Alessio Sakara: Una Leggenda Italiana alla Conquista del BKFC Americano e il Ritorno a Roma

Alessio Sakara, leggenda vivente delle MMA e volto storico dell’UFC, si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella sua illustre carriera. Il 25 luglio, a Philadelphia, Sakara sarà il primo italiano a salire su un ring del Bare Knuckle Fighting Championship (BKFC) negli Stati Uniti, affrontando l’americano Erick Lozano nella categoria dei massimi leggeri. Questo evento segna un momento storico per lo sport italiano e per lo stesso Sakara, che a 43 anni dimostra di avere ancora la passione e la grinta per competere ai massimi livelli.

L'Esordio Americano di Sakara nel BKFC

Dopo l’annuncio che ha infiammato il PalaWanny di Firenze, ora è tempo di azione concreta. L’incontro con Lozano si preannuncia come una sfida ad altissima intensità, che sancirà l’esordio internazionale dell’ex fighter romano nella boxe a mani nude, sotto l’egida della promotion BKFC. L'incontro sarà trasmesso in diretta streaming mondiale, e si preannuncia come uno degli eventi più attesi dell’estate americana.

Sakara, con un record complessivo di 25 vittorie e 13 sconfitte nelle MMA, è un pioniere e veterano delle arti marziali miste. È stato il primo italiano a combattere in UFC, la promotion di MMA più importante al mondo.

Le Dichiarazioni di Sakara

“Ho combattuto ovunque, ma ora sento che questo è il mio vero ritorno alle origini. Il sangue, il sudore, l’onore. Nessun guantone a separarti dalla verità”, ha dichiarato Sakara in vista del suo debutto. Sakara non cerca una passerella, ma una vittoria. “Non vado in America per una passerella. Vado a combattere. Vado per vincere. Vado per dimostrare che l’Italia ha guerrieri veri. Lozano è forte, ma io sono Sakara. Il ring ci giudicherà”.

“Combattere a Philadelphia è come entrare in una leggenda vivente. Qui ogni angolo parla di boxe, di cuore, di orgoglio. Sentirò il calore degli italo-americani e sarà come combattere in casa. Voglio onorare quella storia e quella grande passione”, ha dichiarato Sakara, citando proprio Rocky come fonte d’ispirazione.

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L'Avversario: Erick Lozano

Il suo avversario, Erick Lozano, è noto per lo stile aggressivo e il pugno pesante, e ha già collezionato due vittorie importanti nel circuito BKFC. Lozano, 42 anni, americano di origini messicane, ha disputato 38 match nelle MMA. Nel circuito BKFC, Lozano ha combattuto sei volte, con due vittorie e quattro sconfitte. È noto per essere un fighter che non si tira mai indietro.

Sakara riconosce la pericolosità dell'avversario: «È un osso duro, sono contento che mi abbiano dato subito un atleta così pericoloso. A livello tecnico e di potenza sono più forte, ma dovrò stare attento perché senza guanti basta davvero poco per andare giù».

BKFC Italy: Un Ritorno Atteso a Roma

E mentre Sakara si prepara a scrivere la storia negli Stati Uniti, BKFC Italy guarda già oltre l’oceano. È ufficiale infatti la prossima tappa italiana della Promotion, che si terrà il 25 ottobre a Roma. Un ritorno atteso dopo il grande successo dell’evento di Firenze, che conferma l’Italia come uno dei Paesi chiave nella strategia europea del BKFC. La Città Eterna tornerà ad essere capitale anche della boxe più pura e brutale, con nuovi gladiatori pronti a sorprendere.

Gabriel Ernesto Rapisarda, Direttore Esecutivo di BKFC Italy, insieme a Luigi Perillo, per la parte operativa, ha giocato un ruolo cruciale nel portare Sakara nel BKFC. “Quando abbiamo firmato con Alessio, sapevamo che sarebbe stato qualcosa di storico. Ma vederlo ora partire per gli Stati Uniti, rappresentando BKFC Italy e l’Italia intera, è una grande emozione. Alessio è l’ambasciatore perfetto di questo sport perchè è autentico, leale, a tratti feroce. Siamo orgogliosi di accompagnarlo in questa nuova impresa”, ha dichiarato Gabriel Ernesto Rapisarda.

La Crescita del BKFC in Italia

Fondata nel 2018, BKFC ha rivoluzionato il panorama degli sport da combattimento, riportando al centro il pugilato a mani nude con regole moderne e una spettacolarità senza compromessi. La crescita esponenziale della promotion ha coinvolto anche l’Europa, dove l’Italia è diventata rapidamente una delle piazze più promettenti. L’evento di Firenze dello scorso aprile ha rappresentato un punto di svolta, e l’ingaggio di Sakara ne è stato la naturale prosecuzione.

