Quanto Pesano i Lottatori di Sumo: Un'Analisi Dettagliata

Il sumo, sport nazionale del Giappone, affascina per la stazza dei suoi atleti, i rikishi. Contrariamente a quanto si possa pensare, il peso nel sumo non è solo una questione di massa, ma un elemento complesso che si intreccia con la tecnica, la cultura e la salute dei lottatori.

Introduzione al Sumo: Sport e Tradizione

Il sumo è molto più di un semplice sport di lotta; è un'arte marziale intrisa di storia, rituali e significati culturali. Le sue origini si perdono nel tempo, con radici legate a cerimonie religiose shintoiste. Oggi, il sumo è un simbolo del Giappone, con tornei seguiti da milioni di appassionati e lottatori considerati vere e proprie celebrità nazionali.

Nel sumo, due lottatori dal peso medio di 150 kg e che indossano esclusivamente un perizoma chiamato mawashi tentano di spingersi l’un l’altro fuori da una pedana circolare chiamata dohyo, fatta con argilla e ricoperta da uno strato di sabbia: chi per primo riesce a buttare l’avversario fuori dal ring è il vincitore. Le regole di base del sumo sono quindi molto semplici: il lottatore che tocca il terreno con qualsiasi altra cosa oltre alle piante dei piedi o che lascia la pedana prima del suo avversario, perde.

Il Peso nel Sumo: Un Vantaggio Strategico

A differenza di molti sport da combattimento, il sumo non prevede categorie di peso. Questo significa che un lottatore più pesante ha un vantaggio teorico, grazie a un baricentro più basso e una maggiore stabilità. Tuttavia, il peso da solo non basta per vincere. Agilità, tecnica e strategia sono altrettanto importanti.

Per fare un esempio, Onosato, che ha 24 anni ed è uno dei lottatori più forti al mondo, è alto 192 centimetri e pesa 191 chili. Sebbene possa essere un problema e un pericolo per la salute degli atleti (ci arriviamo), nel sumo pesare tanto è fondamentale. Non è prevista infatti la divisione in categorie di peso che è invece presente nella grande maggioranza degli altri sport di combattimento. In un incontro perde il rikishi che esce per primo dal dohyō (il piccolo ring rotondo in cui si combatte) o colui che, cadendo, lo tocca con una parte diversa dalla pianta del piede. Spesso gli incontri durano pochi secondi: i due lottatori si mettono l’uno davanti all’altro, a una distanza di circa 70 centimetri, e appena l’arbitro dà il via si scontrano con grande veemenza. Nel caso in cui la lotta prosegua dopo la carica, perché nessuno dei due è caduto o uscito dal dohyō, i rikishi iniziano a usare diverse tecniche per far perdere l’equilibrio all’avversario. Una delle più usate consiste nell’aggrapparsi al suo perizoma (il mawashi) per provare a scuoterlo, sollevarlo ed eventualmente farlo cadere. In questi casi per i lottatori di sumo una pancia grossa e pesante è un grande vantaggio, perché permette di avere un baricentro più vicino al suolo, che a sua volta permette di essere molto più stabili. Non è dunque solo una questione di peso, è anche una questione di distribuzione del grasso nelle varie parti del corpo.

Leggi anche: Finanze di Floyd Mayweather

Composizione Corporea dei Rikishi: Massa Grassa e Massa Muscolare

Contrariamente a quanto si possa pensare, i lottatori di sumo non sono semplicemente "grassi". La loro composizione corporea è caratterizzata da una notevole quantità di massa muscolare, necessaria per la forza e la potenza richieste nel combattimento. Il grasso sottocutaneo, invece, svolge un ruolo importante nell'ammortizzare gli urti e proteggere gli organi interni.

Il tessuto adiposo, cioè il grasso, deve essere soprattutto sottocutaneo e non viscerale (che è quello situato tra gli organi e che è più pericoloso per la salute), e deve anche essere accompagnato da una notevole quantità di muscoli. Per costruire un fisico del genere i rikishi devono seguire uno stile di vita molto rigido e tradizionale. I lottatori si allenano tre ore al giorno e in due pasti assumono tra le 5.000 e le 7.000 calorie (più del doppio rispetto alla maggior parte delle persone): il piatto tradizionale della loro dieta è il chanko nabe, uno stufato di carne o pesce che è ricco di proteine e povero di grassi.

Allenamento e Dieta: Il Segreto della Stazza

I rikishi seguono un regime di allenamento e una dieta molto rigidi per raggiungere e mantenere la loro stazza. Gli allenamenti, che si svolgono al mattino a stomaco vuoto, sono intensi e mirano a sviluppare la forza, la resistenza e la tecnica. La dieta, invece, è ipercalorica e ricca di proteine, con un piatto principale chiamato chanko nabe.

