E detto questo Yuma corse in strada. Tori aveva percepito qualcosa di strano appena Yuma era entrato in classe. Era come dire spento. Privo di energia. E questo non era proprio da lui, lo sapevano tutti. Nel tempo in cui era stata accanto al ragazzo durante le ore di lezione, Yuma non aveva aperto bocca e in classe era stato più distratto del solito. Era così immerso nei suoi pensieri che non si era nemmeno addormentato durante l'ora di matematica, come era solito fare. E poi, appena la campanella aveva suonato la fine delle lezioni, Yuma era corso fuori senza salutare nessuno e non degnando di uno sguardo né lei né gli altri suoi amici. Non aveva fatto nemmeno in tempo a gridare il suo nome che il ragazzo era già fuori dalla classe. Aveva messo a posto la sua cartella e poi, insieme a Bronk e agli altri era uscita nel cortile per cercarlo, ma di Yuma neppure l'ombra. Stava scrutando con lo sguardo il cortile in cerca del ragazzo quando aveva visto vicino al cancello della scuola uno Shark molto contrariato.
-Probabilmente avrà visto Yuma- pensò Tori.
-Ragazzi aspettatemi qui, vado a chiedere a Shark se ha per caso visto Yuma- e senza aspettare una risposta, si diresse verso Shark.
-Shark! Shark!- lo chiamò Tori. -Shark buongiorno, senti hai per caso visto…-
-Chi Yuma? Sì e non mi sembrava molto in forma. Non riesce a superare la morte di Astral-.
-Immagino Shark senti dobbiamo aiutarlo. In fondo è il tuo più caro amico no? Se lo sfidi a duello può darsi che…- cercò di dire Tori, in qualche modo speranzosa nella risposta di Shark.
Ma con sua grande sorpresa e delusione, Shark aveva un'intenzione del tutto diversa. Infatti replicò con un tono rassegnato.
-Abbiamo cercato di aiutarlo in tutti i modi. Ti ricordi? L'ho sfidato a duello ben tre volte: ha perso tutte e tre le volte e nel secondo duello ha perso 4000 a 0. Se non trova lui un nuovo obbiettivo da seguire, non riuscirà mai a tornare come prima. Ora tocca a lui. Deve imparare ad andare avanti anche da solo. Noi non possiamo fare niente che non sia sostenerlo e incoraggiarlo. Questo è un duello che deve vincere da solo-.
Tori rimase senza parole. Perché in fondo, sapeva che Shark aveva ragione. Yuma doveva trovare un nuovo obbiettivo. E doveva farlo da solo. Le vennero le lacrime agli occhi. Desiderava con tutto il cuore poter aiutare Yuma, ma in quel momento si sentiva del tutto impotente.
-Grazie Shark senti questo pomeriggio porto dei fiori a Rio e le faccio compagnia. Spero non ti dispiaccia- disse Tori, giusto per cambiare argomento.
-No va bene. A Rio farà piacere avere un po' di compagnia-.
Tori sospirò.
-Grazie comunque Shark ci vediamo-, ma non fece in tempo a finire la frase che Shark si era già voltato e si avviava verso il cancello della scuola. Yuma corse finché non si ritrovò senza fiato. Per lo sforzo dovette perfino appoggiarsi al palo davanti al ponte per non cadere sfinito sul marciapiede. Ancora con il fiatone, si sentiva del tutto estraneo a quello che era appena accaduto con Shark. Le sue parole lo avevano scosso e non riusciva a dimenticarle. Come poteva, in fondo? Aveva appena perso la cosa a cui teneva di più al mondo! In un istante, in un solo e maledetto istante, aveva perso tutto: il suo migliore amico, la Chiave dell'Imperatore, il potere Zexal, la possibilità di vittoria contro i bariani e, infine, la speranza di poter ritrovare suo padre. Perché ora che Astral non c'era più, Yuma non avrebbe più potuto nemmeno pensare di andare nel mondo astrale per cercarlo. Ora era solo un umano. Uno stupido e inutile ragazzino umano con un numero minimo di 70 Numeri da proteggere. Non si era mai sentito così solo e allo stesso tempo così arrabbiato e deluso. Per di più, le parole di Shark ancora non lo abbandonavano.
-Come faccio ad andare avanti da solo? Astral mi ha abbandonato e…-
Si fermò un attimo.
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