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Philadelphia: Un Palcoscenico Leggendario

Il debutto americano di Sakara non avverrà in una città qualunque, ma a Philadelphia, una delle capitali storiche del pugilato mondiale, patria del leggendario Rocky Balboa, simbolo universale di sacrificio e riscatto. Una città che non ha solo scolpito l'immaginario sportivo di intere generazioni, ma che ospita anche una delle più radicate e orgogliose comunità italo-americane degli Stati Uniti. Un legame viscerale che rende questa sfida ancora più densa di significati.

Alessio Sakara: Un Personaggio Poliedrico

Oltre all’impatto sportivo ed emotivo, l’incontro si carica anche di un significato mediatico. Sakara è amatissimo in Italia, non solo per i suoi successi sportivi ma anche per la sua personalità fuori dal ring, costruita attraverso anni di televisione, interviste e testimonianze autentiche. Sakara è stato capace di diventare un personaggio pop: volto di documentari e programmi televisivi - tra cui Pechino Express - e co-conduttore della trasmissione Tù sì que vales, su Canale 5. È comparso in tre film e ha pubblicato due libri, è persino finito in una puntata della serie animata South Park.

In aggiunta a questo, è consulente degli Incursori della Marina Militare per il combattimento corpo a corpo, ed è impegnato nel sociale in un progetto contro il bullismo, di cui parla nelle scuole italiane. Insomma, un uomo impegnato.

Gli Inizi di Sakara

Sakara è nato in un quartiere popolare di Pomezia, in provincia di Roma. Ha cominciato dal calcio poi è passato alla boxe, in cui ha avuto un percorso da professionista con una decina di incontri. Ha praticato Sanda (il pugilato cinese) e intorno ai vent’anni, mentre lavorava come buttafuori, ha scoperto le MMA guardando una videocassetta prestata da un collega. Ne è rimasto talmente folgorato che ha deciso di vendere la propria moto e andare a vivere e allenarsi in Brasile.

In Brasile ha fatto i suoi primi incontri, tra cui un paio combattuti a mani nude nella giungla, poi è entrato, chiamato nei circuiti europei, e nel 2005 ha debuttato in UFC, allenandosi all’American Top Team (ATT), palestra americana d’eccellenza di cui fa ancora parte. Dopo otto anni in UFC (sei vittorie, otto sconfitte e un no contest) in cui è diventato il volto delle MMA italiane nel mondo, ha combattuto in Bellator, al tempo seconda organizzazione mondiale per importanza, guadagnandosi la sfida titolata dei pesi medi, a 36 anni, in un evento organizzato a Firenze.

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Dal 2019 è passato alla boxe e alle MMA a mani nude, ma è tornato a combattere solo lo scorso novembre, dopo quasi cinque anni di inattività, vincendo per stop medico al primo round.

La Preparazione per il BKFC

Sakara si sta allenando tra le due e le tre volte al giorno, la domenica riposa. Faccio sparring due volte a settimana, una sessione tecnica e un’altra più dura. In Florida siamo in piena estate, c’è un caldo umido, pesante. Vivo a Boca Raton da cinque anni, è una città da centomila abitanti a quarantacinque minuti d’auto da Miami, ma qui si sta meglio perché c’è meno traffico e caos, ci sono tanti quartieri residenziali. In una ventina di minuti di macchina arrivo in palestra, a Coconut Creek. Ho deciso di trasferirmi in America perché ci sono più opportunità, soprattutto per le diverse attività imprenditoriali che ho avviato, tra cui il primo Padel Club della zona. E, ovviamente, per potermi allenare in pianta stabile all’American Top Team. Ci è voluto tempo per prendere la green card ed essere in regola, perché qui sono seri e rigorosi. I miei figli vivono a Roma, ma viaggiano tanto e poi io torno spesso in Italia per impegni con la televisione e il cinema, e per seguire le mie altre attività, tra cui una società di servizi di sicurezza.

Sakara spiega le specificità nella preparazione di un incontro di bare-knuckle: «La differenza sta nel dover condizionare le ossa della mano per indurirle ed evitare che si rompano durante il match, quindi sto facendo i colpitori e il sacco a mani nude, per temprare anche i polsi».

Sakara afferma di non avere problemi articolari alle mani, o fragilità simili: «No, perché ho sempre lavorato sulle nocche, nel tempo si è formato uno strato di callo osseo e quindi ho le mani più pesanti quando colpisco».