I rikishi vivono nelle “heya”, complessi residenziali annessi a una palestra specializzata. Ogni heya ospita circa 30 lottatori di diverse categorie, capeggiati dall’oyakata, un ex rikishi che al termine della carriera si dedica alla formazione delle nuove leve. La loro giornata tipo inizia la mattina alle 7:30 quando si svegliano per il “keiko”, gli allenamenti mattutini. Il “keiko” consiste soprattutto in esercizi a corpo libero per potenziare i muscoli di gambe e braccia e nell’apprendimento delle tecniche di lotta. L’addestramento, rigorosamente a stomaco vuoto, dura circa tre ore al termine delle quali i lottatori consumano un abbondante pranzo. In genere, la loro alimentazione è costituita da un piatto chiamato “chanko nabe”, una zuppa ricca di carne di pollo, pesce, tofu e verdure. Si tratta di un piatto ricco di proteine, studiato appositamente per far prendere loro peso. Un rikishi arriva a mangiare fino a ottomila calorie in un giorno e, per assimilarle al meglio, dopo pranzo è d’obbligo schiacciare un pisolino. Nella serata, la maggioranza dei lottatori si dedicherà allo studio (molti, infatti, hanno meno di vent’anni) oppure qualche hobby e alla vita privata.

Rischi per la Salute: Obesità e Aspettativa di Vita

Nonostante l'importanza del peso nel sumo, l'eccessiva stazza dei lottatori può comportare seri rischi per la salute. L'obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari e l'artrite sono solo alcune delle patologie a cui i rikishi sono più esposti. Di conseguenza, l'aspettativa di vita media dei lottatori di sumo è inferiore rispetto alla media della popolazione giapponese.

Leggi anche: Tutto sul peso dei pugili di categoria media

Secondo la classificazioni BMI, basate sul calcolo dell’indice di massa corporea, un uomo soffre di obesità quando il suo rapporto kg/m2 supera quota 30. Ebbene, le ultime rilevazioni sui lottatori di sumo dice che la loro media BMI è superiore a 47. In pratica, i lottatori di sumo contemporanei soffrono di obesità del terzo grado, la più grave. Anche Orora Satoshi, detentore del record di lottatore più pesante della storia (294 kg al momento del ritiro, nel settembre 2018), ha confermato le difficoltà dei professionisti: «Non è facile rimanere in forma quando fai questo mestiere». I rischi, ovviamente, sono enormi: il direttore di una clinica giapponese specializzata nei controlli per i professionisti, ha spiegato che «aumentare la propria massa corporea fa parte della vita e del lavoro di un rikishi (il termine più utilizzato per definire i lottatori, ndr)». Solo che però c’è modo e modo di farlo: la federazione giapponese consiglia ai tesserati di mangiare pesce, verdure e carne, e di non abusare di cibo spazzatura. Da qualche anno, però, il problema del peso nel sumo non riguarda più soltanto gli ex atleti, ma anche quelli in attività. Secondo l’ex rikishi irlandese John Gunning, soprattutto in Giappone i giovani atleti subiscono una forte pressione per diventare sempre più pesanti, cosa che spesso li porta a mangiare troppo e a trascurare una dieta equilibrata. Oggi i lottatori di sumo pesano in media 50 chili in più rispetto a quelli di 75 anni fa e 15 chili in più rispetto a quelli di 30 anni fa.

Il Futuro del Sumo: Salute e Tradizione

Negli ultimi anni, la federazione giapponese di sumo ha iniziato a prendere provvedimenti per tutelare la salute dei lottatori. Controlli medici più frequenti, consigli alimentari e programmi di allenamento personalizzati sono alcune delle misure adottate per contrastare i rischi legati all'eccessivo peso. L'obiettivo è quello di preservare la tradizione del sumo, garantendo al contempo la salute e il benessere dei suoi atleti.

Sumo Femminile: Un Nuovo Capitolo

Sebbene il sumo sia tradizionalmente uno sport maschile, negli ultimi anni si è assistito a una crescente popolarità del sumo femminile. Sebbene non sia ancora riconosciuto a livello professionistico come il sumo maschile, ci sono tornei amatoriali e club universitari dove le donne competono. Questi eventi stanno lentamente contribuendo a cambiare la percezione del sumo come uno sport solo maschile.

Leggi anche: Fattori che influenzano lo stipendio del manager

tags: #quanto #pesano #i #lottatori #di #sumo

Post popolari: