È consuetudine nel mondo della boxe promuovere i grandi incontri con titoli accattivanti, capaci di catturare l'attenzione del pubblico e accrescere l'eccitazione per l'evento. A volte, questi titoli rimangono puramente simbolici, mentre in altre occasioni si adattano perfettamente alle dinamiche del combattimento. "Thunder in Africa" (Tuono in Africa) è stato il nome dato all'incredibile primo incontro tra il campione del mondo dei pesi massimi Lennox Lewis e il suo sfidante Hasim Rahman. Il boato con cui il pubblico del Carnival City Casino in Sud Africa ha accompagnato il terribile KO di "The Rock" è stato paragonabile a un tuono che irrompe nella quiete della notte.
Gli Inizi e la Scalata al Titolo
Dietro a una grande sorpresa sportiva, che si concretizza in un singolo istante decisivo, c'è spesso un lungo periodo di sacrifici, sudore e abnegazione che la rende possibile. Hasim Rahman non aveva le stimmate del fuoriclasse: al netto di un destro alla dinamite, era un pugile ordinario. Proprio per questo, lavorava come un ossesso per nascondere i suoi difetti e sfruttare al meglio i pregi, inseguendo il sogno di alzare una cintura al cielo.
La carriera disputata fino al grande appuntamento evidenziava un'elevata percentuale di KO all'attivo, vicina all'80%, ma anche due brutali sconfitte patite per mano di David Tua e Oleg Maskaev. È interessante notare che The Rock fosse in vantaggio ai punti in entrambe le circostanze prima di commettere l'errore decisivo, pagandolo a caro prezzo.
"Thunder in Africa": Rahman vs. Lewis I
Lennox Lewis, dal canto suo, diede molto meno peso alla cosa, tanto da giungere sul posto soltanto il 10 aprile da Las Vegas, dove aveva svolto la sua preparazione alternando gli allenamenti con le riprese del film "Ocean's Eleven", a cui prese parte per un cameo. Non proprio l'atteggiamento di un pugile preoccupato delle insidie della difesa in arrivo, impressione confermata anche dalla bilancia, visto che l'atleta britannico fece registrare il peso più alto mai esibito in carriera fino a quel momento, sforando i 115 chili.
Se il comportamento di Lewis nella fase di avvicinamento al match era stato quello di colui che non ha nulla da temere, la sua gestione delle prime fasi della sfida non fu da meno. Il campione, infatti, agì in maniera ben diversa rispetto a quanto fatto cinque mesi prima al cospetto di David Tua, quando aveva portato a casa una pregevole vittoria ai punti con una condotta prudente e astuta. Stavolta il britannico accettò invece di giocarsela a centro ring, incurante del pericolo rappresentato dal destro del rivale, e piuttosto che dare continuità al jab iniziò fin dai primi scampoli del match a cercare il varco per piazzare i suoi colpi pesanti.
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Dopo aver trovato parziale successo nella seconda ripresa, Lewis alzò ulteriormente i ritmi nella terza, cercando di azionare tutto il suo arsenale offensivo. I suoi destri violentissimi e potenzialmente letali venivano evitati piuttosto bene dallo sfidante, abile nell'abbassarsi al momento opportuno, mentre miglior fortuna avevano i corti montanti che talvolta coglievano Rahman impreparato mentre era intento ad accorciare la distanza. Nondimeno, la crescente aggressività del campione dava modo anche allo sfidante di andare a segno e The Rock lo faceva, nelle prime fasi, principalmente col jab sinistro.
Una vera e propria "partenza a razzo" di Lewis nel quarto round fu subito disinnescata da Rahman, che per la prima volta riuscì a spingere alle corde l'avversario tempestandolo di colpi. Nulla ad ogni modo faceva presagire quello che sarebbe successo poco dopo, nel corso della drammatica e inimmaginabile quinta ripresa. Dopo un ottimo avvio, Lewis incappò in un primo destro velenoso ma, invece di avvertire il suono del campanello di allarme, il campione sorrise sprezzante. Lo stesso sorriso sardonico Lennox lo sfiderò poco dopo, mentre indietreggiava a braccia basse sul tentativo di aggressione di Rahman che, dopo averlo raggiunto alle corde, gli cancellò la smorfia dal volto con un gancio destro da capogiro. Nessuna speranza di rialzarsi in tempo utile e immediata invasione di ring da parte di una folla urlante che sollevava il nuovo campione del mondo in trionfo mentre quest'ultimo urlava "Niente Lewis - Tyson!".
Il Breve Regno e la Rivincita di Lewis
Il regno di The Rock è poi durato appena cinque mesi, il tempo necessario a Lennox Lewis per presentarsi in forma smagliante e restituirgli il favore con un KO persino più impressionante di quello subito.
Le Ultime Sfide e gli Incontri Minori
Rahman, dopo aver perso il titolo contro Lewis, ha continuato a boxare per diversi anni, affrontando una serie di avversari di vario livello. Ha combattuto contro pugili come Oleg Maskaev per il titolo WBC, e James Toney, in un incontro terminato in pareggio. Ha anche partecipato a incontri minori, ottenendo alcune vittorie e subendo altre sconfitte.
Tra gli incontri minori si ricordano:
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- Vittoria ai punti contro Gene Pukall nell'Aprile 2005.
- Vittoria per KO al quarto round contro Michael Rhodes.
- Sconfitta ai punti contro Fres Oquendo. In questo incontro, Rahman ha ricevuto un richiamo nell'ottavo round per un colpo basso.
- Vittoria per KO tecnico al quinto round contro Raphael Butler.
L'Eredità di Rahman
La storia di Hasim Rahman ci insegna che determinazione, etica del lavoro e coraggio possono talvolta sovvertire squilibri apparentemente incolmabili e che nella boxe nessun avversario va preso sottogamba.
La Situazione dei Pesi Massimi Dopo Lewis
Dopo il ritiro di Lennox Lewis, la categoria dei pesi massimi ha vissuto un periodo di transizione, con diversi pugili che hanno cercato di affermarsi come dominatori. Vitaly Klitschko è stato uno dei primi a emergere, conquistando il titolo WBC e difendendolo con successo in diverse occasioni.
Tuttavia, anche altri pugili di lingua russa, come Nicolay Valuev e Sergei Lyakhovich, hanno saputo approfittare della crisi della categoria, conquistando titoli prestigiosi. Valuev, in particolare, è diventato il più alto e pesante pugile della storia a vincere il titolo dei pesi massimi.
Considerazioni sul Sistema dei Titoli nella Boxe
La proliferazione di sigle e titoli mondiali nella boxe è un problema che affligge questo sport da anni. La presenza di molti "campioni" toglie credibilità alla boxe e rende difficile per i neofiti avvicinarsi a questo sport.
Alcuni propongono un torneo di riunificazione che veda la partecipazione dei quattro campioni di sigla, ma la storia insegna che il titolo "undisputed" si frantumerebbe subito dopo. Altri suggeriscono di isolare le sigle, ma nessun pugile rifiuterà mai la possibilità di combattere per un titolo di sigla.
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La championship policy di The Ring è la miglior soluzione attualmente applicabile, ma la corruzione è un dato di fatto e arrendersi ad essa è un errore. La boxe è uno sport che è sotto il mirino di molti proprio per i suoi contenuti intrinseci, e bisogna cercare di migliorarla anche per non farla morire.
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