Durante l’incontro, le accortezze per evitare fratture, impattando con parti del corpo dell’avversario più corazzate (testa, gomiti, eccetera) sono: «Serve precisione, combinazioni brevi, secche, colpi sferrati con la giusta angolazione».

Il Periodo di Pausa e il Ritorno

Sakara spiega il lungo periodo di pausa tra il 2019 e il 2024: «Sono successe tante cose. Ho scoperto di avere la cartilagine della spalla sinistra consumata, usurata - sicuramente per gli anni di allenamenti di lotta libera - e così in quel periodo avevo delle fitte di dolore lancinanti, non riuscivo neanche a girare il volante mentre guidavo. Volevano mettermi una protesi, ma dopo diversi consulti ho scelto una cura alternativa con acido ialuronico e infiltrazioni di PRP, cioè plasma ricco di piastrine, per favorire la guarigione. Il dolore si è ridotto, ho recuperato mobilità e ho potuto riprendere ad allenarmi, ma a fine carriera la protesi sarà obbligatoria».

«Nel frattempo, ho dovuto aspettare i tempi burocratici che ti accennavo per poter lavorare in America in modo regolare, e ci è voluto un anno. Quando finalmente ero pronto e fresco di firma con la Bare-Knuckle Fighting Championship (BKFC), il mio esordio nella boxe a mani nude è saltato perché l’avversario si è infortunato, e per altre dinamiche poco chiare, per motivi che non ho ancora capito. Così ho accettato la proposta di Masvidal [ex fighter UFC e oggi promoter di un’organizzazione di MMA a mani nude, ndr]. Sono stati anni duri, sembrava che qualcuno ce l’avesse con me».

Il Ruolo di Gabriel Rapisarda

Sakara è tornato nell’organizzazione grazie al promoter italiano Gabriel Rapisarda, che «mi ha voluto a tutti i costi e ha fatto sì che il progetto si avverasse, gliene sono grato», mi spiega, dicendo che ora è anche ambassador dell’organizzazione, con un’attenzione ai giovani talenti italiani.

Rapisarda, in un’intervista a Forbes di qualche mese fa, ha rivelato di aver firmato un accordo quinquennale con BKFC per almeno dieci eventi in Italia (il primo, appunto, è stato quello di Firenze).

Prospettive Future

Sakara tornerà a combattere tra poco più di una settimana: venerdì 25 luglio se la vedrà con l’esperto Erick Lozano, nella BKFC Fight Night di Philadelphia, «perché è una città in cui vivono tanti italoamericani», specifica. Per lui la boxe a mani nude è un ritorno alle origini, al vale tudo, l’antenato, con poche regole e tanta ferocia, delle MMA: «Parliamo della forma di combattimento per definizione, quella più dura e pura, più vera, valorosa, simile a quelle dell’antica Roma. In questo caso si può davvero parlare di guerrieri, oltre che di atleti», afferma.

Sakara è arrivato al traguardo dei 25 anni di carriera: «Lo sarò finché mi allenerò con la stessa voglia ed entusiasmo di sempre, finché sentirò viva la passione per il combattimento, finché darò filo da torcere a fighter ben più giovani di me in palestra» risponde. «Il giorno in cui, pensando all’allenamento successivo, mi dirò che non mi va proprio, ecco che sarà arrivato il momento di ritirarmi».

Sakara dichiara di darsi «ancora due anni al massimo», quando ne avrà 45, «poi dovrò fermarmi per forza, per una questione di fisico, di salute». Nonostante ciò, chiude l’argomento con: «Poi oh, se arrivo a 45 anni che sto bene, mi alleno tanto, faccio degli sparring di qualità, magari mi toglierò ancora qualche soddisfazione…».

I Rischi e la Consapevolezza

Riguardo alle ben note conseguenze degli sport da combattimento sulla salute di chi li pratica: «Se sono preoccupato? No, è un rischio che metti in conto se vuoi fare il professionista. Il motociclista sa che in pista si può morire, il tennista viaggia undici mesi all’anno e fa una vita alienante. Qualsiasi sport ad alto livello comporta rinunce e spesso ti segna, l’importante è la consapevolezza».

Sakara è stato rilasciato da UFC nel 2013 anche perché la promotion lo voleva nei pesi medi, al limite degli 84 chili, a cui arrivava sempre con tantissima fatica e rischi, chiedendo a gran voce di poter fare i pesi massimi leggeri (93 chili); UFC gli ha negato questa opzione e il rapporto si è guastato.

Sakara ha avuto la forza e la possibilità, essendo molto appetibile sul mercato, di opporsi e di poter rinunciare a UFC, ma quanti altri fighter avrebbero potuto farlo? «Sì, però è un confronto tra adulti, in cui ognuno fa delle scelte assumendosi delle responsabilità - oltre al fatto che sono dinamiche tipiche di qualsiasi ambiente lavorativo. Se avessi continuato negli 84 chili lo avrei fatto consapevole dei rischi. Invece mi sono detto: “Sai che c’è? Ci sono altri eventi, mi rimbocco le maniche e si riparte”. Ma se avessi fallito e fossi tornato a fare il buttafuori come quando ero ragazzo, non avrei dato la colpa a UFC, capisci?».

La famiglia di Sakara «chi mi vuole bene vorrebbe che smettessi, ma sanno cosa penso e sento, e lo rispettano». Sakara ha due figli adolescenti: «Li ho cresciuti insegnandogli che la vita vera non è quella virtuale, è il presente, infatti hanno avuto il telefono e i social network tardi, e questo forse li ha messi un po’ in difficoltà rispetto ai loro coetanei, all’inizio. Ma è stato un sacrificio necessario perché ora sanno come gestirli, e tra l’altro li usano pochissimo». «Sono concentrati sullo sport, hanno cominciato con il judo per passare al rugby e ora giocano a calcio, oltre ad uscire con gli amici e a godersi il tempo libero. Di persona, non dietro a uno schermo».

Il "Sakara Fight Night"

Il campione di arti marziali miste Alessio Sakara si unisce alla Federkombat-Federazione Italiana Kickboxing, Muaythai, Savate, Shoot Boxe e Sambo per annunciare la nascita di una nuova competizione nazionale che porterà il suo nome: il “Sakara Fight Night”.

Il “Sakara Fight Night” sarà aperto a tutti gli atleti e le atlete tesserati Federkombat maggiori di 18 anni di età di ogni categoria di peso, e si snoderà attraverso le principali regioni italiane. La competizione prevederà due tappe di qualificazione a Venezia (Palasport Camponogara, 23-24 settembre) e Caserta (PalaJacazzi Aversa, 14-15 ottobre) e culminerà con le finalissime nel Main Event del 25 novembre a Roma che assegnerà punteggio per il ranking nazionale (info e iscrizioni sul sito ufficiale della manifestazione www.sakarafightnight.com).

Donato Milano, Presidente Federkombat: “Siamo orgogliosi di aver dato vita a questo progetto di collaborazione e di cooperazione con Alessio Sakara, un sodalizio che promette di portare benefici importanti sia alla federazione che a tutti gli appassionati degli sport da combattimento. Il “Legionario” coopererà con Federkombat in vari progetti e iniziative. Questo includerà la partecipazione a campagne di sensibilizzazione, eventi di promozione, clinic e sessioni di allenamento speciali per atleti emergenti, ma soprattutto per promuovere tra i giovani i valori fondamentali dello sport, come la lealtà, il fair play e l'inclusione: “Attraverso il ‘Sakara Fight Night’ miriamo a ispirare una nuova generazione di atleti e appassionati - spiega Sakara - incoraggiare la pratica sportiva come mezzo di crescita personale, di integrazione sociale e di realizzazione dei propri sogni. Credo nel talento italiano, vogliamo offrire un’opportunità in più ai nostri giovani per emergere a livello nazionale e internazionale”.

Momenti Chiave della Carriera di Sakara

  • Match preferito: Quello con Chris Weidman, nel 2011, considerando che dopo è diventato un campione. Ho dato il meglio di me, ho combattuto con un piede rotto dal primo round, dimostrando la mia tempra da legionario. E la sfida con Assuerio Silva di qualche anno prima, che mi ha portato in UFC».
  • Vittoria più bella: Contro Jamie Sloane, battuto per KO tecnico al primo round davanti al pubblico di Roma, nel 2018. Venivo da una sconfitta brutta, pesante, avevo tanta pressione addosso. Vedere i miei tifosi esultare in modo così liberatorio è stato speciale».
  • Sconfitta peggiore: «Quella prima del match con Sloane, quando ho combattuto per il titolo dei pesi medi di Bellator contro il campione in carica, Rafael Carvalho, a Firenze. Il match è finito subito, ho perso per KO, e ancora oggi faccio fatica a digerirlo perché tempo dopo ci siamo allenati insieme, e ho avuto conferma che era un incontro più che fattibile».

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